Scoprendo Cecilia (Script)

Dissolvenza in apertura.

Su schermo nero, a caratteri rosso vermiglio, appare il titolo del film:

Scoprendo Cecilia

 

Una storia pensata, scritta e prodotta da

Gennaro Saviano

 

e diretta da

Cary Fukunaga

 

Dissolvenza in chiusura.

INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – NOTTE

 

Musica: Bob Dylan – Can’t Help Falling in Love

Lo schermo resta nero per alcuni secondi, poi a poco a poco la mdp effettua un leggero carrello all’indietro, rivelando che il nero dello schermo altro non era che la parete, al buio, del soggiorno della casa di JOHNNY (Emile Hirsch), 30 anni, capelli corti e barba. Johnny indossa una canotta linda e pantaloncini blu.

Un calendario sul comodino indica Maggio 1974.

Johnny è a letto, il Viaggio al termine della notte di Louis-Fedinand Céline aperto a metà sul petto. La sua casa è dalle parti di Venice, al quinto e ultimo piano di un condominio, e da una finestra notiamo la vita frenetica e notturna di Los Angeles.

Sul balcone della casa di fronte a quella di Johnny, fuori fuoco, alcune ragazze stanno bevendo alcool e fumando marijuana alla luce di un falò. La loro festa va avanti da tempo.

Johnny si è appena addormentato, nella sua stanza semplice e ordinatissima, arredata senza fronzoli: unica concessione all’anarchia sono le pile di libri accatastati in un angolo della stanza, anche se ogni pila consiste ciascuna di 10 libri ordinati alfabeticamente per il cognome dell’autore. Tra i libri, romanzi di Camus, Dostoevskij, Tolstòj, McCarthy e altri. Ci sono anche dischi di Miles Davis, Charlie Parker e altri.

Il placido sonno di Johnny viene disturbato da un gatto soriano dal pelo rosso che sale sul suo letto e comincia a fare le fusa al suo padrone.

Il gatto gli lecca la guancia più volte e Johnny si sveglia.

Johnny guarda il gatto e gli sorride.

JOHNNY

Hai fame, vero?

Il gatto per tutta risposta, continua a fargli le fusa. Johnny prende il libro e lo chiude. Lo mette accanto a una copia di Time con in copertina Merle Haggard.

Johnny si infila le pantofole.

JOHNNY

Vediamo cosa c’è in dispensa.

Johnny dà un rapido sguardo alla festa che si sta tenendo nella casa di fronte, poi, seguito dalla mdp va in cucina e dal gatto (Floppy), una piccola camera sulla quale si apre un balconcino con un tavolinetto e delle sedie.

La cucina è pulita, i mobili sono in legno e la tavola è rotonda. Floppy salta sul ripiano tra i mobili e segue Johnny, che si ferma a una credenza e la apre: all’interno, varie conserve e cibi in scatola.

Johnny ne prende una e la apre, riversando poi il contenuto in una ciotola adagiata nel lavabo.

JOHNNY

(mettendo la ciotola sotto il naso di Floppy)

Ecco qua.

(sorridendo)

Al tuo servizio.

Floppy prima di mordere il cibo, odora i pezzi di carne, apparentemente famelico, ma poi volta la testa, come disgustato.

Johnny, che nel frattempo era andato a prendersi una Coca-Cola dal frigo, resta sorpreso.

JOHNNY

Che c’è?

Floppy spalanca le fauci.

JOHNNY (CONTINUA)

Sono le tre di notte, mica posso scendere a comprarti della roba da mangiare, lo capisci?

Floppy, implacabile, spalanca le fauci.

JOHNNY (CONTINUA)

Pensa alle tigri in India, poverine, che devono ammazzare perché non hanno da mangiare.

Floppy lo guarda e gli salta sulla spalla.

JOHNNY (CONTINUA)

(mentre Floppy salta a terra)

Ok, ok… ai tuoi ordini.

Johnny scrolla le spalle, impotente, ed esce dalla cucina.

La musica sfuma.

Stacco.

EST. SUPERSTRADA DI LOS ANGELES – NOTTE

La Ford Mustang di KIM (Sarah Gadon), una ragazza molto carina di 30 anni, percorre a velocità sostenuta la superstrada. Il traffico è scorrevole, la notte è placida e tranquilla.

Kim, una Gauloises spenta in bocca, guida pensierosa. La ragazza è in minigonna, sandali e maglia scollata: non porta reggiseno.

Stacco.

INT. MARKET – NOTTE

 

Vediamo, dall’interno di un market aperto 24 ore su 24, la macchina di Johnny arrivare sgommando e fermarsi. Lo stridore delle ruote sull’asfalto echeggia nella notte silenziosa.
Johnny, con scarpe senza calzini, maglietta dei Jefferson Airplane e pantaloncini, entra nel locale vuoto.

L’unica presenza umana è un CASSIERE di colore sui 25 anni che sta sistemando dei surgelati. Il cassiere indossa pantaloni e una maglia dei Lakers con il numero 13.

Johnny, fischiettando, percorre il settore del cibo per animali e si ferma alla scansia dei prodotti per gatti.

Il ragazzo percorre con lo sguardo i prodotti mescolati alla rinfusa.

Sul viso di Johnny compare una smorfia di irritazione.

Il ragazzo sistema meglio qualche scatola.

Johnny si volta, il cassiere sta continuando a sistemare i surgelati.

JOHNNY

(educatamente)

Mi scusi…

Il cassiere, pur continuando a sistemare i surgelati, si volta a guardarlo.

CASSIERE

(un po’ infastidito)

Cosa c’è?

Johnny continua a mantenere il tono educato.

JOHNNY

Non trovo il Kal Kat…

CASSIERE

Come?

JOHNNY

Ho detto: non trovo il Kal Kat…

Il cassiere continua a sistemare i surgelati.

CASSIERE

Guardi che è lì, vicino alle altre scatole di cibo per gatti.

JOHNNY

Ho visto, ma non ho trovato nulla…

Il cassiere poggia l’ultimo surgelato e chiude lo sportello del frigorifero.

Johnny, seguito dal cassiere, va alla scansia con le scatole di cibo per gatti.

JOHNNY

(indicando i prodotti)

Guardi, vede? Non c’è…

Il cassiere dà una rapida occhiata alle scatole.

CASSIERE

(gentile)

Ha ragione, mi perdoni. Deve essere in magazzino, vado a prenderglielo.

Il cassiere si allontana.

Stacco.

EST. LOS ANGELES – NOTTE

 

La Mustang di Kim si ferma, siamo dalle parti di West Hollywood. Qualche locale è aperto, e qualcuno passeggia per strada.

Kim apre il cruscotto, ne prende un accendino Zippo di colore rosso.

La ragazza si accende la Gauloises spenta che pendeva dalla sua bocca.

Kim aspira voluttuosamente il fumo, e riparte.

Stacco.

EST./INT. MARKET – NOTTE

 

Johnny è alla cassa del market, fischietta tranquillo.

Il ragazzo ha comprato altri prodotti e li ha messi sul bancone: cioccolata, carne in scatola, uova e altro.

Il cassiere ritorna con un barattolo di Kal Kat.

CASSIERE

(prendendo posto dietro la cassa)

Mi scusi…

Johnny gli sorride gentile.

CASSIERE (CONTINUA)

…purtroppo quelli che lavorano prima di me sono idioti e non sanno mantenere questo posto.

JOHNNY

(sorridendogli amichevole)

Non si preoccupi, il mio gatto aspetterà…

(indicando la roba sul bancone)

Prendo anche questo.

Stacco.

Dall’esterno, vediamo Johnny pagare e uscire dal market.

La luce dei lampioni dona alla strada deserta una luce quasi spettrale.

La mdp indugia per un momento a mostrarci la via deserta, poi torna a mostrarci Johnny che sale in macchina e riparte.

Stacco.

EST. CONDOMINIO DI JOHNNY – NOTTE

 

L’auto di Johnny si ferma davanti a un condominio a cinque piani dipinto di bianco.

Ci sono anche altri condomini, villette, negozi.

Le luci degli appartamenti sono spente, tranne quelle del suo e di qualcun altro.

Johnny scende dall’auto e con la scatola in mano si avvia al portone d’ingresso.

Il ragazzo fa per aprire il portone, quando qualcosa attira la sua attenzione.

È il portone del condominio di fronte, che viene aperto da due ragazze: VANESSA (Ashley Benson), 26 anni, lunghi capelli biondi, e DIANE (Chloë Sevigny), 40 anni, anche lei lunghi capelli biondi. Le due sono seminude e guidano un variegato gruppo di ragazze, di etnie differenti, anche loro mezze nude e con lunghi capelli.

Vanessa ha in bocca uno spinello acceso, che sta per finire.

Johnny guarda il gruppetto di ragazze.

Una ragazza, PAMELA, sui 21 anni, di colore, le saluta.

Pamela si muove e parla come chi non ha fatto altro che bere e fumare erba per ore.

PAMELA

Ciao, ragazze…

Con lentezza, Pamela e il gruppo di amiche, alcune delle quali accennano dei passi di danza, spariscono nel buio della notte.

Solo quando sono ormai fuori dell’inquadratura, Diane, come compiesse un gesto di immane fatica, saluta, riabbassando però subito la mano.

Diane poggia la testa sulla spalla di Vanessa, che appare un po’ più lucida.

Johnny sorride e fa per entrare nel condominio.

VANESSA

(f. c.)

Ehi, bel ragazzo…

Johnny, curioso, si volta.

JOHNNY

(esitante)

Dici a me?

VANESSA

(ironica)

Vedi qualcun altro?

Diane, ridendo, le prende lo spinello e lo fuma.

DIANE

(ridendo)

E poi saremmo noi quelle fatte…

Vanessa sorride seducente nei confronti di Johnny.

VANESSA

Non ti avevo mai visto da queste parti, bel ragazzo…

Johnny non sa cosa dire.

VANESSA (CONTINUA)

Sei nuovo, per caso?

JOHNNY

Veramente abito qui da anni…

Vanessa riprende lo spinello e dà l’ultimo tiro.

VANESSA

Be’, speriamo di vederci, bel ragazzo…

Vanessa getta lo spinello e si avvia abbracciando Diane nel suo condominio.

DIANE

Ho voglia di uova… mi fai le uova, Vanessa?

VANESSA

Te le faccio, te le faccio, ho fame anche io.

Le due, borbottando, entrano nel condominio.

Johnny, stranito, fa la stessa cosa.

Stacco.

INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – NOTTE

Kim è seduta sul divano, sta accarezzando Floppy, le gambe incrociate, in una posa molto sensuale.

Una sigaretta accesa è appoggiata sul portacenere: la coltre di fumo che sale si mescola alla luce.

Johnny apre la porta ed entra.

JOHNNY

(f. c., sorpreso)

E tu che ci fai qui?

Prima di rispondere Kim prende la sigaretta. Nel compiere il gesto, fa in modo di mostrare il seno a Johnny.

Kim fuma.

Floppy nel frattempo scende dal divano e si avvicina a Johnny

KIM

Mi annoiavo un po’…

Johnny va in cucina, seguito con lo sguardo da Kim.

JOHNNY

(spaesato)

E sei venuta qui solo perché ti annoiavi?

Johnny apre la scatola di Kal Kat e riserva il contenuto nella ciotola.

Il ragazzo mette la ciotola sotto il naso di Floppy, che comincia a mangiare voracemente.

KIM

(sarcastica)

Scusa tanto se siamo insieme.

Johnny le sorride, amaro.

JOHNNY

Perché, stiamo ancora insieme?
Non ci vediamo da due mesi…

Kim non risponde e continua a fumare.

 

JOHNNY (CONTINUA)

(infastidito)

Ti direi di spegnerla, ma so che non lo faresti…

Kim lo guarda.

KIM

(anche lei infastidita)

Lo so, lo so, ti dà fastidio il fumo…

JOHNNY

(c. s.)

Però continui a fumare…

KIM

(c. s.)

Mi piace, lo sai, come a te piace bere al pub con quei cazzoni dei tuoi amici.

Johnny torna nel soggiorno.

JOHNNY

(mettendosi davanti a Kim)

Non sono cazzoni, e lo sai.

Kim alza le spalle, indifferente.

JOHNNY (CONTINUA)

E poi io non ho un atteggiamento autodistruttivo come te.

Primo piano di Kim, che sbuffa.

KIM

(caustica)

Il bravo ragazzo non esce mai dalla routine che si è imposta, vero?

Johnny non dice nulla.

Kim torna molto seria.

KIM (CONTINUA)
Lo sapevi come ero, quando abbiamo iniziato a frequentarci. Non sono la classica ragazzina che fa tutto quello che le dice il fidanzatino, e se ne sta in cucina a preparargli manicaretti.

JOHNNY

(alzando le spalle)

Sì, lo sapevo. E mi piaceva.

Kim getta della cenere nel portacenere.

KIM

Ti piaceva?

 

Johnny non sa cosa dire.

KIM (CONTINUA)

(alzando la voce)

Ma mi stai prendendo per il culo?

La mdp stringe su Kim.

KIM (CONTINUA)

Abbiamo sempre litigato quando io dicevo la mia, e ora mi dici che “ti piaceva”?

JOHNNY

Kim, ascolta…

KIM

No, non ascolto un cazzo, Johnny.

Kim spegne la sigaretta e si calma.

 

KIM

Stiamo insieme da un anno, Johnny. E in questo anno, a parte qualche fantastica scopata, non abbiamo fatto altro che litigare. Non siamo fatti per stare insieme.

JOHNNY

(arrabbiato)

Guarda che è stata anche colpa tua.

KIM

Te l’ho detto come sono. Io me lo sono sempre chiesto, perché hai voluto iniziare una storia con me.

Silenzio. Johnny si muove per la stanza, ma non in modo nevrotico, mentre Kim fa per accendersi un’altra sigaretta.

JOHNNY

(tagliente)

Spegnila…

KIM

(anche lei tagliente)

Altrimenti?

Kim si accende la Gauloise.

KIM

Scommetto avrai pensato: “Altrimenti ti picchio”, vero?

Johnny è visibilmente colpito dalla frase.

KIM (CONTINUA)

(fumando)

O meglio, penso l’avrai pensato.

Primo piano di Kim.

KIM (CONTINUA)

(c. s.)

Il bravo ragazzo una cosa del genere non può pensarla, vero?

Johnny non dice nulla.

KIM (CONTINUA)

(c. s.)

Non dico mi sarebbe piaciuto, essere picchiata. Anzi, ti avrei restituito dieci volte quello che mi avresti fatto, nel momento stesso in cui me lo facevi. Però…

JOHNNY

Cosa?

KIM (CONTINUA)

(c. s.)

Però almeno sarebbe stata una cosa insolita, da parte tua.

Johnny siede di fronte a Kim, che continua a fumare.

KIM

Sei prevedibile, Johnny, ossessionato dalla precisione.

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

L’avrai intuito, quando ci siamo messi insieme.

KIM

(fumando)

Sì, me ne sono resa conto. E mi piaceva, all’inizio. Davvero.

JOHNNY

(sorridendo)

Adesso dovrebbe essere il mio turno di fare l’incazzato e dire “ti piaceva?”, imbestialito.

Kim sorride appena, estremamente seria.

KIM

È una bella battuta, Johnny, ma hai scelto il momento sbagliato per farla.

Johnny si alza di nuovo.

JOHNNY

(serio)

Allora continuo a farti il verso: lo sapevi come sono, se volevi qualcun altro ti sceglievi qualcun altro.

Kim spegne la sigaretta.

Johnny apre la finestra: per un momento la mdp ci mostra Vanessa e Diane che stanno mangiando sedute sul pavimento del balcone della loro casa.

KIM

Ecco, l’hai capito, finalmente. Te l’ho detto prima: siamo sempre stati una coppia male assortita.

Johnny alza le spalle.

Primo piano di Kim.

KIM (CONTINUA)

(tranquilla)

Non sarò melodrammatica, ma hai capito cosa sta succedendo, vero?

Johnny non dice nulla.

Il dolce viso di Kim viene contratto da una smorfia di irritazione.

KIM

Dovresti guardarti. In una situazione del genere, chiunque darebbe di matto, ma tu te ne stai zitto e immobile.

Johnny siede di nuovo.

KIM (CONTINUA)

Già, niente ti turba.

La mdp inquadra la bocca di Floppy che mangia la carne.

Poi torna a inquadrare Kim.

KIM (CONTINUA)

(con rimpianto)

Hai visto che prima ti ho fatto vedere le tette?

Johnny non dice nulla.

KIM (CONTINUA)

Pensavo mi scopassi, e invece niente: hai pensato al gatto.

JOHNNY

(sorpreso)

Volevi scopare?

KIM

Sì, lo volevo: un patetico tentativo per vedere se c’erano ancora possibilità per la nostra storia. Ho anche pensato di dirtelo.

Primo piano di Kim.

KIM (CONTINUA)

Ma subito dopo ho pensato che se te l’avessi detto, tu te ne saresti uscito con qualche cazzata come “sono le tre di notte, io non scopo alle tre di notte”. O cose del genere.

Johnny non sa cosa dire.

KIM (CONTINUA)

Prima avrei lasciato perdere, adesso sono stanca di farlo.

Kim si alza e senza una dire una parola esce dall’appartamento.

Johnny, le mani incrociate tra le gambe, abbassa la testa.

Floppy continua a mangiare.

Stacco.

EST. QUARTIERE DI JOHNNY – MATTINA

 

Sono circa le 8 e 30 del mattino. Il sole sorge donando alle strade di Venice una luce romantica e suggestiva.

Nonostante l’ora, la via è animata dai negozi aperti e dalle casalinghe che compiono le faccende domestiche. Qualcuno porta a spasso il cane.

Johnny esce dal condominio: ha dormito poco e male.

Johnny, borsa degli attrezzi a tracolla e tuta da lavoro indosso, si avvicina alla sua auto, una Chevrolet Camaro nera del ’71.

Istintivamente alza gli occhi al balcone della casa in cui vivono Diane e Vanessa: le due stanno facendo ginnastica.

Un urlo terrificante squarcia il relativo silenzio e la tranquillità della strada.

Colpito dalla forza dell’urlo, Johnny lascia cadere la borsa e si avvia correndo verso la fonte di quel grido.

Non è l’unico a farlo: con lui ci sono uomini e donne, tesi e preoccupati. Qualcuno però è anche spinto dalla curiosità.

In pochi secondi, Johnny è in un giardinetto, sporco e poco curato, poco lontano dal suo condominio.

A urlare, una chicana sui 15 anni.

La ragazzina è immobile davanti a un albero frondoso, la bocca aperta ma incapace di dire ormai alcunché.

La mdp ci mostra il perché: ai piedi dell’albero giace un cane dal pelo nero con macchie bianche.

Il cranio dell’animale è stato spaccato in due: dalla ferita larga e profonda emerge il cervello, in mezzo a rivoli di sangue che ancora scorre, inzaccherandone il pelo.

Gocce di sangue cadono sulle erbacce.

Gli occhi del cane sono fissi, immutabili.

La coda è stata strappata ed è stata infilata nella bocca del cane.

Una donna accanto a Johnny distoglie lo sguardo, mentre un uomo si appoggia a un altro albero e vomita la colazione.

Mormorii di preoccupazione tra la folla.

UOMO #1

Ma basta, chi cazzo fa queste cose?

DONNA #1

Bisogna chiamare la polizia…

UOMO #2

Possibile che nessuno abbia visto o sentito nulla?

Johnny riesce a guardare la carcassa dell’animale morto: riesce a controllarsi e non partecipa alla discussione tra i suoi vicini.

DONNA #2

Non è la prima volta che succede una cosa così.

DONNA #3

Io ho paura di far uscire i miei figli da soli.

Johnny si avvicina alla chicana e le stringe la spalla.

La ragazzina lo guarda, con gli occhi spenti.

Johnny, incapace di dire qualunque cosa, molla la presa e va via. Mentre la discussione prosegue.

UOMO #3

Dobbiamo organizzare delle ronde di quartiere.

