Freight Yard 114 (Script)

FREIGHT YARD 114 – SCALO FERROVIARIO 114

Sceneggiatura di Cesare Carugi

Basata sulla canzone di Bruce Springsteen “The New Timer”

  

Sottofondo musicale “This Land Is Your Land” di Woody Guthrie

Appaiono alcune foto in bianco e nero di contadini, vagabondi e uomini colpiti dalla grande depressione degli anni ’30. Accanto alle foto appaiono i titoli di testa.

CESARE CARUGI presenta

 

Una produzione CADILLAC RANCH PRODUCTIONS INC.

 

Un film di JOHN SAYLES

 

BILLY CRUDUP

 

NICK NOLTE

 

“FREIGHT YARD 114”

Scalo Ferroviario 114

 

DAVID STRATHAIRN

 

BILLY BOB THORNTON

 

OMAR EPPS

 

MARIE RICHARDSON

 

HARRY DEAN STANTON

 

e con

 

FRANCES MCDORMAND

 

e ROBERT DUVALL

 

 

Sceneggiatura di CESARE CARUGI

Tratta dalla canzone “The New Timer” di BRUCE SPRINGSTEEN

 

Fotografia di ADAM KIMMEL

 

Montaggio di STUART LEVY

 

Musiche composte da ROY BITTAN

 

Canzoni di BRUCE SPRINGSTEEN

scelte appositamente da CESARE CARUGI

 

Le canzoni “This Land Is Your Land” e

I Ain’t Got No Home” sono scritte e interpretate

da WOODY GUTHRIE

 

La canzone “Cross Road Blues” è scritta ed interpretata

da ROBERT JOHNSON

 

Prodotto da CESARE CARUGI

per CADILLAC RANCH PRODUCTIONS INC.

 

Diretto da JOHN SAYLES

 

 

In memoriam of the victims in USA Attack

September 11th, 2001

Il sottofondo musicale sfuma.

SCENA 1: EST. BRIGHTON RANCH – GIORNO

Un terreno polveroso e desertico. Sullo sfondo intravediamo la sagoma di un uomo, indistinguibile per il vapore che emette il terreno a contatto con il sole cocente. Sembra un uomo con uno zaino in spalla. La Mdp stacca sul cancello del Brighton Ranch. Dai lati del cancello si stendono metri e metri di filo spinato alto circa tre metri. Al cancello ci sono due uomini armati. Uno di loro, un uomo sulla quarantina con baffi, una faccia cotta dal sole, salopette e cappello sporco di grasso, nota la sagoma della persona che si avvicina. Punta il fucile e grida.

GUARDIANO (Puntando il fucile):

Altolà…

L’uomo che si sta avvicinando sembra non considerare i guardiani e continua a camminare verso di loro. Il suo volto è ancora indistinguibile. Il guardiano carica il fucile.

GUARDIANO (Gridando):

Fermo o sparo…

 

L’uomo continua ad avvicinarsi. Il guardiano prende la mira e preme il grilletto. Si ode uno sparo che echeggia. La sagoma dell’uomo si ferma. L’uomo cade a terra. Il guardiano toglie lo sguardo dal puntatore del fucile. L’altro guardiano, incurante, si accende una sigaretta. Comincia la voce fuori campo del protagonista (Graham).

Sottofondo musicale: “My Best Was Never Good Enough” di Bruce Springsteen

VOCE FUORI CAMPO (Graham)

Bang… e sei morto… ti fai settemila miglia… e muori…Magari è meglio così… sempre meglio che morire di fame, o di polmonite, o di sete addirittura… Ci trattano come animali all’ingrasso per poi scannarci, fino a che la gente come me non va fuori di testa… non sono un santo, quello è vero, anch’io ho fatto del male a qualcuno, ma questo è solo il mio passato… io nasco adesso… e chissà quando cazzo morirò…

 

(Continua)

SCENA 2: INT. VAGONE FERROVIARIO – NOTTE

E’ notte, un colore blu scuro avvolge il vagone di un treno merci che sta viaggiando. La Mdp inquadra in primo piano Graham Beauford, 30 anni, capelli e occhi neri. Ha la faccia sporca. Cerca di proteggersi dal freddo con una coperta trasandata.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):

