Il Grinch (2018)

Recensione in anteprima – Nuova trasposizione dell’ormai classico personaggio del “Grinch”. Per la prima volta, la versione che approda al cinema è la versione d’animazione. Un film semplice nello svolgimento e indirizzata principalmente a un pubblico di bambini. Molto belle le ambientazioni fantasiose della città “Chissarà” e ottima la voce della versione originale di Benedict Cumberbatch (Grinch). Al cinema dal 29 novembre.

La semplicità di una storia nota

Al di sopra della città di Chissarà, dentro una grotta profonda e confortevole, vive il Grinch col suo cane Max. Verde, peloso e solitario, il Grinch odia il Natale, ne odia le assemblee di persone, lo spirito allegro e cordiale e soprattutto i canti. Per cinquantatré lunghi anni l’ha sopportato, ma ora non ce la fa più e prende una decisione radicale: ruberà il Natale ai ChiNonSo. Nottetempo, porterà loro via tutti i regali, gli addobbi, la felicità. Allora sì che smetteranno di cantare. O ancora no?

Questa semplice storia è raccontata in poco meno di un’ora e mezza e, la durata non vuol dire necessariamente superficialità nel trattare i personaggi oppure le loro relazioni. Semplicità diventa la parola d’ordine di questa nuova incarnazione de “Il Grinch”. Destinato direttamente a un pubblico di bambini il film non manca di una ceta attrattiva per i più grandi che, grazie alla semplicità, possono assaporare l’atmosfera tipica delle decine di film di e sul Natale (laico).

La storia del “Grinch” è nota, deriva dal racconto scritto da Dr.Seuss e qui si fa anche accenno significato alla sua infanzia e alla causa della sua ritrosia per il Natale. Un inserto che ricorda “La fabbrica di cioccolato” diretto da Tim  Burton.

Come Gru con la piccola Cindy-Lou Chi

Prodotto dalla Illumination Entertainment, i creatori dei “Minions” con la serie a loro dedicata e quella relativa a “Cattivissimo Me”, questo Grinch ricorda molto Gru nel suo essere arrabbiato con gli altri pur avendo una tenerezza di fondo sopita.

Cindy-Lou Chi, la bambina della cittadina Chissarà e i suoi amici, ricordano molto Margot, Edith e Agnes nella loro ricerca di gioco e di avventura. L’avventura dettata dalla semplicità d’animo della piccola protagonista e il suo gruppo funziona molto bene ed entusiasma così come la semplice e genuina interazione con il Grinch.

Sbalordire con l’animazione

“Il Grinch” è anche motivo per rallegrasi della bella grafica d’animazione creata per il film. E’ un’animazione che, in coerenza con il racconto, non si avvale di novità ma si affida al tradizionale e alla semplicità. Immagini pulite, con lo straripante bianco che la fa da padrone e con una cura del dettaglio molto precisa e produttiva.

Yarrow Cheney, Scott Mosier i due registi, son praticamente al debutto nella regia di lungometraggi animati se si eccettua la co-direzione di “Pets” da parte di Yarrow Cheney. Regia che si avvale di un buon ritmo, delle buone trovate per collegare la trama all’evoluzione del personaggio principale. Ciò che colpisce di più a livello visivo è lo straordinario movimento di macchina che vola letteralmente tra la dimora del Grinch e la città.

Un film che farà felice i più piccoli. Con la straordinaria voce, nella versione in lingua originale di Benedict Cumberbatch nella parte del Grinch.

Voto: 7

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