 

Stacco.

Johnny è davanti alla sua macchina: prende la borsa e fa per salire.

DIANE

(f. c.)

Ehi, amico…

Johnny alza la testa: Diane sta fumando una sigaretta. Porta solo una t-shirt, chiazzata di sudore, e le mutandine.

DIANE (CONTINUA)

Che è successo?

Johnny apre la portiera della sua macchina e poggia la borsa sul sedile.

 

JOHNNY

Hanno trovato un cane ucciso…

DIANE

(stranamente eccitata)

Oh, di nuovo il killer degli animali…

JOHNNY

Sai del killer?

Diane fuma e annuisce.

DIANE

Sì, sì…

JOHNNY

(sorpreso)

Ma da quanto vivete qui?

Diane non risponde e continua a fumare.

DIANE

Vuoi venire a farti una birra qui con me e Vanessa?

JOHNNY

(c. s.)

Ma è mattina, bevete già a quest’ora?

Diane spegne la sigaretta.

DIANE

(sardonica)

Dovresti viverti un po’ di più la vita, amico.

Diane si affaccia sul balcone, ha in mano una padella. Anche lei è sudata, in shirt e mutandine.

VANESSA

(a Johnny)

Ehi, bel ragazzo…

Johnny sembra impaziente.

DIANE

(a Vanessa)

Gli ho chiesto se volesse venire a farsi una birra e ha detto di no.

JOHNNY

(esasperato)

Non ho detto…

DIANE
(interrompendolo)

La sostanza era quella.

 

Nella padella portata da Vanessa, funghi, salsicce e bacon. Diane entra in casa, mentre Vanessa poggia la padella sul pavimento e guarda Johnny.

 

JOHNNY

Non ho detto che non voglio bere una birra con voi. Ma a quest’ora…

VANESSA

Dovresti goderti di più la vita, bel ragazzo…

Diane ritorna con un vassoio su cui son poggiati due coltelli, due forchette e un bricco di caffè fumante con due tazze.

DIANE

Vuoi venire a mangiare qualcosa, almeno?

JOHNNY

Grazie, ma…

DIANE

Cosa?

JOHNNY

(alzando le spalle)

Devo lavorare…

Vanessa taglia un pezzo di salsiccia e lo mangia.

DIANE

(non convinta)

Sarà…

Anche lei comincia a mangiare.

Johnny fa per salire in macchina.

VANESSA

(guardando Johnny)

Bel ragazzo…

Johnny si volta a guardarla.

VANESSA (CONTINUA)

… buona giornata.

Johnny sale in macchina e parte.

Vanessa e Diane mangiano, tranquille.

Stacco.

EST./INT. PALAZZO – MATTINA

 

Un palazzo dalle parti di Bunker Hill.

È una costruzione recente, anni ’60, con i mattoni a vista e a cinque piani.

La macchina di Johnny si ferma e lui scende.

Stacco.

Johnny è al terzo piano, su cui si aprono vari appartamenti.

Il pianerottolo è pulito.

Johnny bussa alla porta di un appartamento.

Ad aprire, una governante un po’ sovrappeso.

Un orologio nel signorile salotto indica le 9 e 05.

JOHNNY

(educato)

Sono Johnny Herod, il caldaista. Avete chiamato per una caldaia mal funzionante.

Stacco.

La governante è ai fornelli della cucina, sta preparando il pranzo. La tv trasmette All My Children.

La cameriera guarda l’orologio sulla parete, sono circa le 13 e 20.

Sulla soglia della stanza appare Johnny: la tuta come i suoi guanti sono sporchi di grasso.

JOHNNY

Ho finito.

La governante si volta a guardarlo e Johnny le sorride amichevole.

JOHNNY (CONTINUA)

Mi perdoni per averci messo così tanto, ma ci tengo a fare un lavoro preciso.

La donna gli ricambia il sorriso.

GOVERNANTE

Non si preoccupi. Vuole un bicchiere d’acqua?

Johnny annuisce e la cameriera gli porge un bicchiere d’acqua.

GOVERNANTE (CONTINUA)

Mi perdoni, vado a pulire…

JOHNNY

Non si preoccupi: ho pulito già io.

Stacco.

EST. VILLETTA – MATTINA

 

Siamo dalle parti di Eagle Rock.

È il primo pomeriggio, la strada è tranquilla, investita dal caldo sole di maggio.

Johnny è nel vialetto di accesso di una villetta in legno. Nella veranda, LUKE, un uomo di 70 anni con camicia aperta sul petto villoso.

Luke sta leggendo il Los Angeles Times.

Uno dei titoli della pagina recita:

Attorney Says Bugliosi Is Liar, Unfit for Office

by John Kendall

Johnny apre la porta della veranda, l’uomo alza gli occhi dal giornale.

Pur felice di vederlo, Luke gli mostra l’orologio.

LUKE

(scherzando)

Finalmente.

Johnny ride di gusto.

JOHNNY

Scusami, Luke, il lavoro a Bunker Hill mi ha preso più del previsto.

LUKE

(ammiccando)

Come sempre.

Johnny indica il giornale.

JOHNNY

Che dice?

LUKE

(acido)

Le solite cose che sembrano importanti ma che in fin dei conti non lo sono.

JOHNNY

Come sempre.

Luke chiude il giornale e lo posa sul tavolino di legno che ha accanto.

LUKE

Vuoi qualcosa da bere?

Johnny scuote la testa.

JOHNNY

No, grazie. Tra poco vado. E poi, sono venuto per la caldaia…

Luke fa un cenno con la testa.

LUKE

È là dentro, quella vecchia bastarda.

JOHNNY

(divertito)

Una delle mie più vecchie conoscenze.

LUKE

Già.

JOHNNY

Non dovrei metterci molto.

Luke annuisce.

Johnny entra in casa e Luke torna a leggere il giornale.

Stacco.

Luke è ancora nella veranda, ora però fuma un sigaro.

Johnny esce dalla casa.

JOHNNY

(soddisfatto)

Ora la caldaia dovrebbe essere a posto.

Luke guarda di nuovo l’orologio.

LUKE

(divertito)

Avevi detto che avresti fatto subito. Due ore fa.

Johnny non può far altro che sorridere.

JOHNNY

Mi conosci, la precisione prima di tutto.

LUKE

(nostalgico)

Tale padre, tale figlio.

Johnny diventa nostalgico.

JOHNNY

Mi divertivo, con papà, quando mi portava in giro per lavoro.

LUKE

Lo so, me lo diceva sempre.

Johnny siede accanto a Luke, arricciando il naso per la puzza di sigaro.

LUKE (CONTINUA)

(capendo)

Se vuoi, lo spengo.

 

Johnny annuisce e Luke spegne il sigaro.

JOHNNY

(sorridendo)

Ecco, questa è una cosa che con papà non facevi.

LUKE

Con tuo padre passavamo il tempo a fumare. Gli piacevano i Montecristo: non sai che casino piantò quando seppe dell’embargo a Cuba.

JOHNNY

Me lo ricordo, avevo 18 anni…

Luke annuisce.

LUKE

Perdonami, alla mia età la memoria mi gioca brutti scherzi.

JOHNNY

Ma smettila.

Johnny e Luke ridono.

LUKE

Tuo padre ti voleva un gran bene. E, sai, tu me lo ricordi. Te lo dico sempre, lo so, ma non posso farne a meno.

Johnny gli stringe una mano.

La mdp alterna i primi piani di loro due.

JOHNNY

Lo so. E ti ringrazio.

LUKE

(malinconico)

Era proprio fiero di te. Come tua mamma, del resto.

JOHNNY

Lo so.

LUKE

Scusa, so che non ti fa piacere sentire queste cose.

JOHNNY

Figurati.

LUKE

È un peccato che non hai continuato gli studi: saresti stato un ottimo antropologo.

JOHNNY

(scrollando le spalle)

È andata così.

LUKE

Lo sai, quando vuoi tornare a studiare, basta che fai un fischio: i soldi per l’iscrizione non sono un problema.

JOHNNY

Lo so. E ti ringrazio.

Luke abbassa la testa.

LUKE

Vuoi mangiare qualcosa, adesso?

JOHNNY

(alzandosi)

No, ho ancora un po’ di lavoro da sbrigare.

Johnny va alla veranda.

JOHNNY

Ci vediamo, Luke.

Johnny saluta e Luke ricambia.

Johnny scende dalla veranda, entra nella sua auto e parte.

Luke si accende un altro sigaro.

Stacco.

 

INT. “THE ROCKY ROAD” – SERA

 

Musica: Joe Cocker – With a little help from my friends.

Il “The Rocky Road” è un pub irlandese a Venice.

Il locale è tranquillo, dall’arredamento senza fronzoli, gente ai tavoli che beve e mangia, qualcuno gioca a biliardo o con le freccette.

Un paio di camerieri servono ai tavoli, il cuoco è di colore. Dietro il bancone, DUDLEY (Matthias Schoenaerts), 37 anni, barba e capelli, maglia a maniche corte.

Dudley sta spillando una Guinness e la porge a TOM (Garrett Hedlund), 30 anni, un bel ragazzo con baffi e capelli biondi.

DUDLEY

A te, Tom. Offre la casa, naturalmente.

Tom ringrazia portando due dita alla fronte.

TOM

Obbligato.

Johnny apre la porta del pub.

DUDLEY

(mentre Johnny si avvicina al bancone)

Ed ecco che si avvicina un cavaliere pallido e solitario…

Johnny ride.

JOHNNY

E sarei io il cavaliere?

TOM

Ti ci vedo con la spada a salvare la bella principessa imprigionata nel castello dallo stregone cattivo.

Johnny siede allo sgabello vicino a quello di Tom.

JOHNNY

Sì, e magari mi sposo la bella principessa.

Tom gli mette una mano sulla spalla.

JOHNNY

(ridendo)

Scherzi a parte, io nei panni di un cavaliere sono credibile come Burt Reynolds nei panni di Otello.

Tom e Dudley ridono.

TOM

Pensa che direbbero quelle tipe che incontrammo alla marcia a Frisco nel ’69.

Primo piano di Tom.

TOM (CONTINUA)

(sognante)

Soprattutto quella con quei meloni assurdi.

Johnny e Dudley ridono.

DUDLEY

(ridendo)

Fare i pacifisti per scoparsi le donne… Piango per la mia generazione.

 

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

A me poi quella non è mai piaciuta.

TOM

Già, a te piacciono quasi piatte. Come Kim.

Johnny lo guarda, serio.

JOHNNY

Ecco, appunto.

Primo piano di Tom.

TOM

Cos’è successo?

JOHNNY

Io e Kim abbiamo rotto.

Silenzio, rotto da Johnny.

JOHNNY

(a Dudley)

Una pinta di Murphy’s.

Tom beve un sorso di Guinness.

TOM

Come ti senti?

JOHNNY

Bene, dai.

Primo piano di Johnny.

JOHNNY (CONTINUA)

In fondo, eravamo troppo diversi.

DUDLEY

Già, lo pensavamo anche io e Tom.

Dudley porge a Johnny la pinta di Murphy’s: Johnny beve un sorso.

Primo piano di Tom, che sorride.

TOM

Sei sempre il solito. Freddo e razionale, eh?

JOHNNY

Mi conoscete… preferisco evitare di soffrire che soffrire.

Dudley e Tom annuiscono.

JOHNNY (CONTINUA)

E con Kim non è stato tutte rose e fiori, credetemi.

Tom fa cenno a Dudley di volere un’altra Guinness.

Dudley comincia a spillare.

Il momento di silenzio è rotto da una fragorosa risata di Tom.

TOM

Peccato, però: a parte le tette, Kim era proprio un bel pezzo di figa.

JOHNNY

(fingendosi offeso)

Ehi, è della mia ex che stai parlando!

TOM

(continuando a ridere)

Dai che lo sai bene. E lo sa anche lei: glielo dicevo sempre.

Johnny sorride e beve, cosa che fa anche Tom.

JOHNNY

Stanotte è venuta a casa mia. Sono sceso per andare a comprare da mangiare per Floppy, son tornato e lei era lì.

DUDLEY

Era, è, una ragazza strana, Johnny.

Tom e Dudley ridono.

Johnny beve.

Un cliente si accende una Lucky Strike.

TOM

Adesso sei a piede libero.

JOHNNY

Sì, ma non voglio impegnarmi subito… dammi tregua!

TOM

E perché? La cosa bella quando finisce una relazione è che puoi cominciarne subito un’altra.

JOHNNY

(continua)

Sarà…

Dudley si allontana un momento per parlare con una cameriera. Mentre parlano, Tom e Johnny bevono le loro birre.

JOHNNY (CONTINUA)

(a Tom)

Senti, ti va di andare al cinema uno di questi giorni?

TOM

A vedere cosa?

Dudley nel frattempo torna dagli amici.

JOHNNY

Non lo so, quello che capita. Il nuovo di Coppola?

TOM

Quello del Padrino?

Johnny annuisce, mentre Dudley torna da loro due.

TOM

Mi è piaciuto Il padrino. Marlon Brando è un attore straordinario.

DUDLEY

Non era male nemmeno quel giovane che faceva Michael…

Johnny fa cenno a Dudley di spillargli metà pinta di Murphy’s.

JOHNNY

Questo nuovo che ha girato pare ispirato al Watergate…

TOM

Nixon manco si toglie dalle palle.

DUDLEY

(spillando la birra)

Dovrà.

JOHNNY

Sì, ma poi il suo posto lo prenderà Jerry Ford: dalla padella alla brace.

DUDLEY

Meglio lui che Agnew.

JOHNNY

Quel cazzone corrotto.

TOM

La scelta migliore era McGovern, ma i nostri amati concittadini non l’hanno capito.

Dudley poggia la pinta di Murphy’s davanti a Johnny.

JOHNNY

Allora, Tom, ci vieni?

TOM

Certo, Johnny, non ci sono problemi, lo sai.

Johnny e Tom bevono.

DUDLEY

Verrei anche io, ma lo sapete, il lavoro mi incatena qui.

 

Johnny annuisce.

JOHNNY

(a Tom)

Ci organizziamo nei prossimi giorni, ok?

Tom annuisce.

Johnny finisce la sua birra.

JOHNNY (CONTINUA)

Be’, io vi saluto.

TOM

Dai, fatti un’altra birra.

DUDLEY

Lo sai, Tom, non beve più di due birre.

Tom scrolla la testa.

JOHNNY

Quanto ti devo, Dudley?

 

Dudley sorride, amichevole.

DUDLEY

Lo sai: mi paghi alla fine della settimana.

Johnny si inchina.

JOHNNY

Troppo buono.

E se ne va, sotto gli occhi benevoli di Tom e Dudley.

La musica sfuma.

 

Stacco.

EST. STRADA – SERA

 

La mdp inquadra una strada deserta.

Johnny entra in campo, cammina tranquillo.

Il cielo è terso, la luce pallida della luna e dei lampioni investe la strada.

Stacco.

Johnny sta camminando per uno dei vicoli vicino al suo condominio.

C’è qualcuno per strada, che non bada a lui.

Johnny è davanti al suo condominio: alza la testa, verso il palazzo di fronte.

Diane e Vanessa, con altre ragazze, stanno passandosi degli spinelli.

Johnny entra nell’androne.

Due giovani poliziotti stanno interrogando una donna.

La donna, cinquantenne vestita alla bell’e meglio, appare turbata e parla con la voce rotta dall’emozione.

DONNA

Sì, era scomparso da un paio di giorni. Pensavo che fosse…

La donna non conclude la frase, perché scoppia in lacrime.

POLIZIOTTO #1

Signora, ci costa molto chiederglielo, ma può dirci se ha notato qualcosa di strano in quei giorni?

La donna continua a piangere, quindi le sue parole risultano leggermente incomprensibili.

DONNA

No, non ho notato nulla. Io esco poco di casa…

Johnny assiste discreto alla scena. Dietro la donna si scorge un fagotto, cui la mdp si avvicina.

È un gatto dal pelo grigio. Lo stomaco è stato squarciato e dal buco escono le interiora.

Il sangue è rappreso.

Johnny sale le scale, mentre l’interrogatorio prosegue.

DONNA

(f. c.)

Lo sospettavo che sarebbe finita così… c’è un pazzo in questo quartiere che si diverte a massacrare gli animali.

POLIZIOTTO #2

(f. c.)

Lo sappiamo, abbiamo avuto altre segnalazioni.

POLIZIOTTO #1

(f. c.)

Stiamo facendo tutte le ricerche necessarie.

Johnny è ora davanti alla porta di casa.

Si volta a guardare, sul balcone di fronte, Diane e Vanessa che con le altre ragazze stanno fumando uno spinello.

Diane lo nota e gli sorride.

Johnny ricambia ed entra nell’appartamento.

Stacco.

INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – MATTINA

 

Floppy sta mangiando voracemente la carne.

Johnny è seduto al tavolo, sta facendo colazione. La radio è accesa e trasmette Falling in Love with Love di Grant Green.

Il ragazzo mangia un po’ di uovo e canticchia il motivo.

Johnny guarda il balcone di fronte.

Diane e Vanessa, che sul balcone di casa loro stanno facendo ginnastica.

Johnny le guarda, poi torna a mangiare.

La musica sfuma.

Stacco.

EST. STRADA – MATTINA

 

Siamo dalle parti di South Park, poco lontano dal Morrison Hotel.

Johnny, borsa degli attrezzi in spalla, tuta indosso, cammina per la strada affollata.

Nessuno fa caso a lui, come del resto fa lui.

Johnny si ferma a un portone, posto tra il negozio di un rigattiere e uno di animali.

Il ragazzo bussa e poi entra.

Stacco.

INT. LIBRERIA – POMERIGGIO

 

Johnny, la tuta un po’ sporca, gira per i corridoi di una piccola libreria.

Gli scaffali sono colmi di volumi.

Johnny, qualche libro sotto braccio, non è l’unico cliente che si aggira per il negozio.

C’è qualche altro cliente che sfoglia dei libri.

Johnny si avvicina alla cassa, dietro la quale c’è un ragazzo di 31 anni con occhiali e barba: il suo nome è BEN.

BEN

Ciao Johnny. Come ti va la vita?

JOHNNY

(scrollando le spalle)

Solita roba, Ben.

Johnny gli passa i libri.

Si tratta di L’abbazia di Northanger di Jane Austen, di Taccuino di un vecchio sporcaccione di Charles Bukowski e Il lungo addio di Raymond Chandler.

BEN

La prossima settimana qui vengono Bukowski e Thompson, in due giorni diversi: leggeranno qualcosa, firmeranno libri. Le solite cose.

Johnny abbozza un sorriso.

JOHNNY

Se riesco, passo.

Johnny paga i libri, mentre Ben li mette in una busta.

JOHNNY (CONTINUA)

Io e Bukowski viviamo a Venice, ma non l’ho mai beccato.

BEN

Quale momento migliore, no?

JOHNNY

Vedremo, Ben. Comunque, passo la settimana prossima.

Johnny saluta Ben ed esce dalla libreria.

Stacco.

INT. “THE ROCKY ROAD” – SERA

Musica: Deep Purple – Highway star.

Tom e Johnny sono a un tavolo in fondo del “The Rocky Road”.

Dudley, un po’ arrabbiato, sta parlando al telefono.

Nel pub, pochi avventori.

Accanto al tavolo di Tom e Johnny sono a un tavolo in fondo, il palco dove suonano le band.

Tom indica con la testa Dudley e poi sorride a Johnny.

TOM

Sempre la stessa storia: gentile con tutti, ma come parla al telefono comincia ad alterarsi.

Johnny ride.

JOHNNY

Lo conosci, no? Non riesce a spiegarsi se non vede in faccia con chi parla.

Tom annuisce.

Una giovane cameriera, molto giovane e carina e con un seno florido e abbondante, arriva al loro tavolo.

La cameriera porta le ordinazioni: due panini e due pinte di Guinness.

CAMERIERA

Ecco a voi.

Tom le sorride, un po’ piacione.

TOM

Grazie, Vic.