So qual è stata la mia rovina: si chiama Sam Hopkins, un banchiere di 60 anni che ha portato via la casa a mio padre e ai miei fratelli. Era una bella fattoria in Pennsylvania, decine e decine di ettari coltivati a mezzadria… da due secoli la mia famiglia ha sempre vissuto lì. Mio padre è morto di crepacuore per questo, e i miei quattro fratelli si sono divisi come se qualcuno li inseguisse, qualcuno in Oklahoma, qualcuno in Texas… dove si muore di fame e di sete… io però, me ne vado in California… ho uno zio, uno che non ha mai voluto avere a che fare col resto della famiglia, e che ha una bella piantagione di barbabietole da zucchero… Forse vado di fretta a volte… spero di arrivare in California… e spero che mio zio ci sia al mio presunto arrivo… Si vive di speranze, ed è una delle vite più schifose che ci possano essere

 

In piano sequenza la Mdp fa un carrello orizzontale. Passa da Graham a tutti gli altri vagabondi che stanno dormendo nel vagone. Stacco.

SCENA 3: EST. FERROVIA – NOTTE

La Mdp è posizionata vicino ai binari. Le passa il treno merci proprio accanto. Il sottofondo musicale sfuma. La scena dissolve.

SCENA 4: INT. VAGONE FERROVIARIO – GIORNO

Qualcuno apre il portello del vagone. E’ un uomo incappottato con cappello di feltro e fucile in mano. Grida ai vagabondi.

UOMO:

Fuori, andiamo… Presto!

 

Graham e gli altri vagabondi aprono gli occhi stanchi. L’uomo continua a gridare.

UOMO:

Siete venuti per lavorare o per farvi le seghe, stronzi?… Muovete il culo e scendete da questo cazzo di vagone…

 

Graham si toglie la coperta e la ripone in una sorta di sacca da viaggio che ha con sé. Gli altri vagabondi si alzano. L’uomo col fucile vede un altro vagabondo, in un angolo, che dorme ancora.

UOMO (Gridando):

Ehi tu… dico a te…

 

Graham si volta verso il vagabondo che sta ancora dormendo. L’uomo col fucile sale sul vagone e si reca davanti al vagabondo. Gli dà due colpetti nell’anca col calcio del fucile. Il vagabondo non si muove. Gli altri vagabondi scendono, mentre Graham continua ad assistere alla scena. L’uomo col fucile si volta verso un suo collega ancora fuori del vagone.

UOMO:

Ehi Peter, questo è morto… portiamolo via…

 

Graham rimane sorpreso. E’ sempre sul vagone, con la sacca in spalla. Poi l’uomo col fucile si rivolge minaccioso a Graham.

UOMO:

E tu che cazzo ci fai ancora qui?… Scendi.

 

Senza dire una parola, Graham scende dal vagone. Sul vagone sale il collega dell’uomo col fucile. Insieme prendono il vagabondo morto e lo portano fuori di peso.

SCENA 5: EST. VAGONE FERROVIARIO – GIORNO

Graham scende e si accorge che sta nevicando. Si guarda intorno mentre gli altri vagabondi procedono in fila. Ci sono molte guardie armate. Siamo davanti alla Betty Farm. Vediamo un grosso cancello di ferro per accedere alla fattoria. I vagabondi si fermano l’uno accanto all’altro mentre un uomo armato comincia a parlare.

U0MO ARMATO:
Benvenuti alla Betty Farm… Non sarà una passeggiata di piacere. Purtroppo la nevicata di stanotte ci ha creato non pochi problemi, ma visto che siete disposti a tutto ne approfittiamo… Ci sono 11 container dove potrete dormire, e anche una doccia se proprio non sopportate la vostra stessa puzza… Comportatevi bene, fatevi gli affari vostri e nessuno vi renderà la vita difficile ok?

 

I vagabondi cominciano ad entrare dal cancello, mentre un altro uomo armato controlla i nomi di ognuno di loro. Graham si guarda intorno e si rivolge al vagabondo davanti a lui, un giovane di colore di nome Sailor, 27 anni, con una berretta di feltro e un cappotto malmesso.

GRAHAM:

Dove siamo qui?

