We are your friends

Recensione in anteprima – Zac Efron è il protagonista di questo film che mescola dramma e commedia musicale chiaramente indirizzata a un pubblico giovanile. Il risultato finale creato da Max Joseph alla sua prima regia di un lungometraggio non è disprezzabile ma non convince totalmente.

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Cole Carter è un aspirante dj, che si guadagna da vivere con dei lavoretti insieme ai suoi amici di North Hollywood, in San Fernando Valley. Un giorno conosce James Reed, un dj famoso che decide di prenderlo sotto la propria ala, incuriosito dal suo talento. Cole però scopre ben presto che la fidanzata di Reed e la ragazza di cui si è innamorato al primo sguardo sono la stessa persona.

Di solito non si parte dalla fine a commentare un film, però, questo film si può analizzare e capire soprattutto nel titolo solo guardando il finale. Nessun finale rivelatore sicuramente ma l’ultima scena da un senso all’intero film che probabilmente era il messaggio originario dell’intera pellicola. Messaggio che, però, non viene granché preso in considerazione per tre quarti dell’intero svolgimento.

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In “We are your friends” ci sono tutti gli elementi classici dei film per teenagers  e giovani immersi nel mondo della musica. La sceneggiatura che ne risulta è una sceneggiatura prevedibile e con solo qualche spunto interessante soprattutto nelle scene che coinvolgono Wes Bentley, il ricco e alcolizzato produttore James. Zac Efron, che ha creduto nel progetto tanto da affidare a questo film delle speranze di rilancio della sua ancor breve carriera, recita sufficientemente bene e il personaggio sembra ben cucito addosso. Emily Ratajkowski, supermodella, dimostra tutta la sua utilità nel film: bellezza da inquadrare nei dettagli, trofeo da contendere tra i due “geni” della musica e poca esperienza nel recitare.

Questa voglia di affermarsi del dj emergente Cole tra feste, droga, sesso e il corteggiamento non corteggiamento alla bella Sophie (Emily Ratajkowski) sono immersi in un contesto famigliare appena accennato e soprattutto in un tessuto di amicizie che cercano di emergere nel contrasto tra i sogni giovanili e la realtà di lavori precari. Il regista e gli sceneggiatori dimostrano di sapere di cosa stanno parlando, musica compresa e viene anche accennata una certa denuncia al mondo finanziario e immobiliare che, anche in periodo di crisi riescono a fare soldi sfruttando le disgrazie della povera gente.

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Negli Stati Uniti il film, uscito a fine agosto, è stato uno dei maggiori flop dell’anno e anche in Italia si appresta a non avere, probabilmente un grande seguito, uscirà il 17 settembre, quindi a brevissimo e non con grandi giudizi positivi da parte della critica. Un film che emoziona solo nel finale, che ha nella musica il suo punto di forza ma rischia di essere un film che viene capito solo da una parte selezionata di pubblico ovvero quella più attenta a un certo tipo di musica e di vita che gira attorno ad essa.

Voto: 5,5

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