Victoria va via.

Johnny addenta il suo panino.

TOM
(guardando Vic)

Proprio carina.

JOHNNY

Già.

TOM

Mi sa che ci provo.

Johnny lo ascolta, un po’ contrariato. Tom se ne accorge.

TOM (CONTINUA)

(fintamente ingenuo)

Che c’è?

JOHNNY

Guarda che è fidanzata.

Tom prende il suo panino.

TOM

E allora? Lo sai che ormai queste cose in questi anni non hanno più significato, no?

JOHNNY

Sì, ma…

Tom mangia il panino.

TOM

(masticando)

Niente “ma”, Johnny. Viviamo nell’epoca del libero amore.

Johnny beve la Guinness. Tom lo guarda.

TOM (CONTINUA)

(contrito)

Scusami.

JOHNNY

Per cosa?

TOM

(c. s.)

Ti parlo di queste cose quando tu ti sei appena lasciato con Kim.

Nel frattempo, Dudley alza la voce.

JOHNNY

Sei uno psicologo, perché non lo analizzi?

TOM

È un mio amico, non posso. Potrei mandarlo da qualcuno che conosco, gliel’ho anche detto, ma non vuole.

JOHNNY

E perché?

TOM

La gente ha una certa ritrosia a dire che ha va da uno psicologo.

Johnny annuisce.

JOHNNY (CONTINUA)

(tornando serio)

Comunque, non preoccuparti: lo sai, puoi dire tutto quello che vuoi.

Tom fa per parlare ma poi ci ripensa.

JOHNNY (CONTINUA)

Che c’è?

TOM

Non so… non mi pare un ottimo atteggiamento, il tuo.

JOHNNY

Perché?

TOM

Johnny, tu intellettualizzi troppo. L’altra volta abbiamo riso e scherzato, ma adesso penso di dover fare un discorso serio con te.

JOHNNY

Da amico o da psicologo?

Tom beve.

TOM

Tutt’e due. Ti conosco da vent’anni, Johnny, e ti voglio bene, credimi…

Johnny alza la pinta.

TOM (CONTINUA)

… Ma alle volte sei troppo freddo, distaccato.

JOHNNY

Mi conosci…

TOM

Sì, ti conosco. Ma permettimi di dirtelo, da amico sincero quale sono.

Johnny annuisce e Tom beve.

TOM (CONTINUA)

Non pretendo che tu faccia l’isterico, in una situazione come questa. Ma non dovresti essere nemmeno una maschera.

Tom mangia.

JOHNNY

Sai come la penso.

TOM

Sì, lo so: hai sempre reagito alla stessa maniera. È successo con Kate, con Miranda, con quella francese…

JOHNNY

Simone.

TOM (CONTINUA)

Sì, quella. Che cazzo t’era preso per stare con una come lei?

Johnny sorride.

Dudley nel frattempo finisce la telefonata: dopo aver agganciato ha un moto di stizza.

 

TOM (CONTINUA)

Voglio dire, non sei Nietzsche. Non devi avere sempre le stesse reazioni.

JOHNNY

Strano, detto da te. Non hai mai amato Nietzsche.

TOM

Non ho mai detto di non amare Nietzsche. Ho detto che non credo all’Eterno Ritorno. È diverso.

JOHNNY

Sì, ma l’Eterno Ritorno è uno dei punti centrali del pensiero di Nietzsche.

TOM

Ehi, questa non è una lezione di filosofia.

Primo piano di Tom.

TOM (CONTINUA)

Dovresti cambiare. Ricordati: quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla.

Johnny fa per parlare.

TOM (CONTINUA)

(fermandolo)

So quello che stai per dire.

JOHNNY

Ah, sì? E cosa?

Tom addenta il suo panino.

TOM

Che ci penserai, che ci proverai, ma so che non lo farai.

Johnny abbozza un sorriso.

JOHNNY

Mi conosci come le mie tasche.

Tom scrolla le spalle.

Nel frattempo, Dudley si avvicina al loro tavolo.

DUDLEY

Tutto bene, ragazzi?

TOM

Sì, Dudley, sì.

Nel rispondere, Tom ha guardato Victoria, che sta parlando con una sua collega.

DUDLEY
(notando)

Ehi, è fidanzata.

TOM

E allora? Viviamo nell’epoca del libero amore.

Tom ride, seguito da Johnny e Dudley.

La musica sfuma.

Stacco.

EST. STRADA – NOTTE

 

Johnny sta percorrendo la strada dove abita.

Non c’è nessuno, le luci degli appartamenti sono spente.

La porta di ingresso di una villetta è sbarrata col nastro giallo della polizia.

Davanti a quella porta, due adolescenti.

Johnny si ferma.

ADOLESCENTE #1

Un altro animale ammazzato, trovato dal padrone sul letto.

Johnny si allontana.

Stacco.

Johnny è arrivato al suo condominio. Alza lo sguardo, verso la casa di Diane e Vanessa.

Le due, con altre ragazze, stanno bevendo e fumando.

Un falò è acceso.

Diane comincia a ballare con una sua amica, mentre Vanessa sbatte le mani per dare il ritmo.

Sorridendo, Johnny entra nel condominio.

Stacco.

EST./INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – NOTTE

Johnny è sul ballatoio del suo condominio.

Le luci del suo appartamento sono accese.

Johnny resta interdetto a vederle e, seguito dalla mdp, si precipita ad aprire la porta.

Johnny entra nell’appartamento e scopre Kim seduta sul divano, che accarezza Floppy.

Kim indossa minigonna e maglia senza reggiseno.

JOHNNY

(sorpreso)

Che diavolo ci fai qui?

Kim, sfrontata, si accende una sigaretta.

KIM

Son venuta a riprendermi le mie cose.

JOHNNY

E vieni di notte a riprenderle?

Kim fuma, voluttuosa.

KIM

(caustica)

C’è un orario stabilito per fare queste cose?

JOHNNY

Che vuoi dire?

Kim accavalla le gambe.

KIM

Quello che ho detto.

Johnny scuote la testa.

La mdp stringe su Kim.

KIM (CONTINUA)

Dalle parti di Mulholland ho incrociato Jack Nicholson.

(pausa)

Ci ha provato con me.

Johnny la guarda.

 

KIM (CONTINUA)

Ti dà fastidio?

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

(alzando le spalle)

Non stiamo più insieme. Puoi fare quello che vuoi.

Floppy si libera dalle mani di Kim.

KIM

Sempre il solito simpaticone.

Kim spegne la sigaretta.

KIM (CONTINUA)

Comunque, sta’ tranquillo: Nicholson non mi piace. Preferisco Elliott Gould.

Kim scioglie l’accavallo e guarda Johnny, graffiante.

KIM (CONTINUA)

(sibilando)

Che stai pensando, Johnny? Aspetta, indovino: stai pensando che sono una stronza, vero? Una puttanella che la dà a tutti, vero?

Johnny non dice nulla.

KIM (CONTINUA)

(sardonica)

Ah, no: il bravo ragazzo non pensa queste cose.

Johnny la guarda.

JOHNNY

Kim, sono stanco, non ho voglia dei tuoi giochetti. Prendi la tua roba e fila.

Kim prende un’altra sigaretta ma non l’accende.

KIM

Stronzo.

JOHNNY

Se lo dici tu.

Kim si guarda attorno.

 

KIM

La mia roba è già in macchina.

JOHNNY

E allora perché sei rimasta qui?

Kim non risponde.

KIM

Ho sete. Hai della birra?

Johnny, crollando le spalle e seguito dalla mdp, va in cucina, apre il frigorifero, prende due bottiglie di Bud, le apre e torna in soggiorno.

Kim nel frattempo ha ripreso da accarezzare Floppy.

JOHNNY

(porgendole la bottiglia)

Ecco.

Kim la prende e beve.

KIM

Quando sono arrivata c’era un bel po’ di casino. Poliziotti e gente del quartiere.

Johnny siede e beve.

JOHNNY

Sì, c’è un pazzo nel quartiere che si diverte ad ammazzare gli animali.

Kim guarda Floppy, poi guarda Johnny.

JOHNNY (CONTINUA)

(capendo)

Lui è al sicuro, non preoccuparti.

KIM

Lo spero. Sai quanto ci tengo.

Johnny la guarda.

JOHNNY

(indifferente)

Se vuoi portartelo con te, fa’ pure.

Kim alza le spalle, beve un altro po’ di birra.

Poi, la ragazza si alza.

KIM

Lo lascio a te.

Kim esce dall’appartamento.

Johnny continua a bere.

Stacco.

INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – MATTINA

Il sole investe Johnny, che dorme vestito.

La sveglia sul comodino suona e il ragazzo, mugugnando, si sveglia e la spegne.

Stacco.

Johnny sta cucinando del bacon.

Il telefono squilla.

JOHNNY

Pronto?

All’altro lato, CECILIA WATTS. Restiamo su Johnny mentre, cornetta del telefono stretta tra testa e spalla, parla e cucina.

La voce di Cecilia è limpida e stentorea.

CECILIA

(v. o.)

Buongiorno, mi chiamo Cecilia Watts. Chiamavo perché ho bisogno della riparazione della mia caldaia…

Johnny prende un bloc-notes e una penna.

JOHNNY

Certo, mi dica pure.

Johnny ascolta e segna qualche appunto.

CECILIA

(c. s.)

Quando può passare?

JOHNNY

Questa è la seconda chiamata che ricevo. Se per lei va bene, potremmo vederci tra un paio d’ore?

Un momento di silenzio. L’unico rumore che si ascolta è il bacon che sfrigola nella padella.

CECILIA

Va bene. A dopo.

Ascoltiamo il “clic” dall’altra parte del telefono.

Johnny mette a posto la cornetta e torna a cucinare, pensieroso.

Stacco.

EST. CASA DI DIANE E VANESSA – MATTINA

 

Diane e Vanessa stanno facendo ginnastica, assieme alle ragazze con cui stavano festeggiando.

Una di esse ha uno spinello in bocca.

Diane sta facendo flessioni: la mdp la supera ed entrando tra le sbarre di ferro del balcone inquadra Johnny, in strada, che entra nella sua automobile e parte.

Stacco.

EST. STRADA – POMERIGGIO

 

Musica: Hooray for Hollywood

Siamo a Sherman Oakes.

È una bella giornata assolata.

L’auto di Johnny percorre il Ventura Boulevard.

Johnny dà uno rapido sguardo alle ricche ville che il suo sguardo incontra.

La musica sfuma.

Stacco.

EST./INT. VILLA – POMERIGGIO

 

La mdp inquadra l’auto di Johnny, davanti al portone in ferro della villa di Cecilia.

Alte mura circondano l’abitazione.

Il portone si apre e l’auto entra.

La mdp inquadra in campo lungo la scena: la villa è una grande e larga costruzione a due piani, di inizio ‘900 e di un bianco opaco.

Gli alberi del giardino sono frondosi e molto vecchi. L’erba alta.

L’auto di Johnny, percorrendo il vialetto, solleva polvere e sabbia.

Johnny ferma l’auto e scende.

La mdp lo segue in piano sequenza.

Johnny sale le scale: la porta della casa è aperta.

La sala d’ingresso è avvolta nell’oscurità: la sola luce proviene dall’esterno e illumina una piccola parte della stanza.

Si scorgono un camino, tappeti fatti a mano, un grosso lampadario di cristallo che pende dal soffitto. Un arredamento ricco, insomma, ma guastato dalla incuria.

Un pesante tendaggio copre le finestre.

Una scala porta al secondo piano. Sul ballatoio, Cecilia.

Johnny però non la vede. Riesce a vedere solo il fuoco della cenere della sigaretta che la donna sta fumando.

JOHNNY

(educato)

Sono Johnny Herod, il caldaista. C’è qualcuno?

Nella soggettiva di Cecilia, vediamo Johnny: è fermo, esitante. Si ascolta, vagamente, il ticchettio di una macchina per scrivere.

CECILIA

(f. c.)

Buongiorno. Sono Cecilia Watts.

Johnny alza la testa, ma non riesce a capire da dove provenga la voce.

CECILIA (CONTINUA)

(c. s.)

Ha avuto difficoltà a trovare la casa?

JOHNNY

No, le indicazioni erano molto precise. La ringrazio.

Cecilia inizia a scendere le scale.

CECILIA

Lei dove abita?

 

Johnny poggia la borsa con gli attrezzi a terra.

JOHNNY

A Venice.

CECILIA

(scendendo le scale)

Da quanto tempo svolge questa professione?

JOHNNY

Da dieci anni, perché?

Johnny non riesce a muoversi. Il ticchettio smette.

CECILIA

Credo di potermi fidare di lei, vero?

JOHNNY

(forzando un sorriso)

Sì, può farlo, non si preoccupi.

Cecilia è alla fine delle scale.

Ora siamo nella soggettiva di Johnny.

Cecilia emerge dal buio, permettendoci di vederla per la prima volta (Nicole Kidman).

Cecilia è una bellissima donna di circa 50 anni, dal trucco leggero che fa risaltare il raffinato pallore del suo viso, molto elegante nel suo abito da sera blu elettrico, di seta, e i capelli raccolti in un’acconciatura alla Greta Garbo in Ninotchka.

L’abito sembra fuori moda.

Alle orecchie della donna, orecchini di smeraldo che risplendono. Al collo, un pendaglio fatto a mano di rubini.

Cecilia stringe in una mano un lungo bocchino di legno finemente lavorato a mano, tramite il quale fuma una sigaretta senza filtro.

Johnny la guarda, affascinato.

CECILIA

(un po’ preoccupata)

Abbiamo già chiamato altri due caldaisti, ma il compito per loro si è rivelato improbo.

Johnny fa per parlare, ma viene interrotto dalla voce di JULES McADAMS (Matthew McConaughey).

JULES

(f. c.)

E sarà la medesima cosa anche per questo qui.

Johnny si volta: Jules, 50 anni, ha baffi folti, i lunghi capelli raccolti, e veste in modo volutamente trasandato.

Il viso di Jules sembra scolpito nel legno e negli occhi ha una luce truce.

Jules è accompagnato da un uomo, il CANTANTE.

Il Cantante un vistoso ed eccentrico gessato dorato, che gli calza perfettamente nonostante sia sovrappeso, scarpe di vernice bianca e nera, occhiali da sole. Un mucchio di brillantina è nei capelli.

Il Cantante ha una bottiglia di birra in mano.

CECILIA

Prima di dirlo, Jules, dovremmo vederlo all’opera.

JULES

(con violenza)

Sta’ zitta.

Johnny, scandalizzato, fa per rispondere a Jules, ma quest’ultimo lo fulmina con lo sguardo.

Johnny si ferma.

JULES (CONTINUA)

Ora torno a scrivere.

CECILIA

(sinceramente interessata)

Come procede il lavoro?

JULES

Ti ho detto che devi tacere. Non devi ficcare il naso nei miei affari.

Di nuovo, Johnny fa per intervenire, ma Jules lo fulmina con lo sguardo. Poi, va via.

Primo piano del Cantante.

CANTANTE

E fu così che avemmo quel brutto incidente…

Johnny lo guarda stranito: il Cantante si limita a bere la birra.

Primo piano di Cecilia.

CECILIA

(a Johnny)

Venga, le faccio vedere la caldaia.

Cecilia, seguita da Johnny, imbocca una porta accanto alle scale, scendendo giù.

La mdp inquadra la porta buia.

Stacco.

 

INT. STANZA DELLA CALDAIA – POMERIGGIO

La stanza della caldaia è piccola.

Johnny e Cecilia sono davanti all’elettrodomestico: alcune sue parti, soprattutto nella parte superiore, sono arrugginite.

La caldaia è vecchia.

Il ragazzo arriccia il naso per l’odore, mentre Cecilia si limita a fumare.

La stanza è sporca: dalle tubature gocciola acqua e le pareti presentano macchie di muffa.

JOHNNY

(gentile, a Cecilia)

Se deve andare, può farlo.

CECILIA

(sorridendo gentile)

Non si preoccupi, non ho impegni per oggi.

La tubature della caldaia perdono un po’ d’olio, spesso, vischioso e untuoso.

Johnny apre la borsa con gli attrezzi e proprio in quel momento sente un fruscio, in una parte della stanza.

Johnny, di scatto, si volta.

Un grosso e peloso topo, dalla lunga coda, guarda Johnny e Cecilia.

Il topo rosicchia un pezzo di carne e i suoi occhi risplendono.

L’animale, dopo alcuni secondi, corre via.

Johnny, per nulla turbato, guarda Cecilia, che ha il viso contratto.

CECILIA

(a fatica)

Mi perdoni.

Johnny non dice nulla.

CECILIA (CONTINUA)

(calmandosi)

Abbiamo cercato di uccidere tutti i topi, ma qualcuno è riuscito a sopravvivere.

Johnny alza le spalle.

 

JOHNNY

Non si preoccupi, non ho paura dei topi.

CECILIA

Io sì.

 

Johnny non dice nulla.

 

CECILIA (CONTINUA)

“Almeno non mi annoio tanto la sera, quando resto solo.”

Johnny guarda Cecilia e le sorride, complice.

Il ragazzo prende un attrezzo e comincia a riparare la caldaia.

JOHNNY

(sorpreso)

Ci vorrà un bel po’, signora Watts, è un vecchio modello.

Cecilia fuma.

CECILIA

Mi perdoni di nuovo: non le ho chiesto se vuole qualcosa da bere.

Johnny le parla mentre continua a lavorare.

JOHNNY

Non si preoccupi.

Ora non ho sete, magari dopo.

Cecilia continua a fumare.

La mdp, con carrello all’indietro, si allontana dalla coppia.

Stacco.

INT. VILLA DI CECILIA – POMERIGGIO

 

Jules è alla macchina per scrivere, una Underwood, nella cucina.

La cucina è arredata con vecchi mobili di legno.

L’uomo scrive, come in preda a una furia: batte i tasti con violenza.

CECILIA

(f. c.)

Vuoi qualcosa per cena?

Jules si volta, la guarda ma non le risponde. Infatti, torna a scrivere.

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

Mi scusi, la signora…

Jules lo interrompe e gli parla senza togliere gli occhi dal foglio.

JULES

(duro)

Ho sentito cosa mi ha detto mia moglie. Non dovresti intrometterti.

Johnny non sa cosa dire.

Cecilia gli fa cenno di lasciar perdere.

JULES

Vai a votare tu?

JOHNNY

(incerto)

Sì. Alle ultime, ho votato per McGovern.

JULES

(ieratico)

Il voto è inutile, in un paese come il nostro, retto da due soli partiti espressione della classe dominante, sappilo.

Johnny, smarrito, guarda la Underwood.

JOHNNY

(incuriosito)

Cosa sta scrivendo?

JULES

Saggi politici, romanzi, poesie, opere teatrali. Qualunque cosa che possa risvegliare la coscienza intorpidita dei cittadini. Insomma, faccio quello che non fanno gli intellettuali.

Johnny non dice nulla.

Primo piano di Cecilia.

CECILIA

Potresti leggerci qualcosa, dopo.

JULES

Stai zitta, tu!

Cecilia fa per rispondere, ma Johnny le fa cenno di lasciar perdere.

JOHNNY

(sorridendo a Jules)

Mi è sempre parso che i nostri intellettuali fossero molto liberi e critici con la classe politica del paese…

Jules ride sarcastico e altezzoso.

 

JULES

Gli intellettuali americani sono sempre stati gli aedi del potere costituito. Essi hanno cantato in coro le meraviglie della democrazia del nostro paese. Un paese così democratico che non permetteva ai neri di andare nelle scuole dei bianchi. E non lo permette tuttora.

JOHNNY

(stranito)

Ma la segregazione è finita dieci anni fa…

Silenzio.

Jules guarda Cecilia, ambiguo.

JULES

Quel che è scritto resta scritto, in questo paese.

Il presidente, col suo sorriso telegenico e la sua aria da bravo ragazzo cattolico, si riempie la bocca con la democrazia, eppure bombarda un paese poverissimo in Asia. Perché questo gli è stato imposto da chi lo ha messo sul trono.