SAILOR:

Non lo so, amico…

GRAHAM:

Io devo andare in California

SAILOR:

Beh, certo la California è molto lontana da qui…

GRAHAM:

Sei sicuro?

SAILOR:
Anch’io volevo andare in California, ma queste soste mi fanno comodo per guadagnare qualche cosa, giusto?

 

Graham e Sailor proseguono per la fila. Arrivano al cancello. L’uomo armato che controlla i nomi squadra Sailor.

UOMO ARMATO:

E tu negro?… Che ci fai qui?…

SAILOR:
Sono venuto per lavorare, signore…

UOMO ARMATO:
La gente che deve guadagnare ha bisogno di lavorare… tu invece?

SAILOR:
Anch’io ho bisogno di guadagnare, avevo la terra anch’io…

UOMO ARMATO:

Ah, davvero? E come l’hai avuta? L’hai rubata, immagino…

SAILOR:
No, signore… l’ho avuta in eredità dai miei padroni, che sono morti quattro anni fa…

UOMO ARMATO:

Dovevano essere ciechi, immagino… Come si fa a lasciare in eredità un pezzo di terra ad uno sporco negro come te?

SAILOR (Arrabbiato e sottovoce):

Perché non metti da parte quel fucile e vediamo cosa sa fare uno sporco negro come me?

 

Sailor e l’uomo armato si squadrano, con aria di sfida. Poi l’uomo armato fa un sorriso beffardo.

UOMO ARMATO:

No… io resto qui, col mio fucile… e mi divertirò a vedere il tuo culo nero togliersi dai piedi… Non vogliamo la tua lebbra da queste parti, va bene?

 

Sailor ha uno sguardo tra il demoralizzato e l’arrabbiato. Esce dalla fila e si incammina a piedi. Graham lo guarda andare via mentre l’uomo armato attende di sapere il suo nome.

UOMO ARMATO (A Graham):

E tu che vuoi?… Vuoi andare via come il negro o vuoi entrare a lavorare?

GRAHAM:

Dove siamo qui?

UOMO ARMATO (Con aria di sfida):
Hai qualche problema, amico?

 

L’uomo armato ha uno sguardo minaccioso. Squadra Graham.

GRAHAM:

No, nessun problema…

UOMO ARMATO:

Se vuoi entrare a lavorare, devi darmi il tuo nome

GRAHAM:

John…

UOMO ARMATO (Mettendosi il fucile a tracolla e scrivendo su un taccuino):

John?… E poi?

GRAHAM (Pensieroso):
Reilly… John Reilly…

 

L’uomo armato dà un biglietto a Graham.

UOMO ARMATO:

Container 8… non perdere il biglietto… ti servirà a far capire che non sei entrato qui per caso… Avanti un altro…

 

Graham entra nel terreno della fattoria, attraversando il grosso cancello di ferro. La Mdp allarga il campo alzandosi verso l’alto.

Stacco

SCENA 6: EST. BETTY FARM – NOTTE

Per terra notiamo il bianco della neve esaltare i propri colori contro il blu stellato del cielo notturno, schiarito dalla luna. Siamo fuori da un piccolo container 8×4. Vediamo passare una guardia armata che si guarda intorno. Ha in mano un guinzaglio al quale è legato un cane.

Stacco

SCENA 7: INT. CONTAINER – NOTTE

Tutti dormono. Nel container, da una finestrella, irrompe una luce bluastra a causa del riflesso del cielo stellato. Graham ha gli occhi aperti. Sono tutti sdraiati l’uno accanto all’altro. Sono 8 uomini. Graham si alza mettendosi a sedere sul pavimento del container. Prende la sua sacca da viaggio ed estrae una specie di diario con una matita. Lo apre e comincia a scrivere. La voce fuori campo scandisce ciò che Graham sta scrivendo.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):

