Transformers – L’ultimo cavaliere

Recensione in anteprima – Grazie a Cuore di Celluloide che ha assistito alla proiezione stampa del 20 giugno ecco la recensione del nuovo capitolo del franchise Transformers, nuovamente diretto da Michael Bay e che sembra ben lungi dal terminare nonostante l’incomprensibile (poca) qualità e utilità artistica. Al cinema dal 22 giugno.

Iniziamo subito col sottolineare che per vedere quest’ultimo capitolo non è per forza necessario aver visto i precedenti, tanto il risultato sarà sempre lo stesso.
Sarò molto breve nel descrivere la trama, semplicemente perché questa non esiste o, volendo essere ottimisti, il film ha subito talmente tanti tagli e modifiche, che alla fine di trame ve ne sono almeno quattro o cinque mescolate insieme come in un beverone vitaminico. Provando ad intuire le intenzioni del Regista, in due parole, il mondo è in pericolo  e Cade Yaeger (Mark Whalberg) insieme a Bumblebee, il Lord inglese Edmound Burton (Anthony Hopkins), e l’avvenente Vivian Wembley (Laura Haddock), un’insegnante di Oxford devono unirsi ad Autobot, Decepticons e al corpo militare TRF (originariamente creato per distruggere i Transformers, buoni o cattivi che fossero). Inoltre si scopre che l’arrivo dei Robot sulla terra risale nientemeno che ai tempi di Re Artù. Questo è quello che ho capito io, ma potrebbe anche essere che la trama sia un’altra (nel caso, andrei a chiedere direttamente a Michael Bay)…
A questa trama, piuttosto basica, si contrappone uno sviluppo intricatissimo e pieno di trame e sottotrame, personaggi che compaiono e scompaiono misteriosamente dalla scena (ad esempio i ragazzini che incontriamo all’inizio delle DUE ORE E MEZZA di film, ad un certo punto spariscono senza che nessuno spieghi perché e dove siano finiti) e tante, troppe, esplosioni.
Michael Bay è famoso per il suo amore per gli esplosivi, ma qui ha oltrepassato ogni limite terreno: ancor prima che il film inizi assistiamo alla prima esplosione, durante il passaggio del logo Paramount. Non siamo stati a contarle, ma il numero totale di deflagrazioni in tutto il film si aggirerà ad occhio e croce sul centinaio, forse anche centocinquanta, vale a dire una esplosione al minuto, facendo un rapido calcolo.
Il film è tutto qui, non ci sono altre cose da commentare, o meglio, ci sarebbero, ma sarebbero solo insulti e parolacce. Molti potrebbero controbattere citando gli eccezionali effetti visivi. Ma un film non è solo effetti visivi e speciali. Intorno ci deve essere anche la sostanza, il film per l’appunto. Ma non è questo il caso.
Quindi, ricapitolando, Transformers 5 è un film la cui trama è incomprensibile, di cui si ricordano solo cose che saltano in aria, alcune inquadrature maliziose sul seno e il fondoschiena della Haddock, e una scena dopo la quale tutti in sala hanno esclamato “MARTHA!!!”. Per il resto è solo confusione, noia e rumore assordante. Ridateci PACIFIC RIM!!!
Voto: 2
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luca cardarelli

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