Recensione in anteprima – Torino FF39 – Fuori concorso – Dopo il successo di Sing del 2016, Illumination Entertainment insieme a Universal Pictures torna al cinema con il secondo capitolo di questo fortunato film d’animazione. Torna Meledandri come produttore e Garth Jennings alla regia per la conferma di un mix tra commedia, animazione e musical che vedrà gli schermi cinematografici in anteprima l’11 e il 12 dicembre per poi rimanere al cinema dal 23 dicembre.

La (nuova) storia

Buster Moon (Matthew McConaughey / Lorenzo Oberti) crede nel proprio gruppo di lavoro, non ha dubbi che Rosita (Reese Witherspoon / Federica De Bortoli), la maialina piena di figli, possa fare la protagonista di un grande musical, né che Gunter (Nick Kroll / Fabrizio Vidale), il maiale nordico, possa inventare uno show all’altezza di Jimmy Crystal (Bobby Cannavale / Adriano Giannini). Sì, perché è proprio a Redshore City, la capitale dello showbusiness, che Moon vuole andare, per convincere il famoso produttore che farebbe bene a scommettere su di loro.

Poco importa se dovrà inventarsi uno stratagemma per arrivare al suo cospetto. E magari assumere la sua poco dotata figlia Porscha (Ashley Frangipane / Jenny De Nucci). E persino impegnarsi a riportare sul palco un mito della musica che non si fa più vedere da quindici lunghi anni: Clay Calloway (Bono / Zucchero Fornaciari).

Una storia sicuramente poco originale se considerata nel suo insieme ma che lascia qualche spazio di novità e di caratteristico nello svolgimento e in alcune scelte dei personaggi. Una buona storia che continua la storia narrata in “Sing”

(from left) Pig Gunter (Nick Kroll), koala Buster Moon (Matthew McConaughey) and porcupine Ash (Scarlett Johansson) in Illumination’s Sing 2, written and directed by Garth Jennings.

Gestire i propri talenti

Nell’affrontare la vicenda, il gruppo di amici e colleghi cantanti deve confrontarsi con i propri talenti, nuovamente. Il primo capitolo ha fatto emergere le qualità canore di ogni protagonista all’interno di una realtà in cui Gunter e soci erano i più dotati a livello canoro e artistico. Adesso il confronto è con una qualità più alta. Con i professionisti. Ogni situazione è, per Rosita e tutti gli atri, una novità, una sfida che li metterà a dura prova.

Tutto il gruppo rimane quindi spiazzato e ognuno capisce di non essere all’altezza. Però si continua, si va avanti e si cerca di dare il meglio anche contro le avversità riscoprendo talenti che evidentemente non si sapeva di avere o di avere in maniera così completa. Garth Jennings è sicuramente molto bravo a evidenziare questa scoperta continua come maturazione e ulteriore consapevolezza di ogni componente della band di Buster Moon

Riscoprire le proprie origini

Attraverso scene divertenti, con molta ironia e scandagliando qualche dinamica un po’ più profonda per coinvolgere anche il pubblico più adulto “Sing 2” riesce nel difficile compito di essere un sequel che regge il confronto con il capitolo precedente. Anzi, in alcuni punti si fa apprezzare anche di più.

“Sing 2” presenta anche il rapporto con il passato, in questo caso, della musica. Pretesto per lanciare un sottile seppur superficiale messaggio di riscoperta delle proprie origini. Origini artistiche, capacità di abbracciare il nuovo senza lasciar nel passato quanto di buono c’è stato: soprattutto le persone.

Il film vanta una bella colonna sonora ricca di molti brani pop e rock e che sicuramente faranno cantare sia i piccoli, ma soprattutto i grandi. Alcuni brani infatti sono di diversi anni fa ed è certamente divertente riscoprirli con alcuni arrangiamenti. Da segnalare che la voce del “leone” Clay Calloway in originale è del cantante degli U2 Bono Vox e nella versione italiana è di Zucchero.

Voto: 6,4

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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