Me before you

Recensione in anteprima – Giffoni 2016 – Abbiamo assistito all’anteprima italiana del film nella coinvolgente cornice del Giffoni Experience con in sala Sam Claflin e le giurie dei +13, +16, +18 (età). Un film che diverte e commuove ma che non si discosta per nulla da tante altre pellicole che vedono protagonista un malato. Nei cinema dal 1° settembre.

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L’amore arriva sempre quando meno te lo aspetti. E qualche volta ti porta dove non penseresti mai di andare…Louisa “Lou” Clark vive in una tipica cittadina della campagna inglese. Non sa bene cosa fare della sua vita, ha 26 anni e passa da un lavoro all’altro per aiutare la sua famiglia. Il suo inattaccabile buonumore viene pero` messo a dura prova quando si ritrova ad affrontare una nuova sfida lavorativa. Trova infatti lavoro come assistente di Will Traynor, un giovane e ricco banchiere finito sulla sedia a rotelle per un incidente e la cui vita e` cambiata radicalmente in un attimo. Lou gli dimostrera` che la vita vale ancora la pena di essere vissuta.

Primo film visto al Giffoni Experience in assoluto non solo relativamente all’edizione del 2016. Come a Torino, come a Venezia e in generale in altri festival la visione del film con la presenza del cast in sala è particolare. Al Giffoni Experience, invitate, per questa proiezione, son state le giurie “Generator”, ovvero tutti i ragazzi dai 13 anni in su. Queste presenze hanno ampliato non poco la percezione delle scene divertenti e commoventi, sottolineate dal pubblico in sala da diversi applausi.

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Diversi applausi e la partecipazione sentita del pubblico non vuol dire necessariamente che il film sia bello ed esente da difetti, semplicemente piace e, forse piace a un certo tipo di pubblico.

Detto questo, “Me before you” si può leggere, già nel titolo, in almeno due diversi modi. Uno temporale, e cioè l’essere Will prima dell’incontro con Louisa e l’altro personale cioè l’anteporre la propria volontà a quella altrui, anche fosse una persona particolarmente importante della nostra vita.

“Io prima di te”, in un titolo italiano sicuramente meno affascinante a livello sonoro, è un film essenzialmente già visto. Ci sono tanti film prima di questo al quale la regista debuttante nei lungometraggi Tea Sharrock fa riferimento e prende spunto almeno nello sviluppo della trama e qualche caratterizzazione dei personaggi.

La sceneggiatura è scritta da Jojo Moyes, scrittrice anche dell’omonimo romanzo da cui il film è tratto. Paulina Sara detta Jojo Moyes è autrice di romanzi romantici per i quali è stata più volte premiata e tutta lo zucchero e il miele necessario in queste tipologie di film è chiamato a raccolta. Molto spesso infatti le scene sono condite con stucchevole mielosità e con uno svolgimento prevedibile e, a tratti, ruffiano nella sua ricerca della lacrima forzata.

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Il film comunque è divertente, divertente come lo è, tanto per citare un film che viene subito in mente per similitudine, il francese “Quasi amici”. Qui lo humor è tipicamente british con forzature abbastanza evidenti come per dire “parliamo di un argomento difficile e pesante ma vedi lo facciamo in modo leggero quindi non preoccuparti” e poi questo messaggio viene tradito con una serie di scene strappalacrime, ben realizzate a livello tecnico e di sceneggiatura ma tutta troppo già visto e rivisto in “Patch Adams”, in “Colpa delle stelle”, “Risvegli”, e, soprattutto “La teoria del tutto”.

Emilia Clarke sfoggia tutta la sua capacità nel recitare sulla falsariga di una “Bridget Jones” con, ironia della sorte visti i trascorsi nel piccolo schermo, dei vestiti spesso oltremodo castigati e dagli accostamenti strani e particolari. E’ buffa, impacciata, insicura, solare e contrapposta a un Will (Sam Claflin) rude, snob, introverso e rassegnato. Una buona prova per entrambi, chiamati però a svolgere un compito minimo all’interno di una sceneggiatura senza nessun rischio.

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La tematica seria di fondo, che non vi sveliamo per non andare incontro a spoiler è lodevole nella trattazione e si fa preponderante nel finale, liberatorio e pesante allo stesso tempo, anche se, difficilmente sarà condivisibile. “Me Before you” è nato per piacere soprattutto alle donne e alle donne giovani, vuoi per il protagonista maschile vuoi per una vena dichiaratamente sentimentale e la presenza della storia d’amore che richiama le atmosfere tipiche di un film che vede coinvolti un moderno “principe azzurro” (esiste persino il castello di Will) e la moderna “cenerentola” Louisa.

Voto: 6,1

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