Recensione in anteprima – Venezia 78 – In concorso – Il ritorno di Jane Campion alla regia passa per un film western che viene presentato in concorso alla 78esima edizione della Mostra d’arte cinematografica di Venezia. Il film ha per protagonista Benedict Cumberbatch e nel cast figurano anche Kristen Dunst e Jesse Plemons. Il film uscirà sulla piattaforma streaming Netflix il primo dicembre.

Trama

Il carismatico allevatore Phil Burbank (Benedict Cumberbatch) incute paura e rispetto alle persone attorno a lui. Quando il fratello (Jesse Plemons) porta a vivere nel ranch di famiglia la nuova moglie (Kirsten Dunst) e il figlio di lei (Kodi Smit-McPhee), Phil li tormenta finché non si ritrova vulnerabile alla possibilità di innamorarsi.

Il ritorno di Jane Campion

A dodici anni dal suo film precedente, “Bright Star” – ma nel mezzo ha realizzato la serie tv “Top of the lake” -, Jane Campion ritorna dietro la macchina da presa con un raffinato western psicologico, basato sull’omonimo romanzo di Thomas Savage.

A dispetto del genere e della prevalenza di figure maschili, il materiale narrativo è perfetto per l’autrice di “Lezioni di piano”, che con una messa in scena di grande eleganza (la ricostruzione d’epoca è impeccabile) e una fotografia magnifica (i maestosi paesaggi in cui è immerso il ranch dei Burbank meritano di essere ammirati sul grande schermo) ci racconta un sottile gioco al massacro nel quale i ruoli del gatto e del topo si ribaltano di continuo.

Ricco di non detti e di sottotesti, di allusioni e riferimenti velati più che di scene madri, il film ha un andamento lento ma avvolgente e a suo modo implacabile; l’estremo controllo del materiale da parte dell’autrice, però, impedisce nella seconda parte alla storia di spiccare il volo, mantenendo fino alla fine un tono dimesso anche laddove, una volta disposti tutti gli elementi sul tavolo e innescate dinamiche estremamente interessanti, ci si sarebbe aspettati un climax più intenso.

Un grande cast

A prestare il volto ai protagonisti, un gruppo di attori formidabili tra cui spicca Benedict Cumberbatch, assolutamente convincente nei panni di un cowboy rude e carismatico che dietro la scorza da duro nasconde un animo fragile, tormentato e represso. Gli fa da contraltare il giovane Kodi Smit-McPhee, che nel ruolo di Peter, aspirante chirurgo vessato per i suoi atteggiamenti effeminati, guadagna gradualmente spazio fino a divenire perno centrale del racconto.

Sono loro il cuore di un film affascinante e complesso, che meriterebbe più visioni per essere pienamente apprezzato. La sensazione è che con gli elementi a disposizione si sarebbe potuto fare ancora di più; che in qualche modo, al momento di tirare le fila, le aspettative efficacemente costruite nel corso dell’opera non siano state del tutto mantenute. Ma ciò non toglie che ci troviamo di fronte a un cinema di altissima fattura, per messa in scena e interpretazioni: un ottimo ritorno per la Campion e un Cumberbatch in odore di premi, capaci di donarci un protagonista memorabile.

Voto: 7,5

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