L’amore a domicilio, un piccolo gioiello da scoprire

Recensione – Nel panorama estremamente variegato dell’attuale commedia italiana non è semplice proporre un’opera che sappia intrattenere mantenendo elevata la qualità della narrazione. A riuscirci è L’amore a domicilio, film scritto e diretto da Emiliano Corapi. Dal 10 maggio su Amazon Prime Video

A casa di Anna

Renato (Simone Liberati) è un agente assicurativo tanto abile sul lavoro – è il migliore tra i suoi colleghi e presto riceverà una promozione – quanto insicuro e impaurito nelle relazioni interpersonali, in particolare quelle amorose. Il fidanzamento con Simona è al capolinea soprattutto perché Renato vive da sempre con la paura di lasciarsi andare ai sentimenti, che teme costantemente di veder sfumare.

Un giorno, incontra per caso Anna (Miriam Leone), una bellissima ragazza che cerca un passaggio in auto uscendo dall’università. In seguito ad un breve scambio di battute, tra i due esplode la passione. Poco dopo, mentre Renato si chiede cosa sia davvero accaduto, rientra la madre di Anna, Silvana (Anna Ferruzzo); ma di lì a poco arriva anche un agente di polizia (Antonio Milo) per controllare che Anna sia tra le proprie mura. Così, Renato scopre che la ragazza è agli arresti domiciliari dopo una rapina a mano armata. Sconvolto, sembra voler dimenticare anche di averla conosciuta; ma, in realtà, si è innamorato a prima vista. Così, un po’ alla volta, inizia a frequentarla e a riempirla di attenzioni, senza sapere in quale guaio sta per cacciarsi…

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Questa specie d’amore… a domicilio

Nel titolo del film si racchiude un doppio significato che spiega le premesse dell’opera evitando di anticiparne, naturalmente, i risvolti successivi. Senza svelare alcun dettaglio, possiamo dire che l’originalità de L’amore a domicilio sta nell’aver inserito diversi generi in una singola pellicola: dalla commedia al giallo, passando per il sentimentale, senza mai perdere il filo narrativo. Pur concedendosi qualche inevitabile semplificazione, il film conserva interesse per tutta la durata e ogni sequenza è perfettamente calibrata per sviluppo, presenza scenica degli interpreti e utilizzo degli spazi. Considerando che la maggior parte della pellicola è ambientata dentro l’abitazione di Anna o comunque in luoghi chiusi, ecco che l’abilità registica di Emiliano Corapi emerge in tutta evidenza, regalando una visione d’insieme di quello che il film intende raccontare aggiungendo i tasselli uno dopo l’altro, risultando pienamente compiuto verso un magnifico finale.

A dare un tocco importante contribuiscono certamente la fotografia di Vladan Radovic e il montaggio di Marco Costa. Il primo riesce a illuminare ogni angolo della casa di Anna esaltando la tonalità rossa, la stessa che contraddistingue la ragazza, infuocata come è il suo carattere; il secondo è determinante per regalare un andamento crescente alla pellicola, in base ai diversi momenti dell’opera. Il film, infatti, richiama un certo cinema francese degli anni ’60 e ’70 come idea di partenza: una donna, un uomo, una casa e la città attorno, e la presenza nel cast dell’attore belga e francofono Fabrizio Rongione (diretto dai fratelli Dardenne in Due giorni, un notte) lo conferma ulteriormente; inoltre, Corapi cita apertamente Martin Scorsese, un regista che del cambio repentino di registro all’interno dello stesso film ha fatto uno dei propri tratti distintivi.

Tra i pregi de L’amore a domicilio, vi è poi quello di riflettere su una realtà sociale della quale si parla pochissimo, e che riguarda i detenuti che si trovano presso un domicilio e non più in un istituto penitenziario. Anna è una ragazza con un’infanzia difficile e un rapporto pessimo con la madre, a sua volta in difficoltà economiche estreme. Quasi inevitabilmente, già da giovanissima ha intrapreso la strada sbagliata, e questo l’ha portata a una vita da condannata, senza una direzione da seguire.

Renato, d’altro canto, in Anna sembra aver trovato l’amore che cercava da tempo e non aveva mai percepito con tanta forza; ma soprattutto la persona con la quale vivere appieno una relazione. Quella con Anna, così straordinaria, potrebbe rappresentare l’occasione per compiere una crescita personale che non aveva ancora maturato e che sfugge al proprio controllo. Per lei, invece, appare concreta la consapevolezza di potersi fidare di qualcuno, provando una specie d’amore – per quanto inizialmente solo un’attrazione, come un appiglio – che mai avrebbe immaginato.

Tutto il talento di Miriam

Dopo aver concluso il percorso della sua Veronica Castello in 1994 (per Sky Atlantic) e aver regalato lo stupendo ritratto di una giovane Oriana Fallaci nel cortometraggio A Cup of Coffee with Marilyn (per la regia di Alessandra Gonnella), Miriam Leone è già proiettata verso l’uscita (ancora da stabilire) di Diabolik, nuova pellicola dei Manetti Bros. nella quale l’attrice italiana sarà l’iconica Eva Kant.

L’amore a domicilio, già presentato nel 2019 al Bari International Film Festival, si impernia sul talento di Miriam, che ripropone l’accento catanese (Anna infatti è siciliana) e lo utilizza per caratterizzare ancora di più la genuina veracità del proprio personaggio. Accanto al più placido Renato (un altrettanto bravo Simone Liberati), Anna impara a dominare la sua indole e a riflettere sul proprio potenziale, affinché riesca a ritrovare un posto nel mondo, nascosto oltre la finestra di casa che affaccia su un viale di una sempre fantastica Roma. La Leone, dunque, si conferma a ogni nuovo ruolo come una delle interpreti più rappresentative del panorama italiano.

L’amore a domicilio è un film che merita il riconoscimento del pubblico per saper raccontare l’attualità attraverso una proposta cinematografica d’autore. L’opera è disponibile per lo streaming su Amazon Prime Video.

Voto 7,5

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