Recensione in anteprima – Il film di Craig Gillespie sulle origini di una delle cattive Disney più iconiche, prima della sua famigerata ossessione per il manto dalmata, è al cinema da mercoledì 26 maggio e su Disney Plus con Accesso Vip da venerdì 28 maggio.

Crudelia prima dei 101

Estella (Emma Stone) vive con la madre nella provincia londinese e fin da bambina sogna di diventare stilista, ama distinguersi e dar del filo da torcere a tutti coloro che tentano di metterle i piedi in testa. A distinguersi ci riesce bene, grazie al suo stile provocatorio e alla sua chioma inspiegabilmente bianca e nera.

Ma il suo caratterino ribelle le procurerà non pochi problemi tanto che la madre, per aiutarla a discernere la sua personalità dolce e sincera da quella più maligna e crudele, affibbia a quest’ultima il nomignolo di Cruella e prega la figlia di lasciar prevalere la sua controparte buona. Ma quando Estella si trasferirà a Londra e, da giovane adulta avrà la prestigiosa possibilità di lavorare per la Baronessa von Hellman (Emma Thompson), la stilista più famosa e illustre dell’alta moda londinese, verrà il momento di fare i conti con la sua metà spietata ed egoista.

“Calma, ci sono tante altre cose brutte in arrivo”

In tanti spesso se lo dimenticano, ma molto prima che la tendenza dei remake spopolasse in casa Disney, uno dei primi lungometraggi ad essere realizzato in live action è stato proprio quello de La Carica dei 101, nel 1996. Una rivisitazione molto fedele alla sceneggiatura del classico animato, che celebrava una dei villain più amati e temuti allo stesso tempo, rendendola quasi protagonista, grazie all’impeccabile interpretazione di Glenn Close.

La sua Crudelia era perfetta, inarrivabile. Data questa premessa, quindi, l’annuncio di un nuovo live action dedicato alle origini del personaggio era stato accolto con non poco scetticismo. E invece, la Crudelia di Glenn Close è la perfetta continuazione della Crudelia, anzi della Cruella, di Emma Stone. Le due interpretazioni si incastrano perfettamente l’una con l’altra e la continuità che ne risulta è sorprendente.

Quella di Emma Stone è una Crudelia giovane, una sognatrice avida che partendo da un’origine umile si guadagna la fama, il rispetto e soprattutto il timore dei piani alti, grazie alla sua genialità e al suo duro lavoro. È una Crudelia sulla strada del malvagio – non già arrivata – che nel cuore ha ancora uno spazio (sempre più piccolo) per le persone che considera famiglia, anche se conoscendo la sua versione futura, sappiamo già come andrà a finire.

Il diavolo veste Baronessa

Dall’ottima performance di Emma Stone non si lascia per nulla intimidire Emma Thompson, che veste i panni dell’algida e insensibile Baronessa von Hellman, che rappresenta in questo film, tutto ciò che Cruella diventa e diventerà: la sua principale antagonista è infatti allo stesso tempo la sua più grande mentore, da lei Estella imparerà a riconoscere il vero potere, a evitare che gli affetti possano diventare per lei ostacoli e a sviluppare quel “talento omicida” che serve per prevalere su qualsiasi avversario.

La Baronessa è a tratti una nuova Miranda Priestly, con la sua casa di moda anziché il suo giornale, che celebra i suoi successi come solo suoi, senza riconoscere nessun merito a chi lavora per e con lei, e che tratta i suoi collaboratori con freddezza e malcelata repulsione.

Chiamatela Cruella

Il nome originale è stato mantenuto anche nel doppiaggio italiano, per mantenere, attraverso la somiglianza dei nomi Estella e Cruella, il rapporto di dualismo tra le personalità della protagonista. Ma insieme al suo, anche il nome di tutti gli altri personaggi fa capo all’origine inglese: Gaspare e Orazio sono ora anche per noi Jasper e Horace così come Rudy è in questa versione Roger.

Parliamo di Musica…

E di Musica con la M maiuscola, perché la scena è quella di una Londra degli anni Settanta, immersa in un’atmosfera punk, soul e rock’n’roll: con un’inquadratura come questa, la colonna sonora non può che essere ricca di chicche e veri e propri gioielli, come Five to One dei Doors, Feeling Good di Nina Simone, Stone Cold Crazy dei Queen e I Wanna Be Your Dog di John McCrea, reinterpretata per noi da Damiano David, frontman dei Måneskin. La voce di Damiano è anche quella dell’assistente della Baronessa, Jeffrey, mentre la bassista Victoria De Angelis ha prestato la voce a una fashion reporter televisiva.

Ribelle è Glamour

Parte dell’atmosfera sono anche i costumi, sorprendenti e autentici capolavori, elementi determinanti in una storia che esalta il look come potente mezzo di espressione.

Com’era quella vecchia canzone? “I am a woman, hear me roar

Una storia nuova e originale, forse come mai prima d’ora in termini di live action Disney, che non risulta mai scontata, aggiunge materiale interessante al personaggio inventato nel 1956 da Dodie Smith e non manca di citazioni sottili ma evidenti al classico animato del 1961.

Voto: 7,5

Il trailer sulla nostra pagina YouTube 

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