Recensione in anteprima – Sessantaduesimo lungometraggio classico Disney d’animazione. Una film che omaggia i 100 anni della storia della “casa di topolino” parlando di sogni, speranze, desideri. Un film riuscito a metà che ha poca profondità ma che divertirà soprattutto i più piccoli. Al cinema dal 21 dicembre.

La storia

Nella magica terra di Rosas, un’isola di pace e armonia, uomini e donne, al compimento del diciottesimo anno, affidano i loro sogni a re Magnifico, affinché li protegga e li realizzi. La diciassettenne Asha è vicina a quel momento, ma ciò che più le sta a cuore è che il suo adorato nonno possa vedere realizzato il suo sogno, nel giorno del suo centesimo compleanno.

Per questo, e per la fede che ripone nella sua guida, Asha si propone come assistente del re, ma quello che scopre, una volta al suo cospetto, la lascia dubbiosa e sconvolta. Magnifico non è il mago altruista che tutti credono essere, e i sogni delle persone, con lui, non sono affatto al sicuro. Disperata, la ragazza esprime un desiderio al cielo stellato e si prepara a lottare perché la verità venga rivelata.

Protagonista del film è una ragazza che dovrebbe essere la somma naturale e moderna delle principesse e dei personaggi femminili dei cento anni di storia Disney. La storia invece è molto lineare e semplice, la più classica dei classici. In questo periodo potrebbe anche essere un bene ma alla lunga non verrà ricordato.

Se puoi sognarlo puoi farlo

“Se puoi sognarlo puoi farlo”

Questa una delle frasi storiche della Disney che, in questo film sembra essere sussurrata e poi declamata praticamente per quasi tutti i minuti della sua durata.

La Disney punta dritto sui desideri e i sogni e “Wish” sembra mettere l’equivalente di un dio a capo di un’isola. Quel Re Magnifico risulta in prima battuta quel Dio religioso che può esaudire tutti i sogni e le preghiere ma che decide di esaudire, a scadenza regolare, solo una parte dei molti desideri.

Re Magnifico è anche un po’ la Disney stessa, forse impossibilitata ad esaudire i gusti di tutti ma che è capace di realizzare quei sogni cinematografici tanto cari a tanti adulti e bambini.

Vorrei ma non posso

Re Magnifico rivelerà la sua vera natura ma la Disney invece procede nel solco principale del film e prende dimora nell’animo di Asha. Quella protagonista che ha il suo sogno ma che guarda anche ai sogni degli altri.

“Wish” continua a narrare una storia classica e fin troppo poco originale ma è quanto di meglio ci si può aspettare da questo film che deve essere una sorta di celebrazione dei cento anni di storia Disney. Il film deve anche portare una grossa fetta di pubblico al cinema e “Wish” ne ha il potenziale.

Potenziale che è rimane un po’ disarmato da quello che è il pregio e il difetto del film stesso. La poca originalità e profondità è il risultato di quel “vorrei ma non posso” che sembra aleggiare in questo film. Voler essere più incisivi ma non poterselo permettere perchè tutti hanno desideri e il film vuole essere destinato a tutti.

Voto: 6,4

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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