JOHNNY

(c. s.)

Ma Nixon non è cattolico.

Jules torna a scrivere.

CECILIA

(a Jules)

Johnny dovrà tornare un altro giorno, perché la caldaia è vecchia e necessita di molte ore di riparazione.

Jules continua a scrivere, non sente la moglie.

CECILIA (CONTINUA)

E strumenti adatti che ora, sfortunatamente, Johnny non ha.

Jules continua a scrivere.

CECILIA (CONTINUA)

(a Johnny)

Venga, l’accompagno alla porta.

JOHNNY

(sorridendole)

Non deve preoccuparsi.

Ma Cecilia non sente ragioni: esce dalla cucina e Johnny la segue.

Jules continua a scrivere.

Stacco.

Cecilia e Johnny, la prima tranquilla, il secondo imbarazzato, sono all’ingresso della villa.

CECILIA

(contrita)

Quando scrive è sempre molto nervoso, le chiedo di scusarlo.

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

(deciso)

Non mi pare un buon motivo per dare di matto.

CECILIA (CONTINUA)

Prima di andarsene, gradisce qualcosa da bere?

JOHNNY

Volentieri, grazie.

Cecilia sorride e si accende una sigaretta.

Nella soggettiva di Johnny, vediamo i gesti naturalmente aggraziati della donna nel prendere la sigaretta e nell’accenderla.

Johnny la guarda, rapito.

CECILIA

Cosa vuole?

JOHNNY

Un’acqua tonica, per favore.

Cecilia va al mobile bar, poggia la sigaretta sul portacenere di cristallo e prepara la bevanda.

CECILIA

Mi diceva che svolge questa professione da dieci anni…

 

Johnny annuisce e le si avvicina.

JOHNNY

Sì. Studiavo all’università…

CECILIA

(interessata)

Cosa?

JOHNNY

Antropologia.

(pausa, poi malinconico)

Purtroppo non ho continuato gli studi: i miei genitori sono morti…

Cecilia si ferma e lo guarda, dispiaciuta.

CECILIA

Mi spiace.

Cecilia riprende a preparare l’acqua tonica.

JOHNNY

(sorridendole tranquillo)

Non si preoccupi.

Cecilia finisce di preparare l’acqua tonica e porge il bicchiere a Johnny.

Per sé, la donna prepara un whiskey.

CECILIA

Le piace svolgere questa professione, Johnny?

JOHNNY

Mi permette di vivere…

Cecilia lo guarda, indecifrabile.

Lo sguardo della donna mette a disagio Johnny, che si blocca.

La donna si rende conto del disagio di Johnny e gli sorride gentile.

CECILIA (CONTINUA)

(riprendendo a fumare)

Mi perdoni.

JOHNNY

Non si preoccupi.

Johnny beve l’acqua tonica. Cecilia beve il whiskey d’un fiato, poi guarda Johnny.

CECILIA

Mi perdoni, ma ho notato prima il suo sorriso di complicità quando ho citato la battuta di Fëdor Pàvlovič Karamazov.

JOHNNY

Sì, I fratelli Karamazov è uno dei miei libri preferiti. Mi piace molto leggere.

CECILIA

Adoro Dostoevskij.

JOHNNY

Anche io.

Cecilia non dice nulla.

Nel frattempo passa il Cantante: ha una bottiglia di birra in una mano e nell’altra una baguette farcita con hamburger, pancetta, uova, verdure grigliate e patatine fritte.

Il Cantante li guarda, dà un morso al panino, e, con la bocca unta di grasso, va via.

Johnny guarda Cecilia e poggia il bicchiere sul mobile bar.

JOHNNY (CONTINUA)

Ora mi scusi, devo andare.

Senza dire una parola, Cecilia lo accompagna alla porta.

CECILIA

(con desiderio)

Quando ritornerà?

Johnny ci pensa su un attimo.

JOHNNY

Presto, non si preoccupi.

Johnny e Cecilia si scambiano uno sguardo: lui esce mentre lei chiude la porta.

Stacco.

INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – SERA

 

Johnny sta mangiando, Floppy è in un angolo a leccarsi le unghia.

Qualcuno bussa alla porta.

Johnny si alza e va ad aprire la porta.

Kim entra nell’appartamento.

JOHNNY

Cosa vuoi ancora?

Kim siede sul divano.

JOHNNY (CONTINUA)

Allora, perché non mi rispondi?

Kim accende una sigaretta.

JOHNNY (CONTINUA)

(esasperato)

Allora?

Kim fuma, voluttuosa, poi, lentamente scompare.

Johnny sbatte gli occhi.

TOM

(f. c.)

Che fai, parli da solo?

Johnny si volta.

Tom è sulla soglia di casa, in mano una confezione di birra.

JOHNNY

(sorpreso)

E tu che ci fai qui?

Tom alza la confezione.

TOM

Il pub oggi è chiuso. E così mi sono detto: perché non andare a casa di Johnny e scolarci qualche birra?

Tom entra e chiude la porta.

Floppy salta sul divano.

JOHNNY

(sedendosi)

Ok, però potevi avvisarmi.

TOM

Johnny, volevo farti una sorpresa.

Tom ha parlato in modo un po’ brusco. Si rende subito conto di aver fatto un errore.

 

TOM

Scusa.

JOHNNY

No, scusami tu.

I due amici ridono.

Tom va in cucina a prendere il cavatappi.

JOHNNY

Oggi sono stato in giro per tutta la città. Sono stato a Encino, a Chinatown, a Sherman Oakes.

TOM

(stappando le bottiglie)

Sherman Oakes?

JOHNNY

Sì, questa cliente viveva lì.

(pausa, poi sottilmente incantato)

Una gran bella donna.

(con rabbia)

Il marito però è un coglione.

Tom gli passa una bottiglia. I due amici brindano facendo tintinnare le bottiglie e bevono.

Tom siede nella poltrona.

TOM

Perché?

JOHNNY

(pensieroso)

È uno scrittore…

TOM

Ah, be’…

JOHNNY

No, non fraintendere: non è questo che mi ha dato fastidio. A farmi girare è stato il modo in cui trattava la moglie.

Tom ascolta mentre Johnny parla.

JOHNNY (CONTINUA)

L’ha umiliata varie volte davanti ai miei occhi, oppure si comportava come se lei non ci fosse.

TOM

(incuriosito)

Quanti anni ha?

JOHNNY

Non lo so, 45-50.

TOM

Il classico maschilista. La storia li cancellerà.

Johnny non sembra convinto.

TOM (CONTINUA)

È come ti dico.

JOHNNY

Comunque dovrò rivederla, perché la caldaia è un vecchio modello e mi ci vorrà un po’ per ripararla.

Tom annuisce.

Johnny gli parla, nostalgico al ricordo di Cecilia. La sua voce diventa un sussurro pieno di ammirazione.

 

JOHNNY (CONTINUA)

Lei è bellissima.

(pausa)

Purtroppo fuma come una ciminiera: non mi è riuscito di farle spegnere una sigaretta, mentre siamo stati insieme.

TOM

Siete stati insieme?

Johnny si rende conto dell’ambiguità della frase.

JOHNNY
(imbarazzato)

Sì, insomma, mentre lavoravo.

Tom annuisce.

Johnny beve.

TOM

(sistemandosi sulla poltrona)

Ehi, mentre venivo ho sentito del tizio che squarta gli animali.

JOHNNY

Già, che roba: finora ha ucciso due cani e un gatto.

TOM

(correggendolo)

Vorrai dire due cani, un gatto e tre piccioni.

Johnny lo guarda, incredulo.

TOM (CONTINUA)

Sì, venendo qui ho sentito dire che ha strappato ali e gambe a tre piccioni. A uno ha pure strappato la parte superiore del becco.

Johnny lo ascolta disgustato.

TOM (CONTINUA)

Ho provato a immaginarmi nei panni di questa persona, per cercare di capire i motivi che lo spingono a fare queste cose. Non mi è riuscito.

Johnny non dice nulla.

Tom osserva Diane e Vanessa che, sul balcone di fronte, si passano uno spinello.

TOM (CONTINUA)

(sorridendo)

Interessante.

Johnny si volta.

JOHNNY

Sì, sono due matte che si sono trasferite da poco.

TOM

Davvero?

JOHNNY

Non sono molto chiare sulla cosa.

Diane rientra in casa e comincia ad apparecchiare.

TOM

Sono molto carine, soprattutto la più giovane.

(guarda Johnny ammiccando)

Non le hai mai invitate a casa?

Johnny lo guarda.

TOM (CONTINUA)

(scherzando)

Domanda retorica, lo so.

Vanessa rientra in casa e comincia a cucinare.

JOHNNY

Non so chi siano né cosa facciano: finora le ho viste solo fumare, festeggiare, mangiare e fare ginnastica.

TOM

(guardandole)

E devo dire che sta dando ottimi frutti.

Tom finisce la sua bottiglia e ne prende un’altra.

Stacco.

Tom sta dormendo sul divano, ubriaco.

Il ragazzo russa.

Johnny è sul balcone di casa, e guarda Diane e Vanessa che fumano la marijuana.

Vanessa si accorge di lui.

VANESSA

Ehi, bel ragazzo: vuoi unirti a noi?

Johnny si volta a guardare Tom che dorme.

JOHNNY

Non fumo, mi spiace. E poi c’è un amico, qui, che dorme.

(ironico)

Senza di me è perduto.

Vanessa passa lo spinello a Diane.

DIANE

Amico, dovresti viverti di più la vita, te lo dico sempre.

Diane fuma e Vanessa ride.

VANESSA

Dovresti far come noi…

Primo piano di Johnny.

Le due donne cominciano ad avere un tono di voce sensuale.

JOHNNY

Ma chi siete?

DIANE

Prima o poi, te lo diremo, amico.

VANESSA

Amiamo il mistero, bel ragazzo. Tu no?

JOHNNY

Preferisco il realismo.

Diane getta lo spinello in strada.

DIANE

(grave)

Troppo realismo fa male, amico.

JOHNNY

E il mistero e i sogni no?

DIANE

(netta)

Almeno col mistero e il sogno so che è tutta finzione. Preferisco così.

Diane, triste, rientra in casa.

Vanessa guarda Johnny e non dice una parola.

Stacco.

EST./INT. VILLA DI CECILIA – MATTINA

 

L’automobile di Johnny si ferma nello spiazzo e il ragazzo scende.

Prima di entrare in casa, Johnny si ferma e osserva la luce che filtra tra le foglie degli alberi, e la sua ombra che si staglia sugli scalini.

Dopo alcuni secondi, Johnny entra nella villa.

Stacco.

L’ingresso è come sempre avvolto nell’oscurità e tutto appare uguale a come l’abbiamo visto la prima volta.

Il ticchettio della Underwood di Jules proviene dalla cucina.

Cercando di non fare troppo rumore, Johnny entra e si guarda attorno.

JOHNNY

Signora Watts? Sono Johnny, il caldaista.

Nessuna risposta.

JOHNNY (CONTINUA)

(alzando un po’ la voce)

Signora Watts?

Di nuovo, nessuna risposta.

Johnny si ferma.

JOHNNY (CONTINUA)

Ma non c’è nessuno?

Johnny fa per andare via, quando ascolta la voce di Jules.

JULES

(f. c.)

Cosa cazzo ci fai qui?

Johnny si volta. Jules lo guarda con ostilità: è inoltre vestito alla stessa maniera di quando l’abbiamo conosciuto.

 

JOHNNY

Sono Johnny, il caldaista. Sono venuto…

Con un netto gesto della mano, Jules lo ferma.

JULES

(duro)

So chi sei. Ti ho detto solo che cazzo ci fai qui.

JOHNNY

Se ben ricorda, ho detto ieri che sarei passato di nuovo, perché la caldaia che devo riparare è un vecchio modello e ci vogliono molti giorni.

Jules non appare convinto.

JULES

Non ricordo.

JOHNNY

Ma come, è stato soltanto ieri.

Jules continua a guardare Johnny, ostile.

Johnny si stringe nelle spalle, a disagio.

JOHNNY

Dov’è la signora Watts?

Primo piano di Jules, irritato al ricordo della moglie.

JULES

E chi lo sa? Non sono responsabile delle attività di Cecilia.

Johnny poggia a terra la borsa con gli strumenti.

JULES (CONTINUA)

E nemmeno mi interessa sapere cosa fa.

Silenzio.

JULES (CONTINUA)

Forse è in una delle stanze della casa. Cercala.

(sprezzante)

Forse starà a piangere sul suo cuscino nella camera da letto. È il genere di persona che eccelle in una simile attività.

Jules va via, sotto gli occhi di uno stranito Johnny.

Stacco.

Johnny cammina per uno dei corridoi della villa.

La tappezzeria è consumata, le luci sono flebili, i quadri paesaggistici necessitano di un restauro.

Johnny apre una porta, e la mdp inquadra la stanza: una splendida biblioteca.

Le libreria sono in palissandro e coprono tutte le pareti, tanto è vero che ci sono dei ballatoi cui si accede attraverso tremolanti scale di legno. La luce è assicurata da una finestra sul tetto.

Ci sono vecchi tappeti, un po’ consumati. Come consumata è la pelle dei divani e delle poltrone.

Johnny si guarda attorno, estasiato e si avvicina a uno dei scaffali: i libri sono antichi, un po’ vecchi e ammuffiti.

La mdp li inquadra: vediamo Il rosso e il nero di Stendhal, I dolori del giovane Werther di Goethe, Una stagione all’inferno di Rimbaud.

Johnny prende uno dei libri e lo sfoglia.

È Guerra e pace di Tolstòj.

Poi, Johnny lo rimette nella libreria.

Ed esce.

Stacco.

Johnny è di nuovo all’ingresso e incrocia il Cantante: ha in mano una birra ed è vestito come l’abbiamo visto la prima volta.

JOHNNY

Mi scusi, ha visto la signora Watts?

Il Cantante non risponde: beve. Ha però lo sguardo puntato su Johnny.

JOHNNY (CONTINUA)

Mi scusi, mi ha sentito?

Di nuovo, il Cantante non risponde e beve.

 

JOHNNY (CONTINUA)

(guardandolo negli occhi)

Allora, mi risponde sì o no?

Il Cantante non risponde e beve.

Johnny, esasperato, lo supera.

CANTANTE
(f. c.)

Fu una tragedia impossibile da credere…

 

Johnny si volta, non capendo.

 

JOHNNY

(incerto)

Cosa? Di che sta parlando?

Il Cantante se ne va senza rispondere.

Stacco.

Jules è al tavolo della cucina. Scrive a macchina, con furia e rabbia.

Stacco.

Johnny è davanti a una porta, sprangata con catene di ferro e massicci lucchetti.

Stacco.

La mdp inquadra uno schermo cinematografico.

Il film che viene proiettato è in bianco e nero, ma a tratti non si vede e ascolta bene: l’immagine salta e i dialoghi sono fuori sincrono.

Una giovane ragazza di 25 anni, in un raffinato abito da sera verde smeraldo di organza, è tra un uomo e una donna di poco più di 40 anni, anche molto eleganti: la donna (SIGNORA BENNET) ha in mano un bicchiere di champagne, l’uomo (SIGNOR ALTMAN) invece è stempiato e un po’ in sovrappeso.

La casa del film è ricca.

SIGNORA BENNET

Signor Altman, lei non era nella mia lista degli invitati, cosa ci fa qui?

La giovane donna, tra i due, muove la testa, a guardare prima la donna e poi l’uomo, incerta su cosa fare.

SIGNOR ALTMAN

Signora Bennet, mi conosce bene: anche se non sono invitato alle feste, le amo così tanto che non posso fare a meno di invitarmi da solo.

La signora Bennet, gaia.

La giovane ragazza fa per ridere anche lei ma ci ripensa: muove un braccio, impacciata.

La mdp del film le si avvicina.

La ragazza è bellissima, è magnetica, ha un grande fascino, da vera diva.

La ragazza è Cecilia a 25 anni.

SIGNORA BENNET

E infatti la sua presenza impreziosisce la mia misera festa.

SIGNOR ALTMAN

Se c’è una cosa che in città si sa con assoluta certezza, è che le feste della signora Bennet non sono mai misere.

La signora Bennet ride di nuovo, brevemente.

Cecilia, nel film, si passa una mano tra i capelli, tanto per fare una cosa.

BENNET

(guardando Cecilia)

Ma chi è questa giovane e molto carina ragazza?

ALTMAN

È Dorothy, mia nipote.

La signora Bennet le porge la mano.

La battuta di Cecilia è fuori sincrono, ascoltiamo le parole dopo un paio di secondi che lei ha mosso le labbra.

CECILIA

(un po’ legnosa)

Piacere di conoscerla.

La mdp inquadra Cecilia a 50 anni.

La donna sta guardandosi sullo schermo, nel cinema privato della villa.

La stanza è piccola e buia: da quel che riusciamo a vedere, però, capiamo che le pareti sono un po’ scrostate e le poltrone sfondate.

Cecilia indossa un raffinato abito bianco, in tutto e per tutto uguale a quello che indossa nel film che sta rivedendo, e fuma e beve. E al collo porta una collana d’oro lavorata a mano.

Il fumo si mescola alla luce del proiettore, che rumoreggia.

A vedersi sullo schermo, le lacrimano gli occhi.

La donna sente un rumore e si volta.

Johnny è sulla soglia: guarda lo schermo, affascinato.

Cecilia si volta, il suo viso è investito dalla luce delle immagini proiettate.

CECILIA

(molto nostalgica e malinconica)

È stato il mio primo film. Ero un’attrice.

Johnny fissa lo schermo.

CECILIA

(nel film)

Vengo da Brentwood. E sono qui per le vacanze di Natale.

Johnny guarda Cecilia, che fuma.

JOHNNY

(mormorando)

Se era un’attrice, perché non ho mai sentito il suo nome?

 

Cecilia non risponde: beve e si alza.

CECILIA

È venuto a riparare la caldaia, vero?

Johnny, sempre con le immagini fisse sullo schermo, annuisce.

CECILIA

(nel film)

Il mio sogno è di diventare una cantante d’opera.

Cecilia sorride a Johnny, mesta.

CECILIA

Non ho mai saputo cantare.

I due escono dal cinema privato.

La signora Bennet nel film annuisce.

Stacco.

Johnny e Cecilia sono di nuovo davanti alla caldaia.

CECILIA

Il titolo era Possessione. Era un dramma a tinte fosche: la signora Bennet, attrice molto famosa, era una madre molto possessiva che finiva con l’uccidersi non appena il figlio prediletto lasciava la casa per sposarsi con Dorothy, ovvero io.

Johnny ripara la caldaia.

JOHNNY

(pensieroso)

Non credo di averlo mai visto.

CECILIA

Non mi sorprende: era un B-movie, come allora si chiamavano questi film.

Cecilia fuma, mentre Johnny lavora.

CECILIA (CONTINUA)

Circolò solo per pochissimi giorni, e nei cinema di seconda o terza visione delle grandi città.

JOHNNY

Davvero?

CECILIA

Sì, ormai è del tutto dimenticato. La lavorazione fu penosa.

Primissimo piano di Cecilia.

CECILIA

Dimenticavo le battute: dovettero scrivermene alcune sui muri, nei cassetti, ovunque, insomma, e mentre venivo inquadrata le leggevo.

JOHNNY

Mi spiace.

CECILIA

E l’attore principale, quello che interpretava il mio dolce fidanzato, era un ubriacone che non si reggeva in piedi. Infatti filmò tutte le sue scene seduto in poltrona.

JOHNNY

La produzione non provò a cacciarlo?

CECILIA

Non avevano soldi. Fecero un film che costò pochissimo e incassò anche meno.

Primo piano di Cecilia, triste.

CECILIA

Come tutti i film che ho interpretato, d’altronde.

Johnny non sa cosa dire, poi la guarda, con affetto.

JOHNNY

L’ho trovata bravissima, signora Watts.

Cecilia sorride amara.

CECILIA

Sei troppo generoso a definirmi così, Johnny. Non sono mai stata brava.

