Cannes 2017: “Loveless”, “Wonderstruck”, “Sicilian Ghost Story”

Cannes 2017 – Tre recensioni dei film di questi primi giorni del Festival di Cannes. Ringraziamo Movieplayer per la gentile concessione. Buona lettura.

Loveless di Andrey Zvyagintsev (recensione di Luca Liguori su Movieplayer.it)

Tre anni fa il regista russo Andrey Zvyagintsev conquistava ancora una volta il plauso della critica presente a Cannes con il magistrale Leviathan, un film ambizioso e imponente che raccontava un intero paese con rara lucidità. Con questo Loveless, nuovamente in concorso per la Palma d’oro, sembra preferire in apparenza una storia più intima, una storia drammaticamente realistica e sincera in cui due genitori sull’orlo del divorzio sono troppo presi dai loro litigi sempre più feroci e dai loro nuovi interessi amorosi per accorgersi di quanto il loro comportamento stia facendo male al loro figlio dodicenne.

(continua)

Wonderstruck di Todd Haynes (recensione di Valentina Ariete su Movieplayer.it)

La matita su un foglio bianco, la colla che lascia le mani appiccicose quando si sfoglia un quaderno di ritagli di giornale, il mistero di polaroid sbiadite che catturano istanti di vita quotidiana, l’irregolarità di un modello di New York che nasconde più segreti di quanto non si pensi: una storia è fatta di piccoli dettagli che evocano ricordi, emozioni, sensazioni, che, uniti l’uno con l’altro, compongono un viaggio, come un segno di pennarello su una mappa geografica.

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Sicilian Ghost Story di Fabio Grassadonia, Antonio Piazza (recensione di Antonio Cuomo su Movieplayer.it)

La realtà può essere raccontata in tanti modi diversi. Si può rappresentare con la concretezza che offre un approccio documentaristico o ricostruire con gli strumenti del cinema di finzione, ri-raccontando i fatti in versione romanzata. Oppure, ancora, si può far ricordo all’immaginazione, immergendosi nell’allegoria e nel simbolismo, per evocare i drammi della nostra realtà e riproporli in modo creativo. Un approccio, quest’ultimo, che richiede una spinta autoriale maggiore, un punto di vista forte, una capacità di filtrare il mondo in cui viviamo attraverso le proprie lenti ed il proprio stile.

(continua)

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