L’amore secondo Isabelle

Recensione in anteprima – Il ritratto emozionante di una donna matura, madre divorziata che cerca il vero amore in tutti gli uomini che incontra nella sua vita. La fotografia sincera e diretta dei sentimenti contrastanti di Isabelle: dalla speranza all’attesa fino alla sofferenza raffigurati in questa fresca commedia francese con Juliette Binoche, Valeria Bruni-Tedeschi e Gérard Depardieu. Nelle sale italiane dal 19 aprile 2018.

Nella Parigi di oggi, Isabelle (Juliette Binoche – Premio Oscar alla Miglior Attrice Non Protagonista per “Il Paziente Inglese” nel 1997) è un’affascinante donna francese sui 50 anni, madre di una giovane ragazza e donna divorziata. È una persona intensa, profonda e in contemporanea anche delicata, è estremamente vera e sincera, è piena di dolore e sofferenza ma anche forte perché non ha paura di mostrare le sue debolezza. Esprime i suoi sentimenti ed emozioni con le parole ma ancora di più con lo sguardo, ma soprattutto è una donna che vive la vita, mostra la sua anima senza paura o vergogna e non perde mai la speranza nel rincorrere un amore vero nonostante le delusioni.

Isabelle ricerca delle certezze e la felicità in tutti gli uomini che si susseguono nelle sue giornate; ognuno di loro è un tassello fondamentale che le lascia qualcosa diverso. C’è l’insistente banchiere (Xavier Beauvois) che vuole tenerla come sua amante, senza però lasciare la moglie, a cui alterna delle uscite con un indeciso e confuso giovane attore (Nicolas Duvauchelle) verso cui Isabelle prova un forte affetto ma che non si rivelerà ciò che lei desiderava.

Alcune mattine in pescheria incontra il bizzarro Mathieu (Philippe Katerine) con cui scambia qualche parola e poi c’è l’ex marito François (Laurent Grevill), un uomo che Isabelle non riconosce più. Isabelle è stanca e decide di partire per la campagna dove incontra una sera Sylvain (Paul Blain), una persona diversa dai colleghi e dal solito circolo ma poi parla con Fabrice (Bruno Podalydès) un uomo che le dice di sapere cosa di cui lei ha bisogno e che le fa venire dei dubbi.

Di ritorno a Parigi incontra l’affascinante Marc (Alex Descas) che le dà una piccola speranza che però si spegne in fretta e infine c’è l’indovino (Gérard Depardieu) che in un lungo monologo finale dà a Isabelle un parere personale, una strada da seguire, un consiglio che le riaccende una luce nei suoi occhi. Sono presenti solo due donne nella vita di Isabelle, oltre alla figlia – che si vede unicamente in una veloce sequenza -, ma risultano un elemento importante nelle sue giornate perché l’ascoltano e le danno supporto: la gallerista Maxime (Josiane Balasko) e l’amica che incontra al bar (Sandrine Dumas).

“Frammenti” di Isabelle

Un Beau Soleil Interièur’ – titolo originale – è un film diretto da Claire Denis scritto insieme a Christine Angot. La regista ha spiegato in un intervista di aver avuto ispirazione per questo film dai ‘Frammenti’ di Roland Barthes, libro in cui ha trovato la parola chiave- il concetto di base del suo lavoro: la parola ‘Agony’ cioè Agonia intensa come “un’elegante sofferenza/ pena d’amore”.

Da qui l’incipit del film in cui, nella mente della regista, Juliette Binoche era perfetta esteticamente e dal punto di vista attoriale per incarnare questo tipo di donna in agonia. La pellicola è prodotto da Olivier Delbosc in co-produzione con FD Production/ Ad Vitam/ Versus Production con la partecipazione di OCS – Le Centre National du Cinéma et de l’image Animée – in associazione con Films Distribution. La distribuzione italiana è curata da Cinema srl.

Tutta la pellicola presenta un ritmo lento, riprese, primi piani e dialoghi molto lunghi – quasi interminabili – le musiche sono poche o praticamente assenti – e per questo si presenta come un film asciutto e scarno ma proprio per questo motivo così meravigliosamente reale, vero e sincero. Parigi fa da contorno alla storia, con le sue strade, i suoi taxi, i suoi cafè e la Tour Eiffel sullo sfondo, caratterizza ancora di più la storia in cui i personaggi diventano parte integrante dell’ambientazione stessa – le splendide fotografie sono curate da Agnès Godard –AFC.

Fra tutti i personaggi spicca indubbiamente la Binoche – per questo personaggio ha ottenuto la Nomination a Miglior Attrice ai César, EFA e Prix Lumières – attrice pluripremiata che da 30 anni ci ha abituati a personaggi complessi e profondi e che anche in questo lavoro ci mostra un ritratto perfetto di una persona che segue il suo istinto e che vive pienamente le sue emozioni così come molte donne. Da segnalare anche un’intensa Valeria Bruni-Tedeschi – bellissime interpretazioni in ‘La Pazza Gioia’ e ‘Il Capitale Umano’ – che però si vede soltanto in un fugace primo piano in una sequenza finale in cui parla in auto con Depardieu.

È un film che ami o che non ami: il suo essere così lento e lungo, così diretto e sincero piace o non piace. Tuttavia, ci ricorda una cosa molto importante: non dobbiamo mai perdere la speranza di cercare il nostro ‘beau soleil intèrieur’.

Voto 8.3

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