Johnny si ferma.

JOHNNY

Dici?

Cecilia annuisce.

CECILIA

(eccessivamente critica)

Presumevo di essere brava, ma non era così. I miei genitori mi misero in guardia, ma ero giovane e capricciosa e non li ascoltai.

Johnny riprende subito a lavorare.

JOHNNY (CONTINUA)

Questa caldaia sta rivelandosi una bella gatta da pelare.

La mdp si allontana dalla coppia.

JOHNNY (CONTINUA)

Credo dovrò tornare di nuovo nei prossimi giorni.

Stacco.

Jules sta sempre scrivendo alla macchina.

In cucina entrano Cecilia e Johnny.

CECILIA

(con desiderio)

Quando ritornerai, Johnny?

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

Penso domani.

Il viso di Johnny si increspa in un caldo sorriso.

JOHNNY (CONTINUA)

Te l’ho detto: quella caldaia si sta rivelando una bella sfida.

Cecilia risponde al caldo sorriso di Johnny.

Le ultime parole di Johnny sono state però smorzate dal ticchettio dei tasti della macchina per scrivere di Jules, il quale aumenta il ritmo della scrittura.

CECILIA

Jules, puoi smettere di fare questo baccano, per favore?

Jules però continua imperterrito a scrivere.

CECILIA (CONTINUA)

(alzando la voce)

Jules, puoi smettere, per favore?

Jules continua, imperterrito e indifferente.

CECILIA (CONTINUA)

(esasperata)

Allora?

Jules si ferma e toglie il foglio dalla macchina.

Poi riprende a scrivere.

 

JOHNNY

(deciso, a Jules)

La signora le sta parlando.

Jules si ferma e guarda ostile Johnny.

JOHNNY (CONTINUA)
(c. s.)

Dovrebbe ascoltarla.

Jules riprende a scrivere.

Johnny è arrabbiato a causa della frustrazione.

Cecilia gli si avvicina.

CECILIA

(a Jules)

Oggi Johnny ha visto il mio primo film.

Il ticchettio della macchina diminuisce.

JULES

(duro)

La vuoi smettere di disturbarmi? Non vedi che sto lavorando?

Jules preme a lungo il tasto U della macchina.

Toglie il foglio e lo appallottola, lanciandolo poi lontano.

JULES (CONTINUA)

Me ne frego di quello che fate. Ho cose più importanti da fare.

Johnny, esasperato, lo fissa negli occhi.

JOHNNY

Per esempio?

Jules sostiene lo sguardo di Johnny.

JULES

(ieratico)

Per esempio esprimere la mia voce di dissenso contro il conformismo del nostro paese, che accetta senza dire alcunché sulla condotta immorale del nostro presidente. Un presidente ex generale dell’esercito, vorrei ricordare.

Johnny è stranito.

JOHNNY

Ma…

Primo piano di Jules.

JULES

Cosa?

Johnny, a disagio per l’espressione truce di Jules, abbassa lo sguardo.

Nella cucina entra anche il Cantante: con una birra in una mano e nell’altra un piatto di carne di bufalo immersa in un oceano di salsa barbecue.

Il Cantante comincia a mangiare e a bere.

Cecilia guarda Johnny.

CECILIA

Vuoi restare ad assistere allo spettacolo?

JOHNNY

Che spettacolo?

CECILIA

(indicando il Cantante)

Lui dopo ci canterà delle canzoni.

Johnny lo guarda, poi guarda Jules, che ha ripreso a scrivere.

Johnny parla senza alzare gli occhi dalla macchina.

JULES

Almeno potrai vedere un po’ di autentico talento.

Cecilia abbassa la testa, colpita dall’affermazione di Jules.

Johnny non sa cosa dire o fare.

CANTANTE

Fu una tragedia assurda.

Silenzio. L’unico rumore che si ascolta è il ticchettio dei tasti della macchina da presa.

JOHNNY

(a Cecilia)

Ho visto la tua splendida biblioteca.

Jules continua a scrivere, mentre Cecilia ascolta e sorride.

CECILIA

Sì, adoro leggere come avrai capito.

JOHNNY

Ma non ho visto nessuna opera di tuo marito.

JULES

(continuando a scrivere)

Io pubblico i miei scritti in forma privata, in tiratura limitata. Non mi vendo al sistema capitalistico che ormai domina nel nostro paese.

 

Jules guarda Cecilia, sprezzante.

JULES (CONTINUA)

E poi, lei non sarebbe capace di capire i miei testi. Ha anche provato a recitarne uno, ma è stato un completo fiasco.

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

(alzando le spalle)

Ne dubito.

Primo piano di Jules, che non risponde ma si limita a bruciare con lo sguardo Johnny.

JOHNNY (CONTINUA)

(a Cecilia)

Non ho visto libri di questi anni, però.

La mdp stringe su Johnny.

JOHNNY (CONTINUA)

(a Cecilia)

Perché?

La mdp inquadra il Cantante che mangia e beve voracemente e con volgarità, sporcandosi.

Cecilia fa per rispondere ma viene interrotta da Jules.

JULES

Fa bene a non leggerli. Gli scrittori odierni, ormai asserviti al potere, scrivono per il proprio piacere e non per far pensare i lettori.

Jules parla e continua a scrivere.

JULES (CONTINUA)

Il compito degli intellettuali dovrebbe essere questo. E invece vivono all’ombra di chi è più forte, lisciandogli il pelo e ottenendo in cambio le più deliziose prebende. E in tutto questo, il popolo viene tenuto sotto sorveglianza e nell’illusione di partecipare a una democrazia.

Jules smette di scrivere e toglie il foglio.

Johnny, incerto, guarda Cecilia.

Stacco.

La mdp inquadra in dettaglio un classico microfono degli anni ’50.

Da un vecchio grammofono degli anni ’40 proviene la musica: Bing Crosby – As Time Goes By.

Il cantante si avvicina al microfono, comportandosi come se fosse davanti a un platea immensa, lo saluta calorosamente e gli manda baci.

Il suo pubblico è in realtà costituito soltanto da Cecilia, Johnny e Jules, che sono seduti in un piccolo teatro, sullo stile di inizio Novecento.

Il Cantante inizia lo show. Canta in falsetto, e con passione.

CANTANTE

You must remember this
A kiss is still a kiss
A sigh is still (just) a sigh
The fundamental things apply
As time goes by

 

Johnny è perplesso a vedere tutto questo, mentre Cecilia e Jules ascoltano, attenti.

Jules muove la testa.

 

CANTANTE

And when two lovers woo

They still say: I love you

On that you can rely

No matter what the future brings

As time goes by

 

Il Cantante muove le gambe: il movimento, nonostante la mole, è molto fluido.

La mdp stringe sul cantante, che prende il microfono e comincia a camminare sul palco.

 

CANTANTE

Moonlight and love songs – never out of date

Hearts full of passion – jealousy and hate

Woman needs man – and man must have his mate

That no one can deny

 

Qualche lacrima solca il viso di Cecilia, Johnny guarda ma non sa cosa dire.

Jules invece osserva rapito lo show del Cantante, che ammiccando comincia a muovere il bacino.

Primo piano di Johnny, sempre più stranito.

Cecilia piange un po’ più forte, commossa.

Il Cantante si muove sul palco, accennando una danza con le gambe e guardando all’orizzonte mentre torna all’asta che regge il microfono.

 

CANTANTE

It’s still the same old story

A fight for love and glory

A case of do or die

The world will always welcome lovers

As time goes by

 

Il Cantante allunga l’ultima parte del verso finale poi si inginocchia a terra e alza al cielo le braccia.

Jules si spella le mani in un lungo applauso.

 

Stacco.

EST. STRADA – POMERIGGIO

 

Johnny, ancora scosso per quanto avvenuto a casa di Cecilia, è in strada, nella sua Camaro.

La macchina è ferma al semaforo rosso. Dietro e accanto all’auto di Johnny ce ne sono altre, alcune sono guidate da una persona sola.

Johnny aspetta che scatti il verde. Nel girare la testa a destra e sinistra, vede Kim, che lo guarda.

La ragazza è sul marciapiede, in occhiali da sole, una sigaretta in bocca.

I due si guardano.

Il semaforo diventa verde. Qualcuno dietro Johnny suona il clacson e Johnny riparte.

Stacco.

INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – MATTINA

 

È l’alba.

Johnny, inquadrato in primo piano, è sveglio: non ha dormito. Sul comodino ha tre bottiglie di birra, vuote.

Johnny si alza a sedere e osserva i primi raggi del sole che investono la sua stanza e le altre case.

Il ragazzo si stropiccia gli occhi e sbadiglia.

Floppy sale sul letto e miagola.

Johnny scende dal letto.

Stacco.

Johnny è in cucina, sta versando del caffè in una tazza. Poi, esce sul balcone e lo sorseggia, pensieroso.

La strada è ancora vuota.

Johnny guarda l’appartamento di Diane e Vanessa: è tutto chiuso.

Un urlo lacerante squarcia l’aria.

Johnny, turbato, lascia cadere la tazza che si rompe.

Stacco.

EST. VILLETTA – MATTINA

 

La mdp in grandangolo inquadra una donna in vestaglia sui 60 anni.

La donna ha una scopa in mano e guarda con occhi sbarrati la mdp.

La mdp allarga il campo e ci mostra che la donna con la scopa sta spazzando a terra, dove trovano posto sei grossi scoiattoli sventrati.

Il sangue si allarga dai loro corpi, e la donna con la scopa cerca di dirigere quella immensa macchia di sangue verso il tombino poco più lontano.

La donna spazza meccanicamente, sotto gli occhi impotenti di Johnny e altri vicini, che mormorano qualcosa: il suono è indistinguibile ma molto forte.

Johnny guarda la donna, che continua a spazzare.

Il ragazzo appare agitato.

Johnny se ne va.

Stacco.

EST. CONDOMINIO DI JOHNNY – MATTINA

 

Johnny, in tuta e con la borsa degli attrezzi a tracolla, apre la sua auto, quando Vanessa lo chiama.

VANESSA

(f. c.)

Ehi, bel ragazzo…

Johnny si volta.

Vanessa, una sigaretta in bocca, sta stendendo i panni.

La ragazza è in canotta e mutandine.

VANESSA (CONTINUA)

(guardandolo)

Vai al lavoro?

Johnny annuisce.

JOHNNY

Perché?

Primo piano di Vanessa, che si toglie la sigaretta da bocca.

VANESSA

Niente… volevo chiederti di andarmi a comprare qualcosa, per favore.

Johnny alza le spalle.

JOHNNY

Mi spiace, ma sono già in ritardo.

Johnny fa per salire in macchina, ma la voce di Vanessa lo blocca.

VANESSA

(f. c.)

Ehi, bel ragazzo…

Johnny si volta di nuovo.

VANESSA (CONTINUA)

Scusami per Diane, ma la ragazza è un po’ così.

Johnny sorride, indifferente.

JOHNNY

Nessun problema.

Johnny sale in auto e parte, sotto gli occhi di Vanessa.

Stacco.

EST./INT. VILLA DI CECILIA – MATTINA

 

In campo lungo, vediamo l’auto di Johnny fermarsi davanti alla villa di Cecilia.

Johnny scende ed entra.

Stacco.

Johnny è gira per l’ingresso.

Si sente il ticchettio della macchina da scrivere di Jules.

JOHNNY

Cecilia?

Il ticchettio continua, imperturbabile.

Johnny ha come un’illuminazione.

Stacco.

La mdp inquadra Cecilia seduta nel cinema privato, in abito da sera di organza con le maniche a sbuffo.

La donna, come sempre, fuma e beve.

La mdp inquadra il film sullo schermo: Cecilia ha adesso 30 anni.

Anche questa pellicola è consumata.

Ma Cecilia è bellissima e magnetica come sempre.

La scena che vediamo è ambientata in un ristorante che pretende di essere di lusso.

Cecilia indossa un bell’abito, uguale a quello che indossa.

Cecilia, nel film, è al bar di un ristorante di lusso: sta bevendo un Martini Dry.

Cecilia, nel film, si chiama Katherine.

CECILIA

(senza nerbo)

Jimmy, questo cocktail è davvero eccellente.

Primo piano di Cecilia, a 50 anni, che fuma.

CECILIA (CONTINUA)

(c. s.)

Potessi lo berrei a tutte le ore del giorno per tutti i giorni.

Il barista abbassa la testa in segno di ringraziamento.

BARISTA

Grazie, Katherine.

Cecilia/Katherine beve il cocktail troppo velocemente, irrealistica.

Cecilia/Katherine poggia il bicchiere e muovendo goffamente il corpo urta il contenitore delle olive: alcune di esse cadono a terra.

Un signore con occhiali e capelli impomatati, in frac e con cilindro in mano, scivola su un’oliva.

L’attore guarda Cecilia/Katherine, come se la sollecitasse a muoversi.

Cecilia/Katherine ricambia lo sguardo e, dopo alcuni secondi, si alza dal posto che occupa.

L’attore la guarda, arrabbiato.

CECILIA (CONTINUA)
(c. s.)

Mi scusi, è scivolato sul cilindro.

Cecilia, a riguardarsi, però non ride.

JOHNNY

(f. c.)

Cecilia?

Sigaretta in bocca, Cecilia si volta a guardarlo: Johnny è in controluce.

Cecilia è felice di vedere Johnny.

JOHNNY

Rieccomi.

Cecilia si alza, mentre le immagini investono i volti di entrambi.

CECILIA

È bello rivederti.

I due escono dal cinema.

Stacco.

Johnny e Cecilia sono davanti alla porta sprangata.

Johnny la osserva con curiosità.

JOHNNY

Cosa c’è lì?

Cecilia alza le spalle.

CECILIA

Nulla di importante. Solo vecchia roba.

JOHNNY

Se non c’è nulla di così importante, perché l’avete sprangata?

Cecilia non risponde.

JOHNNY (CONTINUA)

(un po’ insistente)

Allora, Cecilia?

Cecilia si limita a bere e a fumare.

Stacco.

Cecilia e Johnny sono davanti alla caldaia, lui la sta riparando.

CECILIA

Il titolo era Avvenne di Venerdì. Era una commedia: io interpretavo Katherine, una giovane di buona famiglia, piena di vita, che faceva innamorare di sé un pedante e noioso filosofo, professore all’università.

La mdp stringe su Cecilia.

CECILIA (CONTINUA)

Lavorare al film fu uno strazio. Il regista era un lettone che non sapeva una parola di inglese, il protagonista era un presuntuoso arrogante che credeva di essere una grande star… Sentivo la sua puzza a metri di distanza.

Johnny la guarda, comprensivo.

JOHNNY

Anche questo film non ebbe successo?

Cecilia non risponde. E Johnny capisce di aver detto la cosa sbagliata.

JOHNNY

Scusa, non avrei dovuto.

Cecilia fuma.

CECILIA

(critica)

Non devi scusarti. Ho interpretato i film che meritavo di interpretare.

Lungo silenzio.

Johnny lavora alla riparazione della caldaia.

CECILIA

Te l’ho detto che abbiamo chiamato altri due caldaisti?

Johnny annuisce.

JOHNNY

Sì. Non mi sorprende.

La mdp inquadra il grasso che gocciola dalle tubature e finisce sul pavimento.

Si ascolta un fruscio.

JOHNNY (CONTINUA)

(ascoltando)

Ancora topi.

CECILIA

(con voce contratta)

Abbiamo provato ad ammazzarli, ma non ci siamo riusciti.

JOHNNY

Se vuoi, posso provarci io…

La mdp nel frattempo si allontana da loro due.

CECILIA

Grazie.

Stacco.

Jules è nella cucina, sta scrivendo.

Di fronte a lui, il Cantante mangia una bistecca di bufalo in un oceano di chili e maionese e beve birra.

Il ticchettio della macchina da scrivere di Jules è insostenibile.

Nella cucina, entrano Johnny e Cecilia.

JULES

(leggendo ciò che ha scritto)

America, siamo finalmente io e te faccia a faccia.

America, tu sei tutto e io non sono niente.

America non posso sopportare la tua acre mente.

America, quando smetterai di essere un drago sputafuoco?

America, quando smetterai di farti governare da re servi?

America, i tuoi presidenti sono bambini con soprannomi e nomignoli stupidi.

America, sei una cosa sinistra.

America, sono stanco di quello che fai e che sei.

America, io grido il mio sdegno di fronte alle tue fauci spalancate.

Jules riprende a scrivere.

CECILIA

(ammirata)

Davvero una poesia molto convincente, Jules. Sei tornato ai tuoi antichi splendori.

Jules continua a scrivere.

CECILIA (CONTINUA)

È finita?

Jules continua a scrivere.

La mdp inquadra il Cantante, che beve e mangia.

La bocca è sporca di chili e maionese.

CANTANTE

Oddio, che sangue quella volta.

Johnny guarda Jules.

CECILIA

Quando ce la leggerai?

Jules continua a scrivere.

JULES

(leggendo ciò che ha scritto)

America, io grido la mia rabbia.

America, io grido la mia paura.

America, io grido la mia ira.

America, ti chiedo quando guarderai in faccia quello che sei?

La mdp inquadra in dettaglio la bocca sporca del Cantante che mastica, volgarmente e rumorosamente.

JULES (CONTINUA)

America, la tua realtà mi disgusta.

La tua oscena violenza mi scandalizza.

Primo piano di Cecilia.

CECILIA

Bellissima…

(a Johnny)

Non trovi, Johnny?

Johnny annuisce, convinto.

JULES

(esasperato)

La vuoi smettere, maledizione?

CECILIA

Ma…

JULES

(tagliente)

Niente “ma”, puttana.

Primo piano di Johnny, scandalizzato.

JOHNNY

Non dovrebbe dirle queste cose!

Jules ride, sprezzante.

JULES

Ragazzo, rispetto a quello che lei ha sentito in tutta la vita, il mio insulto è un complimento.

Il Cantante mangia e beve.

JOHNNY

(guardando Cecilia)

È vero?

Cecilia annuisce con vergogna.

JULES

(sarcastico)

La grande attrice ha ricevuto tante umiliazioni.

Cecilia fuma e beve.

JULES

(guardando Johnny)

Immagino ti abbia detto di come si sono comportati con lei i suoi colleghi.

Il Cantante beve un po’ di birra.

CANTANTE

Eh, sì, tantissimo sangue.

Johnny, guardando Cecilia, annuisce.

JULES (CONTINUA)

Ma suppongo non ti abbia detto di quando per far parlare un po’ il film in cui recitava dovette fornicare con l’attore.

Johnny, sorpreso, guarda Cecilia.

JOHNNY

Davvero?

Primo piano di Cecilia.

CECILIA

Era un semplice nudo frontale. Nient’altro. Sfidammo il Codice.

JULES

(di nuovo sarcastico)

La grande attrice pensava di fare la ribelle. Invece l’unico risultato che ebbe fu di far arrapare quei quattro maschi bavosi che guardarono quella scena.

(indicandosi)

Io sono un autentico ribelle. Io sono sempre stato spiato dall’FBI, perché al suo perfido e illiberale direttore davano e danno fastidio le mie parole. Ho rischiato tantissime volte l’espulsione. Ma tu…

Jules guarda con ribrezzo Cecilia.

JULES (CONTINUA)

… tu, troia imbecille. Usando il tuo corpo hai contribuito all’istupidimento della nazione.

Cecilia non sa cosa dire. Johnny cerca di trattenere la sua rabbia.

JULES (CONTINUA)

Hai fatto in modo che il popolo diventasse sempre più ignavo e si lasciasse comandare da criminali che non hanno avuto alcuno scrupolo a gettare bombe su poverissimi paesi dell’Asia, causando centinaia di migliaia di morti.

Il Cantante mangia rumorosamente e volgarmente.

JULES (CONTINUA)

Sei uno schifo di donna.

Primo piano di Johnny, che non trattiene più la sua rabbia.

JOHNNY

Dovrebbe scusarsi con sua moglie.

Jules lo fulmina con lo sguardo.

