Inside Out

Recensione in anteprima – Nuovo esilarante film d’animazione targato Disney-Pixar. Un tripudio di emozioni attraversano tutta l’opera e si rendono protagoniste di una vicenda surreale, avvincente, colorata, immaginaria. Ecco la recensione in anteprima (uscirà il 16 settembre) di Inside Out, film diretto da Pete Docter che in modo leggero, divertente, profondo, sincero, affettuoso porta sul grande schermo la vita di una preadolescente con tutti i suoi dubbi, le sue emozioni, i suoi ricordi.

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Il Centro di controllo della mente di Riley, una ragazzina di 11 anni, è localizzato nel Quartier Generale, dove cinque Emozioni sono al lavoro, guidate dalla simpatica e ottimista Gioia, la cui missione è di garantire la felicità di Riley. Le altre Emozioni comprendono Paura che garantisce alla ragazza la sicurezza necessaria, Rabbia che assicura il senso di equità e giustizia e Disgusto che impedisce a Riley di avvelenarsi sia fisicamente che socialmente. Tristezza non sa bene quale sia il suo ruolo come del resto non è chiaro neanche agli altri.  Quando Riley si trasferisce con la sua famiglia in una nuova metropoli, le Emozioni dentro di lei si mettono subito al lavoro, desiderose di guidarla attraverso la difficile transizione. Tuttavia, Gioia e Tristezza vengono relegate in un angolo remoto della sua mente, lasciando spazio a Paura, Rabbia e Disgusto. Gioia e Tristezza si avventurano in luoghi sconosciuti fra cui la Memoria a Lungo Termine, Immagilandia, il Pensiero Astratto e la Cineproduzione, nel disperato tentativo di tornare al Quartier Generale e da Riley.

Dopo lo strepitoso successo tributato al festival di Cannes 2015 quando venne presentato fuori concorso, Inside Out è stato proposto oggi, 9 giugno nell’anteprima stampa milanese nella suggestiva sala 2 del “The Space Cinema Odeon”. La versione in lingua originale con sottotitoli è stata preceduta anche dalla versione originale del cortometraggio “Lava”. Subito, grazie al cortometraggio si parte con una qualità artistica stupefacente e con una storia ricca di sentimento.

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Inside Out inizia ufficialmente, con i suoi titoli di testa, dopo parecchi minuti passati a spiegare l’infanzia di Riley e il meccanismo che è stato creato dagli sceneggiatori nella testa di Riley (ma in fondo di tutti). Un Quartier Generale variopinto che interagirà direttamente con Riley e con lo spettatore. Il film presenta tutta la magia dell’azienda Pixar nel creare prodotti di questo tipo. Un livello innalzato a dismisura mescolando tutto ciò che di meglio tecnicamente e artisticamente era stato prodotto fino a quel momento dalla casa fondata dalla LucasFilm. Troviamo la giocosità di Toy Story, l’emotività di Wall-E, l’importanza per gli affetti di Nemo, la capacità di sorprendere di Frozen, l’avventura di Cars, la fantasia di Up e la capacità di creare mondi di A Bug’s life. Insomma tutto il meglio, verso l’infinito e oltre.

Il regista Peter Docter immerge lo spettatore nelle vicende umane, profondamente vere e riconducibili alla vita di tutti della bambina Riley. Il divertimento inframmezzato da sinceri momenti di commozione accompagna lo spettatore per tutta la vicenda e non è difficile ammettere che più di una lacrima scende. Il film emoziona parlando di emozioni, si riferisce sia ai bambini sia, soprattutto agli adulti. Crea un mondo “inside” popolato di tutte le dinamiche psicologiche (in maniera leggera ovviamente) che poi hanno una vetrina nel mondo fuori, quell’ “Out” del titolo personificato da Riley e dal suo affacciarsi all’adolescenza. Le dinamiche famigliari, i ricordi, i sogni, le bambinate, lo sport, i pensieri, tutto si mescola alla perfezione nel rapporto con i genitori e con la situazione di distacco dalla casa natia.

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Lo spettatore entra nella narrazione e la narrazione entra nello spettatore. La psiche dello spettatore si lascia imbibire dallo spirito e dalla dinamica della narrazione, seguendone con compartecipazione le premesse, con dolore e rabbia il decorso, con soddisfazione e sollievo il lieto fine. Vi è mai capitato di uscire dal cinema con una sensazione forte di voler cambiare qualche cosa della vostra vita? E’ una sensazione. Poi magari non si cambia nulla. Ma la sensazione scaturisce dal film perchè tocca i nostri sentimenti e le nostre emozioni. Con questo film si ha la sensazione di aver percorso un viaggio in noi stessi, nei nostri ricordi, un viaggio dal quale abbiamo imparato qualcosa, che ci ha in qualche modo, anche piccolo, migliorato.

O Mythos deloi oti...”, cioè “Questa storia dimostra che”… sollecitare non solo la dimensione razionale, corticale del cervello con argomentazioni logiche, ma condurre lo spettatore alle stesse conclusioni, attraverso il potente coinvolgimento della nostra parte emozionale, ha effetti ovviamente più forti, più profondi, più memorabili. Questo film è memorabile in molti aspetti. Questo film ha una qualità che sarà difficile raggiungere nuovamente. Un film indimenticabile, se non ci fosse Star Wars VII in arrivo Inside Out sarebbe già considerato il più atteso dell’anno.

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“Riley ha compiuto 12 anni, cosa potrebbe ancora accadere?…” questa frase lascia aperto un probabile sequel. E, per la cronaca di chi sta tenendo il conto delle citazioni di Star Wars VII in tutti i film Disney posso dire che anche in Inside Out c’è.

Voto: 9,4

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