Alpha, Right To Kill

Recensione in anteprima – Torino 36 – After Hours – La sezione After Hours ha aperto i battenti con la pellicola filippina di Brillante Mendoza, che nonostante la banalità delle sue tematiche colpisce dritto nel segno. La storia narra le vicende di un poliziotto in borghese, che nel tentativo di braccare uno dei più grossi narcotrafficanti di Manila, prende accordi con uno spacciatore che entrerà a far parte dell’operazione, ma con ben sappiamo le facce nascondono sempre un volto oscuro.

Una partecipazione frenetica

Raccontata in questo modo la trama potrebbe risultare la più classica e banale del mondo, ma è il modo con cui il regista Mendoza si approccia all’intero prodotto che è davvero interessante. Alpha, right to kill è un film che mette in luce la completa sfiducia che ognuno di noi ha oggigiorno verso la legge, sempre più concentrata ai propri interessi, specialmente se parliamo di denaro.

Lo spaccio di droga, diventa un pretesto per analizzare una società facilmente manipolabile e una realtà sconvolgente e insicura. La messa in scena di Mendoza è ottima, specialmente nei momenti chiave del film.

La macchina da presa segue i suoi personaggi, permettendo allo spettatore di entrare all’interno della vicenda e rendendolo sin da subito partecipe, sia nella parte iniziale dove l’azione e la frenesia prendono letteralmente il sopravvento, ma anche nel finale carico di negatività e riflessione.

Intepretazioni e difetti

Purtroppo la storia non è esente da difetti. Per quanto il tema arrivi forte e chiaro allo spettatore, la sceneggiatura soffre di una parte centrale che purtroppo appesantisce fortemente il tutto, costruendo dialoghi e situazioni che distolgono inevitabilmente la concentrazione. Un vero peccato dal momento che stiamo parlando di una pellicola in grado di regalare momenti esaltanti e che con qualche ritocco nello script avrebbe potuto raggiungere un valore molto più alto.

Difetti che vengono comunque compensati da interpretazioni attoriali degne di nota, in particolare quella del protagonista, interpretato perfettamente da Allen Dizon e quella di Elijah Filamor nella parte dello spacciatore. Quando questi due attori entrano in scena, il film mette in mostra tutta la sua intensità, tornando a interessare lo spettatore e rivelando tasselli importanti e fondamentali.

In definitiva, Alpha, Right To Kill, è un film denso di significato, che riguarda ognuno di noi e che ha il pregio di trattare il tema dell’abuso di potere in maniera originale e quantomeno avvincente. Davanti a un parco titoli sempre più mediocre, specialmente all’interno del genere, il film di Brillante Mendoza si rivela una piacevole sorpresa.

Voto: 6,7

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