JULES

Tu sta’ zitto. Lei è ed è sempre stata mia: le dico quello che voglio.

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

No, no che non chiudo il becco…

Jules si limita ad alzare le spalle.

JULES

(interrompendolo)

Se soltanto tu sapessi, mi ringrazieresti.

JOHNNY

Cosa vuol dire?

Jules alza le spalle.

Cecilia guarda Johnny.

CECILIA

Non ti preoccupare, Johnny, non ci sono problemi.

Jules è sempre arrabbiato quando la scrittura delle sue opere si rivela difficile.

Johnny non toglie gli occhi di dosso da Jules, che per il resto sostiene lo sguardo.

JOHNNY

Me l’hai già detto l’altra volta, e ti ho detto come la penso.

Jules torna a scrivere.

Cecilia fa cenno a Johnny di uscire dalla stanza.

Stacco.

Johnny e Cecilia sono nell’ingresso.

Johnny è sulla soglia, Cecilia è vicino alle scale, nell’oscurità.

JOHNNY

Quell’uomo non dovrebbe comportarsi così.

Cecilia non dice nulla.

Johnny si accorge che Cecilia è nell’ombra.

JOHNNY

Scusa, perché sei lì?

 

Cecilia non risponde.

CECILIA
(con desiderio)

Quando tornerai?

JOHNNY

Domani, perché?

Di nuovo, Cecilia non risponde.

CECILIA

(dolente)

Grazie.

Johnny, stranito, esce dalla casa chiudendosi la porta alle spalle.

Stacco.

INT. “THE ROCKY ROAD” – SERA

Musica: Led Zeppelin – The Rain Song

Tom e Johnny sono a un tavolo del pub di Dudley, che sta parlando con un cliente.

Tom e Johnny bevono entrambi Guinness e si dividono una porzione di patatine.

I clienti del pub parlano, creando un forte chiacchiericcio.

TOM

(mangiando delle patatine)

Cristo, come sono salate queste patatine.

Johnny risponde dopo alcuni secondi.

JOHNNY
(tono di voce basso, monocorde)

È la strategia dei gestori di pub da qui a Timbuctù: salano il cibo, così vendono più bevande e guadagnano di più.

 

Tom si volta a guardare Dudley.

Poi torna a guardare Johnny, sbarazzino.

TOM

(scherzando)

E chi pensava che il buon Dudley fosse un tale figlio di buona donna.

JOHNNY

(c. s.)

Le persone deludono e feriscono, Tom. Non esistono buoni.

Tom si accorge del tono dell’amico.

TOM

Che c’è, Johnny?

Johnny non risponde subito: mangia delle patatine e beve un po’ di birra.

JOHNNY

(c. s.)

Niente.

Tom non è convinto.

TOM

Sicuro?

Johnny si limita ad annuire.

TOM (CONTINUA)

Sarà…

 

Johnny improvvisamente guarda con odio Tom.

JOHNNY

(rabbioso)

Credici o no, sai che me ne frega.

Tom stava per bere, ma posa il bicchiere sul tavolo.

TOM

(rabbioso anche lui)

Ma mi dici che ti prende? Cristo, mi tratti così solo perché ti chiedo come va?

Johnny si passa una mano sulla faccia.

JOHNNY

(molto dispiaciuto)

Scusa, Tom, sono stato un coglione.

Tom alza le spalle.

TOM

(amichevole)

Nessun problema. Lo sai che puoi contare su di me.

Johnny annuisce e i due brindano.

Johnny cerca di apparire sereno.

JOHNNY

Allora, poi sei uscito con Victoria?

Tom prende delle patatine.

TOM

Sì, siamo usciti dopo il suo turno e siamo andati al cinema e poi a prendere un frullato.

Johnny è stupito.

JOHNNY

Un frullato? Ma non stiamo nel ’52!

TOM

(alzando le spalle)

L’ha voluto lei, e tu lo sai che non so dire di no a una donna.

Comunque, siamo andati a prendere questo frullato, e siamo andati a vedere le stelle sulla spiaggia…

La mdp inquadra in primo piano Johnny, mentre la voce di Tom diventa ovattata e non sentiamo più nulla di quello che dice, nonostante Tom continui a parlare e gesticolare e ridere.

Anche le parole dei clienti non si sentono.

Primo piano di Johnny: sbarra gli occhi.

In controcampo vediamo Cecilia, accanto al bancone del bar.

La donna sta piangendo a dirotto.

Stacco.

INT. VILLA DI CECILIA – MATTINA

 

Johnny è nell’ingresso della villa, sempre uguale a se stesso.

Dalla cucina, proviene la ieratica voce di Jules. La voce si alterna con il rumore dei tasti della Underwood.

JULES

Sento il respiro osceno del Potere che mi alita sulla schiena mentre dico alla ragazza «Avanti, bambina, accendimi». Siamo a Central Park, un barbiere tiene una ciocca di ogni testa che ha avuto il privilegio di conoscere. E il barbiere dice, micragnoso e malmostoso: «I canarini mangiano erba rancida».

Johnny, seguito dalla mdp, dall’ingresso va in cucina, mentre progressivamente la voce di Jules aumenta di intensità.

JULES (CONTINUA)

Deve essere un modo di dire della mala, dico alla ragazzina e le ripeto «Avanti, bambina, accendimi». I bambini ridono alle nostre spalle, mentre la manifestazione tira avanti con coriandoli e lanci di mirtilli. Un tuono rimbomba nell’aria. E la ragazzina non indossa l’impermeabile sotto la pioggia scrosciante.

Johnny arriva in cucina.

Jules sta scrivendo. Il Cantante invece mangia pollo fritto e beve birra.

JULES (CONTINUA)

«Avanti, bambina, accendimi» dico. «Avanti, bambina, accendimi», dico. «Avanti, bambina, accendimi», dico. E ci appoggiamo all’albero di mandarino dove un’artista giapponese dipinge un quadro con scritto sopra «YES. OUI. JA. DA. SÍ», in color marmellata.

Jules smette di leggere e riprende a scrivere.

JOHNNY

(provando a non arrabbiarsi)

Dov’è Cecilia?

Jules scrive e non toglie gli occhi dal foglio.

 

JULES

Secondo te?

Johnny fa per andare via.

Il Cantante, come sempre, mangia voracemente e rumorosamente.

Johnny si volta.

JOHNNY

C’è una porta sprangata accanto al cinema? Cosa c’è lì dentro?

Jules scrive.

JOHNNY (CONTINUA)

Mi ha sentito?

Jules scrive, non toglie gli occhi dalla macchina.

JULES

(esasperato)

Robaccia. C’è soltanto robaccia che non ti riguarda.

La mdp inquadra in dettaglio i denti del Cantante che tirano la pelle del pollo.

CANTANTE

Mai vista una tale dimostrazione di violenza.

Johnny, esasperato e stranito, esce dalla cucina.

Stacco.

Cecilia, con l’immancabile sigaretta e bicchiere di whiskey in mano, è nel cinema.

La donna indossa un abito da sera rosso, orecchini d’oro e una collana di diamanti.

Cecilia sta guardandosi sullo schermo: adesso ha 32 anni, e sta interpretando un western.

La scena è ambientata in un saloon, a un tavolo uomini dall’aria truce con cappelli e sigaracci in bocca giocano a poker.

Cecilia si muove sulla scena con la solita incertezza, e la mdp del film la segue mentre si aggira per il tavolo, mentre cerca di attirare goffamente l’attenzione dei giocatori di poker, cercando di essere seducente ma non riuscendoci.

Gli occhi della donna, a rivedersi, sono pieni di tristezza.

Cecilia, nel film, si è appoggiata dietro un uomo coi baffi che ha appuntata sul bavero della camicia la stella di sceriffo.

Lo sceriffo controlla le carte.

Come fa fin troppo vistosamente Cecilia, che poi allo sfidante dello sceriffo fa un cenno con le dita: 3.

Lo sfidante accenna un sorriso soddisfatto.

JOHNNY

(f. c.)

Cecilia?

Lo sceriffo del film si appoggia allo schienale e alza la testa a guardare Cecilia.

Cecilia, a sentire la voce di Johnny, si volta.

CECILIA

(felice)

Sei qui.

La partita nel film continua, mentre Cecilia si alza e abbraccia Johnny.

Stacco.

Johnny e Cecilia sono davanti alla caldaia.

CECILIA

Notte selvaggia. Era un western. Interpretavo una prostituta.

 

Cecilia si avvicina a Johnny.

 

CECILIA (CONTINUA)

Ti piacciono i western?

JOHNNY

(alzando le spalle)

Non ne sono un appassionato, ma ho visto qualche film. L’ultimo che ho visto era bellissimo.

 

Cecilia è interessata.

 

CECILIA

Qual è?

JOHNNY

Pat Garrett & Billy Kid. C’è anche Bob Dylan.

CECILIA

(sovrapponendosi all’ultima parola)

Non l’ho visto.

 

Johnny la guarda, interrogativo.

 

CECILIA (CONTINUA)

(alzando le spalle)

Sai, dopo il ritiro, dieci anni fa, mi sono rinchiusa qui e mi sono chiusa il mondo alle spalle.

 

Johnny non dice nulla.

 

JOHNNY

Ho letto anche qualche romanzo western.

CECILIA

(interessata)

Davvero?

JOHNNY

Sì.

Cecilia ascolta.

CECILIA

Non avrei mai pensato che tu leggessi romanzi western.

 

Johnny annuisce.

 

JOHNNY

Lo so, sembra incredibile: ti dico di amare Dostoevskij e poi ti dico di leggere dei romanzetti spazzatura.

La mdp stringe su Johnny.

JOHNNY (CONTINUA)

(entusiasta)

Amo leggere, che si tratti di Mickey Spillane o Albert Camus.

Cecilia annuisce.

CECILIA

Lo adoravo anche io e amavo leggerlo in lingua originale. Andai anche a Parigi per cercare di conoscerlo, mentre giravo un film in Europa, ma non mi fu possibile.

Johnny si ferma.

JOHNNY

Mi spiace.

(felice)

Sai, tu sei la prima che conosco che ama come me Albert Camus.

Cecilia fa un tiro di sigaretta.

 

CECILIA

(sorpresa)

Nessuno dei tuoi amici lo legge?

JOHNNY

No, lo trovano pesante e pessimista. Tom, il mio miglior amico, non ha mai concluso Lo straniero.

CECILIA

(c. s.)

Io lo lessi in mezza giornata…

 

Johnny alza le spalle, dispiaciuto.

 

JOHNNY

Lui non l’ha concluso: ha fatto le critiche che ti dicevo. E io a dirgli, che no, Camus non è pessimista, anzi.

CECILIA

Infatti, Camus non è pessimista.

Johnny annuisce.

JOHNNY

È un po’ come quando dicono che Anna Karenina di Tolstòj è la storia di un tradimento.

CECILIA

In realtà l’intento di Tolstòj era di condannare l’ipocrisia della nobiltà russa dell’epoca.

Johnny annuisce.

CECILIA (CONTINUA)

(triste)

Mi sarebbe piaciuto interpretare Anna al cinema.

Johnny si ferma.

CECILIA (CONTINUA)

(ancor più triste)

Ma credo che non ne sarei stata capace.

Johnny si alza e la guarda, premuroso e dolce.

JOHNNY

(con delicatezza)

Non dire così.

Cecilia abbassa la testa.

CECILIA

(mesta)

Mi hai vista. Ero impacciata, goffa.

La mdp stringe sul volto di Cecilia.

CECILIA (CONTINUA)

Jules lo dice con brutalità ma ha assolutamente ragione: non sono mai stata brava. Ero una pessima attrice, e il ritiro è stata la cosa migliore.

Johnny, sopraffatto dalla tono incontestabile delle parole di Cecilia, non sa cosa dire.

CECILIA (CONTINUA)

(cercando di apparire faceta)

Mi hai parlato di un amico, ma non mi hai parlato di nessuna donna.

Johnny la guarda, per niente nostalgico.

JOHNNY

C’era una ragazza. Ma è una storia chiusa.

Johnny e Cecilia si guardano, allusivi.

 

CECILIA

(cercando di restare calma)

Allora, come procede la riparazione?

Johnny torna a riparare la caldaia.

JOHNNY

Questa bambina è una brutta bestia. Credo mi rivolgerò agli altri due caldaisti che hai chiamato…

Cecilia ascolta, enigmatica.

JOHNNY (CONTINUA)

Com’è che si chiamavano? Non me l’hai mai detto.

 

Primo piano di Cecilia: la voce le si attenua.

CECILIA

Anthony Widmark e Stanley Allen.

Johnny annuisce e la mdp si allontana da loro due.

Stacco.

Johnny e Cecilia sono nella cucina della villa.

Jules sta scrivendo mentre il Cantante continua a mangiare il pollo fritto.

CECILIA

(con desiderio)

Allora, ci vediamo domani, Johnny?

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

(con desiderio)

Sì.

Particolare delle mani di Jules che battono sulla tastiera.

JOHNNY (CONTINUA)

Magari prima di mettermi a lavorare potremmo vedere un film insieme.

Particolare della bocca del Cantante che rumina la carne.

CECILIA

(contenta)

Mi farebbe molto piacere.

Jules continua a scrivere, frenetico.

Il Cantante mangia, producendo tanto rumore.

Johnny guarda prima Jules, poi il Cantante.

Cecilia si muove per la stanza, avendo ascoltato un rumore.

Le dita di Jules si muovono sui tasti.

JULES

(ieratico)

La stampa asservita definisce il periodo che stiamo vivendo “Camelot”.

Johnny ascolta, stranito.

JULES (CONTINUA)

(c. s.)

“Camelot”. Ma il nostro Artù non è un re giusto e sapiente. Come i suoi predecessori, il suo unico cruccio è di risultare simpatico al signor Smith.

Il nostro Artù, e i suoi predecessori, però, non sono simpatici. Sono distruttivi. Sono tra i più grandi criminali che la storia ricordi. Hanno sganciato bombe su bombe, e cianciano di democrazia.

Il Cantante beve a canna la birra.

Cecilia urla.

Un urlo lancinante.

Johnny si volta, mentre Jules continua a scrivere.

Il grosso topo che abbiamo visto è sul ripiano della cucina.

L’animale sbatte la coda e mostra le grandi e giallognole zanne.

Il rumore della coda è assordante e si mescola al ticchettio dei tasti della macchina da scrivere.

Cecilia è intirizzita, gli occhi sbarrati e il collo contratto.

Jules continua a scrivere.

Johnny si avvicina a Cecilia.

Il topo squittisce, il suono è insistente e osceno.

JOHNNY

(cercando di restare calmo)

Va tutto bene, Cecilia, non preoccuparti.

Jules continua a scrivere, indifferente.

Johnny apre un cassetto e ne prende un coltello da macellaio.

Il topo salta a terra e comincia a muoversi in circolo, come impazzito.

Cecilia si sposta per non toccarlo e comincia a respirare affannosa.

Il Cantante mangia, rosicchiando la carne da un osso, che poi getta sul tavolo.

Il topo, sentendo l’odore della carne, comincia a squittire ancora di più.

Jules scrive: le dita si muovono veloci sui tasti.

Il topo salta sul tavolo e si avvicina all’osso del pollo, lo annusa e poi comincia a rosicchiare quel poco di carne che è rimasta.

Particolare delle zanne del topo che penetrano la carne del pollo.

Jules scrive, Cecilia ha gli occhi sbarrati.

Johnny si avvicina al topo, con circospezione.

Il topo mangia la carne, ghiotto e ingordo.

Cecilia cerca di non vomitare.

Jules scrive.

Il Cantante, che non sembra essersi accorto del topo nonostante l’abbia di fronte, continua a mangiare.

Johnny alza il coltello.

Il topo fa un po’ di fatica a tirare un pezzo di pollo.

Johnny lo colpisce al centro del corpo: sangue scuro zampilla e macchia la lama.

Il topo si dibatte per alcuni secondi, poi si ferma.

È morto.

Cecilia continua a respirare a fatica.

Johnny le si avvicina e le offre la mano, ma Cecilia non la prende.

JOHNNY
(premuroso)

È tutto a posto, Cecilia. Calmati.

A poco a poco, Cecilia riprende a respirare normalmente.

CECILIA

Grazie.

Johnny non dice nulla.

Jules continua a scrivere.

Stacco.

 

INT. CONDOMINIO – POMERIGGIO

 

Johnny è nel corridoio di un condominio fatiscente.

La tappezzeria consunta sul pavimento non attenua i suoi passi, che rimbombano nel silenzio che avvolge il condominio.

Le luci avvolgono il corridoio in una greve, persistente e densa luce rossastra.

Johnny è visibilmente teso e nervoso: si ferma a una porta e bussa.

Nessuna risposta.

Johnny bussa di nuovo, più forte.

Di nuovo, nessuna risposta.

Johnny bussa ancora, più forte ancora.

Sempre silenzio, implacabile e sinistro.

Johnny, però, non si dà per vinto e bussa ancora.

Nessuna risposta.

JOHNNY

Signor Widmark?

Johnny bussa sempre più forte.

JOHNNY (CONTINUA)

(alzando la voce)

Signor Widmark?

Johnny bussa, molte volte e facendo molto rumore, che echeggia nel vuoto del corridoio.

JOHNNY (CONTINUA)

(alzando sempre più la voce, esasperato)

Signor Widmark? Signor Widmark?

Johnny bussa, con violenza.

DONNA

(f. c.)

Il signor Widmark non c’è.

Johnny si volta: la porta dell’appartamento di fronte è stata aperta da una donna sui 25 anni, dai tratti ordinari e grossolani, al quinto mese di gravidanza.

JOHNNY

(insistente)

Quando ritorna? Si tratta di una questione molto importante.

DONNA

(alzando le spalle)

Non lo vediamo da settimane.

Johnny le si avvicina, nevrotico e frustrato.

JOHNNY

(c. s.)

Non ha lasciato detto dove andava?

La donna scuote la testa.

DONNA

Era un tipo molto riservato. Un giorno, ha preso e se n’è andato senza dire una parola.

Johnny non sa cosa dire o fare.

DONNA (CONTINUA)

Di cosa si trattava?

Primo piano di Johnny: cerca di apparire disinvolto, ma è visibilmente deluso e arrabbiato.

JOHNNY

Nulla, una questione di lavoro.

La donna, con un cenno di saluto, chiude la porta e Johnny, abbattuto, va via.

Stacco.

EST. STRADA – POMERIGGIO

 

Johnny è nella strada dove abita, sempre inquieto.

Un capannello di persone è davanti a una villetta.

È un bel po’ di gente e da loro parte un brusio di sorpresa e indignazione indistinguibile.

Johnny vi si avvicina e facendosi spazio tra le persone guadagna un’ottima visuale.

Davanti al bel giardino ci sono due auto della polizia.

L’interno della villetta è immerso nell’oscurità, quindi non si vede nulla.

Ma gli occhi di Johnny sono fissi sull’ingresso.

Dal buio emergono dei poliziotti, che tengono ammanettato un ragazzo, vestito alla buona.

Il ragazzo non ha capelli.

VOCE MASCHILE DALLA FOLLA

(concitato)

È lui, è lui… l’hanno beccato.

Johnny fissa il ragazzo.

Il brusio della folla è insostenibile.

Il ragazzo alza la testa e guarda, quasi sfidando, i vicini.

Non ha sopracciglia né barba o baffi e mostra poco più di 15 anni.

La mdp inquadra in particolare i suoi occhi, di un azzurro quasi accecante.

Stacco.

INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – SERA

Johnny è al tavolo, sta bevendo una birra, meccanico e distratto.

Floppy è in un angolo, a pulirsi.

Primo piano di Johnny, pensieroso.

Qualcuno bussa alla porta.

Johnny, birra in mano, va ad aprire.

La apre appena, quindi va a sedersi sul divano.

Sulla soglia appare Tom, con le braccia attorno a Diane e Vanessa.

TOM

(ilare)

Ola, Johnny!

Johnny lo guarda, come in trance.

