Ma che bella sorpresa

RecensioneQuando finisce un amore si sa, è come chiudere una porta per aprire…. un’altra porta, la propria, alla vicina di casa: la donna perfetta. Claudio Bisio, avvezzo ai remake (fotocopia) di film stranieri fin dai tempi di “Benvenuti al sud” (Giù al nord nell’originale francese), interpreta un film ispirato al brasiliano A mulher invisivel di Claudio Torres.

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Ma che bella sorpresa racconta le vicende di Guido (Claudio Bisio), romantico sognatore e professore di letteratura al liceo, la cui vita va in pezzi quando la sua fidanzata, con cui convive da anni, lo lascia per un altro uomo. Paolo (Frank Matano) – un suo ex svogliato studente diventato insegnante di educazione fisica – è il suo migliore amico e farà di tutto per aiutarlo ad uscire dalla crisi. Per questo convocherà a Napoli i milanesissimi genitori di lui, interpretati dall’inedita e fulminante coppia Renato Pozzetto – OrnellaVanoni. La vita di Guido sembra tornare a sorridere grazie all’incontro con Silvia (Chiara Baschetti), sua nuova vicina di casa. Silvia non è solo bellissima, ma si intende di sport, tifa per la sua stessa squadra, ama girare per casa in lingerie e apprezza tutti i piccoli romantici gesti che Guido ama fare: passeggiate in bicicletta, mazzi di fiori, tramonti… insomma, la donna perfetta! Ma la donna perfetta esiste? Con questo interrogativo dovranno fare i conti i nostri protagonisti, compresa la bella Giada (Valentina Lodovini), vicina di casa romantica e innamorata segretamente di Guido.

ma-che-bella-sorpresa-2Quando finisce l’amore tra due persone lo fa in modo quasi mai pacifico, e, sentendoci sinceri fino in fondo non è tanto chi lascia che ci sta male visto che molto spesso ha già un nuovo porto quiete che lo attende, ma, piuttosto, è il lasciato (o lasciata) che inizia un calvario, una via crucis, una discesa agli inferi, insomma ci sta effettivamente male per un bel po’ di tempo.

Il regista Genovesi cerca di focalizzare l’attenzione su questa fase e lo fa prendendo a prestito quell’idea brasiliana del film “A mulher invisivel” (La donna invisibile, divenuta anche una serie tv) e la cala nella realtà partenopea. Una città di Napoli protagonista aggiunta con le immagini ben fotografate di vita quotidiana dei vicoli, del mercato, della stazione, della scuola. Un’operazione riuscita perché la commedia funziona bene nonostante i prevedibili equivoci generati da una ragazza immaginaria visibile solo al protagonista.

ma_che_bella_sorpresa_3Nonostante qualche passaggio un po’ noioso e alcune situazioni che si avvitano su sè stesse, il film diverte, fa sorridere in più punti pur non avendo una solidissima sceneggiatura. Prendendo a prestito ingredienti di uno degli ambienti più presenti nella scenografia possiamo dire che: lo zucchero c’è, ma, fortunatamente non è troppo da rendere la vicenda troppo smielata. Il peperoncino purtroppo sembra messo un po’ lì a caso con situazioni piccanti che lasciano un po’ il tempo che trovano e imbarazzano lo spettatore quanto Guido. Il sale è presente ma le situazioni divertenti, alla fine son un po’ poche, insipide, probabilmente con qualche misurata scena divertente in più il film avrebbe reso al meglio. Il pepe in questo film viene messo dalla coppia Ornella Vanoni Renato Pozzetto, vera sorpresa positiva di tutto l’intero film e che ne giustifica il titolo: un’interpretazione misurata, cinica, perfetta, tenera, divertente con personaggi cuciti non addosso ma letteralmente sulla pelle. Senza timore dell’età, anzi riaffermandola fiera in uno scambio di battute.

Se Claudio Bisio si difende bene con quella sua recitazione più teatrale, da palcoscenico che cinematografica, la sorpresa negativa arriva da Frank Matano perennemente alla ricerca di ricalcare le gesta di Alessandro Siani non riuscendoci quasi mai vestendo anche delle improbabili (e non divertenti) divise ginniche. Un’altra sorpresa negativa è data da Chiara Baschetti. Di una bellezza sempre più disarmante di scena in scena, il film non solo migliora ed è più divertente quando lei non c’è ma anche quando lei sta zitta piuttosto che parlare. Più brava, molto più brava Valentina Lodovini capace di far innamorare lo spettatore non solo grazie alla sua genuina bellezza ma anche grazie al suo recitare spontaneo e sincero.

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Il regista Genovesi dopo Soap Opera, che, a chi scrive è piaciuto abbastanza, torna al cinema con un’altra commedia di taglio teatrale scandita dal ritmo di alcune delle migliori canzoni napoletane che l’infinita tradizione musicale partenopea ha regalato al mondo intero. Anche se il termine non è amato dagli addetti ai lavori, la commedia è nel complesso carina, senza pretese e al di sopra della media delle commedie italiane.

Adesso scusate, debbo interrompere la recensione, hanno suonato alla porta e io ho già in mano lo zucchero.

Voto: 6,2

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Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.
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4 Comments

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  1. sicuramente lo vedrò ma in versione casalinga

  2. Un film con la Vanoni non lo perdo di sicuro 😛 , peccato ci sia anche Matano che non sopporto.
    A parte tutto, cmq, è uno di quei film che per una visione serale casalinga sembrano fatti apposta.

  3. finalmente ho capito chi è il Matano giudice di Italians got talent (su Sky) che è giudice guardacaso con Bisio.
    Come per Pap, visione casalinga.

  4. evito del tutto.

Commenti

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