Ant-Man

Recensione in anteprima – Il nuovo capitolo dell’Universo Cinematografico Marvel presenta Ant-Man, il nuovo film dei Marvel Studios, che porta per la prima volta sul grande schermo uno dei personaggi originali più noti dei Marvel Comics apparso fin dalle origini nel gruppo degli Avengers. In uscita in Italia il 12 agosto.

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Dotato della strabiliante capacità di rimpicciolirsi e al contempo accrescere la propria forza, il ladro provetto Scott Lang dovrà ricorrere alle sue doti eroiche per aiutare il proprio mentore Dr. Hank Pym a proteggere il suo spettacolare costume di Ant-Man da nuove, terribili minacce. Esposti a ostacoli apparentemente insormontabili, Pym e Lang dovranno pianificare un colpo che salverà il mondo.

Detta così la trama del film potrebbe risultare fuorviante, infatti in Ant-Man c’è molto di più e qualcosa di meno. Il supereroe Marvel è conosciuto negli Stati Uniti ma non è popolarissimo in Italia e questo Disney lo sa. La strategia, vincente, di confezionare un film che mescola azione e commedia privilegiando largamente le dinamiche famigliari riesce e il film risulta bilanciato e attento.

Privo di grande originalità sia nella trama che nella dinamica degli avvenimenti, Ant-Man si trova a metà strada tra un film prettamente Marvel e un classico film Disney per famiglie. Davanti vi è un ulteriore contributo: il mondo Pixar. Impossibile non fare riferimento ad “A Bug’s life” quando Scott Lang (Paul Rudd) chiede aiuto alle formiche nelle sue diversissime specie.

Un po’ Guardiani della galassia, un po’ Avengers, di cui Ant-Man farà parte e ce lo annuncia la seconda scena dopo i titoli di coda (ma proprio alla fine dei titoli di coda), il film ha un ritmo sostenuto e ben cadenzato, risultando lento e un po’ noioso solo in pochissimi punti. Ha il grande pregio di introdurre in maniera massiccia le dinamiche famigliari sia del protagonista sia del suo mentore, entrambi con un rapporto complicato ognuno con la propria figlia. Situazione complicata dagli eventi personali che rendono la vicenda moderna soprattutto dal punto di vista della situazione tra Scott Lang e sua figlia.

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A dispetto dei poteri della tuta, il film si fa mostruosamente gigante quando la tuta viene attivata e si viene catapultati nel micromondo visto dalla visuale tutta particolare di Scott. Effetti speciali molto ben fatti e coinvolgenti, probabilmente la visione in 3D (avremo una seconda recensione apposita) esalterà queste scene che non sono né troppe né poche, in sintesi, un giusto numero.

Non si tratta di salvare un mondo, la terra, o meglio non si tratta solo di salvare il mondo da quella minaccia apocalittica che troppe volte abbiamo visto abbinata a film del genere. Si tratta di salvare il proprio mondo, quello che coinvolge la vita di Scott principalmente ma allargando il concetto in maniera tipicamente Disneyana a tutte le famiglie, agli affetti in generale.

Lo confesso, aver scelto Paul Rudd per la parte di Ant-Man mi aveva inizialmente fatto storcere il naso. Un attore da commedia alla Apatow, quindi abbastanza televisiva e telefonata, non ce lo vedevo bene in un film di questo tipo ed invece la recitazione dell’attore è stata una vera sorpresa avendolo potuto apprezzare in lingua originale. Michael Douglas è un credibile magnate e mentore di Scott, l’elfa Evangeline Lilly è sicuramente più a suo agio in questo ruolo che nella terra di mezzo. Discorso a parte per invece per l’antagonista, il cattivo di turno che ha poco spessore e una cinicità abbastanza prevedibile. Lo dico senza mezzi termini, il punto più debole del film.

Marvel's Ant-Man L to R: Scott Lang/Ant-Man (Paul Rudd) and Hank Pym/Ant-Man (Michael Douglas) Photo Credit: Zade Rosenthal © Marvel 2014
L to R: Scott Lang/Ant-Man (Paul Rudd) and Hank Pym/Ant-Man (Michael Douglas)
Photo Credit: Zade Rosenthal © Marvel 2014

La regia di Peyton Reed è come te l’aspetti: quasi impercettibile nel senso buono del termine. Non ci sono grandi virtuosismi ma il giusto ritmo tra mondo in miniatura e mondo reale è apprezzabile e, sebbene schematico da’ il giusto spazio al training di Scott, alla sua esperienza da ingegnere licenziato e ladro, alla sua connessione con la famiglia, ai suoi dubbi e timori nell’affrontare la nuova sfida da supereroe. Particolarmente interessante risulta la scena con le immagini del mondo atomico, qualche secondo che mescola sapientemente colori, forme e sentimenti che impreziosiscono una buona regia.

Disney quindi confeziona un film Marvel inserendo i suoi canoni espressivi e contorna il tutto con ottimi effetti speciali attingendo anche dal mondo Pixar. Un film per le famiglie e non per gli appassionati di supereroi, almeno non solo.

Voto: 6,9

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