Oggi ho finalmente capito dove siamo. Mi trovo nel Kentucky, vicino a Lexington. Qui alla Betty Farm ci sono innumerevoli coltivazioni ma oggi abbiamo fatto opera di bene spalando montagne di neve fresca. C’è anche una piccola distilleria di whisky, e un’acqua fantastica. Mi è rimasto impresso quel ragazzo di colore… Non so come si chiama, ma qualcosa mi dice che un giorno lo rivedrò. Mi guardo intorno e vedo il degrado… Le banche tolgono la terra a questa gente che non sa vivere in altro modo, e poi la gettano in mezzo ad una strada. Questa gente è spinta soprattutto dalla volontà e dal bisogno di continuare a vivere, e anche da due belle mani da mezzadro… Questi sono i momenti in cui a volte mi chiedo di tutto, se mai sarà sempre così o se le cose cambieranno… Guardo fuori e il cielo è terso e bellissimo (Graham con lo sguardo, osserva all’esterno, guardando la luna)… E adesso punta dritto all’inferno…

 

Graham osserva la pagina su cui ha scritto. Ripone la matita e chiude il diario. Lo rimette nella sacca e si stende per terra, coprendosi con la sua solita coperta trasandata.

Sottofondo musicale: “Gave It A Name” di Bruce Springsteen.

Mentre sentiamo il sottofondo, c’è un lento zoom sul volto di Graham che ha ancora gli occhi aperti. Quando la Mdp arriva in un primissimo piano, Graham chiude gli occhi.

Dissolvenza. Il sottofondo musicale continua per alcuni secondi.

SCENA 8: INT. CONTAINER – GIORNO

Graham sta ancora dormendo. Uno dei vagabondi lo sveglia. Il vagabondo si chiama George, 42 anni, capelli bianchi e barba incolta. Il container è ancora chiuso ma filtra la luce del giorno dalla finestrella.

GEORGE:

Ehi, tu… ehi

 

Graham si sveglia con fatica. Mormora qualcosa.

GEORGE:

Ehi…

GRAHAM (Assonnato):

Che c’è?

GEORGE:

Non si dorme in questi momenti…

 

Graham apre gli occhi e se li strofina. Poi si accorge che nel container ci sono solo lui e George. Si alza a sedere e si guarda intorno sorpreso.

GRAHAM:

Dove sono tutti gli altri?

GEORGE:

Se ne sono andati, amico…

GRAHAM:

Dove sono andati?

GEORGE:

Chi lo sa… in tutti i punti cardinali…

GRAHAM:

Andati dalla fattoria?

GEORGE:

E’ arrivato un altro vagone di lavoratori, hanno congelato i salari…

GRAHAM:

E quanto è la paga?

GEORGE:

Quindici centesimi l’ora…

GRAHAM:

Quindici centesimi?

GEORGE:

Me ne vado anch’io… vado dove non c’è neve… passa un treno merci tra venticinque minuti… sali con me?

 

Graham è pensoso. Si strofina nuovamente gli occhi. Poi si alza in piedi e ripone la coperta nella sacca, mentre George lo osserva. Poi Graham con sguardo deciso si volta verso George.

GRAHAM:

Credo di non avere altra scelta, giusto?

 

George fa un sorriso. Escono dal container.

Stacco.

SCENA 9: EST. FERROVIA – GIORNO

Un treno merci passa. Il paesaggio è innevato e c’è desolazione intorno.

Stacco

SCENA 10: INT. VAGONE FERROVIARIO – GIORNO

Siamo all’interno di uno dei vagone del treno merci. La Mdp inquadra un vagabondo con un lungo cappotto nero che sta dormendo. Lo sentiamo russare. Vediamo dei capelli biondo chiaro che spuntano dal colletto. Poi la Mdp stacca su George e Graham, l’uno accanto all’altro seduto con la schiena appoggiata alla parete del vagone. Lo osservano. George cerca di accendere una sigaretta.

GEORGE (Con la sigaretta in bocca):
Questi cerini si devono essere bagnati…

 

Riesce ad accendere un cerino.

GEORGE:

Ecco fatto…

 

George accende la sigaretta.

GRAHAM (Timidamente):
Io mi chiamo Graham… Graham Beauford

 

Graham tende la mano a George. George ricambia.

GEORGE:

Piacere Graham Beauford… io sono William Jeffrey Harding Junior… ma tutti mi chiamano George… però credevo che ti chiamassi John Reilly…

GRAHAM:

Nessun uomo armato sa il mio nome……Chi ti ha dato quella sigaretta, George?

GEORGE:
Un coglione… l’ho rubata a una guardia alla Betty Farm…

GRAHAM:

E come hai fatto?

