Recensione in anteprima – A più di 5 anni dal bello e sottovalutato “20th Century Women” Mike Mills torna alla regia con la sua quarta opera. Questa volta presentata totalmente in bianco e nero e che riprende nuovamente le dinamiche familiari al centro della vicenda. Il rapporto tra fratelli, e, soprattutto il rapporto tra zio e nipote sono la linfa vitale di un film che cerca i suoi colori tra le mille domande di un bambino e le altrettanto incertezze degli adulti. Al cinema dal 7 aprile.

La storia

Johnny (Joaquin Phoenix) si sposta di città in città per chiedere ai giovani americani come immaginano il loro futuro. Armato dell’attrezzatura professionale del fonico, sta lavorando a questo progetto itinerante quando, a un anno dalla morte della madre, sente il bisogno di chiamare sua sorella Viv (Gaby Hoffman). Viene così a sapere che suo marito  sta male e che lei ha bisogno di raggiungerlo. Johnny si offre allora di raggiungere Los Angeles per stare con Jesse (Woody Norman), il nipotino di nove anni, finché ce ne sarà bisogno.

Storia semplice, quasi normale, facilmente riscontrabile in tante famiglie ma declinata con complicazioni e con voglia di conoscere Johnny e Jesse che sorprende lo spettatore. E’ una dinamica interessante quella che si instaura tra il solitario Johnny e l’eccentrico Jesse. Un bambino, in realtà, che si dimostra una somma di tante caratteristiche proprie di quell’età, unico e simile, controllato e incontrollabile.

Domande e risposte

Jesse è un bambino molto curioso, discretamente indipendente, un giovane uomo che cerca il suo posto nel mondo e cerca la sua strada. I suoi riferimenti, la madre e il padre, svaniscono momentaneamente e deve affrontare il rapporto con lo zio che non vede da tanto tempo. E allora le domande in lui crescono spontanee come è giusto a quell’età.

Johnny non ha tutte le risposte, anzi ne ha molte meno di un padre, di una madre e, non essendo mai stato genitore e poco presente come zio non risolve quasi nessun dubbio del bambino. Volutamente ai margini delle sue relazioni cerca di imparare da Jesse consapevole di aver ignorato troppo a lungo il suo desiderio di paternità.

“C’mon C’mon” è un film che punta sulle relazioni da costruire e riscoprire e non basta un primo incontro per capirsi, per conoscersi, per comprendersi. E’ il reale incontro quello che cercano, spesso inconsapevolmente, Jesse e Johnny. Un reale bisogno di far fronte, insieme, ai problemi della vita. Mike Mills riesce bene a trasmettere questa ricerca, passo passo, allo spettatore creando una profonda empatia con Johnny, un superlativo Joaquin Phoenix.

Crepe guarite (o no)

Johnny registra suoni e trasmette questa passione anche al nipote. Intervista bambini e ragazzi sulle aspettative del loro futuro. Una fotografia di paure e sogni per un mondo sempre più contaminato, deturpato e corrotto dagli adulti che han dimenticato tutti i loro sogni (e paure) di quando erano bambini.

Il bianco e nero scelto dal regista incornicia una sceneggiatura piena di dialoghi, spesso molto interessanti e altre volte un po’ forzati. Il film tocca il cuore dello spettatore in modo genuino anche se alcune volte crea un rapporto un po’ ricattatorio e da lacrima facile. Il viaggio dei due protagonisti non è solo tra le città ma è innanzitutto verso la risoluzione di crepe che non erano evidenti o che erano state trascurate.

C’è anche il rapporto tra fratelli da rinsaldare, e anche quello tra marito e moglie, sullo sfondo. Oltre a quello più nascosto il rapporto di Johnny con il proprio passato: la famiglia in primis ma, soprattutto la sua storia sentimentale mai dimenticata.

“Perchè non ti sei sposato?” 

questa una delle domande scomode, genuine, logiche e ingenue di Jesse a Johnny. Domande che entrano direttamente come lama nel cuore di chi ancora ama quella donna con la quale non si è realizzato il sogno di una famiglia e dell’essere padre.

Menzione speciale per l’amorevolmente petulante Woody Norman che interpreta alla perfezione un bambino sfuggente, nel suo mondo, nelle sue fantasie.

La logica e l’immaginazione dei bambini è disarmante e colpisce sempre nel segno.

Voto: 7,6

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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