Recensione in anteprima – 70mm – Dopo il buon successo di “Assassinio sull’Oriente Express” del 2017, Kenneth Branagh ritorna alla regia con un nuovo film tratto dai romanza di Agatha Christie. Dopo diversi rinvii a causa della pandemia “Assassinio sul Nilo” arriva nelle sale con un cast vasto e con un film che vira sui sentimenti. Al cinema dal 10 febbraio.

Storia

Mentre è in vacanza sul Nilo, il detective di fama mondiale Hercule Poirot (Kenneth Branagh) si propone di trovare l’assassino legato ad un misterioso triangolo amoroso.

In modo estremamente sintetico questa è la storia del giallo che viene riproposto al cinema dopo una sua prima trasposizione del 1978 con regia di John Guillermin. Kenneth Branagh continua il suo ciclo di romanzi di Agatha Christie portati al cinema e lo fa anche in un formato speciale. Non solo il diffuso digitale ma anche la pellicola nelle dimensioni di quel 70mm che si può apprezzare solo in particolari cinema come, in Italia, all’Arcadia di Melzo, sala Energia dove è presente in pianta stabile un proiettore dedicato.

La storia del film, nello svolgersi, in alcuni particolari si discosta dal romanzo come già aveva fatto il precedente film del 1978. Sono dettagli che riguardano alcuni personaggi, ma la trama di fondo, il giallo che regge tutta la vicenda resta pressoché inalterato. Nel cast del film intervengono lo stesso regista nella parte dell’investigatore Hercule Poirot, Gal Gadot nella parte di Linnet, Armie Hammer è Simon Doyle, Emma Mackey è Jacqueline de Bellefort e tra gli altri Annette Bening è Euphemia la madre di Bouc (Tom Bateman).

Un giallo opaco

“Assassinio sul Nilo” nei suoi oltre 120 minuti non tradisce l’attesa di sviluppare il giallo secondo quanto ci ha abituato la cinematografia di genere. Kenneth Branagh però, dirige un giallo un po’ opaco, contaminato da un incipit che ci porta in bianco e nero durante la prima guerra mondiale. Siamo in trincea e viviamo un breve estratto della storia del giovane Hercule, della sua vita al fronte, del suo incontrastato amore.

L’inizio è più di un indizio, è una vera prova di una delle direzioni principali del film. Si tratta del lato sentimentale che, in questo film, viene esaltato all’interno delle dinamiche di un giallo da scoprire. Amori, tradimenti, relazioni famigliari, amori contrastati e da vendicare, amori da ricordare e rilanciare. L’animo umano viene messo a dura prova dai sentimenti e non lascerà indifferente nemmeno il “freddo” Poirot.

Ciò che il film guadagna rispetto a questi aspetti della vicenda lo perde riguardo al giallo che scorre inevitabilmente e inesorabilmente con pochi scossoni, in maniera troppo piatta anche per chi non conosce la storia. L’intreccio è ben organizzato ma spiegato sbrigativamente e, forse, con troppo poco fascino.

Il mondo di Poirot e il “suo” Universo

“Penso che ci siano ottime possibilità di farlo. Con decine di libri e racconti, c’è molto materiale e lei stessa ha mescolato spesso i suoi personaggi. Si ha la sensazione di un vero e proprio universo, un po’ come quello di Dickens. Un mondo nel quale vivono vari personaggi. Quindi credo che quest’ipotesi abbia delle possibilità”

Questo è quanto è stato detto da Kenneth Branagh riguardo alla possibilità di avere ulteriori film sul mondo creato da Agatha Christie con il suo famigerato Poirot. Rispetto ad “Assassinio sull’Oriente Express” che funziona già meglio già come libro, “Assassinio sul Nilo” si avvale di una scenografia veramente suggestiva e affascinante con un cast perfettamente a suo agio nei vestiti anni 30 e nelle atmosfere da alta borghesia in vacanza.

Curiosamente esiste una scena nella quale Gal Gadot è vestita da Cleopatra proprio come a preannunciare che uno dei suoi prossimi film sarà appunto “Cleopatra”. Armie Hammer è il classico belloccio arrivista a caccia di dote, il Poirot di Kenneth Branagh rimodella i suoi baffi e da senso a un personaggio molto ermetico e che, in questo film, si lascia andare a qualche divagazione e ricordo della sua vita ormai persa.

L’inizio e la chiusura finale del film risultano infatti la parte più interessante del film che intrattiene per due ore soprattutto coloro che non conoscono la vicenda e la risoluzione del giallo. Sicuramente la virata verso i sentimenti è interessante ma non riesce del tutto creando un film che risulta poco giallo, poco affasciante in generale.

Voto: 6,7

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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