GEORGE:
E’ stato più facile che bere un bicchiere d’acqua…

 

George tira fuori dalla tasca un pacchetto di sigarette e lo mostra a Graham.

GEORGE:

Vuoi favorire?

 

Graham afferra il pacchetto e prende una sigaretta. George gli porge la sua per accenderla. Graham accende la sigaretta e fa un tiro.

GRAHAM (Rilassato):

Non fumavo una sigaretta da… da almeno un anno…

GEORGE:

Oh… io da molto di più…

GRAHAM:

E da quanto?

GEORGE:
Da un paio di secoli…

 

I due ridono. Poi osservano il vagabondo col cappotto nero che sta dormendo.

GRAHAM (Parlando del vagabondo):

Secondo te chi è quello?

GEORGE:
Come se non se ne fossero visti di vagabondi… basta guardarsi allo specchio

GRAHAM:

Già… però ha un cappotto che potrebbe costare dei soldi…

GEORGE:

L’avrà rubato…

 

George volge lo sguardo alla sacca da viaggio di Graham.

GEORGE:

Che ci tieni lì dentro?

GRAHAM:

Oh… beh… una coperta, affetti personali…

GEORGE:

Posso dare un’occhiata?

GRAHAM:

Certo…

 

George afferra la sacca da viaggio di Graham e la apre. Toglie la coperta e vede il diario.

GEORGE:

Questo cos’è?

GRAHAM:

E’ una specie di promemoria… alla fine della giornata faccio un resoconto di come è andata quel giorno… anche se va male…

GEORGE:

Allora è giusto che non lo apra…

GRAHAM:

E’ giusto…

 

Graham ripone il diario. Poi tira fuori una vecchia fotografia sbiadita, di un uomo sulla sessantina, con cappello in testa e giacca e cravatta. La foto lo ritrae in primo piano.

GEORGE:

E questo chi è?

GRAHAM:

E’ Sam Hopkins…

GEORGE:

Chi è Sam Hopkins?

GRAHAM:

Puoi metterla via per favore?

 

George, sorpreso, osserva Graham.

GEORGE:

Ho toccato un tasto dolente?

GRAHAM:

Si… ma non è colpa tua…

 

George ripone la foto e la coperta e richiude la sacca. Poi la rigetta ai piedi di Graham. George sembra quasi risentito.

GEORGE:

Scusami…

 

Graham non risponde. La Mdp zooma su Graham, che fa un tiro alla sua sigaretta. Vediamo un bagliore diffuso.

Stacco

(Continua)

FLASHBACK

SCENA 11: EST. FATTORIA DEI BEAUFORD – GIORNO

Vediamo Graham, ben vestito e pulito, con una sacca da viaggio in spalla. Sta camminando e sta guardandosi intorno. Vede una casa sullo sfondo. Fa un sorriso e comincia a correre verso di essa. Poi arriva vicino alla casa e si ferma. Il suo sguardo diventa improvvisamente serio. La Mdp fa una panoramica dell’esterno della casa. C’è una cassetta della posta che sta dondolando. La cassetta della posta cade per terra. C’è aria di desolazione tutto intorno. Graham si avvicina alla porta di casa, una vecchia porta a rete. Lentamente e guardandosi ancora intorno la apre. Entra in casa.

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SCENA 12: INT. CASA DEI BEAUFORD – GIORNO

In casa è tutto all’aria. C’è aria di abbandono. La luce del sole trapassa i vetri rotti delle finestre. Graham si guarda intorno con aria rassegnata. Poi sente una voce.

VOCE:

Non sapevo che saresti uscito oggi…

 

Graham si volta all’improvviso. Dall’ombra di un angolo appare Willie, il padre di Graham, sessant’anni, calvo, dall’aria triste. Graham è sorpreso.

WILLIE:

Non lo sapevo proprio…

GRAHAM:

Papà…

 

Graham e Willie si abbracciano. E’ un abbraccio molto breve. Poi Willie squadra Graham da testa a piedi.

WILLIE:

Che ragazzone che sei diventato… spalle e mani forti… come ero io un tempo…

 

Graham osserva Willie quasi con aria di compassione.

GRAHAM:

Papà… ma… la mamma? E Carl? E gli altri?

