Enter Night (CK)

Enter Night (Sunset Boulevard Films), 201410qcd3o

Regia: Ron Howard

Cast: Michael Pitt, Jesse Piemons, Greg Kinnear, Dane Dehaan, Skandar Keynes, Joseph Gordon-Levitt, Emory cohen, Jason Momoa, Emilia Clarcke, Domhaal Gleeson, Adelaide Clemens, Iwan Rheon, Sam Witwer, Sebastian Stan, Taylor Kitsh, John Mayer, Eric Stoltz, Luke Grimes, Melissa Joan Hart, Keeley Hazell, Jackson Brundage, Raymond Ochoa,Zach Roerig, Lauren Graham

Agnese ci aveva già provato ai suoi esordi, ma il progetto fallì perchè probabilmente non ancora abbastanza matura per poter fare un biopic di questa portata. Oggi ci riprova e a dispetto dei (miei) dubbi iniziali, riesce a portare a casa un risultato dignitoso, essendo stata in grado di far appassionare ai Metallica un completo disinteressato al genere, come me.

Dopo un iniziale scorcio fugace di quella che sarà l’ultima scena, facciamo un balzo nel passato andando a scoprire i primordi di questa band fatta da un gruppo di ragazzi come tanti, di quelli che suonano nei garage e che sperano di sfondare un giorno o l’altro. Assistiamo in particolar modo ai rapporti interpersonali tra i quattro componenti e si nota che era proprio questo lo scopo della sceneggiatrice, ossia farci capire chi erano le persone dietro quel nome che magari in molti associano solo al metal, mentre in realtà hanno ovviamente il loro lato umano, i loro problemi, le loro paure.

La paura che avevo all’inizio era quella di dover vedere un film che fosse un collage di eventi cronologici, senza il senso della misura. Questa paura è stata per la maggior parte confutata, ma non del tutto. Se infatti la prima parte risulta avvicinente e interessante perchè assistiamo al formarsi della band coi loro primi successi e sventure, nella seconda parte ho notato un calo del ritmo e anche dell’interesse da parte mia, forse perchè da quel punto in poi la storia diventa un po’ prevedibile, con il percorso che compiono un po’ tutte le band famose del mondo, cioè la crisi di idee, i dubbi sul continuare o meno, ecc.
E’ come se avessi avuto l’impressione che la sceneggiatrice a un certo punto si fosse posta la domanda: “ma dove dobbiamo andare a parare? Cos’è che voglio trasmettere a questo punto?”. Perchè mi sembra chiaro che ad Agnese premeva di più raccontare la parte iniziale della storia, fino alla morte di Cliff, mentre la seconda è come se l’avesse scritta perchè obbligata in qualche modo a finire il film, per dare un senso di compiutezza alla storia. Non so se sia realmente così, me lo dirà lei, questo però è la sensazione che ho avuto io leggendo.

La regia di Howard la trovo azzeccata da tutti i punti di vista. Così come il cast che mi è parso perfetto. Riguardo le musiche, mi sarei aspettato di sentirne di più dei Metallica, ma forse ha fatto bene Agnese a variare perchè altrimenti sarebbe stato troppo banale.

Voto: 74

Siamo davanti finalmente a un’opera matura di Agnese, senza dubbio il suo miglior film, quello che tutti noi aspettavamo da un po’. Ha dimostrato di essere in grado di barcamenarsi anche in presenza di storie molto complesse e di avere quindi le carte in regola per poter competere con gli altri ad alti livelli. Questo film ha avuto la capacità di farmi appassionare alla storia di questo gruppo e mi ha spinto ad andarmi ad ascoltare le loro canzoni dopo il film (e penso che di questo Agnese sarà fiera). Secondo i miei gusti avrebbe giovato una parte finale diversa, meno pilotata, più coraggiosa o sicura di sè o comunque più convinta del punto di arrivo, che è sembrato un po’ sfocato. Ma va benissimo anche così.

 

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