Recensione in anteprima – RomaFF16 – La vicenda  è nota e viene riportata sul grande schermo dopo oltre trent’anni con alcune novità e un nuovo spirito. Il film è scritto da Erica Schmidt che porta così l’omonima sua opera teatrale che vede protagonisti gli stessi Peter Dinklage e Haley Bennett. Ottima la regia di Joe Wright per un film godibile e dal forte impatto emotivo. Al cinema dal 3 marzo.

Un nuovo Cyrano

Da sempre innamorato della bellissima e brillante Rossana (Haley Bennett), il poeta spadaccino Cyrano (Peter Dinklage) non osa dichiararsi alla donna essendo nano: convinto per questo di non avere nessuna possibilità aiuterà in ogni modo il cadetto Christian (Kevin Harrison Jr.), giovane di bell’aspetto ma di scarso eloquio, a conquistarne il cuore.

La storia è nota ma il Cyrano presentato da Erica Schmidt e dal regista Joe Wright non ha il naso lungo e grosso bensì è un nano. Una scelta portata nel film dal teatro tramite la stessa opera teatrale scritta da Erica Schmidt e con gli stessi interpreti del film: Peter Dinklage e Haley Bennett. Una rivisitazione solo parziale, nel dettaglio dell’opera scritta da Edmond Rostand.

L’atmosfera però non cambia e cerca di interpretare, ancora una volta, lo struggente sentimento d’amore di Cyrano che viene affogato da quella paura di essere inadatto per questioni fisiche. Ma il sentimento è vivo e si trasforma in poesia. Questa volta spesso cantata.

Più melodramma che storia

Le riprese del film sono state effettuate in Sicilia e nonostante i camuffamenti è abbastanza semplice riconoscerne il panorama. Il periodo storico fonde seicento e settecento senza andare troppo oltre le questioni politiche, anzi senza approfondirle. C’è una guerra in atto, ci si arruola per difendere il proprio regno e questo non risparmierà la chiamata alle armi di Cyrano e Christian.

Rimangono a casa le donne e i ricchi e Rossana è una di queste. Una Rossana molto moderna, ricorda un po’ quella Satine di Moulin Rouge che è costretta nella sua vita da donna ma che vorrebbe essere libera di dimostrare quanto vale oltre quello che la società le impone. La bellezza è solo un di più in quanto Cyrano si innamora di lei per quell’amicizia sincera fondata su confidenze, cultura, empatia.

Quindi la storia, quella vera passa in secondo piano ma la storia di questo forzato triangolo amoroso crea le situazioni che abbiamo imparato a conoscere con l’aggiunta della musica, del canto e, soprattutto di una regia molto attenta ad esaltare o mitigare le diversità fisiche dei protagonisti.

Un (quasi) musical sull’infinito amare

“Cyrano”, il film, si avvale di ottimi costumi, non a caso Massimo Cantini Parrini e Jacqueline Durran, il primo orgoglio italiano, sono stati nominati agli Oscar proprio nella categoria dei migliori costumi. La scenografia è ben curata e la sceneggiatura è molto solida e dinamica lasciando i giusti spazi alle canzoni.

Non si tratta di un vero e proprio musical in quanto diverse sono le scene di solo dialogo ma il canto è presente e molte canzoni sono anche orecchiabili rifacendosi a una musicalità moderna. Sicuramente la scena che rimane più impressa riguarda l’esercito che muove contro il nemico cantando. In particolare si tratta di tre soldati che cantano l’amore che non hanno fatto in tempo a dichiarare totalmente. Sono consapevoli di andare a morire e di non fare ritorno. Cantano l’amore per la propria moglie, la propria fidanzata e il proprio padre.

Si tratta di un amore scoperto solo troppo tardi nella sua grande portata, nel suo essere infinito. L’opposto di quanto avviene per Cyrano che sa che il suo amore per Rossana è infinito, che ha tutto il tempo, tecnicamente per dichiararsi e per farlo presente ma non ne ha il coraggio, non ne percepisce l’idoneità per via della sua presunta malformazione fisica. Un tema già presente in tante altre opere come “La bella e la bestia”, “Il Gobbo di Notre Dame”, ecc..

Una scena molto interessante riguarda la famosa scena della dichiarazione di Christian con Rossana al balcone e Cyrano suggeritore del giovane. L’inquadratura sapiente di Joe Wright avvicina in prospettiva Cyrano a Rossana e riesce a far sembrare senza differenze di altezze i due uomini. Un chiaro segno che le parole vere, del cuore avvicinano e rendono più grandi, più forti nonostante il timore.

Voto: 7,7

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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