Recensione – Cinepanettone targato De Laurentiis che si affida, nuovamente, a Lillo e Greg come protagonisti e a Volfando De Biasi alla regia. Se il precedente “Natale col boss” può essere ricordato  come un film divertente e originale, questo nuovo Natale fuori porta risulta un bel passo indietro.

I romani Erminio e Prisco sono i figli di un boss detto Er Duca, al momento nei guai con Equitalia. Per aiutare il padre a saldare il suo debito Erminio, definito da tutti un idiota totale, decide di mettere in vendita il ristorante che Er Duca possiede a Londra e chiede l’aiuto del fratello Prisco, che però ha abbandonato da tempo il business di famiglia per diventare un integerrimo boy scout. Erminio riesce a convincere Prisco e insieme si recano a Londra, dove scoprono che il ristorante deve un milione a uno strozzino soprannominato Robocop. È a questo punto che Prisco, ritrovato l’antico spirito imbroglione, decide di formare una banda e architettare una truffa da un milione e mezzo.

Tempo di Natale e tempo di cinepanettoni. L’ennesimo cinepanettone di quest’anno è il film che ha ereditato il produttore storico di questo sottogenere di film. Si tratta del cinepanettone firmato Filmauro, quindi De Laurentiis e alla regia nuovamente, Volfango De Biasi, il regista degli atipici “Un Natale stupefacente” e “Natale col boss”.

Quanto di buono c’era in quei due precedenti film viene tutto vanificato e sprecato in quest’ultima opera che si appiattisce verso i soliti canoni stilistici di un cinepanettone qualsiasi. Quel genere di film in cui la risata è forzata, il divertimento latita e l’originalità rimane chiusa nei cassetti delle idee. Una sceneggiatura poco brillante insomma che non lascia spazio a grandi ed edificanti dialoghi.

Tutto il film si regge su qualche brillante interpretazione degli attori. Un cast ormai abituato a lavorare insieme ma che ha in Lillo & Greg i due interpreti migliori. Segue a ruota Nino Frassica, che aggiunge il suo solito umorismo a tratti spiazzante.

La vicenda, come detto non è originale e il pretesto per registrare un film fuori porta è abbastanza puerile tanto che poi, a parte qualche scenografia doverosa, la storia poteva benissimo essere ambientata in qualsiasi altra città.

Un bel passo indietro per il cinepanettone classico che contribuisce a determinare un ennesimo, e speriamo definitivo, colpo di grazia a questo genere di film che, nel 2016 non ha trovato spazio nemmeno tra il pubblico che ne ha decretato un tiepidissimo successo.

Voto: 5,1

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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