 

Willie si allontana di qualche metro e si siede su una vecchia poltrona dai tessuti strappati. Appena posa il sedere sulla poltrona, alza un po’ di polvere. Willie tossisce.

WILLIE:

Se ne sono andati…

GRAHAM:

Che vuoi dire?

WILLIE:

Carl è andato in Texas… Freddie è andato in Arkansas… Gli altri non lo so… e mamma è andata da zio Monty in California…

GRAHAM:

Zio Monty?… Arkansas ?… Ma che diavolo è successo?

WILLIE (Dopo alcuni secondi di silenzio):

Ci hanno portato via tutto… le banche… c’è la siccità, non si lavorava più come prima… e allora le banche comprano le terre delle famiglie…

GRAHAM (Stranito):

Non riesco a capire…

WILLIE:

Non c’è niente da capire… quel Hopkins… Sam Hopkins… un banchiere senza scrupoli che tira fuori cifre assurde per comprare il lavoro di una vita…

 

Graham si sposta vicino ad un vecchio mobile polveroso, dove attaccato c’è un volantino che indica la data in cui la casa deve essere lasciata. Sotto la data c’è una foto di Sam Hopkins.

GRAHAM:

Qui dice che domani dovremmo lasciare la casa…

WILLIE:

Esatto

GRAHAM:

E tu cosa farai?

WILLIE (Avvicinandosi e accarezzando Graham):
Io starò qui… e tu cosa farai, figliolo?

GRAHAM (Commosso):
Dimmelo tu cosa dovrei fare… ma per stanotte vorrei restare…

WILLIE:

Resta… (Accarezzandolo sul volto)… è bello riaverti qui.

 

Graham e Willie si abbracciano. Poi Willie dà una pacca sulla spalla di Graham.

Stacco

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SCENA 13: EST. CASA DEI BEAUFORD – NOTTE

Tutto tace, solo il rumore dei grilli. Il cielo è stellato. Poi la Mdp stacca su due fari di un’auto in lontananza, che si stanno avvicinando.

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SCENA 14: INT. CASA DEI BEAUFORD – NOTTE

Graham sta dormendo su un divano malmesso, con una coperta trasandata addosso. Si rigira nel sonno. Poi sente un rumore. Di scatto apre gli occhi. Vede davanti a sé due uomini in divisa, dallo sguardo minaccioso con una torcia in mano. Graham scatta in piedi. I due lo bloccano e lo rimettono sul divano. Gli bloccano le mani.

POLIZIOTTO 1:

Chi sei tu?… Non ti ho mai visto…

GRAHAM (Sofferente):

Questa è casa mia… sono Graham Beauford…

POLIZIOTTO 2:

Ah davvero?… Graham Beauford, il ladro di tappeti, eh?… Da quando sei in libertà?

GRAHAM:

Sono tornato oggi…

 

I poliziotti lo lasciano. Graham rimane seduto, massaggiandosi i bracci, con una smorfia in faccia.

POLIZIOTTO 1:

Lo sai che tra 8 ore verranno i camion e i Caterpillar a distruggere questo cesso?

GRAHAM:

Lo so…

POLIZIOTTO 1:

Quindi faresti bene a svegliarti presto… perché gli operai non busseranno alla vostra porta… non scenderanno neanche dal mezzo…

 

Graham è silenzioso.

POLIZIOTTO 2:

Tuo padre la sa già questa cosa…

 

Graham scatta in piedi come per aggredire i poliziotti.

GRAHAM (Arrabbiato):

Che gli avete fatto?

 

Uno dei due poliziotti lo colpisce al volto con la torcia. Graham cade a terra di botto, tenendosi la faccia con le mani. L’altro poliziotto, mentre Graham è a terra, gli sferra un calcio allo stomaco. Graham stramazza. I poliziotti si voltano ed escono. Uno dei due sputa per terra prima di chiudere la porta a rete. La Mdp stacca nuovamente su Graham, sofferente a terra, che, strisciando, entra in un’altra stanza. Graham entra strisciando nella camera del padre. Willie è anche lui sofferente sdraiato sul letto con la bocca sanguinante. Willie tossisce. Graham si aggrappa al lenzuolo e vediamo il suo volto nell’oscurità, che si affaccia da sotto il letto. Graham sanguina da un sopracciglio e tossisce.

