“Sognando Beckham”, quando il pallone è più forte di tutto

Recensione – Cinesport – Con l’arrivo nel calcio italiano di Ronaldo, il pensiero torna indietro nel tempo ad un altro numero 7 che ha scosso i cuori e le passioni dei tifosi (e delle tifose). “Sognando Beckham” è l’amore per il calcio attraverso la passione di una giovane donna molto determinata.  Film del 2002 per la regia di Gurinder Chadha.

Una ragazza e il suo sogno 

Londra. Jess (Parminder Nagra) è una ragazza britannica di origini indiane che vive con la sua famiglia dalle regole rigide, la quale si trova particolarmente in agitazione per via della crisi del  fidanzamento della sorella più grande di Jess, ovvero Pinky (Archie Panjabi), proprio mentre il matrimonio appariva vicinissimo. Pur essendo una brillante studentessa, il vero sogno di Jess è diventare una calciatrice, anche spinta dalla passione per il suo idolo David Beckham, stella del Manchester United e della Nazionale inglese.

I suoi genitori non l’hanno finora ostacolata più di tanto eppure non accetterebbero mai che la figlia andasse oltre il semplice svago, ma la volontà di Jess è sempre più forte e, un giorno, l’attaccante della squadra giovanile femminile londinese, Jules (Keira Knightley), la incontra al parco dopo averla vista più volte giocare (sempre contro i maschi, battendoli regolarmente), e le propone di entrare a far parte del team, allenato dal talentuoso Joe (Jonathan Rhys-Meyers).

Jess accetta ma deve fare tutto di nascosto dai suoi, eccezion fatta per Pinky, la quale nel frattempo sta finalmente per dirigersi verso l’agognato matrimonio. Eppure il rapporto con Jules e la squadra diventa saldo, la bravura di Jess la porta a diventare il miglior elemento del gruppo e nasce un’attrazione anche con Joe. Ma riuscirà a conciliare il suo sogno e il rispetto per le tradizioni religiose di famiglia?


Un’opera contemporanea

Scritto da Gurinder Chadha insieme a Guljit Bindra e Paul Mayeda Berges, Sognando Beckham” (titolo originale: “Bend It Like Beckham”) non brilla forse per originalità della trama o per spunti di regia, ma si caratterizza per una certa agilità narrativa e soprattutto per i temi trattati.

Innanzitutto sprizza energia femminile in ogni fotogramma: la protagonista, Jess, è determinata nel raggiungere il proprio obiettivo e a perseguire il proprio sogno con tutte le forze, senza farsi imporre le scelte dai genitori tradizionalisti e impauriti (per vari motivi) dalla possibile eccessiva emancipazione della figlia. Oggi si parla tanto di girl power nei film (uno per tutti, “Wonder Woman” di Patty Jenkins) ed ecco che, in un’opera di 16 anni fa, vi è un esempio molto fulgido e con un’ambientazione assolutamente comune.

Poi, naturalmente, il tema dell’integrazione. Come accennavamo precedentemente, Jess è britannica ma di famiglia indiana. Storicamente la colonizzazione e l’annessione dell’India da parte di quello che fu l’Impero britannico ha instaurato un inevitabile rapporto secolare tra le popolazioni. Ancora oggi la comunità indiana nel Regno Unito è tra le più numerose.

I genitori di Jess conservano le proprie tradizioni con convinzione e nutrono una atavica diffidenza nei confronti degli inglesi, cercando di vivere chiusi nel loro mondo. Impensabile per una giovane nata e cresciuta in Occidente come Jess la quale, pur rispettando le proprie origini, desidera trovare una propria dimensione nella società britannica e interagire con essa totalmente.

Infine, da apprezzare la scelta di affrontare il tema del calcio femminile, poco diffuso in Gran Bretagna, come nel resto d’Europa (Italia compresa) fino a pochi anni fa e che in questa circostanza ha trovato un giusto risalto.


Tre interpreti, tre strade differenti

Una riflessione merita certamente il cast, e in particolare i tre attori principali. Tutti alle prime armi e tutti di talento, ma le cui traiettorie hanno poi assunto direzioni molto differenti. Parminder Nagra ha preso parte solo ad alcune serie tv, dedicandosi soprattutto alla vita privata.

Keira Knightley ha confermato l’enorme bravura negli anni successivi con ruoli di primo piano in film di grande successo e ottenendo finora due candidature al Premio Oscar e tre ai Golden Globe; Jonathan Rhys-Meyers è, invece, uno dei talenti sprecati degli ultimi anni, durante i quali ha conosciuto l’apice della carriera ma anche un crollo rovinoso per motivi personali, dal quale però l’attore irlandese ha saputo risollevarsi tornando a recitare e diventando anche padre.


Sognando Beckham è un piccolo grande film da ritrovare per la sua grande vivacità e attualità.

Voto: 7

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