Miss Marx

Recensione in anteprima – Venezia 77 – In concorso – Sesta direzione per Susanna Nicchiarelli a tre anni dal successo di “Nico, 1988” nella sezione orizzonti. Un film di produzione italiana con una regista italiana e un cast internazionale per raccontare una storia che va oltrepassa i confini. “Miss Marx” si presenta con i costumi di fine ‘800 e parla con contaminazioni dal presente. Al cinema dal 17 settembre.

Oltre la storia del padre

Eleanor (Romola Garai) detta Tussy è “la più coraggiosa” delle tre figlie del filosofo e teorico politico tedesco Karl Marx. È lei che ne porta avanti l’eredità, anche perché una sorella, Jenny, è morta poco prima del padre, e l’altra, Laura, si è trasferita in Francia. Ma sono soprattutto l’intelligenza e l’indole combattiva di Eleanor a fare di lei la persona più adatta a tenere viva la fiamma del pensiero paterno.

Dunque è lei a battersi per i diritti dei lavoratori, le pari opportunità nell’ambito dell’istruzione e il suffragio universale, nonché contro il lavoro minorile. Ma nella vita privata Eleanor non è così lucida e determinata: il suo compagno di vita, Edward (Patrick Kennedy), è infatti uno spendaccione fedifrago di cui lei non sa liberarsi.

Il film parte con la prima scena dedicata all’elogio funebre che Eleanor sta dichiarando durante il funerale del padre. Una scelta che ribadisce, ancor di più rispetto al titolo, che la centralità sarà su Eleanor e non sulle teorie del padre o sul padre stesso.

Una fine ottocento contaminata da punk e rock

Susanna Nicchiarelli, la regista di “Miss Marx” decide di rappresentare splendidamente la fine del diciannovesimo secolo inserendo delle contaminazioni moderne. Con una scelta rischiosa, originale e funzionale la colonna sonora non si avvale di musica classica come ci si potrebbe aspettare ma, spesso, sono richiamate delle musiche punk e rock.

Ma le contaminazioni non si limitano alla sola musica. Abbiamo anche una rappresentazione degli esterni molto moderna, come anche il carattere e i modi di fare (es il fumare) sono estremamente simili a quelli di tutti i giorni.

L’effetto è straniante all’inizio ma si incastra molto bene con la narrazione e con lo spirito della protagonista.

Un ponte con il presente

L’interpretazione di Romola Garai è molto convincente e mostra al pubblico una Eleanor Marx molto combattiva sui temi sociali riguardanti i lavoratori e le donne e, allo stesso tempo, fragile nei confronti dei rapporti umani.

Le contaminazioni inserite nel film creano un ponte ideale tra il passato della vicenda e il nostro presente e mandano un segnale, forse troppo nascosto, che le problematiche di più di 100 anni fa, soprattutto riguardo la condizione della donna, sono ancora attuali nonostante i passi avanti effettuati nel ventesimo secolo.

Il film però appare un po’ prolisso e slegato addentrandosi forse troppo nella relazione amorosa. Importante ma non fondamentale per veicolare quel messaggio che la colonna sonora ci induce a pensare.

Voto: 7

Commenti