GRAHAM (Sofferente):

Papà…

WILLIE (Anch’egli sofferente):

Figliolo…

 

Graham sale sul letto, sdraiandosi accanto a Willie. Willie continua a tossire. Graham ha uno sguardo deciso, quasi arrabbiato, ma rassegnato allo stesso tempo. Vediamo i suoi occhi luccicare.

WILLIE:

L’hanno già fatto altre volte… mi hanno sfinito…

GRAHAM:

Che ne sarà di noi, papà?

WILLIE:

Che ne sarà di me, vuoi dire… tu sei forte e giovane… prendi il tuo sacco e vai in California, va da tuo zio, trovati un lavoro… io sono vecchio (Stacco su Graham che piange) e stanco… preoccuparsi per me è un gioco che non vale la candela…

 

Zoom su Graham commosso, che guarda suo padre.

FINE FLASHBACK

Stacco

SCENA 15: INT. VAGONE FERROVIARIO – NOTTE

Il treno sta viaggiando. Graham dorme. Appoggiato alla sua spalla dorme anche George, quasi in una posa comica, e russa. Si odono dei rumore. Poi notiamo la sagoma dell’uomo col cappotto nero che rovista nella sacca di Graham. Graham apre gli occhi e se ne accorge, balzando sull’uomo e immobilizzandolo. Si sveglia anche George, che cade perché non ha più l’appoggio su Graham. L’uomo si dimena poi si ferma, mentre Graham gli è sopra. L’uomo col cappotto è Frank, 52 anni, biondo, volto arcigno e butterato, con una cicatrice sullo zigomo. Ha un cappotto nero, ma sotto ha vestiti da contadino. E’ di corporatura molto robusta.

FRANK:

Ehi che ti è preso?

GRAHAM:

Cosa stavi cercando nella mia sacca?

FRANK:

Stavo solo cercando qualcosa da mangiare…

GRAHAM:

Beh, io non ho niente da mangiare…

FRANK:

Ok, ok… pace adesso eh?

 

Graham e Frank si guardano a vicenda negli occhi. George si strofina gli occhi e osserva il tutto. Graham e Frank continuano a squadrarsi.

FRANK:

Mi lasci andare adesso?

 

Graham si alza in piedi e libera la presa su Frank. Anche Frank si alza in piedi e si scuote il cappotto.

FRANK:

Non volevo rubarti niente… volevo solo vedere se avevi qualcosa da mangiare…

GRAHAM:

E se avevo qualcosa da mangiare?

FRANK:

Te l’avrei rubata… (con una risatina antipatica)

Graham è impassibile. George ancora mezzo addormentato guarda Graham.

GEORGE:

E questo stronzo chi è?

GRAHAM:
Nessuno…

GEORGE:
E’ un ladro di cappotti?

GRAHAM:
Ma chi se ne frega…

 

Graham è ancora in piedi. George chiude nuovamente gli occhi, grattandosi una guancia. Frank si volta verso Graham.

FRANK:

Io mi chiamo Frank…

GRAHAM:
E adesso che lo so?…

 

Frank, quasi dispiaciuto si siede nuovamente, infilandosi le mani nelle tasche del cappotto. Anche Graham si stende nuovamente. Ci sono alcuni secondi di silenzio. Graham guarda davanti a sé.

GRAHAM (A Frank):

Io mi chiamo Graham… e lui è George…

FRANK:

E adesso che lo so?…

GRAHAM:

Sai dove porta questo treno, Frank?

FRANK:

Al capolinea

GRAHAM:

Al capolinea?… Quale capolinea?

FRANK:

Lo scalo ferroviario 114…

GRAHAM:

E dov’è?

FRANK:

In Oklahoma…

GRAHAM:

E per andare in California?

FRANK:

A piedi o in autostop… dall’Oklahoma alla California ci sono controlli serrata sui treni merci…

GRAHAM:

Davvero?

FRANK:

Ehi, amico… sei un novellino?

GRAHAM:

Beh, in effetti non è molto che sto viaggiando…

FRANK:

Io invece sono in viaggio da più di un anno… e ormai sono come una cartina stradale

GRAHAM:

E da dove vieni?

