Spider-Man Far From Home

Recensione in anteprima – Dopo essere tornato al cinema quest’ultimo weekend, Endgame dovrà lasciare definitivamente le sale per far posto il 10 Luglio all’ultimo capitolo della “Infinity Saga”. Il peso di questa responsabilità è toccato proprio al personaggio più iconico della Casa delle Idee. Sarà riuscito Spider-Man Far From Home a reggere questo scomodo fardello?

L’eredità di Endgame (attenzione spoiler di Endgame)

Dopo la vittoriosa battaglia contro Thanos, la popolazione mondiale si divide tra chi è sopravvissuto allo schiocco e chi invece era stato cancellato ed ora è ritornato (conosciuto da tutti come “effetto blip”). Le persone che hanno “blippato” non sono invecchiate e così si ritrovano ad essere 5 anni più giovani di tutti gli altri. Un paradosso temporale che spiega il perché Peter (Tom Holland) e compagni si trovino ancora al liceo.

Nulla sembra cambiato nella vita del giovane Peter Parker, eppure tutto è diverso. La mancanza di Tony Stark, mentore di Peter, si fa sentire sempre di più. Il mondo ha bisogno di un nuovo Iron Man, ma Peter sa in cuor suo che Spider-Man da solo non potrà mai sostenere una tale eredità. L’occasione giusta per staccare un po’ la spina ed evadere per qualche giorno dalla vita da supereroe si presenta con una vacanza scolastica in Europa con i suoi amici Ned (Jacob Batalon), MJ (Zendaya) e gli altri compagni.

I propositi di Peter di non indossare i panni del supereroe per tutta la durata della gita vengono meno quando decide, a malincuore, di aiutare Nick Fury (Samuel L. Jackson) e Quentin Beck / Mysterio (Jake Gyllenhaal) a combattere gli Elementali, creature mitologiche che stanno creando scompiglio in tutto il continente.

Una nuova fase per il Marvel Cinematic Universe

Se Endgame ha segnato la fine di un ciclo durato più di vent’anni, quello di Iron Man e gli Avengers, Spider-Man Far From Home segna invece l’inizio di un nuovo corso, quasi come se fosse il primo film di una nuova fase e non l’ultimo della “Infinity Saga”. L’eco di Endgame si fa sentire certo, ma non è così preponderante come ci si sarebbe aspettato. Se non per qualche battuta iniziale e citazione qua e là , sembra quasi che Far From Home voglia andare per la sua strada, spianando la strada per un nuovo ciclo dell’MCU e dello stesso Spider-Man.

Far From Home in tutti i sensi…

Non poteva esserci titolo più azzeccato. Il nostro amichevole Spider-Man questa volta è un po’ troppo lontano dal suo quartiere. È proprio vero che quando Spidey si allontana da New York non si sente a proprio agio.

Tutta la prima metà del film sembra rispecchiare lo stato d’animo di Peter, confuso, disorientato, impacciato.

Chi si aspettava un cambio di toni rispetto ad “Homecoming”, soprattutto dopo quanto successo in “Endgame”, rimarrà molto deluso. “Far From Home” è un teen movie forse anche più del precedente. Ogni aspetto è affrontato con fin troppa superficialità e il lato comico è sempre dietro l’angolo. Si ride tanto, ci si diverte, ma forse questa volta volevamo qualcosa di più serio. Per non parlare poi di come sono stati rappresentanti i vari paesi Europei. Un concentrato di stereotipi e banalità vecchie di settant’anni, che ai nostri occhi stufano e non poco. Rivogliamo Spider-Man al più presto nella sua New York

Mysterio l’illusionista

Poi arriva Mysterio a sistemare tutto. Il suo ingresso in scena dà letteralmente una svolta a tutto il film e una scossa a Peter che finalmente torna ad essere lo Spider-Man che tutti stavamo aspettando. Il nuovo personaggio interpretato da Jake Gyllenhaal è rappresentato in maniera impeccabile, dal costume (estremamente fedele ai fumetti) agli effetti speciali. Le scene che lo coinvolgono sono le migliori ed in certi momenti vi lasceranno davvero a bocca aperta.

Per poter giudicare “Spider-Man Far From Home” bisogna dividere il film in due. Non lasciatevi scoraggiare dalla fin troppa spensieratezza della prima parte, perché le sorprese sono tutte nella seconda metà.

Ovviamente rimanete in sala per due scene post credits

Voto: 6,8

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