And tomorrow the entire world

Recensione in anteprima – Venezia 77 – In concorso – In concorso arriva un film tedesco, che vuole porre l’attenzione sulla fragile e attuale questione politica delle fazioni di estrema destra e degli scontri con gli opposti, i cosiddetti Antifa. Un’opera in cui i protagonisti sono i ragazzi, gli ideali e la ricerca di un’azione politica efficace.

La violenza genera violenza

Luisa (Mala Emde) è una studentessa al primo anno di giurisprudenza, proviene da una famiglia nobile dell’alto-borghesia tedesca, ma vive di ideali di sinistra. Tramite l’amica e compagna di studi Batte, Luisa entra a far parte di una comune, dove conosce altri ragazzi che condividono i suoi ideali. La maggior parte dei componenti sono Antifa il cui scopo è denunciare i gruppi neofascisti e neonazisti tedeschi mediante proteste pacifiche, le quali sfociano al più nel lancio di uova e torte.

Qualcosa cambia quando durante una protesta, Luisa entra in possesso del telefono di un noto esponente dell’ala fascista e, dopo essere stata aggredita dallo stesso, riesce a salvarsi grazie all’arrivo di Alfa (Noah Saavedra), un appartenente alla comune. Con la conoscenza di Alfa, la protagonista fa anche quella di Lenor (Tonio Schneider), un ragazzo particolare e riservato, ma intelligente. Il terzetto prende le distanze dal resto della comune quando decide di agire in modo violento. La vicenda è quindi abbastanza standard: troviamo gli idealisti pacifici da una parte e gli idealisti disposti a ricorrere alla violenza pur di arginare il pericolo dell’estrema destra dall’altra.

Deutschland. Dachau. Am Set von Und morgen die ganze Welt. Foto: Oliver Wolff

Ideali, amore e guerra

I personaggi hanno intenzioni e motivazioni distinte. Alfa è un ragazzo che conquista il sesso opposto, fa uso di droga ed è disposto alla violenza verso i fascisti. Luisa inizia come ragazza pacifista ma in seguito all’attacco subito alla sua prima protesta comincia il viaggio verso l’azione violenta. Lenor è il ragazzo che più difende tra i tre l’idea di protesta pacifica, ma non molla il gruppo per l’amore che prova per Alfa, mai esplicitamente dichiarato.

I tre entrano in contatto con un sessantenne ex vertice del movimento Antifa, oramai fuori dal contesto politico; questi li aiuta ma cerca anche di avvertirli circa il senso e le conseguenze delle loro azioni. Tra i vari personaggi del film che si inseriscono in questo scontro di ideali troviamo il padre di Luisa, che ci regala la frase più illuminante dell’intero film, e forse dell’intera mostra di quest’anno:

“se sei al di sotto dei trent’anni e non sei di sinistra, vuol dire che non hai cuore. Ma se hai più di trent’anni e sei ancora di sinistra, allora non hai cervello.”

Temi attuali, una realizzazione a tratti debole

Nessuno può negare l’importanza delle tematiche del film, del loro risvolto emotivo e della capacità di provocare una reazione soprattutto nei giovani. Al tempo stesso però il film gira a vuoto, alcuni passaggi sono pretenziosi e oltremodo artificiali. Lo sviluppo della vicenda non da molto respiro ad alcuni personaggi che meriterebbero un’analisi più approfondita e risolve in breve situazioni complesse.

Molte sequenze hanno una colonna sonora elettrizzante, catapultano lo spettatore in un mondo giovanile fatto di eccessi, ma cozza con il resto del film. Probabilmente un linguaggio più provocatorio, una regia più azzardata e sperimentale, avrebbero donato al film maggiore forza.

Voto: 6,2

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