Favola Americana (CK)

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Favola Americana
Granato Production

(Gangster Movie)

Regia:  Clint Eastwood

Cast: Leonardo DiCaprio, Ryan Gosling, Maria Bello, Michael Shannon, Jack Nicholson, Giuseppe Fiorello, James Woods, Ray Liotta, Michael Kelly, Christoper Lee, Andrew Connolly, Gil McKinney, Sean McGowan.

LINK al film

Trama: Fra le ampie distese canadesi sorge Lago, un’immensa città divisa a metà da un grande fiume che attraversa quelle terre.
Alla vigilia delle elezioni, il sindaco Arnold Meets, decide di rinnovare la propria immagine di paladino della giustizia, dichiarando guerra alla malavita organizzata. Liam Perry (Gil McKinney), ispettore di successo, viene incaricato di formare una squadra destinata alla lotta contro il crimine. Ad intralciare i loro piani ci penseranno Brandon Cox (Leonardo DiCaprio), gangster giovane ed ambizioso ed il consigliere comunale Joshua Baker (Ryan Gosling). Entrambi, grazie al sostegno degli uomini d’onore, fondatori della città, cercheranno di screditare il sindaco e di primeggiare alle elezioni. Clint Eastwood dirige un affresco sul proibizionismo dalle tinte fiabesche, esplorando le intricate fila che muovono il potere politico e mafioso lungo un intero decennio. L’epopea di una città divenuta impero, in virtù della spregiudicata ambizione nutrita dagli uomini d’onore che hanno tracciato la storia di un’America che non c’è più.

Recensione della Chimera
Già al suo secondo film anche Sascha come Mastruccio punta in alto con un film ambizioso dal sapore epico. Coraggio da vendere, supportato però da una maturità creativa al pari di tanti veterani, che gli ha permesso di farlo e di riuscire nell’impresa, perché si può parlare infatti di impresa il voler narrare una storia così complessa e ricca di personaggi.
Il genere non è il mio preferito, lo ammetto. Quando si tratta di gangster movie mi annoio e vedo film del genere solo sotto pressanti consigli, forse perché va a finire che si ritrovano sempre gli stessi personaggi e stereotipi. E bisogna dire che Favola Americana non è esente da ciò, perché anche qua ritroviamo tutta una serie di personaggi e situazioni già viste in passato: c’è una famiglia mafiosa che governa la città, il giovane rampante che vuole scalare il potere e che si innamora della figlia del boss, ci sono i poliziotti dal passato turbolento e poi c’è la corruzione, la vendetta, l’amore proibito e il dolore della perdita.
E’ una storia che mi ha messo un po’ di difficoltà: parla di un uomo affamato di potere che arriverà a sacrificare l’amore e l’amicizia pur di ottenere ciò che vuole. E alla fine l’ottiene, coronando il suo sogno.
Mi ha messo in difficoltà perché dopo i titoli finali mi sono chiesto quale fosse il senso della storia, se ci fosse una morale. Perché se ci si pensa bene, viene fuori un messaggio negativo: “passa sopra a ogni cosa, fregatene degli altri, vai contro la legge e la morale pur di ottenere ciò che vuoi”.
Non dico che in un film ci debba essere per forza una buona morale, ma questa cosa mi ha lasciato spiazzato perché in fin dei conti Cox è un personaggio negativo che l’ha vinta, cosa quanto meno atipica.
Se il film non brilla di originalità, è anche vero che tutti i tasselli sono posti in maniera perfetta e la grande quantità di personaggi si muove in maniera credibile grazie a una sceneggiatura solida e matura.
Non era affatto facile riuscirci perché le vicende e i personaggi sono davvero tanti e se consideriamo che si è trattato di un lavoro originale c’è solo da ammirare il produttore per la bravura con cui è riuscito a partorire una storia simile che nella realtà sarebbe credibilissima.
Una cosa che invece mi è piaciuta è stato l’impegno messo per cercare di creare una storia profonda che potesse superare il gelido mondo dei gangster, inserendo tante emozioni. Un esempio che posso fare è la storia della famiglia di montagna a cui uccidono il figlio (stupendo là il montaggio con la caduta dell’albero) oppure le scene delle uccisioni dei figli del sindaco. Si nota tantissimo il tentativo di umanizzare il più possibile anche i personaggi più duri come Cox, che spesso vediamo piangere come un bambino (a volte forse esagerando un po’).
Certo, non mancano qua e là alcuni difetti, tipo qualche forzatura o qualche scena che avrei evitato e si può anche dire che una sforbiciata qua e là avrebbe reso il film un po’ più veloce da leggere, così come si deve dire che non è esente di errori grammaticali, spesso grossolani ed evitabili.
La storia e i personaggi li trovo nelle corde di Eastwood, anche se farei a Sascha lo stesso commento che feci al nostro Clint per Millennion: il regista ultimamente ha diretto film molto intimisti che di epico avevano poco, raccontando storie di singoli personaggi piuttosto che corali.
In ogni caso la regia si fa notare, sia per un montaggio eccellente, che per una fotografia descritta minuziosamente (cosa rara qua da noi).
Riguardo il cast, posso dire che non mi hanno convinto alcune scelte, più per un fatto anagrafico che per altro. Brandon, che è il protagonista, viene spesso descritto come un giovane ragazzo ambizioso, mentre Leonardo di Caprio ha quarant’anni , un po’ troppi forse (anche considerando il periodo dove si diventava uomini già a vent’anni). Stesso discorso, ma ancora più accentuato, per Maria Bello. In tutto il film viene dipinta come una ragazza che deve fare i conti col padre troppo premuroso, mentre l’attrice ha oggi quasi cinquant’anni, quindi errore di calcolo da evitare in futuro.
Sempre riguardo il cast ho notato che alcuni personaggi erano senza attore, cosa accettabile ma possibilmente da evitare, specie per quelli con un ruolo importante (e sarebbe stato inoltre utile inserire le foto degli attori nello script per evitare confusioni, specie nella prima parte).
Riguardo il resto del cast ho apprezzato molto Jack Nicholson che quando si incazza è fenomenale, ma anche Ryan Gosling.
Gli altri personaggi restano in ombra, come a fare da contorno. E questo è un altro importante limite del film, secondo me. Spesso notiamo alcuni tentativi di approfondire dei personaggi come il malvivente che crede in Dio oppure il poliziotto dal passato burrascoso, quando poi in realtà un approfondimento vero e proprio non c’è e di loro abbiamo solo notizie abbozzate che ci impediscono di apprezzarli in pieno. A questo punto non era forse meglio metterli da parte e concentrarsi solo su alcuni protagonisti? Anche in pagine, il film ne avrebbe giovato. Tutta la scena dello scontro finale tra i due poliziotti, per quanto bella fosse di per sé, per me è stata povera di emozioni perché nel film non ho avuto modo di conoscerli a fondo e di entrare in empatia con loro.
La colonna sonora è molto bella e adatta al film. Ho apprezzato il fatto che siano state prese musiche di un solo artista, sempre azzeccate e in tema con le scene.
Il sito è tra i migliori dell’anno, così come molto bella è la locandina.

Voto: 7,5

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