Recensione – Streaming Netflix – Quanto sono diverse le dinamiche tra adulti rispetto a quelle tra bambini? Quanto possono essere immaturi e pericolosi dei genitori quando si tratta dei propri figli? A queste e altre domande prova a rispondere Una notte all’asilo, in streaming su Netflix dallo scorso 28 dicembre 2022.

Immaturo

Eryk (Piotr Witkowski) è un ragazzo di circa trent’anni scapestrato, senza un lavoro fisso, che fuma erba e non ha ancora dato una forma alla sua vita; per questo, viene incolpato di immaturità. Egli è il fidanzato di Dorota (Masza Wagrocka) che è a sua volta la madre di Tytus (Marcel Krzeminski) un bambino che frequenta l’asilo. Dorota ama Eryk ma lo accusa di non essere  responsabile. Per dimostrare la propria buona volontà, una sera Eryk, che doveva stare con Tytus, decide di lasciare il piccolo ad un amico (un drogato) per presenziare ad una riunione presso l’asilo di Tytus con altri genitori dei piccoli, alla quale Dorota non sarebbe riuscita a partecipare causa turno di lavoro.

A questa riunione Eryk conosce Justyna (Lena Gora), la presidente del comitato dei genitori, e gli altri genitori che si riuniscono periodicamente per prendere decisioni in merito all’educazione dei propri figli. Eryk capirà presto di trovarsi in mezzo ad un branco, tutti disposti a tutto per i propri figli e dove le dinamiche sociali non sono diverse da quelle che esistono tra i bambini di 5 anni.

Lo scontro tra lui e Justyna (la quale vuole Tytus espulso dall’asilo a causa del comportamento ritenuto inaccettabile) diventa il leitmotiv della vicenda, portando i due a cercare di superarsi continuamente in astuzia e trovate, scatenando azioni e relative conseguenze.

Prodotto non originale ma interessante

La vicenda non si distingue da altre per tematica ma la messa in scena è molto buona. Witkowski è un’ottima scelta e riesce ad essere sempre credibile come personaggio, il quale ricorda per certi aspetti il Jesse Pinkman di Aaron Paul in “Breaking Bad”. Anche gli altri attori, su tutti Lena Gora, caratterizzano a dovere i propri personaggi e le diverse anime dell’opera sono ben bilanciate, fra comicità e violenza.

Un’opera non perfetta dunque – qualche passaggio a vuoto c’è – ma che intrattiene e raggiunge il suo scopo nel non cercare di eccellere e di essere troppo, mantenendo la propria anima fino alla fine. Da guardare nel periodo delle feste per passare un’oretta e mezza tra qualche risata e interessante riflessione sociale.

Voto: 6.5

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