Recensione in anteprima – Terzo capitolo della saga iniziata con “The King’s Man Secret service”, proseguita poi con “The King’s man – il cerchio d’oro”. Il nuovo film con sempre alla regia Matthew Vaughn è un prequel così come suggerisce il titolo. Siamo agli inizi del novecento e ci viene raccontata la genesi di questo servizio segreto. Rimangono le atmosfere dei due precedenti capitoli che vengono contaminate da personaggi storici rivisitati e un tono più cupo in certi passaggi fondamentali. Al cinema dal 5 gennaio.

Tratto dalla storia

Un nobiluomo inglese, Orlando Oxford (Ralph Fiennes), che collabora insieme alla moglie Emily (Alexandra Maria Lara) con la Croce Rossa, si ritrova coinvolto in una tragica sparatoria in Africa, dove ha assistito agli orrori della colonizzazione inglese. Anni dopo, suo figlio Conrad (Alexander Shaw/Harris Dickinson) è ormai quasi un uomo e vuole arruolarsi per partecipare alla Prima Guerra Mondiale. Il padre cerca invece di convincerlo a servire invece il Paese collaborando con la sua rete di spie internazionali, composta dalla servitù di varie casate nobiliari. Nel mentre però anche un’associazione di loschi figuri ha infiltrato le principali corti europee e ha piani assai sinistri, che si estendono oltre la Grande Guerra.

La storia appena descritta viene immersa nella politica e nella situazione militare degli anni antecedenti e contemporanei della prima guerra mondiale. Non soltanto le vicende storiche vengono rilette in funzione della trama del film ma anche diversi personaggi storici vengono presentati, spesso come villain o estremizzandone il loro essere cinici e affamati di potere.

Tra storia vera (poca e presa a prestito) e la narrazione del film un ulteriore gioco che viene introdotto in questo film risulta appunto scoprire come alcune vicende e personaggi storici vengono inseriti nella trama. Spesso la trovata diventa divertente, altre volte un po’ meno.

Nuovi sentimenti

“The King’s man – le origini” parla anche di famiglia. Prima ancora dei titoli di testa, la prima scena riguarda la famiglia. E’ una scena struggente che ridefinisce sin da subito le caratteristiche della saga. Rispetto ai precedenti capitoli la sceneggiatura vira su nuovi sentimenti solo accennati o semplicemente accantonati in precedenza.

Il rapporto padre-figlio che si instaura tra Orlando e Conrad a seguito di quanto accade di drammatico nella prima scena è molto protettivo da parte del padre Orlando. E’ un inserto di normalità all’interno di vicende tutt’altro che normali conoscendo già la storia dei film originali. E’ sicuramente una discontinuità che alleggerisce il film di scene d’azione e che, allo stesso tempo, impreziosisce di profondità qualche passaggio.

Una giusta novità che contribuisce a rendere interessante un nuovo film della saga senza correre il rischio di ripetersi

Stesse dinamiche

Con l’introduzione di questa novità però il film contiene ugualmente molta azione, molta strategia, molta inventiva con un sottofondo da thriller politico che cerca di avvolgere il tutto. Ritornano le contaminazioni da parte di saghe storiche come la filmografia di 007 alla quale si aggiunge un Orlando Oxford che, a tratti ricorda un Indiana Jones un po’ più riflessivo.

In questo genere di film molta importanza riveste il villain di turno. Costantemente presente in “The King’s man – Le origini” è sempre celato al pubblico nascondendone le originalità e le fattezze per tutta la durata del film. Un villain nascosto fisicamente ma che fa valere la sua presenza soprattutto quando deve sguinzagliare tutti gli adepti all’organizzazione criminale proprio per sovvertire e manovrare la storia a suo vantaggio.

Se il villain si nasconde e, non è propriamente di spessore, sicuramente c’è da segnalare la bellissima scena di lotta tra “Rasputin” (Rhys Ifans) e Orlando. Ad aiutare il nostro protagonista si palesano soprattutto Polly (Gemma Artenton) e Shola (Djimon Hounsou) con le loro inestimabili facoltà sia fisiche sia mentali.

“The King’s Man – le origini” è un film intenso, divertente, un buon prequel che non tradisce la tradizione della saga ma cerca di innovare e di inserire interessanti varianti con due colpi di scena possibilmente spiazzanti.

Voto: 7

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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