Recensione in anteprima – RomaFF16 – Riflessi – Volfango De Biasi riprende il documentario “Crazy for football” che ha vinto il David Di Donatello come miglior documentario e ne costruisce un film dotato di molto tatto e di sicuro divertimento. Il film presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2021, è in programma in prima tv per la serata del primo novembre su Rai1.

La storia

Saverio Lulli (Sergio Castellitto) è uno psichiatra che vuole dare ai suoi pazienti alternative migliori rispetto all’esser sedati e confinati ad un letto d’ospedale. La sua ultima proposta è quella di partecipare al campionato mondiale di calcio per persone con problemi di salute mentale, e incontra la perplessità del direttore generale della sua struttura, nonché la diffidenza degli sponsor.

Ma Saverio è abituato a rischiare in proprio e a pensare che “se uno vuole trovare la soluzione la trova”. Dunque ingaggia un ex calciatore, Vittorio Zaccardi (Max Tortora), affinché alleni la sua “squadra speciale” che comprende un paziente schizofrenico, uno depresso, uno paranoico, uno bipolare, un ossessivo compulsivo e uno che non sopporta il contatto fisico. Ci sono anche un gigante imbranato ma fedele, un’infermiera che fa il tifo per Saverio e sua figlia Alba (Angela Fontana), adolescente ribelle.

Dal documentario al film

Nel 2016, lo stesso regista Volfango De Biasi ha realizzato un documentario riguardante proprio questa storia vera. Si tratta del primo campionato mondiale di calcio a 5 destinato a giocatori con problemi psichici. Il documentario parla di un primo campionato svolto in Giappone e della selezione dei 12 italiani per la nazionale. Parla anche del progetto portato avanti dal dottor Rullo sin dal 2004 e documentato in un filmato autoprodotto dallo stesso Volfango De Biasi.

Il documentario ha vinto il premio David di Donatello come miglior documentario nell’edizione 2017. Il film si discosta in diversi aspetti rispetto alla storia vera ma non ne modifica lo spirito e l’importanza che vuole trasmettere attraverso questo bellissimo progetto di integrazione attraverso lo sport.

Si fa intendere nel film che la prima edizione di questa competizione si è svolta a Roma, quando invece si tratta della seconda edizione. Il risultato non ve lo riveliamo in questa recensione in quanto si tratterebbe di spoiler che rovina il finale. Ovviamente il film presenta una sceneggiatura meno descrittiva dei fatti e più romanzata con l’inserimento di possibili o probabili eventi che in realtà non sono avvenuti.

Sport, cinema in una giusta dimensione

Parlare di sport in un film non è sempre semplice. Parlarne per cercare di ricreare l’utilità del progetto che vi è alla base è ancora più complicato. Il discorso riguardante i problemi psichiatrici dei personaggi aumenta la complessità e, troppo spesso questi temi vengono trattati con troppa superficialità, o peggio, con scherno.

Non è il caso di questo film. “Crazy for football” o, nel titolo italiano “Matti per il calcio” con un simpatico gioco di parole, prevede una sceneggiatura che ha profondo rispetto della situazione e non cerca soluzioni o approfondimenti non necessari. Non accusa, non enfatizza anche se ci sono delle scene durante le quali i problemi psicologici vengono espressi con tutta la loro prevedibile paura.

Lo spettatore si affeziona sia ai singoli personaggi sia all’avventura che il dottor Lulli cerca di mettere in piedi anche impegnandosi personalmente per la buona riuscita. Un cast molto ben calibrato che ricorda molto nella fisionomia i personaggi veri del documentario e quindi le persone reali che hanno vissuto quell’esperienza è sicuramente un aspetto positivo. Ancor più la divertente recitazione di Max Tortora e la buona prova di Sergio Castellitto e Massimo Ghini.

Voto: 6,8

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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