Mickey on the road

Recensione in anteprima – Torino 38 – In concorso – Debutto sul grande schermo di Mian-Mian Lu, regista di Taiwan che porta sullo schermo un road movie con due amiche protagoniste. La voglia di indipendenza, di avventura e di trovarsi in un altro paese si affievolisce man mano durante lo svolgersi di un film che non aggiunge niente di nuovo a quanto già visto.

La storia

Mickey (Pao-Wen Yeh) e Gin Gin (Ya-Ling Chang) sono amiche per la pelle, sebbene i loro caratteri siano molto diversi. Mickey, cresciuta senza un padre e con una madre alcolizzata, ha un look androgino e il piglio della ribelle; Gin Gin, invece, un atteggiamento lolitesco, che esibisce in spettacoli di lap dance. Quando quest’ultima scopre di essere incinta di Jay, che si trova a Guangzhou come il padre di Mickey, le due si convincono ad andare in Cina per dare una svolta alle loro vite.

Siamo subito proiettati in una cultura asiatica che denota una certa transizione tra quella che era una tradizione molto referenziaria e una nuova cultura moderna molto più occidentale. E’ uno stridere iniziale che viene però poco cavalcato e spiegato, alla regista interessa di più focalizzarsi sulle due protagoniste e sul loro viaggio.

Un viaggio già visto

Nonostante la collocazione geografica renda nuovo il viaggio delle due protagoniste, la dinamica risulta invece già vista in diversi road movie. Questo limita un po’ tutto “Mickey on the road” che, a dispetto del titolo non si concentra solo su Mickey, personaggio molto più interessante.

Il film nelle scene in Cina mette in risalto tutte le possibili sventure a cui due persone possono andare incontro. Attraverso fraintendimenti, ingenuità e sfortune sia di Mickey sia di Gin Gin, l’eventuale comicità latita e l’interesse è solo relativo allo stupore delle due ragazze nell’intraprendere nuove amicizie.

Oltre il semplice viaggio

In realtà “Mickey on the road” vorrebbe dire molto di più e ci riesce grazie a una splendida fotografia e a delle atmosfere cinesi molto ben ricercate. Atmosfere che richiamano molto le tradizioni e che denunciano anche, con ironia, la situazione di oscurantismo cinesi in alcuni argomenti.

E’ sintesi di questo la volontà delle due ragazze di cercare il padre di Mickey attraverso Google che, in Cina è oscurato. Ma altri passaggi indicano come la Cina che loro sognavano non è quella che vivono. Le illusioni sono presto soppiantate dalla realtà dei fatti ben più dura, curata solo dalle nuove entusiasmanti esperienze che, a conti fatti, finiscono il loro effetto molto presto.

Molto bella la scena finale.

Voto: 6

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