L’uomo che odiava Sherlock Holmes (CK)

L’uomo che odiava Sherlock Holmes
Produzione: Nuno Productions
Genere: Thriller
Regia: James McTeigue
Cast: Cillian Murphy , Stuart Townsend, Jodie Whittaker, Rupert Graves, Dougray Scott, Stephen Fry, Ciaran Hinds, Felicity Jones, Geraldine Somerville, Richard Roxburgh, Olivia Hallinan, Famke Janssen, Timothy Spall, Pam Ferris, Oliver Jackson-Cohen, Sam Hazeldine, Jason Flemyng, Eric Idle,James Purefoy,Simon Pegg,Michael Gambon,Emily Watson,Ian White,Kevin Mc Nally,Jessica Hynes,Tim Curry,Solofa Fatu,Richard Elfyn,Michelle Dockery,Tom Goodman-Hill,Scarlett Byrne.

A New York, durante un congresso di Sherlockiani, viene trovato morto il decano degli studi su Conan Doyle, che aveva appena annunciato il clamoroso ritrovamento dei diari perduti dello scrittore. Toccherà al giovane Harold indagare sull’omicidio e sulla scomparsa dei diari. Riportando alla luce un’altra indagine che un secolo prima aveva coinvolto Sir Conan Doyle e il fedele amico Bram Stoker.

Link al film

Dopo un periodo di lontananza, Nuno torna a Ck in veste di produttore con L’uomo che odiava Sherlock Holmes, un progetto leggero che però si avvale di un soggetto solido e accattivante.
Il film racconta due storie parallele che hanno come comun denominatore Sherlock Holmes, o meglio Conan Doyle. Da una parte il protagonista è proprio il celebre scrittore che dopo aver “ucciso” il tanto amato quanto odiato Holmes, si trova a dover indagare su un serial killer; mentre dall’altra parte c’è Harold, uno sherlockiano, alle prese con un omicidio legato al mistero del leggendario diario di Conan Doyle.
E’ un film quindi che si basa principalmente sulle indagini e sulla risoluzione dei vari misteri, con l’introspezione psicologica dei personaggi ridotta al minimo (o quasi), ma anche con qualche interessante spunto offerto dalle numerose conversazioni fra Doyle e Stoker.
La prima parte è effettivamente un po’ lenta e le varie indagini sembrano non essere particolarmente accattivanti, poi da quando Harold suppone che Cale in realtà non abbia ritrovano alcun diario (primo riuscito twist), il ritmo si impenna e tra un colpo di scena e l’altro si giunge piacevolmente ai titoli di coda.
A volte, come hanno fatto notare gli altri, sembra che le deduzioni di Doyle e Harold siano quasi magiche e i due arrivino alle conclusioni più giuste in modi troppo facili. In particolare per quanto riguarda la vicenda di Bobby. Non ho capito come Doyle sia arrivato con tanta sicurezza a capire che era lui l’assassino e poi sembra quasi che manchi una scena quando i due si incontrano. Si siedono per parlare ma non sappiamo cosa si dicono (Bobby aveva capito che Doyle era sulle sue tracce? E perché non lo ferma in quell’occasione?). Insomma, il passaggio e quindi la soluzione del mistero è un po’ confusa e troppo facile per la verità, ma per fortuna il film conserva fin dall’inizio uno spirito molto leggero oltre che ironico e ciò lo aiuta a uscirne bene anche da passaggi un po’ troppo forzati e poco credibili come quello appena descritto.
Molto divertenti gli scambi di battute tra Doyle e il suo Watson, ovvero Stoker, e altrettanto interessanti i loro discorsi sul controverso rapporto tra scrittore/creatore e personaggio, sul fatto che a sopravvivere nei secoli saranno proprio le loro creazioni, i frutti della loro fantasia.
Ho apprezzato il finale, quando Harold distrugge il diario in onore della memoria di Doyle, perché rimanga inalterata e non venga sporcata dal quel tragico incidente. Tra l’altro Doyle viene anche ben reso, con il suo insopportabile rigidissimo conservatorismo che me lo ha reso “simpaticamente” antipatico.
James McTeigue mi sembra perfetto per dirigere una pellicola di questo tipo, soprattutto dopo aver visto il lavoro fatto con The Raven. Una regia pulita e asciutta, per un prodotto di intrattenimento destinato ai grandi incassi. Molto ben assemblato il cast, che ad accezione di Murphy, non fa uso nomi stratosferici e mi sembra una scelta in linea con la tipologia di film. Comunque ho apprezzato molto sia Townsend che Murphy nel ruolo del nerd impacciato.
Le musiche invece non mi hanno convinto, a parte qualche rara eccezione non le ho trovate molto adatte alle scene che accompagnavano.
Molto bello e curato il sito, che oltre alle informazioni di rito contiene anche interessanti curiosità sul film e sul personaggio di Doyle. Siti così meticolosamente curati sono ormai una rarità. Mi è piaciuta la locandina, sia per l’immagine usata, che per il lettering che ricicla in modo intelligente quelle del film di Guy Ritchie.
In conclusione quindi L’uomo che odiava Sherlock Holmes è un piacevolissimo film d’intrattenimento in cui le indagini e i misteri la fanno da padroni e vi è una gradevole leggerezza di fondo data anche dai numerosi inserti quasi da commedia (il travestimento di Doyle e Stoker su tutti). Peccato per l’eccessiva lunghezza (data da un ritmo tropo lento e rarefatto nella prima parte) e per qualche semplificazione e forzatura di troppo nelle indagini (che nel caso dell’episodio di Bobby è un po’ troppo evidente). A parte ciò, rimane comunque un film gradevole in grado di restituire un affascinante ritratto di Doyle e del suo travagliato rapporto con la sua più celebre creatura. (Hermetico)

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