JOHNNY

(sorpreso)

Tom, che ci fai qui?

Johnny pare non essersi accorto di Diane e Vanessa, vestite in modo molto sexy e aggressivo: sandali, minigonna e camicette trasparenti strette in vita.

Le due hanno dei reggiseni neri.

Inoltre, portano tutt’e due due coroncine di fiori attorno alla testa.

TOM

(c. s.)

Pensavamo di farti una sorpresa.

Johnny guarda Tom, quindi sposta lo sguardo a Diane e a Vanessa.

JOHNNY

Con le due matte?

Diane e Vanessa non dicono nulla.

TOM

(c. s.)

Sai, le ho incontrate giù e ci siamo detti che sarebbe stato bello vederti, vero, ragazze?

Primo piano di Vanessa.

VANESSA

Il bel ragazzo non ci ha mai invitate a casa.

DIANE

Deve vergognarsi di casina sua.

Johnny alza gli occhi al cielo.

Diane e Vanessa cominciano a girare per l’appartamento.

DIANE (CONTINUA)

Eppure non dovrebbe…

Johnny non l’ascolta, ma si avvicina furente a Tom.

JOHNNY

(cercando di non alzare la voce)

Mi dici che ti è preso?

Tom abbozza un sorriso.

TOM

Rilassati, Johnny. Un paio di birre, un po’ di fumo e la serata passerà tranquilla.

Johnny non dice niente, ma gli lancia un’occhiata di disapprovazione.

Tom alza le spalle.

Diane continua a guardarsi intorno, mentre Vanessa entra nella camera da letto e comincia a leggere i titoli dei libri.

DIANE

(indecifrabile)

Proprio una bella casa, amico.

Diane passa l’indice sinistro su un mobile e dopo lo controlla.

DIANE (CONTINUA)

Neanche un millimetro di polvere.

Vanessa ride, sarcastica.

VANESSA

Scommetto che casa tua non era così pulita, Diane, vero?

Diane guarda Vanessa e poi Johnny.

DIANE

(sarcastica)

Con un maritino come il mio, che se ne sta sul divano con la pancia gonfia di birra a guardare la tv, come avrei potuto?

Johnny è colpito dalla rivelazione.

JOHNNY

Sei sposata?

Diane mentre risponde si prepara una sigaretta di marijuana.

DIANE

Sì, e sono anche mamma: due maschi e una femmina.

JOHNNY

(esterrefatto)

E li hai lasciati da soli a casa?

Particolare della lingua di Diane che lecca la carta.

DIANE

(rancorosa)

È quello che meritavano. Soprattutto quello stronzo di mio marito: un cazzo di perdigiorno, non ha mai alzato le mani per aiutarmi nelle faccende di casa. Fottuto maschilista del cazzo.

Johnny spalanca la bocca.

Diane ha finito di preparare lo spinello e lo accende.

DIANE (CONTINUA)

(c. s.)

E mi scopava poco e male. Un giorno ho preso e ho mollato quello stronzo.

JOHNNY

E i tuoi bambini?

DIANE

(infastidita)

Ma chi cazzo sei, Walter Cronkite?

Johnny sbatte gli occhi.

JOHNNY

Scusa…

Diane va a sedersi accanto a Tom e gli passa lo spinello, che lui fuma con piacere.

Johnny guarda Vanessa, che torna dalla stanza da letto.

JOHNNY

Sei sposata anche tu, per caso?

 

Vanessa ride.

VANESSA

No… io sono contro il matrimonio.

Diane alza il pollice destro.

DIANE

(urlando)

Grande Vanessa.

Vanessa si sporge con fare confidenziale.

DIANE

Perché legarsi a un solo uomo quando ce ne sono tanti sulla faccia della terra?

JOHNNY

Come, scusa?

DIANE (CONTINUA)

(ammiccando)

Sì, l’ho imparato alla prima comune, dopo l’incontro con Charles…

Johnny spalanca gli occhi.

JOHNNY

Manson?

Vanessa sorride, innocente e inquietante.

VANESSA

Eh sì, conosci finalmente qualcuna delle figlie di Manson.

Diane e Tom non ascoltano il dialogo tra Johnny e Vanessa: fumano e si toccano.

VANESSA (CONTINUA)

(seria)

Ma per fortuna l’ho abbandonato prima che fosse troppo tardi.

Primo piano di Vanessa.

VANESSA (CONTINUA)

(c. s.)

Ti risparmio i dettagli. Puoi immaginarli.

Primo piano di Diane.

DIANE

È stato allora che ci siamo incontrate.

Vanessa annuisce e guarda Johnny.

VANESSA

Gli anni più belli e divertenti della mia vita.

Vanessa va a sedersi sul divano.

Tom sta fumando e Vanessa gli prende lo spinello e comincia a fumarlo.

TOM

(scherzando)

Brutta bastarda…

Vanessa ride, gioiosa. Tom fa per schiaffeggiarla, ma Johnny lo ferma.

JOHNNY

(molto serio)

Non si picchia una donna.

Tom resta spiazzato.

TOM

Ma stavo scherzando, Johnny. Mi conosci, non farei mai una cosa simile.

Diane alza la testa, ironica.

DIANE

Dovresti essere più rilassato, amico.

Johnny la guarda, furioso.

JOHNNY

Sì, rilassata come eri tu quando stavi con tuo marito?

DIANE

(alzando il dito medio)

Ehi, amico, ma che cazzo vuoi? Tu la mia storia non la conosci.

Tom si mette tra loro due.

TOM

Andiamo, su: stiamo calmi. Siamo qui per festeggiare, non per litigare.

Johnny non dice nulla.

TOM (CONTINUA)

(faceto)

Perché non metti su qualche tuo bel disco?
(a Diane e a Vanessa)

Ha una splendida collezione di dischi di Charlie Parker, Miles Davis e compagnia.

Diane fischia, ammirata.

DIANE

(sempre sarcastica)

Però… chi l’avrebbe detto.

Primo piano di Vanessa.

VANESSA

(entusiasta)

Dai, bel ragazzo, metti un po’ qualche disco… ho voglia di ballare.

 

Diane prende lo spinello da Tom e lo fuma.

Poi, con la bocca piena di fumo, lo bacia, lasciando che Tom inspiri il fumo.

Tom, facendo questo, le tocca il seno.

Vanessa guarda Johnny.

VANESSA

Bel ragazzo, allora, lo vuoi mettere questo disco?

Johnny la guarda, poi va nella sua stanza e mette un disco sul grammofono.

Musica: Charlie Parker – Tiny’s Tempo.

Johnny torna in stanza.

Diane e Tom stanno pomiciando sul divano: l’uomo le slaccia la camicetta.

Lo spinello è in un portacenere sul tavolo: Vanessa lo prende e lo fuma.

Johnny la guarda.

Vanessa ricambia lo sguardo lasciva, sensuale, erotica.

La ragazza, istintivamente, lo bacia.

Diane si slaccia il reggiseno.

Vanessa continua a baciare Johnny, che però l’allontana.

La ragazza è delusa.

JOHNNY

(alzando la voce)

Sono stanco, vi chiedo di andarvene via.

Tom e Diane si fermano.

Vanessa fuma, insoddisfatta.

TOM

(incredulo)

Stai scherzando?

Johnny lo guarda serio.

TOM (CONTINUA)

(teso)

Andiamo…

Johnny, senza dire una parola, apre la porta.

TOM (CONTINUA)

(arrabbiato)

Ma che cazzo ti prende, Johnny?

Johnny non risponde.

Diane si alza, prende lo spinello da Vanessa ed esce.

DIANE

(con odio)

Sei più stronzo di mio marito, amico.

Vanessa esce senza degnare di uno sguardo Johnny.

Fuori, Diane e Vanessa fumano un po’.

Tom è davanti alla porta, guarda Johnny, deluso e irritato, poi esce.

Johnny richiude la porta.

La musica sfuma.

Johnny urla per la rabbia.

Stacco.

INT. VILLA DI CECILIA – MATTINA

 

Johnny e Cecilia sono davanti alla caldaia.

Lui appare un po’ stanco.

JOHNNY

Posso farti una domanda, Cecilia?

CECILIA

Dimmi, Johnny.

Johnny cerca le parole giuste.

JOHNNY

Ecco, non è facile… tu hai detto di aver interpretato solo film di serie B. Ma ne hai interpretati molti, non ti è mai capitato di interpretare un film con un grande attore?

Primo piano di Cecilia: sorride, sardonica.

CECILIA

Una volta, ebbi la mia grande occasione: feci un provino per un doppio ruolo in una commedia romantica. Con la star maschile del momento. L’uomo più elegante, raffinato e gentile che avessi mai conosciuto. Mi ci vedevo, già, a calcare i tappeti rossi e a vivere in una grande villa sul mare con lui.

Cecilia ha la voce rotta per l’emozione.

JOHNNY

E cosa successe, Cecilia?

CECILIA

Andai al provino, c’erano l’attore e il regista: il “regista delle donne”, lo definivano.

La mdp stringe sul volto di Cecilia.

CECILIA

E sbagliai tutti i movimenti e le battute.

Gli occhi di Cecilia si inumidiscono.

Stacco.

EST. STRADA – POMERIGGIO

 

Siamo in periferia.

Il sole è oscurato dalle nuvole grigie.

Johnny cammina, frenetico e inquieto, per una strada su cui si affacciano case povere e sporche.

Animali randagi per strada, bambini che giocano a football o a indiani e cowboy.

Johnny resta a guardare un gruppo di questi ragazzi: ha le borse sotto gli occhi e la barba un po’ lunga.

I bambini che fanno cowboy stringono pistole di cartone e hanno accerchiato un bambino che finge di essere un indiano: un piccolo arco di plastica giace ai suoi piedi, spezzato.

I cowboy sparano contro l’indiano.

La mdp passa in rassegna i loro volti: distorti, feroci, selvaggi, bestiali.

Johnny, turbato, va via.

Stacco.

Johnny è davanti a una villetta: dal tetto mancano alcune tegole, gli scalini sono scheggiati, i vasi sfondati e nella veranda sono accumulati i più disparati oggetti: biciclette rotte, sedie di legno mangiate dalle termiti, vecchi giornali ingialliti, cibo in scatola.

Johnny osserva il disordine indifferente.

Con passo pesante, Johnny va alla porta a vetri in legno. Il vetro è spezzato a metà.

Johnny bussa piano.

Non risponde nessuno.

Johnny bussa di nuovo, un po’ più forte.

Dall’interno, si sentono dei ticchettii. E la voce di una donna.

SIGNORA ALLEN

Arrivo…

I ticchettii si avvicinano sempre più.

Johnny a sentirli resta atterrito.

La porta si apre e appare la SIGNORA ALLEN: una donna di 50 anni in vestaglia e lunghi capelli bianchi e un po’ sporchi, con profonde rughe in viso.

La signora Allen si regge a un bastone di legno.

A vedere Johnny, anche lei atterrisce visibilmente.

SIGNORA ALLEN

(cercando di restare calma)

Desidera?

Johnny, prima di rispondere, guarda oltre la signora.

L’interno della casa non riesce a scorgersi, tanto è avvolto nel buio.

Solo una porzione dello spazio è illuminata dal sole che entra per poco nella stanza: e si intuisce lordura.

JOHNNY

(esitante)

Cercavo…

La signora Allen lo guarda, interrogativa e con odio.

SIGNORA ALLEN

Sì?

JOHNNY

(c.s.)

… Cercavo Stanley. Si tratta di lavoro.

Particolare della mano della signora Welles che stringe l’impugnatura del bastone.

SIGNORA WELLES

Lo conosco quel lavoro.

JOHNNY

(c.s.)

Mi scusi?

La signora Allen stringe ancor più l’impugnatura del bastone.

SIG.RA WELLES

Non mi hai sentito?

Gli occhi della signora Allen sono iniettati di sangue.

JOHNNY

(c.s.)

Si sente bene?

Le nocche della mano della signora Welles, a causa della forza con cui la donna stringe l’impugnatura, diventano bianche.

SIGNORA ALLEN

(piatta)

No, non mi sento bene, giovanotto.

Johnny è in preda al panico.

JOHNNY

Vuole che la porti all’ospedale?

SIG.RA WELLES

(alzando la voce)

No, no, no: ci sono stata già per Stanley. No no no!

La signora Allen cerca di alzare il bastone, non riuscendoci.

SIGNORA ALLEN (CONTINUA)

(urlando)

Non voglio andarci, non voglio andarci!

Johnny si guarda attorno, in cerca di aiuto: nessuno in strada o alle finestre.

JOHNNY

Cos’è successo a Stanley?

Primo piano della signora Allen. Lacrime gli solcano il viso.

SIGNORA ALLEN

(sussultando)

S’è ucciso dissanguandosi.

Johnny si ferma, scioccato dalla rivelazione.

Stacco.

INT. BIBLIOTECA – MATTINA

 

Johnny è nella biblioteca di Los Angeles.

Il sole filtra dalla finestra, dando calore alle persone seduti agli austeri banchi che leggono i libri.

Qualche addetto sistema gli schedari e i libri sugli scaffali.

Johnny ha un paio di voluminosi faldoni sotto il braccio: sono numeri del Los Angeles Times e di altri giornali di Los Angeles. I faldoni contengono anche numeri del The Hollywood Reporter e di Variety, dagli anni ’30 in poi.

Johnny, sforzandosi per non far cadere i faldoni, siede a un tavolo.

Sul tavolo, altri giornali aperti e un blocco per appunti.

La mdp inquadra dall’alto una delle testate dei giornali e progressivamente, sempre inquadrando dall’alto, allarga il campo.

Stacco.

La mdp inquadra un addetto della biblioteca: indossa giacca e cravatta.

L’addetto va al tavolo occupato da Johnny.

Dalla finestra si intravede il tramonto.

Johnny è ancora al tavolo, e sta controllando ogni singola riga di una pagina del Los Angeles Times del 5 agosto 1962.

ADDETTO

(gentilmente)

Mi scusi…

Johnny volta la testa di scatto a guardare l’uomo.

JOHNNY

(sgarbato)

Che vuole?

L’addetto mantiene i suoi modi urbani e gentili.

ADDETTO

Mi spiace, ma stiamo per chiudere… le chiedo di andarsene, se non le spiace.

Johnny riprende a leggere.

JOHNNY

(c. s.)

Ancora un attimo, mi lasci finire di leggere questo numero.

L’addetto non si muove e guarda tutti i numerosi giornali aperti sparsi per la scrivania.

ADDETTO

(antipatico)

Deve trattarsi di una questione molto seria se ha preso una tale mole di quotidiani.

JOHNNY

(c. s., alzando la voce)

Sì, si tratta di una questione molto seria. E gradirei si facesse gli affari suoi, grazie.

Primo piano dell’addetto, risoluto.

ADDETTO

(c. s.)

Se vuole una mano, può dire a me.

Johnny non alza gli occhi dal giornale.

JOHNNY

(c. s.)

Non si disturbi, grazie.

ADDETTO

(c. s.)

Non è alcun disturbo. Può dire a me.

Johnny lo guarda, sospettoso. L’addetto risponde al suo sguardo, torvo e antipatico.

JOHNNY

Cerco notizie su Cecilia Watts, una attrice.

 

La mdp inquadra l’addetto in piano americano.

L’uomo, pensieroso, incrocia le mani dietro la schiena.

ADDETTO

Mai sentita.

Johnny lo guarda, frustrato.

ADDETTO

È sicuro che sia questo il nome?

Johnny annuisce.

JOHNNY

Ha interpretato molti film tra il 1949 e il 1964.

ADDETTO

Può dirmi qualche titolo?

JOHNNY

Possessione, Accadde di Venerdì, Notte selvaggia.

ADDETTO

Mai sentiti. Sono i titoli corretti?

 

Johnny legge, mentre l’addetto lo guarda.

ADDETTO

(antipatico)

Forse ha sbagliato nome.

Johnny continua a leggere.

ADDETTO (CONTINUA)

(c. s.)

Mi spiace ripeterglielo, ma tra poco la biblioteca chiude. Deve andare via.

Johnny continua a leggere.

ADDETTO (CONTINUA)

(c. s.)

È stato qui tutta la giornata, vada a riposarsi.

Johnny continua a leggere.

ADDETTO (CONTINUA)
(c. s.)

Domani potrà continuare a cercare questa attrice.

 

Johnny smette di leggere, di colpo.

 

JOHNNY

Sì, ha ragione: è meglio che smetta.

Tanto è inutile: Cecilia era poco più di una comparsa di lusso.

Johnny è dispiaciuto per quel che ha appena detto.

I suoi occhi si inumidiscono.

L’addetto alza le spalle e se ne va lanciandogli un’occhiataccia va via.

Johnny si pulisce le lacrime con il dorso della mano.

Stacco.

EST. CONDOMINIO DI JOHNNY – NOTTE

 

Johnny, con stanchezza, cammina per strada. Non c’è nessuno.

Il cielo è stellato e la luce splende in cielo.

Tutto il quartiere è avvolto in un dolce e tenue silenzio.

Davanti al loro condominio, Diane e Vanessa stanno riponendo un paio di borsoni nel bagagliaio di una Ford Mustang rossa del 1970: l’auto è un po’ ammaccata e molto impolverata.

Diane sistema meglio i borsoni, poi chiude il bagagliaio.

Vanessa si volta e vede Johnny.

Diane le fa cenno di salire.

Vanessa sale sul sedile del pilota, Diane su quello del passeggero.

Vanessa ingrana la prima e parte.

Stacco.

EST./INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – SERA

 

Le finestre della casa sono accese.

Johnny le guarda con preoccupazione e si precipita ad aprire la porta.

Davanti ai suoi occhi appare Kim, una sigaretta in bocca, seduta sul divano che accarezza Floppy.

Kim ha le gambe accavallate.

JOHNNY

(con violenza)

Cosa cazzo ci fai qui?

Kim non risponde.

JOHNNY (CONTINUA)

Allora, vuoi rispondermi? Mi hai fatto prendere un colpo, lo sai?

Kim smette di accarezzare Floppy.

KIM

(sarcastica)

Per così poco?

Johnny chiude sbattendo la porta.

JOHNNY

Non sono in vena per i tuoi giochetti, Kim.

Primo piano di Kim.

KIM

Nessun giochetto, Johnny.

Johnny siede accanto a lei.

KIM (CONTINUA)

(preoccupata)

Ti vedo strano, Johnny. C’è qualcosa che non va?

Johnny non risponde.

KIM (CONTINUA)

Allora, vuoi dirmi che c’è che non va?

Johnny, di nuovo, non risponde.

Kim alza le spalle.

JOHNNY

Dovresti essere tu a dirmi che hai, per essere qui.

Kim spegne la sigaretta.

KIM

Volevo vederti, parlarti.

JOHNNY

E di cosa? Mi sembra che ci fossimo detti tutto, l’altro giorno.

Kim cerca di prendere una mano di Johnny, ma lui l’allontana.

KIM

Sì, hai ragione.

JOHNNY

Allora, perché sei qui?

Kim fa per prendere una nuova sigaretta, ma si ferma.

KIM

Posso?

Johnny annuisce e Kim si accende la sigaretta.

KIM (CONTINUA)

Parto, Johnny, vado via da questa città. Non ci rivedremo mai più.

Johnny la guarda.

JOHNNY

E dove te ne andrai?

Particolare della bocca di Kim.

KIM

Sulla costa orientale… New York o Boston.

Kim si alza.

KIM (CONTINUA)

(voltandosi)

Addio, Johnny.

Kim se ne va.

Johnny si stende sul divano.

Stacco.

INT. VILLA DI CECILIA – MATTINA

 

Johnny e Cecilia sono davanti alla caldaia.

Il ragazzo è particolarmente felice, nonostante il suo aspetto appaia molto provato.

Cecilia invece indossa un elegante abito da sera nero senza spalline in raso.

JOHNNY

Ce l’ho fatta a riparare questa bastarda!

Johnny sbatte le mani, felice, e Cecilia sorride felice.

CECILIA

Grazie, Johnny. Quanto ti devo?

