Recensione – Sesto e (forse) conclusivo film della saga iniziata 29 anni fa da Steven Spielberg. Terzo film della trilogia che ha rilanciato il franchise e ritorno con seconda regia di Colin Trevorrow chiamato a mantenere il giusto ritmo tra nostalgia e nuove idee. Lavoro purtroppo fallito per buona parte del film. Jurassic World, il dominio non scuote il pubblico, risulta troppo scontato e aggiunge molto poco. Nelle sale italiane dal 2 giugno.

La storia del terzo, del sesto, del primo, ecc…

Quattro anni dopo la distruzione dell’Isola Nublar i dinosauri si aggirano nel mondo degli uomini, adattandosi a condizioni ambientali inedite. La multinazionale Biosyn si occupa di raccogliere esemplari allo stato brado per confinarli in un’area nelle Dolomiti, dove studiare nuove possibilità di cura delle malattie attraverso la manipolazione del DNA. Intanto una moltitudine di locuste geneticamente modificate distrugge i raccolti negli Stati Uniti: le origini di queste nuove forme di vita sono sconosciute.

Il film inizia con un’intuizione molto interessante che ha anche il pregio di riuscire a creare un simil riassunto dei capitoli precedenti. Se non tutti, sicuramente i più importanti e utili per poter comprendere la situazione esistente tra vita umana e vita dei dinosauri in libertà.

Ma è solo uno spunto. La trama poi si sviluppa appiattendosi su dinamiche già viste nei precedenti capitoli, scene ripetute, voglia di citare il passato rendendolo vagamente nuovo e appetibile.

Cloni cinematografici

Il capitolo precedente: Jurassic World il regno distrutto ha introdotto la questione della clonazione umana tramite la presenza di Maisie Lockwood (Isabella Sermon). Un argomento che viene sfruttato nella prima parte del film infondendo all’intera vicenda quel tocco di thriller che non sempre viene gestito bene.

Ma è l’intero film che risulta, per versi e in certe situazioni, un clone dei capitoli precedenti. Nel film sono presenti nuove situazioni nelle quali coinvolgere l’intero cast richiamando alcune scene soprattutto dei capitoli più cult. Ed ecco allora che sono presenti ben due cast diversi, quello della trilogia degli anni 90 del secolo scorso e quello della nuova trilogia. Il primo viene riproposto con scene dedicate estremamente ad uso e consumo dei fan. Un effetto “wow” che non lascia il segno.

Il “dominio” del titolo si eclissa abbondantemente sotto il peso di una sceneggiatura che deve avere il compito di unire personaggi di due trilogie, cercare di dare una conclusione all’intera saga, di far interagire umani e dinosauri, creare una novità di “cattivi”, veicolare nuovamente il nuovo punto di vista nel quale non sono i dinosauri i mostri ma lo sono gli umani senza scrupoli.

Risultato scontato

In pratica, tutti questi argomenti all’interno di un solo film rischiano di creare forte disorientamento nello spettatore perchè l’approfondimento non è mai adeguato e la superficialità regna. “Jurassic World il dominio” rimane comunque un buon film d’intrattenimento puro, un film che deluderà molte attese e che aggiungerà poco alla saga e con passaggi che risultano anche scontati.

L’ennesimo scontro tra dinosauri giganti si concluderà come sempre mentre i rapporti sentimentali seguono un binario già scritto. Owen (Chris Pratt) e Claire (Bryce Dallas Howard) funzionavano meglio quando non erano una coppia e la loro volontà inconscia di creare una famiglia trapela in modo confuso. Il ritorno di Alan (Sam Neill) e Ellie (Laura Dern) nella stessa scena funziona ma ricostruisce un rapporto diverso e telefonato proprio per esigenze di pubblico.

Sullo sfondo i dinosauri, quasi mai mostri ma sempre da difendere dalle azioni di conquista, bracconaggio, sfruttamento di umani cattivi spesso stereotipati nei modi e negli aspetti. Ed ecco che Owen risulta un ibrido tra Indiana Jones e Mr Crocodille, capace come sempre di parlare con i dinosauri come lo è Alan ma attraverso le ossa.

New Jurassic World

“Jurassic World il dominio” tenta di lasciare qualcosa al pubblico ma non ci riesce. Risulta un film divertente se ci si limita al classico film di fantascienza pieno di azione con i dinosauri. Ma è sostanzialmente poco per un film inserito in una saga così cult e così importante.

Questo nuovo mondo che il film ci presenta non è nuovo per niente se si guarda alla realtà industriale e finanziaria moderna. Le dinamiche di questi mondi vengono inserite legandole allo sfruttamento dei dinosauri e al governo delle risorse alimentari e agricole.

Il film cerca di “lasciare eredi” che non si presentano all’appello e che forse sarebbero stati anche nocivi. Però è chiaro che serpeggia la sensazione di trovarsi di fronte a un prodotto che avrebbe dovuto concludere in bellezza tre decenni di storie attorno ai dinosauri e che invece si è rivelato un altro (quasi) insignificante capitolo veicolato per pura e semplice motivazione commerciale.

ps: Jeff Goldblum sempre in splendida forma recitativa.

Voto: 6

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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