School of Rock

Recensione – Cinema All’aperto – “School of Rock” è un film del 2003 diretto dal talentuoso regista Richard Linklater con protagonista un sorprendente Jack Black. Una buona dose di umorismo, una stravagante idea, il talento musicale di giovani musicisti (sanno suonare davvero) e tanto tanto rock rendono questo film divertente e di sicura presa tra il pubblico. E’ ormai un cult moderno della cinematografia che non teme il trascorrere degli anni.

L’ouverture

Dopo essere stato cacciato dal gruppo rock che lui stesso ha fondato, lo squattrinato musicista  Dewey Finn (Jack Black) si spaccia per un supplente, si fa assumere in una prestigiosa scuola elementare privata, la Horace Green. Trasforma poi la sua classe in una nuova, insolita e bizzarra rockband, gli School of Rock. Con il suo nuovo gruppo, Dewey tenterà di vincere la battaglia delle band, per risolvere i suoi guai finanziari e per conquistare le luci della ribalta.

In America, “School of Rock” è uscito la bellezza di quindici anni fa, ed è diventato un cult, talmente iconico e acclamato che ha ispirato una serie a puntate su Nickelodeon. Inoltre Andrew Lloyd Webber (si esatto, proprio lui, quello di “Cats”, “Il Fantasma dell’opera” e “Jesus Christ Superstar”) ha trasformato il film in un musical attualmente in scena a Broadway.

Sarà la morale che ricorda un pochino “L’attimo fuggente”. Saranno la musica e le migliaia di citazioni alla cultura rock. Sarà Jack Black, saranno questi ragazzini che sono dei musicisti da paura. Forse sarà anche il mix di tutti questi ingredienti, sapientemente combinati da una regia attenta a lasciare ad ogni cosa il dovuto spazio. Il film funziona e diverte.

Jack e la sua band

Jack Black è un attore dal talento puro, la sua interpretazione è magistrale. Questo film è stato pensato e scritto appositamente per lui, confezionato su misura, come l’uniforme da scolaretto che indossa per esibirsi, facendo l’occhiolino ad Angus Young. Lo sceneggiatore Mike White racconta di aver cominciato a scrivere dopo che Black si era trasferito nell’appartamento di fianco al suo. Spesso lo sentiva cantare a squarciagola senza risparmiargli nemmeno gli assolo di chitarra, di piano e batteria. È da lì che è nato Dewey Finn, con il suo amore per la musica, una passione così profonda e violenta che non accetta di essere messa da parte, che gli

“urge dal di dentro”

per usare le sue stesse parole.

Di fianco al famoso attore, i suoi piccoli colleghi interpretano quello che sono nella realtà: ragazzini dotati di un talento fuori dal comune, che hanno bisogno di un mentore, di qualcuno che li indirizzi sulla strada giusta. Bambini che hanno doti da grandi e un grande che è rimasto un po’ bambino dentro. Un connubio perfetto, che tra l’altro attira e diverte un pubblico vasto, di tutte le età.

La band implora i Led Zeppelin

Non solo attira e diverte. Questo film istruisce sulla storia del rock, o quantomeno fa venire l’irrefrenabile impulso di tornare a casa e mettere un disco degli AC/DC. Perché dall’inizio alla fine lo spettatore è bombardato di citazioni, easter egg e riferimenti musicali ma anche visivi. Si va dalle magliette ai poster, senza dimenticare che il font del titolo del film sulla locandina e sulla copertina è ufficialmente di proprietà del periodico Rolling Stone. 

La colonna sonora, naturalmente uno straordinario ensemble di mostri sacri del rock, vanta anche una presenza speciale: i Led Zeppelin. Notoriamente restii a concedere i diritti per inserire loro canzoni in film o pubblicità, hanno ceduto a una spudorata supplica di Jack Black, una vera e propria preghiera confezionata in un videomessaggio girato sul set dallo stesso regista del film Richard Linklater  e, a posteriori, inserita tra i contenuti speciali del dvd. 

“School of Rock” è un film da recuperare assolutamente, se non l’avete ancora visto, da rivedere se l’avete già fatto, con la scusa di festeggiare il quindicesimo anniversario, quest’anno in America, l’anno prossimo in Italia. 

Voto: 7,2

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