Figura intera di Johnny: si inchina.

JOHNNY

Nulla. È stato un onore.

CECILIA

Voglio comunque sdebitarmi.

 

Primo piano di Johnny, desideroso e sognante.

 

JOHNNY

Voglio vedere uno dei tuoi film.

Stacco.

Johnny e Cecilia passano davanti alla porta sprangata: Johnny la osserva, mentre passa.

Stacco.

 

La mdp inquadra lo schermo del cinema privato di Cecilia.

Cecilia, ora a 35 anni, esce dal costume di un elefante (la scenografia ricorda una savana).

Cecilia indossa un abito nero senza spalline in raso e dei guanti lunghi fin oltre i gomiti.

Cecilia a poco a poco comincia a ballare, sforzandosi di seguire i passi dei suoi colleghi ballerini.

CECILIA

(f. c.)

Non ho mai saputo cantare. In questo film mi fecero solo ballare.

Ma Cecilia non si limita a ballare, comincia anche a spogliarsi. Si toglie il guanto destro.

CECILIA (CONTINUA)

(c. s.)

E come vedi, non solo.

JOHNNY

(f. c.)

Ma non hai mai provato a ribellarti?

Cecilia si toglie il guanto sinistro.

CECILIA
(c. s.)

E come avrei potuto? Non ero Ingrid Bergman, non potevo dir di no alle offerte che mi facevano.

 

Cecilia balla, impacciata.

 

JOHNNY

(c. s.)

Ti capisco.

 

Primo piano di Cecilia, commossa.

CECILIA

Sei un uomo buono, Johnny.

Johnny, inquadrato, è colpito dalla sincerità delle parole di Cecilia.

CECILIA (CONTINUA)

Non ho mai conosciuto un uomo come te.

La mdp stringe su Cecilia, investita dalle immagini sullo schermo.

CECILIA (CONTINUA)

Un uomo con la tua gentilezza.

Primo piano di Johnny, commosso.

JOHNNY

E io non ho mai conosciuto una donna come te.

La mdp stringe su Johnny, sognante.

JOHNNY (CONTINUA)

Sei bellissima, Cecilia. La donna più bella che ho mai conosciuto.

La mdp inquadra brevemente Cecilia, sullo schermo, che mostra la gamba destra.

Poi torna a inquadrare Johnny.

JOHNNY (CONTINUA)

Ti amo, Cecilia. Ti amo come non ho mai amato nessun’altra.

La mdp stringe su Johnny.

JOHNNY (CONTINUA)

Ti amo dal primo momento in cui ti ho vista. Ho combattuto con me stesso per evitare la verità. E la verità bruciante e dolorosa è che ti amo.

Johnny fa per baciare Cecilia, che però, improvvisamente, evita la bocca di Johnny.

Johnny, esterrefatto, non dice nulla.

Il ragazzo si limita a guardare Cecilia.

Lo sguardo di Cecilia è infinitamente triste.

Johnny è devastato dalla tristezza di quel volto.

JULES

(f. c., duro)

Non è la donna giusta per te.

Johnny si volta.

Jules è in piedi, sulla soglia del cinema privato.

Johnny non riesce a contenere la rabbia.

 

JOHNNY

Perché? Sarei un compagno migliore di te, stronzo.

Jules incrocia le braccia e alza le spalle.

JULES

Devi credere alle mie parole. Non siete fatti per stare l’uno con l’altra.

Jules guarda Cecilia.

Johnny ringhia.

JOHNNY

Non te n’è mai fregato un cazzo di lei e adesso fai il marito geloso?

Jules resta calmo.

JULES

La mia non è gelosia.

Johnny si alza di scatto, la mandibola contratta.

JOHNNY

(urlando)

E cos’è, allora?

Johnny, senza attendere la risposta di Jules, va via.

Stacco.

INT. VILLA DI CECILIA – MATTINA

Vediamo, nella soggettiva di Cecilia, Johnny fuori dalla villa.

Johnny scalcia la polvere.

CECILIA

Mi causa infinita tristezza.

JULES

Lo immagino. Ne sono capace.

 

Johnny, muovendosi disperato, arriva all’auto, cercando le chiavi.

 

CECILIA

È un uomo così buono, non lo merita.

JULES

È vero, ma sai bene che la vita è ingiusta e costa fatica.

 

Johnny entra nell’auto, sbattendo la porta.

L’auto non parte: Johnny piange.

 

CECILIA

Avrei dovuto baciarlo.

JULES

Gli avresti causato sofferenze ancora più grandi.

Johnny accende l’auto.

JULES (CONTINUA)

È prigioniero di una dolce illusione. Crede accetterebbe la verità, se tu gliela confessassi?

La macchina di Johnny è ormai lontana.

 

Stacco.

INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – NOTTE

 

Johnny, distrutto e devastato, sta bevendo una birra: ci sono bottiglie vuote sul tavolo.

Qualcuno bussa alla porta.

Johnny va ad aprire: sulla soglia, c’è Cecilia, nell’abito nero senza spalline.

Il ragazzo, a vederlo, spalanca gli occhi, per la sorpresa e la gioia di vederla lì.

Cecilia gli dà un breve bacio sulla bocca.

CECILIA

(dolce e materna)

Sono qui, Johnny: va tutto bene.

Johnny e Cecilia si accarezzano i volti.

Cecilia gli slaccia i la camicia, mentre Johnny la spoglia.

Johnny lancia a terra la camicia, mentre Cecilia è a seno scoperto.

Particolare del seno: piccolo ed elegante.

Il capezzolo è turgido e roseo.

Johnny tocca il seno, con desiderio. Poi comincia a leccarlo.

Cecilia si mordicchia il labbro, mentre gli slaccia i pantaloni.

Johnny spoglia del tutto Cecilia: la donna non porta le mutandine. Il pube è un triangolo curato, il pelo fulvo.

Johnny bacia Cecilia, un lunghissimo bacio.

Poi, sempre baciandola, scende tra le gambe.

Cecilia si mordicchia il labbro.

Stacco.

Johnny e Cecilia sono a letto, lui sopra e lei sotto: stanno facendo l’amore.

CECILIA

(sensuale)

È bellissimo averti dentro di me, continua…

Johnny si ferma un momento, colpito da quelle parole.

CECILIA (CONTINUA)

Che fai? Non ti piaccio?

Johnny la guarda, innamorato.

JOHNNY

No, è che…

CECILIA

Non parlare, entra in me. Sono qui per questo, entra in me.

Johnny riprende a muoversi, piano e dolce.

CECILIA (CONTINUA)

(boccheggiando)

Sì, sì, sì…

Le dita di Cecilia stringono le lenzuola, mentre ascoltiamo i gemiti e i grugniti di entrambi.

Johnny lecca un capezzolo di Cecilia.

JOHNNY

Ti piace?

CECILIA

Sì, sì… solo così mi sento viva…

Cecilia si muove e Johnny segue il suo ritmo.

CECILIA

È bellissimo…

Johnny esce dal corpo di Cecilia.

Comincia a possederla da dietro, titillandole i capezzoli.

 

CECILIA (CONTINUA)

Ti vedo per quello che sei, Johnny.

Johnny si muove con più forza e le urla di Cecilia diventano più forti e animalesche.

CECILIA (CONTINUA)

Sei l’uomo della mia vita, Johnny.

Johnny porta due dita alla bocca di Cecilia, che comincia a succhiarle.

JOHNNY

(leccandole il lobo dell’orecchio destro)

Ti adoro, Cecilia. Ti amo, Cecilia.

CECILIA

Sono io che ti adoro.

Cecilia raggiunge l’orgasmo: il suo urlo è selvaggio, bestiale.

Johnny esce dal suo corpo.

La mdp inquadra la sua faccia: triste, anche qualche spasmo di piacere la contrae.

Il ragazzo prende dei fazzoletti da una scatola sul comò e si pulisce il pene.

La mdp allarga il campo: Johnny è solo in stanza. I fazzoletti gli coprono il pene.

Stacco.

 

INT. APPARTAMENTO – POMERIGGIO

 

Siamo nel signorile soggiorno di un bell’appartamento, a Downtow.

Vediamo una signora con capelli rossi, sui 60 anni, che sorseggia un tè e legge Harper’s Bazaar.

L’orologio al muro indica le 16 e 30.

Sulla porta appare Johnny.

La sua tuta e le sue mani sono appena sporchi.

JOHNNY

(monocorde)

Ho finito. Sono 20 dollari.

La donna alza la testa dal giornale.

DONNA

(perplessa)

Di già? Ci ha messo solo 10 minuti.

Johnny cerca di non aggredire la donna.

JOHNNY

Era un problema da poco.

La donna è sempre perplessa.

DONNA

Ma l’altra volta, quando l’ho chiamata, ci ha messo 3 ore per cambiare delle viti.

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

(sgarbato)

L’altra volta era l’altra volta.

La donna, impassibile, beve un po’ di tè.

DONNA

(perplessa)

Allora, adesso funziona?

Johnny, indifferente, annuisce.

La donna prende dal portafogli 20 dollari e glieli porge.

Johnny li prende e saluta.

La donna va in bagno, mentre Johnny va via.

Noi restiamo nel salotto, vuoto.

Fuori campo ascoltiamo le parole della donna.

DONNA

Ma qui è tutto sporco. Poteva pulire almeno.

Johnny apre la porta d’ingresso della casa ed esce.

Stacco.

INT. APPARTAMENTO DI JOHNNY – POMERIGGIO

 

Il telefono squilla a lungo, poi Johnny prende la cornetta.

JOHNNY

Pronto?

All’altro lato, Cecilia. La donna sussurra, dolce e calda.

CECILIA

(v. o.)

Johnny?

Johnny spalanca la bocca e non riesce a rispondere.

CECILIA (CONTINUA)

(c. s.)

Voglio vederti. Vieni.

Cecilia chiude la comunicazione. Johnny resta con la cornetta in mano, gli occhi umidi.

Stacco.

EST./INT. VILLA DI CECILIA – POMERIGGIO

 

È il tramonto, la villa di Cecilia è investita da una luce incantevole.

Johnny frena ed esce dall’auto, poi entra nella villa.

Stacco.

Tutto è uguale, nella villa.

Cecilia attende Johnny nell’atrio e noi la vediamo nella soggettiva di Johnny.

CECILIA

(con grande passione)

Sei qui, sei qui.

Stacco.

Johnny e Cecilia sono nel cinema privato. Sullo schermo, Cecilia ha 40 anni ed è in una strada buia.

I due guardano, senza dire una parola.

JULES

(f. c.)

Sei ancora qui!

Johnny si volta. Jules, furente, gli si lancia addosso e gli stringe il collo.

JULLES

(rabbioso)

Ti avevo detto che non dovevi più tornare!

Jules stringe con forza il collo.

Gli occhi dell’uomo brillano di una luce inquietante. Il collo è teso.

Johnny boccheggia.

Cecilia mette una mano sul braccio di Jules.

CECILIA

(con fermezza)

Basta, Jules. Basta.

Jules la guarda, pieno d’odio e lascia la presa.

JULES

Sei una puttana, Cecilia. Ti avevo detto di lasciarlo.

Jules va via, mentre Johnny è caduto a terra e boccheggia: a poco a poco riprende a respirare con normalità.

Cecilia è in piedi davanti allo schermo, che proietta il film: Cecilia è sullo sfondo dell’inquadratura, in un locale malfamato. La donna è sconvolta.

CECILIA

(con voce malferma)

Perdonalo, lui non riesce mai a controllarsi…

(pausa)

Jules… è un animale. Lo so bene.

Johnny si alza e va da lei. Johnny stringe le mani di Cecilia tra le sue.

JOHNNY

(calmo)

Non preoccuparti, Cecilia.

(pausa)

Non è successo nulla.

I loro volti sono molto vicini. Johnny sorride pacato, ma Cecilia lascia andare la presa delle mani di Johnny: gli dà le spalle, guardando il film sullo schermo.

JOHNNY

(f. c., d’istinto)

Lo capisco.

Cecilia si volta di nuovo, colpita dall’ammissione dell’uomo. Ma resta ancora vicino allo schermo, a qualche metro da Johnny.

Johnny si blocca, cerca le parole giuste per dire quello che pensa. Non è un momento facile per lui, apre la bocca per parlare ma non dice una parola. E non si muove.

JOHNNY

(incerto)

Non ti lascerei andare nemmeno io.

Cecilia, colpita, gli si avvicina. È commossa, ma non piange. Parla in modo sincero, ma con un po’ di dispiacere.

CECILIA

Sei un uomo buono, Johnny, il più buono che conosca. Te l’ho già detto.

Cecilia si avvicina e, una volta di fronte a Johnny, lo bacia senza indugi.

Johnny non oppone resistenza. Il bacio è breve ma di grande intensità.

CECILIA

Ti amo…

JOHNNY

Anche io.

I due si baciano di nuovo.

Questa volta Cecilia e Johnny si baciano più a lungo, e l’intensità aumenta.

Cecilia poi si allontana da Johnny e torna a guardare lo schermo.

CECILIA

L’amore…

Cecilia si volta e guarda di nuovo Johnny. Cecilia è triste, per lei ma soprattutto per Johnny.

CECILIA

Era questo di cui avevo bisogno.

Johnny non risponde. Cecilia torna da lui.

CECILIA

L’unica cosa che conta nella vita, che ci rende vivi.

JOHNNY

(incerto)

Sì…

Cecilia si spoglia e viene inquadrata in figura intera: non indossa la biancheria intima.

I seni sono piccoli, i capezzoli turgidi e rosei, mentre il pube è un triangolo curato dal pelo fulvo.

La donna emana un fascino ancor più forte ora che è nuda.

Johnny la guarda, quasi timoroso e inquieto nel vederla senza veli, pronta a fare l’amore con lui.

CECILIA

(ansimando)

Ti voglio. Voglio sentirti dentro di me.

Anche Johnny si spoglia, mentre i due riprendono a baciarsi: anche questa volta i baci sono brevi, ma intensi, pieni di un amore infinito.

Johnny tocca esitante il corpo di Cecilia, che lo guida premurosa.

Cecilia e Johnny sono ancora in piedi, investiti dalla luce dello schermo, ma si stendono poi sul pavimento.

Johnny, una volta nudo, entra nel corpo di Cecilia.

I due fanno l’amore.

Cecilia si muove sinuosa, seducente e bellissima. Johnny si muove a ritmo.

Entrambi ansimano, in preda alla passione e alla sintonia.

I due non parlano, fanno l’amore e basta.

CECILIA

È bellissimo, Johnny.

JOHNNY

(ansimando per la passione)

No, tu sei bellissima.

Cecilia sorride.

CECILIA

Quanto ti amo, Johnny… non lo puoi immaginare.

JOHNNY

Ti amo anche io, Cecilia.

CECILIA

(sovrapponendosi alla battuta di Johnny)

Con te mi sento davvero viva. Viva come non lo sono mai stata.

JOHNNY

(sovrapponendosi alla battuta di Cecilia)

Sei la donna più bella che ho mai conosciuto.

 

Cecilia si blocca e lo guarda, incerta se dire o meno qualcosa.

CECILIA

(con lentezza)

Non posso mentirti, Johnny. Mi provoca dolore dirtelo, ma devo.

Primissimo piano di Cecilia, infinitamente triste.

CECILIA (CONTINUA)

(dopo una pausa)

Sono morta.

JOHNNY

(incredulo)

Morta? Ma scherzi?

Cecilia, però, a poco a poco invecchia e si consuma: la pelle diventa grinzosa, la luce negli occhi si spegne progressivamente, i capelli si allungano e cadono.

Johnny sbianca e sgrana gli occhi.

JOHNNY

(quasi urlando)

Cristo santo…

Johnny si blocca, ritraendo le mani e uscendo dal corpo di Cecilia, che continua ad appassire. Johnny non riesce a parlare e guarda Cecilia, impotente: ormai Cecilia è un cadavere decomposto e indistinguibile.

Sullo schermo, Cecilia sta parlando con un uomo, ma prima che possa dire la sua battuta, la pellicola brucia e si accartoccia su se stessa.

Johnny urla.

Stacco.

Johnny ha un martello, è davanti alla porta sprangata.

La camicia dell’uomo è fuori dai pantaloni.

Johnny con il martello colpisce con violenza e più volte le catene e i lucchetti, fino a romperli.

Poi con il martello rompe la porta di legno.

La mdp zooma sul suo volto, devastato da una sorpresa inimmaginabile.

La mdp inquadra tre corpi in avanzato fase di scheletrizzazione: ci sono dei pezzi di carne ancora attaccati alle carcasse.

Un pezzo di viso ci permette di riconoscere Cecilia, mentre di Jules vediamo i lunghi capelli e le braccia e del Cantante la pancia deforme.

Jules, il Cantante e Cecilia sono morti da 10 anni.

Tra i corpi di Jules e Cecilia, un revolver.

La mdp zooma sulla cassa toracica di Cecilia: un buco è aperto.

Stacco.

INT. “THE ROCKY ROAD” – SERA

 

Primo piano di Dudley, sta spillando una birra, perplesso e preoccupato.

Dudley serve un cliente.

DUDLEY

(incerto)

Ecco.

Il cliente è Johnny, sconvolto.

Accanto c’è Tom, ma i due non si parlano.

Johnny beve tutto d’un fiato la pinta.

Poi sbatte il bicchiere sul tavolo.

JOHNNY

(ubriaco)

Dammene un’altra.

Dudley è disorientato.

DUDLEY

Ma è la sesta, Johnny. Che ti succede?

Primo piano di Johnny.

JOHNNY

(sussurrando)

Niente, non succede niente…

Johnny non continua perché il suo volto comincia a riempirsi di calde e copiose lacrime.

Tom, vedendo Johnny piangere, si sporge e lo abbraccia, con amicizia.

Ma Johnny è inconsolabile: sul suo volto rigato di lacrime inarrestabili lo schermo sfuma in nero.

Cominciano i titola di coda.

Arcadia Productions

ha presentato

Un film di

Cary Fukunaga

Scoprendo Cecilia

 

Una produzione di

Gennaro Saviano

per conto dell’Arcadia Productions

Soggetto e sceneggiatura di

Gennaro Saviano

Con

Nicole Kidman…Cecilia Watts

Emile Hirsch…Johnny Herod

Matthew McConaughey…Jules McAdams

Michael Madsen…Il Cantante

Sarah Gadon…Kim

Garrett Hedlund…Tom

Matthias Schoenaerts…Dudley

Chloe Sevigny…Diane

Ashley Benson…Vanessa

Musica

Bob Dylan – Can’t Help Falling in Love

Joe Cocker – With a little help from my friends

Falling in Love with Love di Grant Green

Deep Purple – Highway star

Hooray for Hollywood

Bing Crosby – As Time Goes By

Led Zeppelin – The Rain Song

Charlie Parker – Tiny’s Tempo

Fotografia

Peter Deming

Montaggio

Pietro Scalia

Casting

Carla Hool

Scenografia

Jack Fisk

Costumi

Jacqueline Durran

La produzione desidera ringraziare

Matteo Marchetti e le ragazze e i ragazzi di Cinematik

la famiglia Saviano

Davide Aicardi, Kevin Albano, Teresa Ascenzi, Alessandro Bilotta, Barbara e Marianna Capasso, Maria Rosaria Capasso, Pasquale Capasso, Dario Carraturo, Teresa e Raffaela Felicia Cerisoli, Massimo D’Aponte, Luca De Cristofaro, Angela Del Prete, Claudia Fiorentino, Nadia e Silvia Guarino, Paolo Margiotta, Michele, Francesco e Angelo Perotta, Paola Romano, Domenico Tarantino e gli amici e le amiche delle pagine Facebook Sweet Keira Knightley Italia, Mélanie Laurent – Italian Fans, Naomi Watts – Italian Fans, Zoe Saldana Italian Fans.

© 2014 Gennaro Saviano

 Questa sceneggiatura partecipa a un gioco di cinema virtuale. Non si intende sfruttare in alcun modo le persone coinvolte.

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