Ghostbusters – acchiappafantasmi

A 30 anni di distanza ritorna nei cinema il film culto sugli acchiappafantasmi. Ray, Egon e Peter con l’aiuto di Winston devono liberare New York dai fantasmi e ci riusciranno anche questa volta. “Who you gonna call? Ghostbusters!”

ghostbusters

Per chi, come me, nel 1984 era troppo piccolo per andare al cinema per vedere un film di questo genere, ritrovarlo a 30 anni di distanza sempre al cinema per festeggiarne il compleanno è sicuramente un’emozione data soprattutto dalla qualità e dall’importanza quasi storica del film stesso nel panorama cinematografico mondiale.

La trama stranota a molti per i diversi passaggi in tv che il film ha ottenuto parla di tre scienziati con un’idea (per loro) geniale: fondare una società dedita al recupero dei fantasmi che sembra vaghino per la città. Non manca la diffidenza di alcuni cittadini nei confronti di questa loro attività ma tutti si ricrederanno quando la città sarà letteralmente invasa da presenze dell’altro mondo capitanati da Gozer il distruggitore. I tre (anzi i 4 perché alla squadra si aggiungerà anche un “dipendente”)  dovranno impegnarsi non poco per ripulire la città e far tornare tutto alla normalità.

Considerato dalla maggior parte dei critici come uno dei film migliori del 1984, “Ghostbusters” è senza dubbio uno dei film cult degli anni ottanta. Attorno al film si è creato un franchising che dura tuttora e una miriade di fan club che, in queste occasioni speciali portano diversi membri a indossare le classiche divise di Peter, Egon e Ray con tanto di attrezzature al seguito.

La pellicola vista in sala 30 anni dopo fa sentire tutti i suoi anni in fatto di granulosità dell’immagine alla quale non siamo più abituati. Gli effetti visivi, che allora erano considerati degli effetti speciali son totalmente in linea con la tecnologia di quel decennio ma è abbastanza facile considerarli poco efficienti se paragonati alla computer grafica di oggi. Ciò che il film non perde è l’efficacia del film stesso, della sua trama, dell’idea, della sua ambientazione.L’ironia che pervade tutta l’opera è esaltata  da un’interpretazione magistrale di Bill Murray veicolo preferito degli sceneggiatori (gli stessi Dan Aykroyd e il compianto Harold Ramis) per le battute di spirito. E’ stato bello anche vedere tra gli spettatori dei bambini letteralmente impazziti all’apparizione del gigantesco uomo-Marshmallow. Un boato ha poi accompagnato l’inconfondibile colonna sonora per un film diretto con equilibrio ed interpretato da 3 attori che da lì a poco sarebbero diventati, con merito, dei grandi attori.

“Who you gonna call? Ghostbusters!”

Voto: 7,5 

Voto tenuta nel tempo/cult : 9

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