Hellboy (2019)

Recensione in anteprima – Dopo più di 10 anni dall’ultima pellicola targata Guillermo Del Toro, Hellboy torna nelle sale cinematografiche con un reboot che cerca di essere il più fedele possibile all’opera originale di Mike Mignola. Dall’11 Aprile al cinema.

“Nessuno vuole un altro Hellboy, vogliono quello di Mike Mignola…”

Nonostante l’ottimo successo di pubblico riscosso dagli adattamenti di Guillermo Del Toro, la produzione ha deciso di cambiare rotta e piuttosto che uscire con un terzo capitolo della serie, ha pensato di ripartire da zero. Guillermo Del Toro aveva proposto la sua visione del personaggio Hellboy, raccontandolo con il suo inconfondibile stile.

Questo nuovo progetto invece si è posto fin dall’inizio l’obiettivo di affondare le radici nell’opera originale di Mike Mignola. Il risultato infatti si discosta molto da quanto fatto da Del Toro. Più che di una reinterpretazione, qui siamo in presenza di un adattamento fedele del fumetto.

Come punto di partenza è stato preso il Volume 9 di Hellboy: “La Caccia Selvaggia”, al quale sono state aggiunte tante altre storie provenienti dalla serie.

Hellboy è tornato ed è più indemoniato che mai!

Durante l’epoca di Re Artù, la potente strega Nimue (Milla Jovovich), la Regina di Sangue, dopo aver cercato di promuovere la convivenza delle creature demoniache con la razza umana, venne condannata a morte e sepolta viva.

Ai giorni nostri, Hellboy (David Harbour), l’antieroe demoniaco agente del BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense), nonostante la profonda ingratitudine che gli riservano gli umani è sempre impegnato nella difesa della Terra dalle creature sovrannaturali che la minacciano.

Per combattere tre giganti inferociti, Hellboy si ritrova in Inghilterra, sua terra d’origine, dove però si imbatte nella regina Nimue, resuscitata dal passato e assetata di vendetta contro l’umanità. Grazie all’aiuto di suo padre (Ian McShane), dell’agente Daimio (Daniel Dae Kim) e della giovane veggente Alice (Sasha Lane), Hellboy dovrà cercare di fermare Nimue e allo stesso tempo combattere con il suo vero demone interiore.

Troppa carne al fuoco…

Per cercare di accontentare il più possibile i fan del fumetto di Mike Mignola, gli sceneggiatori non si sono limitati ad adattare un solo racconto di Hellboy, ma hanno voluto creare un mix di varie storie della serie. Ed è qui che sorge il primo grande problema di questa nuova pellicola. La storia è coinvolgente, ma il più delle volte è spezzata da sottotrame inutili ai fini narrativi, che causano solo una grande confusione.

Una trama più lineare avrebbe giovato all’intero film ed esaltato ancora di più le ottime scene d’azione che lo caratterizzano. La regia di Neil Marshall, infatti, si adatta alla perfezione al personaggio di Hellboy donandoci un film molto più dark e splatter.

David Harbour è Hellboy

Il vero punto di forza della nuova pellicola però è il cast. David Harbour nelle vesti di Hellboy ha fatto centro, non facendo minimamente rimpiangere l’interpretazione di Ron Perlman. Il suo Hellboy è irriverente e spietato allo stesso tempo e con una fisicità prorompente.

Peccato solo per la caratterizzazione del personaggio, un po’ troppo superficiale. La sceneggiatura non rende giustizia al conflitto interiore che affligge il protagonista.

Da segnalare anche l’ottima interpretazione di Milla Jovovich, che dona una marcia in più al personaggio della Regina di Sangue.

Molti difetti, ma come nuovo inizio può andare

Il nuovo Hellboy vive di alti e bassi. Ad una sceneggiatura piuttosto confusionaria, alterna scene d’azione splatter girate alla grande.

Si poteva fare molto di più, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista narrativo. Lo spirito originario del fumetto però c’è tutto e questo farà senz’altro contenti i fan.

Voto: 6,2

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