Greyhound

Recensione – Tratto dal romanzo del 1955 di Cecil Scott Forester e adattato da Tom Hanks per il grande schermo, “Greyhound” è il ritorno alla regia di Aaron Schneider dopo oltre dieci anni dal suo esordio. Prodotto da Sony e distribuito come prodotto originale da Apple TV+ incluso nell’abbonamento, il film è candidato a un premio Oscar e vede Tom Hanks indiscusso protagonista.

La storia

Seconda guerra mondiale, primi anni 40. Gli Stati Uniti sono entrati in conflitto da poco e stanno cercando di capire come fare a eludere il blocco navale a cui i tedeschi hanno sottoposto l’Europa da diverso tempo nonché trovare una rotta percorribile con continuità dalle navi alleate che possa garantire una continuità tra i due versanti dell’Atlantico.

Il comandante della marina statunitense Ernest Krause (Tom Hanks) sta solcando i mari del nord Atlantico al comando di un convoglio da trentasette navi guidato dalla sua USS Keeling – nota via radio come “Greyhound” – che però viaggiano con il costante timore di eventuali agguati tedeschi, i quali sono già sulle tracce della flotta con i loro U-Boot. Krause stesso è tormentato tanto dalla paura dell’improvviso arrivo del nemico quanto dai suoi dubbi e demoni personali ed è in costante lotta con sé stesso nel tentativo di dimostrarsi un leader efficiente e utile per tutti i suoi uomini e le navi sotto il suo comando.

Tom Hanks il capitano del cinema

Prima di parlare del film, si può porre l’attenzione sul fatto che Tom Hanks riveste nuovamente i panni di un capitano. Questa volta è al comando di una nave, come lo era, in circostanze diverse, in “Captain Phillips”. Ma è stato anche capitano di un aereo in “Sully”, ex capitano nella guerra d’indipendenza americana in “Notizie dal mondo”, capitano nel pluripremiato “Salvate il Soldato Ryan”, comandante della spedizione dell’ “Apollo 13”.

In pratica Tom Hanks è quell’attore al quale affidare la parte di un personaggio che deve riscuotere consenso, rispetto e ammirazione da parte degli altri partecipanti alla vicenda.

Anche in questo caso il suo capitano Krause incarna tutta la sicurezza di chi sa fare il suo lavoro e tutte le incertezze di un uomo, soffocate nel segreto dell’animo e nel buio della propria cabina.

Krause è alla sua prima traversata dell’Atlantico in periodo di guerra e si trova ad affrontare  una serie di sommergibili tedeschi in straordinario numero. Qualcosa che spezzerebbe i nervi di qualsiasi uomo messi a dura prova dai continui allerta e dall’impossibilità di poter fare turni di riposo.

Di guerra e di mare

Sono solo due le scene, e sono anche brevi, che non vedono coinvolto il mare nei 90 minuti di durata del film. Un film breve e che vede sempre la Greyhound per mare, spesso mosso, spesso durante le poche luci della sera o della notte.

Con circa 50 milioni di dollari di budget gran parte destinati al compenso per l’attore principale nella sua impeccabile prova, “Greyhound” dimostra dei buoni effetti speciali che, però non sono totalmente all’altezza dei recenti film di guerra moderni che coinvolgono navi. L’azione, per forza di cose, non è tantissima ed è abbastanza ripetitiva e oltre al buon clima tipico della “guerra tra gatto e topo” il film ha un ottimo sonoro.

“Greyhound” infatti è stato nominato agli Oscar 2021 come miglior sonoro. Un buon riconoscimento che, probabilmente, non porterà al premio ma la colonna sonora intensa, gli effetti sonoro degli scoppi dei siluri e la sparatoria con i cannoni rendono molto interessante tutto il film.

Il film è distribuito da Apple TV+ compreso nell’abbonamento. Avrebbe meritato anche qualche passaggio al cinema con un sonoro di alto livello.

Voto: 6,7

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