Ghostbusters (2016)

Recensione in anteprima – E finalmente è arrivato il tanto discusso remake/reboot al femminile di un grande film cult degli anni ’80. Vituperato, osteggiato e guardato con grande diffidenza il film di Paul Feig però regge e diverte pur perdendo, ovviamente, il confronto con l’originale. In sala dal 28 luglio.
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Abby Yates (Melissa McCarthy) ed Erin Gilbert (Kristen Wiig) sono una coppia di scrittrici semi sconosciute che decidono di pubblicare un libro sui fantasmi. La loro tesi consiste nell’affermare che questi sono assolutamente reali. Tempo dopo Erin ottiene un prestigioso incarico come docente della Columbia University. Quando il libro sugli spettri, ormai dimenticato, ricompare, diventerà lo zimbello della facoltà e sarà costretta a lasciare il lavoro. La sua credibilità è persa ed Erin decide a quel punto di riunirsi ad Abby aprendo una ditta di acchiappafantasmi, con l’aiuto dell’ingegnere nucleare Jillian Holtzmann (Kate McKinnon) e della funzionaria della metropolitana, nonché esperta della città e dei suoi sotterranei Patty Tolan (Leslie Jones). la scelta si rivela vincente: Manhattan è invasa da una nuova ondata di spettri e non ci sarà altro da fare per il team che dar loro la caccia.

Diciamoci la verità: sono stati tutti piuttosto spietati nei confronti di questo film. Io ad essere così cattiva non ci riesco, quindi non odiatemi se non mi ci scaglio contro, ma soprattutto se vi aspettate un freddo elenco di difetti non siete nel posto giusto.

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Anzitutto vorrei fare una premessa: Quando si valuta un reboot, non bisognerebbe fare troppo riferimento al film originale. Il problema è che questo nuovo Ghostbusters ci obbliga a farlo. Ci ricorda continuamente, in maniera un po’ nostalgica, i capitoli precedenti con i continui cameo degli interpreti storici, molto ben distribuiti all’interno della pellicola e con situazioni molto, troppo simili a quelle del film di Reitman. Il risultato è un grande déjà vu, ma tutto sommato un film che sta in piedi da solo. Barcollando ma ci sta.

Barcolla perché ci sono troppi preamboli e poca azione e quando si arriva alla fine, viene un po’ da chiedersi: “tutto qui?”; perché la colonna sonora non sarebbe niente di speciale, se non includesse il famosissimo tema principale; perché gli manca quel realismo che nel film precedente era stato tale, da farci quasi credere nei fantasmi.

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Difetti di sceneggiatura a parte, il cast funziona abbastanza bene. Melissa McCarthy non scade nel volgare come suo solito e Chris Hemsworth è un perfetto segretario belloccio ed estremamente stupido. Le gag sono divertenti, ma sono anche tante, forse troppe, quindi il ritmo subisce continui rallentamenti ed è per questo che viene meno il realismo sopracitato.

Il mio consiglio quindi è: andate al cinema se siete fan, perché nonostante tutto l’odio e tutte le critiche, sotto sotto sarete curiosi di vedere cosa hanno combinato Paul Feig e compari; andate se non lo siete, perché il film è “vendibile separatamente” e magari, chissà, vi farà venire voglia di tornare indietro a rispolverare i vecchi (cosa buona e giusta). Andateci per giocare a prevedere la prossima citazione, il prossimo cameo, (cosa che io, da fan, sinceramente mi sono divertita a fare) Andate si, ma senza aspettarvi un capolavoro.

Voto: 6,5

Ghostbuster (1984)

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