A special place (CK)

specialplace_locandinaA special place

Produttore: Dreaming Studios

Genere: Horror

Regista: Roman Polanski

Interpreti: Ewan McGregor, Kodi Smit-McPhee, Ceryl Hines, Isaac Hempstead Wright, Drew Shugart, Richard Roxburgh, Christopher Fulford, Dylan Minnette, Liam James

Trama: Una profonda riflessione sulla natura del male, che ruota attorno a un ragazzino, Keith Hayward, per sua spontanea inclinazione affascinato della morte e dell’atto di uccidere. IL piacente e affabile Zio Till riconosce l’intima natura di suo nipote ed è ben lieto di istruirlo nell’arte di commettere delitti senza farsi scoprire. Anche un freddo individuo sociopatico, a quanto pare, deve imparare a sopravvivere, e Zio Till non può che essere felice di offrire delle lezioni, in quella che è l’ultima inquietante opera di uno dei più famosi registi di tutti i tempi.

Con A special place Mastruccio debutta nell’horror, genere in cui continua a ricordarci di non essere un esperto, eppure il film funziona splendidamente dimostrandosi come una delle pellicole più sottilmente disturbanti di Cinematik. Fatta la doverosa premessa che anche qui ci troviamo di fronte a un soggetto estremamente abusato (come nel caso di Dracula, l’altro film del Contest) sia dal cinema che dalla tv (impossibile non pensare a Dexter), col risultato quindi di avvertire in più di un’occasione un certo senso di déjà vu, bisogna dire che il film, con il suo incedere lento e quasi ipnotico, cattura e tiene incollati alla sedia ricreando un’atmosfera malata e morbosa che tiene lo spettatore in un continuo stato di sottile tensione.

Fin da subito ci appare chiaro che nel rapporto tra zio e nipote ci sia qualcosa di profondamente sbagliato, i dialoghi tra i due, seppur in maniera un po’ sbrigativa, ben descrivono il modo in cui Till plagia e plasma la mente ancora acerba di Keith. Ma ben più disturbante è il rapporto che si instaura tra Keith e Miller, un suo compagno di scuola. Un rapporto costellato da continue violenze psicologiche, sottomissioni, umiliazioni. Il film non esita a mostrarci il male  e le brutture di cui sono capaci zio e nipote, seppur con un atteggiamento freddo e quasi inesorabile che comunque non smorza affatto la portata disturbante di certe scene.

Peccato solo per qualche sbavatura, come ad esempio alcuni dialoghi a volte un po’ forzati (nel voler spiegare molto, forse troppo), e alcuni aspetti poco credibili, o comunque un po’ fragili, della vicenda (il detective Cooper in primis…). La storia obiettivamente viaggia su binari ampiamente prevedibili e non regala grandi scossoni, tutta va come deve andare ed è anche facile prevedere il finale, eppure questo limite non impedisce al film di creare suspense e un forte coinvolgimento da parte dello spettatore (palpabile la tensione nelle scene finali).

Polanski è un nome di lusso e forse può sembrare stonato in un film del genere, ma bisogna dire che le tematiche ci sono, le atmosfere angoscianti pure e non mancano anche alcuni interessanti movimenti di macchina che danno al film un tocco ancora più elegante. Quindi a conti fatti la scelta si è rivelata vincente.

Il cast è fatto giustamente di nomi non troppo ingombranti, a parte McGregor nei panni dello zio psicopatico. Devo dire che ultimamente l’attore si sta specializzando in ruoli piuttosto rassicuranti quindi io ci avrei visto qualcun altro, magari anche fisicamente più “minaccioso”. Eccezionale invece Kodi Smit-McPhee che si conferma come uno dei giovani attori più promettenti degli ultimi anni. Interpretazione impeccabile che sicuramente verrà ricordata in sede di Awards.

A special place è un film che obiettivamente non racconta nulla di nuovo, percorre strade già ampiamente battute, eppure riesce a farlo in maniera comunque efficace e con una certa eleganza anche a livello visivo. Mastruccio, per il suo debutto horror, ha scelto una storia “piccola”, non particolarmente ambiziosa, ma il risultato è comunque apprezzabile e di sicuro effetto. (Hermetico)

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