Star Wars I: La minaccia fantasma

Recensione – A poco meno di 3 mesi dall’uscita al cinema di Star Wars VII, pubblichiamo la recensione del primo capitolo della trilogia “prequel”. Si tratta de “La minaccia fantasma”, il film dal quale la storia parte.

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Recensire Star Wars: Episodio I – La Minaccia Fantasma, non è cosa facile e non lo si può fare con eccessiva leggerezza. Tanto per cominciare va subito chiarito che ci troviamo davanti al primo capitolo in ordine cronologico della saga ma anche davanti al quarto per quanto riguarda la realizzazione, un quarto film che venne presentato nelle sale a distanza di 22 anni da quel Guerre Stellari che cambiò per sempre il modo di fare il cinema di fantascienza, e non solo quello. Ma quando Lucas decise che era giunto il momento di mostrare alle miriadi di fan della trilogia originale dove e come tutto ebbe inizio, le cose non andarono esattamente come sperato dal regista perché il risultato fu un’opera che finì per scontentare quasi tutti, in primis i vecchi spettatori che non apprezzarono questo nuovo giocattolo, più tecnologico che cinematografico, ma le cose non andarono meglio nemmeno con gli spettatori più giovani che apprezzarono il film per i suoi splendidi effetti speciali ma non per la storia e i personaggi e alla fine il successo vero arrivò, oltre che dagli incassi, dal videogioco della famosa corsa degli sgusci.

Il film parte lentamente e fatica non poco a coinvolgere lo spettatore e anche chi era alla ricerca di battaglie e duelli con effetti speciali deve attendere la seconda parte per trovare un minimo di incisività. La storia inizia con Obi-Wan Kenobi, che è ancora solo un giovane padawan, e Qui-Gon Jinn che come inviati segreti cercano di mediare per mantenere la pace nella Repubblica.

I due non riescono nella loro missione per i problemi con la Federazione dei Mercanti e finiscono sul pianeta Naboo dove la popolazione darà inizio a quella che poi si trasformerà in una vera e propria ribellione contro l’invasione della Federazione.

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Fortunatamente a questo punto La Minaccia Fantasma mette in secondo piano i problemi economici e politici e si focalizza sulla di Anakin Skywalker un bambino schiavo sul pianeta Tatoine assieme alla madre, che per puro caso incontra il maestro Qui-Gon che riconosce in lui il prescelto, l’eletto capace di portare equilibro nella Forza.

Ed è grazie alla figura del giovane Anakin gli amanti della saga tornano a prestare attenzione al film che inizia a decollare avvolgendo la platea con un’ambientazione forse con troppa computer grafica ma in ogni caso, grazie anche alle sempre splendide musiche di John Williams, in grado di coinvolgere emotivamente i fan.

Purtroppo però quello che manca è un vero e credibile antagonista, un cattivo che sappia tenere con il fiato sospeso, e la bella figura di Darth Maul si rivela alla fine molto deludente. Ma a proposito di figure deludenti ho volutamente lasciato per ultimo, cercando inutilmente di dimenticarmene, Jar Jar Binks. Forse sarebbe meglio non parlare nemmeno di questo strano e assurdo personaggio, inserito probabilmente per divertire i bambini ma che ha comunque imbarazzato la maggior parte degli spettatori che a più riprese si sono chiesti il perché di questa scelta così deleteria per il film.

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A parte Jar Jar, comunque, pur tra tante delusioni, è innegabile che i vecchi fan della serie abbiano avuto un tuffo al cuore quando, dopo 16 anni da Il Ritorno dello Jedi, sullo schermo nero è apparsa la scritta “Tanto tempo fa in una Galassia lontana, lontana….”, quindi sarò sincero, anche se Guerre Stellari è solo uno e mi si blocca in gola il solo pensiero di chiamarlo Star Wars IV – Una nuova speranza, l’emozione c’è stata e con il senno di poi e grazie al recupero di qualità avuto con il seguente Episodio II – L’attacco dei cloni e, soprattutto, con Episodio III – La vendetta dei Sith che ha saputo ricucire perfettamente questa nuova trilogia al Guerre Stellari del 1977, non me la sento di bocciare in toto La Minaccia Fantasma, diciamo chiaro però che il film non va oltre il puro intrattenimento visivo e che va considerato come l’episodio più debole e meno interessante di una saga che nel suo proseguo, per chi la inizia da qui, saprà dare il meglio.

Voto: 6

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