Mila (Apples)

Recensione in anteprima – Venezia 77 – Orizzonti – Lungometraggio d’esordio per Christos Nikou, il regista greco già assistente alla regia di Yorgos Lanthimos. Il film “Mila” è il film d’apertura della sezione “Orizzonti” della 77esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Un film molto interessante su una pandemia che toglie la memoria a molte persone costringendole a recuperare i discorsi tramite un percorso di riavvicinamento sociale obbligato.

La storia

Aris (Aris Servetalis), un uomo solitario, è una delle tante vittime di una pandemia che causa un’amnesia tanto improvvisa quanto irreversibile. Accetta di prendere parte ad un trattamento sperimentale che prevede una costruzione a tappe di una nuova personalità. Il suo incontro con Anna (Sofia Georgovassili), a sua volta partecipante al trattamento, lo spinge a ripensare il proprio futuro.

Il film inizia con le testate al muro di Aris con colori della scena molto freddi, le pareti spoglie e il senso iniziale di totale smarrimento. E’ lo smarrimento del protagonista che ha perso la memoria, non riconosce come familiari molte delle cose che gli stanno attorno. E’ perduto e si affida a chi può aiutarlo.

Non solo mele

Aris è un gran mangiatore di mele e le mele che danno il titolo al film sono presenti in molte scene, sia durante l’acquisto sia durante la consumazione da parte di Aris in tutti i modi possibili. Dal semplice mangiarle addentandole intere allo sbucciarle e poi tagliarle a pezzi, fino ad arrivare a una classica torta di mele.

Ma le mele sono solo un legame che il protagonista ha con i suoi ricordi, con quelle poche cose che sono a lui familiari, con il suo essere che, in quel momento non riconosce.

Sono motivo di socializzazione, intervengono come ponte nelle sempre più difficili prove che la “riabilitazione” chiede.

Lobster e qualcosa d’altro

Il regista Christos Nikou è stato assistente alla regia di Yorgos Lanthimos e, in questo film, si possono rivivere le atmosfere stranianti di “Lobster” per esempio ma non solo. Tutto rimane distaccato, quasi freddo, lasciando al protagonista intervenire spesso passivamente a quelle che sono le situazioni della vita.

Il vivere trascorre attorno con rumore mentre il silenzio regna sovrano nei dialoghi dilatati tra Aris e Anna, tra Aris e i dottori, tra Aris e il fruttivendolo, quasi un dottore aggiunto per Aris.

Presentato come film d’apertura nella sezione orizzonti della 77esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, “Mila (Apples)” rappresenta il lungometraggio d’esordio del regista greco e un’ottima prova a livello di regia, sceneggiatura e interpretazione da parte dei due attori principali.

Voto: 7

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