The Beatles: Eight days a week

Recensione in anteprima – Il regista premio Oscar Ron Howard riscopre il fascino intramontabile dei Beatles portando sul grande schermo un’opera innovativa e che non delude. Il film evento sulla band di Liverpool sarà nelle sale dal 15 al 21 settembre.

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The Beatles: Eight Days a Week racconta le imprese live della band: dai primi giorni ai concerti che hanno fatto la storia della musica, dai tempi del Cavern Club di Liverpool fino allo storico Candlestick Park di San Francisco. La storia di come John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr si sono uniti diventando quel fenomeno straordinario che tutti conosciamo come “The Beatles”. Un racconto costituito da preziosi filmati rari ed inediti, che esplora il dietro le quinte della band, il modo in cui prendevano le decisioni, creavano la loro musica, costruivano insieme la loro carriera e, senza rendersene conto, scrivevano una pagina fondamentale della storia della musica.

E per la prima volta sugli schermi, 30 minuti esclusivi della storica performance allo Shea Stadium di New York il 15 agosto 1965, in quello che fu il primo concerto rock di fronte a 55.000 persone.

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La sfida più grande, quando si realizzano film e documentari su una band come i Beatles, sta nel riuscire ad offrire qualcosa di originale allo spettatore. Argomenti come la storia della band dagli esordi fino allo scioglimento, le personalità dei quattro componenti e la loro produzione musicale, sono già stati ampiamente discussi e presentati al pubblico.

Ron Howard sceglie quindi di concentrarsi sul periodo fra il 1963 e il 1966, ovvero gli anni di maggior successo della band, caratterizzati dai tour mondiali e dalla nascita della cosiddetta “Beatlemania”.

L’intento del regista è quello di raccontare qualcosa di nuovo sulla band inglese più celebre del mondo, il risultato è un film interessante che attraverso una narrazione precisa, chiara e scorrevole emoziona e coinvolge fin dai primi minuti.

Portrait of British pop group The Beatles (L-R) Paul McCartney, George Harrison (1943 - 2001), Ringo Starr and John Lennon (1940 - 1980) at the BBC Television Studios in London before the start of their world tour, June 17, 1966. (Photo by Central Press/Getty Images)

Il documentario contiene circa 2000 elementi di materiale inedito ed affascinante, come interviste, apparizioni televisive e radiofoniche, foto di repertorio e filmati amatoriali girati dai fan durante i concerti della band di Liverpool. Sono anche presenti interviste originali a Paul McCartney e Ringo Starr, in cui i due Beatles regalano racconti sinceri e schietti dei tumultuosi giorni in cui erano impegnati nei tour.

La pellicola offre al pubblico uno sguardo diverso e fresco sui quattro musicisti, emerge un forte rapporto basato sulla profonda amicizia ma anche sulla stima e sulla fiducia, si apprezza la loro semplicità, la sfrontatezza, l’umorismo, il carisma.

In The Beatles: Eight Days a Week si percepisce anche la convergenza tra la popolarità su scala globale dei Beatles e i cambiamenti sociologici che avvennero all’epoca: la band fu capace di unire le persone come non era mai successo prima. Tra le rivelazioni più sorprendenti del film si distingue la posizione che il gruppo prese sul tema della segregazione razziale in occasione del tour nel sud degli Stati Uniti, nel 1964. Il rifiuto dei Beatles di suonare in qualsiasi posto che prevedesse la segregazione obbligò il Gator Bowl a Jacksonville, in Florida, a cambiare la sua politica sulla disposizione dei posti a sedere.

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Ron Howard ci restituisce il ricordo dei Beatles prima della Beatlemania, di quello che sono diventati durante gli anni e di come siano cresciuti sia artisticamente che a livello personale e, soprattutto, del loro ruolo in merito al cambiamento culturale di quel particolare periodo.

The Beatles: Eight Days a Week è anche pensato per poter offrire a tutti coloro che non ne hanno avuto la possibilità, di capire cosa significasse assistere ad una loro esibizione. Dopo cinquant’anni la musica dei Beatles è ancora attuale e continua ad affascinare le nuove generazioni.

Siamo di fronte ad un film perfettamente riuscito, Ron Howard ci racconta una storia assai nota con un’originalità estrema capace di emozionare davvero tutti.

Voto: 8

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