Mary Shelley

Recensione in anteprima – Torino 2017 – Secondo lungometraggio per la prima regista dell’Arabia Saudita Haifaa al-Mansour. E’ nuovamente la donna al centro dell’attenzione, con tutto il suo carico di rivendicazioni e libertà in un’epoca avara di aperture al sesso femminile in certi ambiti professionali. Il film sulla figura della scrittrice Mary Shelley sarà nelle nostre sale dal 29 agosto.

Mary (Elle Fanning), figlia di un’antesignana del femminismo e di un filosofo, cresce in bellezza e cultura. Appassionata di letteratura gotica e di fantasmi, si rifugia spesso in un cimitero e sogna di scrivere un giorno il suo romanzo. Durante un soggiorno in campagna incontra Percy Shelley (Douglas Booth), poeta inquieto che la seduce e innamora perdutamente. Sposato con prole, Percy nasconde a Mary la verità. Svelata l’omissione, Mary deve scegliere se vivere o negarsi quell’amore. Il desiderio ha il sopravvento e i due amanti fuggono insieme, trascinandosi dietro la sorella minore di Mary. Tra i tre nasce un singolare ménage che conosce alti e bassi, miseria e nobiltà. Quella predicata ma mai applicata da Lord Byron, celebre e vanesio drammaturgo che li sfida sulla pagina e nella vita. Mary accetta e scrive “Frankenstein”, vincendo con la sfida l’eternità.

Mary Shelley, la scrittrice

Presentato al Torino Film Festival del 2017, il film è uscito già a fine maggio nelle sale americane per essere subito, dopo nemmeno una settimana, reso disponibile On Demand nel web statunitense. Dopo oltre tre mesi il film arriva nelle sale italiane. Questo lento e limitato approccio alle sale fanno già capire che non siamo di fronte a un capolavoro.

Non è certo difficile immaginare un film su una delle scrittrici dalla vita più tormentata che siano mai esistite. Mary Shelley, che i più conoscono come l’autrice del “Frenkestein”, è stata anche pioniera nell’attività di scrittrice da parte delle donne in un’epoca in cui certi lavori o certe arti erano appannaggio solo e unicamente degli uomini.

Il romanzo più famoso è stato scritto da Mary Shelley nel 1818, a soli 21 anni, inoltre l’autrice ha continuato a scrivere e curare anche le edizioni di poesie del marito. Il film si concentra sulla vita attorno a quei primi anni della prima parte del diciannovesimo secolo. Mary, poco più che adolescente incontra quel'”amore immortale” che è stato aggiunto  al titolo italiano.

Mary e il film

Il sottotitolo italiano forse, coglie nel segno il principale difetto di questo film. Un pellicola che si spinge troppo sulla vicenda amorosa di Mary e Percy. E’ indubbio che la vicenda abbia avuto la sua importanza anche perché apre un altro motivo di “scandalo” per quei tempi e cioè la relazione tra i due dove Percy è un uomo sposato e con figli. Siamo sempre nella prima metà del diciannovesimo secolo, in pratica più di 200 anni fa.

“Mary Shelley” in effetti è molto di più che una storia d’amore tra una donna poco più che adolescente e un affermato poeta sposato del tempo. E’ la dinamica con il padre e i suoi pensieri che ne determinano una prima parte molto vibrante mentre nella seconda Mary si confronta non solo con il marito ma anche con i “colleghi” del tempo prima e dopo la rivelazione di chi realmente ha scritto quel romanzo gotico che cambierà anche la letteratura del genere.

La brava e bella Elle Fanning in realtà, in tutta onestà, non è totalmente a proprio agio nella Mary che vorrebbe descrivere la regista. Molto più vera e realistica nelle scene di romanticismo e di tardo adolescente qual è, si fa un po’  desiderare quando si tratta di confrontarsi con argomenti un po’ più da “donna”. Nulla che infici però il buon fruire del film che si lascia vedere ma che non rimarrà memorabile o verrà ricordato a lungo.

Voto: 5,8

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