Volevo solo vendere pizza (CK)

Volevo solo vendere pizza

Ramaya Productions
(Commedia)

Regia: Marco Ponti

Cast: Silvio Orlando, Antonio Catania, Gioele Dix, Valentina Lodovini, Beatrice Fazi, Gabriella Golia, Ugo Dighero, Alice Teghil, Giulia Luzi

Trama: Luigi (Silvio Orlando) fa il giornalista, ma ha un sogno nel cassetto: aprire una pizzeria. Ne parla con il suo migliore amico e collega Andrea (Antonio Catania), che lo convince a buttarsi nell’impresa. Ma, fra gentili consulenti (Valentina Lodovini), spietati esperti (Gioele Dix) e dipendenti non troppo fedeli (Beatrice Fazi, Ugo Dighero) Luigi si trova ad affrontare una tragicomica Odissea burocratica (con tanto di marca da bollo).

Genere che vince non si cambia
(by Tomcat)
Se l’esordio della Ramaya, mi aveva ricordato la mia commedia italiana, anche questo lo ha fatto; non tanto per la sinossi, che è completamente differente, ma per la presenza di un cameo di un cantante; qui c’è Max Pezzali, nel mio c’era Gigi D’Alessio. Dopo l’esordio fulminante della Ramaya, che è stato accolto molto positivamente da tutti, il buon Luca rispettando l’antico adagio, citato nel mio sottotitolo, ci riprova con un’altra commedia italiana.
Abbiamo trovato l’alfiere di questo genere, dopo i vari Mestri dell’orrore, Signori del Noir e Lord della fantascienza? Penso di sì e credo che qualcuno inizierà anche a dire che sarebbe il caso di cambiare genere. Ma tralasciando le illazioni sulle opinioni altrui, devo dire che la cosa che mi ha colpito di più in questa pellicola è la scelta del cast, che non solo porta in scena degli attori ormai navigati nei ruoli affidati, come il grandissimo Silvio Orlando e l’ottimo caratterista Antonio Catania, ma ha anche il coraggio di osare scegliendo come moglie di Orlando, non la classica Signoris o la Finocchiaro, ma andando a ritirare fuori dal cilindro del tempo la Golia; indimenticata annunciatrice di Italia 1 (amarcord puro), che si comporta benissimo. Luca con questi due film è riuscito sempre a centrare l’obiettivo del cast. All’annuncio del film qualcuno aveva sollevato dubbi sulla fattibilità di trasporre un libro denuncia su uno dei mali maggiori del bel paese: la burocrazia. Sicuramente lo sceneggiatore è riuscito alla grande, anche perché non mi sembrava nemmeno che la fonte originale fosse un libro da ridere, se si esclude che la burocrazia in Italia è talmente tragica che diventa essa stessa una barzelletta, ricordando una delle prove delle 12 fatiche di Asterix (un must natalizio della TV). Ponti è una scelta buona e non scontata, con il suo background rispettato alla grande. La Locandina è carina e particolare. Mentre a mio avviso il vero pezzo forte è il sito che graficamente è una botta di colori e decisamente fuori standard. Credo che se la giocherà con Emilz e la sua Nao. Sul versante colonna sonora il pezzo più azzeccato è il volo del calabrone che ha il ritmo giusto per accompagnare il lavoro degli operai. Mentre quella che non mi ha fatto impazzire è “Storia di un impiegato”, che ho trovato un po troppo rock per la scena. Buona invece il duo Pezzali – Cherubini che mi è piaciuta parecchio e mi ha ricordato “Cosmic girl” in Sliding Doors. Altro brano per me meno azzeccato è un posto al sole, che non mi ha emozionato. Il brano dei Cani, mi è sembrato un po troppo Techno per la scena, che magari necessità di un brano più thriller o un brano strumentale in crescendo con l’arresto secco.

Concludendo: Altra ottima prova della Ramaya, che pone un’altra casella nel genere comico e di cinema Italico. Buonissimo Cast e capacità di adattare (I suppose), un libro che forse era diverso, affrontando un grosso problema del bel paese, in maniera simpatica, ma senza mai eccedere e senza mai cadere nel volgare. Quindi credo che questa pellicola alla fine riceverà lo stesso voto della precedente, confermando un nuovo fenomeno su CK.

Voto complessivo: 74/100

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