Ghosthunters – gli acchiappafantasmi

Recensione in anteprima – Tratto dai famosi libri per ragazzi di Cornelia Funke, il film ne ripercorre le caratteristiche tipicamente destinate al pubblico scolastico. Un prodotto sufficiente che solo a tratti riesce ad essere anche un discreto intrattenimento per gli adulti. Esce il 29 ottobre.

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Il piccolo e solitario Tom scopre nella sua cantina un piccolo fantasma verde e gelatinoso, che gli racconta di essere dovuto fuggire dal maniero dove abitava a causa dell’arrivo di un spirito malvagio. Tom decide di chiedere aiuto alla socntrosa Hetty, un’acchiappafantasmi appena licenziata dalla sua organizzazione segreta, con la quale riuscirà a sconfiggere il terribile nemico.

Esiste una vasta letteratura per ragazzi che riscuote molto successo tra i destinatari di questo sottogenere letterario e non importa se molte cose son prese a prestito da tv, film o altri racconti, anzi molto spesso i ragazzi si sentono attratti da qualcosa che conoscono e che è annunciata in una nuova avventura o dimensione. In questo caso tutto ha inizio con il libro “Squadra cacciafantasmi e la pista di ghiaccio” scritto 20 anni fa da Cornelia Funke che continuerà poi a scrivere libri di questa collana dei cacciafantasmi.

Il chiaro riferimento ai Ghostbusters del 1984 è duplice sia per quanto riguarda il mestiere di Hetty sia per quel fantasma che diventa amico di Tom e che ricorda moltissimo nell’aspetto e nella poca destrezza Slimer. In Italia il riferimento arriva ad essere anche triplice in quanto il sottotitolo del film “Acchiappafantasmi” in realtà non è la letterale (e più corretta) traduzione di Ghosthunters (Cacciafantasmi), il concetto comunque ovviamente rimane: casa infestata, ci sono uno o più fantasmi da catturare.

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Il regista tedesco Tobi Baumann ce la mette tutta per non creare un prodotto superficiale e cerca in tutti i modi di proporre un film per famiglie più che tradurre in immagini la collana di libri. Ne risulta però una narrazione poco legata e che soffre di un continuo “già visto” che, se, come detto, assicura qualche bambino e ragazzo che si diverte anche, risulta troppo banale e prevedibile per un pubblico adulto. Se il film doveva riunire le famiglie durante la visione, temo che questo compito non venga assolto, molto probabilmente i bambini che non vedranno il film al cinema se lo potranno gustare da soli in tv in un pomeriggio di sabato o domenica perché sembra quella la destinazione finale sul piccolo schermo.

La pellicola è immersa nella Germania più contadina e di campagna che di città, sembrerebbe la Baviera anche se non è mai esplicitata ma sappiamo che le riprese sono state effettuate in gran parte in quella zona. Cast prettamente tedesco e austriaco quindi con produzione che, sebbene veda la partecipazione della Warner Bros. annovera diversi produttori di lingua tedesca per un taglio che ne rivela la provenienza.

Gli effetti speciali non verrano per nulla ricordati come i più completi, interessanti e sbalorditivi, anzi, qualche artificiosità evidente si vede troppo pasticciando un po’ qualche scena che altrimenti risulterebbe interessante.

Una regia da serie tv completa una buona fotografia con attori verosimili nella parte. Nell’intervista allegata alle note tecniche di produzione si fa riferimento al protagonista Milo Parker come a un piccolo nuovo talento della recitazione. A me questa grandissima bravura non è apparsa ma possiamo magari dare la colpa, se così si può dire, al doppiaggio che non ci ha permesso di sentire le voci originali.

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In definitiva il film scorre via veloce anche grazie a una durata ampiamente sotto le due ore e un tema abbastanza schematico. Fortissimi i richiami voluti a “Men in black”. Adatto ai bambini.

Voto: 6

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