Il pianeta delle scimmie

Nonostante il film si differenzi molto dal libro, ne conserva lo spirito pessimista e di forte condanna verso l’umanità accentuandone ulteriormente il clima con sospetti, scontri e una vera e propria caccia all’uomo per lo sterminio di una razza che le scimmie considerano inferiore. Siamo oltre 2000 anni da quel 1972 che è il punto di partenza della navicella di Taylor e compagni, in un viaggio che più che nello spazio è stato effettuato nel tempo, in un film per certi versi distopico e che ridimensiona l’importanza della civiltà umana vecchia di solo qualche millennio all’interno della storia del mondo che abbraccia invece miliardi di anni.

I dialoghi non sono tra i migliori mai scritti e non sempre veicolano un messaggio semplice quanto mai attuale ai giorni nostri: la pericolosità dell’uomo nell’autodistruggersi e nel distruggere la vita altrui, umana o animale che sia.

“Guardati dalla bestia-uomo, poiché egli è l’artiglio del demonio. Egli è il solo fra i primati di Dio che uccida per passatempo, o lussuria, o avidità. Sì, egli uccide il suo fratello per possedere la terra del suo fratello. Non permettere che egli si moltiplichi, perché egli farà il deserto della sua casa e della tua. Sfuggilo, ricaccialo nella sua tana nella foresta, perché egli è il messaggero della morte.”

Il successo del film ha creato ben altri 4 sequel, in pratica uno all’anno con diversi protagonisti e di diversa fortuna e successo. Il più importante rimane questo primo capitolo. C’è poi un remake diretto da Tim Burton nel 2001, cifra che ritorna e che, nuovamente non porta fortuna alla saga per un rifacimento del talentuoso regista non del tutto apprezzato.

Ben più fortuna ha invece la trilogia di questi ultimi anni, partita nel 2011 con la genesi della mutazione che porterà le scimmie a dominare il mondo e che, quindi costituisce una vera e propria trilogia prequel di questo film del 1968 e che va a spiegare cosa è successo negli anni di assenza di Taylor e compagni dalla terra durante il loro viaggio.

In ultimo una curiosità, Charlton Heston risultava essere uno degli attori più in voga in quegli anni, nel 1968 aveva già vinto il suo Oscar come miglior attore protagonista per “Ben-Hur” nel 1960 e lo stesso attore, benché nemmeno accreditato riceve nel 2001 il Razzie Award come peggior attore non protagonista proprio per il remake de “Il pianeta delle scimmie”, dove, tra l’altro appare quella che è stata la splendida compagna di questo film, Nova, interpretata dalla bella modella di origine tedesca Linda Harrison, che non proferisce parola né in questo né nel secondo capitolo.

Un film che nonostante tutto (non da ultimo l’errore nel tramonto sbagliato sul mare) si conserva bene e che, lascia pensare, e molto.

Voto: 7,8

“Oh, Dio mio… Sono a casa… Sono a casa. L’astronave… È ricaduta sulla Terra sconvolta dalle esplosioni atomiche. Voi, Uomini… L’avete distrutta! Maledetti, maledetti per l’eternità! Tutti!”

Il trailer originale:

Commenti