Ant-Man and the Wasp

Recensione in anteprima – Se pensavate che dopo “Avengers Infinity War” i Marvel Studios non potessero sfornare un altro cinecomic coi fiocchi, vi stavate sbagliando. “Ant-Man and the Wasp” sta per arrivare al cinema ed è pronto a stupirvi. Inoltre, in occasione delle anteprime dei Cinema Days potrete vederlo già l’11 Agosto, da non perdere! Al cinema dal 14 agosto.

Anche il primo “Ant-Man” era uscito durante il periodo estivo ed infatti in molti se lo erano perso nelle sale, ma grazie all’ottimo passaparola e alla presenza in “Captain America Civil War”, l’uomo formica è riuscito a conquistarsi molti fan e a ritagliarsi un posto speciale all’interno del Marvel Cinematic Universe.

“Ant-Man and the Wasp”, come successo con il predecessore, arriva un po’ in sordina, oscurato dall’ingombrante popolarità di “Infinity War”, ma porta con se una gran dose di divertimento e originalità.

Ant-Man a che punto eravamo

Per cominciare però, facciamo un po’ di chiarezza sulla collocazione temporale di questo sequel all’interno della linea cronologica del MCU. “Ant-Man and the Wasp” segue gli eventi di “Civil War” e si svolge contemporaneamente alla vicenda di “Infinity War”. Ritroviamo quindi Scott Lang (Paul Rudd) agli arresti domiciliari per aver infranto gli accordi di Sokovia e  dopo aver patteggiato con il governo degli Stati Uniti pur di stare il più vicino possibile alla piccola figlia Cassie (Abby Ryder Fortson).

Ecco spiegato (in maniera forse un po’ troppo forzata) il perché dell’assenza del microscopico (o gigante, se preferite) supereroe nella battaglia contro il temibile Thanos. Nel frattempo, per colpa delle scelte  fatte da Scott, anche Hope/Wasp (Evangeline Lilly) e Hank Pym (Michael Douglas) sono ricercati dal governo e costretti a vivere come fuggitivi per proteggere il segreto della rivoluzionaria nanotecnologia delle particelle Pym.

Dopo aver scoperto il regno quantico nel precedente episodio, il sogno di entrambi è quello di poter in qualche modo ritrovare la madre di Hope, Janet Van Dyne (una ringiovanita Michelle Pfeiffer), la prima e storica Wasp rimasta imprigionata nel Microverso. La loro impresa verrà ostacolata da un nuovo nemico, il Fantasma (Hannah John-Kamen, già vista nei recenti “Tomb Raider” e “Ready Player One”), una giovane ragazza sopravvissuta ad un incidente con le particelle Pym, costretta a vivere in un corpo altamente instabile a livello molecolare che le permette di muoversi attraverso la materia solida.

Ant-Man e il film

Come potete notare già dalla trama, il nuovo capitolo di Ant-Man ha molta più carne al fuoco. Ricalca la formula vincente del primo film e la raddoppia. Due supereroi, più battute comiche, diverse sottotrame che si intrecciano tra loro. Spesso questa strategia nei sequel è un arma a doppio taglio, ma non è questo il caso. “Ant-Man and the Wasp” funziona ed è migliore in ogni aspetto. La marcia in più è poi data dal cast, ognuno è a proprio agio nel suo ruolo. Paul Rudd (che è anche co-sceneggiatore) si riconferma perfetto ed ancora il protagonista indiscusso.

Le sue gag sono fantastiche e mai fuori luogo, da sole valgono il prezzo del biglietto. Dopo il finale di “Ant-Man” non vedevamo l’ora invece, di ammirare in azione Evangeline Lilly nei panni di Wasp, e anche in questo caso l’attesa è stata ripagata con successo. La sua Vespa è potente, imprevedibile ed intelligente. Senza di lei Scott Lang sarebbe spacciato.

Due parole anche per l’antagonista di turno, il Fantasma. Non un classico nemico qualsiasi con intenti malvagi, ma bensì una giovane ragazza (nei fumetti Marvel in realtà il personaggio di Ghost è un uomo) desiderosa di tornare a vivere una vita normale.

Insomma, questa nuova avventura dei micro eroi riserva grandi sorprese. Un cinecomic genuino, irriverente, fatto apposta per tutta la famiglia.

Ovviamente alla fine del film rimanete seduti sulla poltrona perché la scena dopo i titoli di coda è fondamentale.

Voto: 7,7

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