Up

Recensione – 10 anni – Il 15 ottobre 2009 usciva al cinema e dopo appena dieci minuti aveva già commosso piccini e (soprattutto) grandi: il decimo lavoro firmato Pixar festeggia quest’anno il suo decimo anniversario.

Quanti palloncini ci vogliono per far volare una casa?

La risposta si aggira attorno ai dodici milioni, anzi li supera abbondantemente, ma alla Pixar ne sono bastati ventimila seicento per far levare in aria la casa più famosa del cinema di animazione. Una cosa è certa: Up spegne quest’anno la sua decima candelina e i palloncini per festeggiare sicuramente non mancheranno.

“Alla fine non era altro che una casa”

Carl Fredricksen, anziano venditore di palloncini ormai in pensione, decide di esaudire il sogno di una vita volando in Sud America insieme alla sua casa. La trama è ben lontana da una qualsiasi realtà, eppure la storia di questo anziano cocciuto, così legato alla sua casa che pur di cederla all’impresa edile che vuole realizzare nuove costruzioni la trasforma in un’enorme mongolfiera, è ispirata a quella vera della signora Edith Macefield che nel 2006 si rifiutò categoricamente di vendere il suo terreno per fare spazio ad un complesso di edifici moderni nel cuore di Seattle.

“Alla fine non era altro che una casa”

realizza il protagonista verso la fine del viaggio, ma forse questo non  è del tutto vero. La casa è un vero attore nella storia, un personaggio a tutti gli effetti che determina, accompagna, rivela. Ha un ruolo così influente, che da qualche parte nello stato americano dello Utah è stata realizzata per davvero, ed è a disposizione dei fan che possono visitarla e fotografarla ricreando le scene del film.

“Croce sul cuore”

Uno tra i più amati film Disney Pixar, scritto e diretto da Pete Docter (Monsters & Co.) e Bob Peterson, Up racconta una storia di un’immensa tenerezza, mettendo in scena sentimenti forti così come sono: amore, dolore, rabbia e paura vengono espressi senza maschere, ne attenuanti.

La morte, la perdita di un figlio, il divorzio, l’imbroglio, i sogni che vanno in frantumi, niente viene ovattato o ridimensionato per gli occhi di un bambino, perché nella vita vera queste cose succedono in continuazione e i bambini come i grandi, le sperimentano tutti i giorni. Un tema, quello delle emozioni, che è sempre stato piuttosto caro a Pete Docter, di lì a qualche anno (nel 2015) ne avremmo avuto la conferma, con Inside Out.

Parliamo di Oscar…

Tutti sapranno che Up ha vinto la prestigiosa statuetta d’oro per la categoria miglior film di animazione, pochi forse ricorderanno anche l’Oscar alla splendida colonna sonora di Michael Giacchino, e pochissimi, che era anche candidato nella categoria per il miglior film, accanto a pellicole del calibro di Avatar, Bastardi Senza Gloria e della vincitrice, The Hurt Locker.

Voto: 7.8

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