FRANK (Dopo alcuni secondi di silenzio):

Non me lo ricordo…

 

Graham si volta verso Frank, che gli dà le spalle.

Dissolvenza.

SCENA 16: INT. VAGONE FERROVIARIO – GIORNO

Vediamo Graham che sta dormendo, solo, nel vagone. Apre gli occhi lentamente e nota che il vagone è fermo. Si alza di scatto e vede che non ci sono né George né Frank. Si guarda intorno e punta subito lo sguardo alla sacca. La apre e vede che non manca niente. Poi si alza in piede e sente delle voci fuori dal vagone. Apre il portellone del vagone.

SCENA 17: EST. VAGONE FEROVIARIO – GIORNO

C’è un bel sole fuori. Attorno la zona è piuttosto desertica. Dopo aver aperto il portellone Graham guarda avanti a sé. Ci sono Frank e George che stanno conversando in modo molto amichevole. Hanno acceso un piccolo falò e stanno scaldando un piccolo recipiente di metallo sul fuoco. George e Frank sorridendo si voltano verso Graham. Graham stranito li osserva.

GEORGE:

Ehi, Graham… vuoi un po’ di caffè?

GRAHAM:
Da dove viene quel caffè?

GEORGE:
Ce l’aveva Frank… basta aggiungere un po’ d’acqua, accendere un falò, e il gioco è fatto…

GRAHAM:

E il caffè come se lo è procurato?

FRANK:

Stai facendo un po’ troppe domande, amico mio…

 

Graham scende dal vagone e si avvicina ai due, piantandosi davanti a Frank.

GRAHAM:

Io ho un nome… non chiamarmi “amico mio”, visto che non mi sono ancora dimenticato che questa notte hai cercato di derubarmi…

FRANK:

Per così poco…

 

Graham si rasserena, poi guarda il contenitore dove il caffè comincia a prendere colore.

GRAHAM:

Ce n’è anche per me?

FRANK:

Certo… cosa credi? Che non abbiamo pensato anche a te?

GEORGE:

Beviamoci un caffè… una sigaretta… e poi si parte…

GRAHAM:

Dove andiamo?

GEORGE:

In California

GRAHAM:

A piedi? Ci vorranno dei giorni…

FRANK:

Che succede? Hai fretta?

 

Graham non risponde. Torna sul vagone e scende nuovamente con la sacca in spalla e la coperta in mano. A terra apre la sacca e vi ripone la coperta. Intanto Frank toglie il caffè dal fuoco e lo passa a George.

FRANK:

Tre sorsi a testa basteranno…

 

George afferra il recipiente col caffè e ne beve tre sorsi. Poi lo ripassa a Frank. Anche Frank ne beve tre sorsi. Intanto George si pulisce la bocca con la manica della camicia. Frank passa il caffè a Graham, che ne beve tre sorsi. Graham passa nuovamente il recipiente, ormai vuoto, a Frank. Frank fa cadere per terra le ultime gocce di caffè e poi avvicina il recipiente al fuoco. Graham e George lo osservano.

GRAHAM:

Che stai facendo?

FRANK:

Sto pulendo il recipiente… alla mia maniera…

GRAHAM:

Vuoi dire che quel recipiente non è mai stato pulito con dell’acqua?

FRANK:

E dove la trovo l’acqua?

GRAHAM:

Non lo so… in un fiume…

FRANK:

Non vedo un fiume da almeno tre mesi… se preferisci lo pulisco con lo sputo…

GRAHAM (Quasi schifato):

No, no… preferisco così…

GEORGE (A Graham):

Bisogna sapersi arrangiare…

 

Graham guarda George con una smorfia. George fa un sorriso quasi beffardo. Frank finisce di “asciugare” il recipiente e lo rimette nella tasca del cappotto. Poi si volta verso Graham.

FRANK:

Nessuno di voi ha carta e penna?

GEORGE:

Graham ha carta e matita…

FRANK:

Posso averli?

GRAHAM:

A che ti servono?

FRANK:

Ragazzi, siamo al capolinea… da qui inizia il viaggio verso il nulla… scriviamo qualcosa e lo lasciamo qua per far vedere che c’eravamo anche noi.

 

Graham apre la sacca, estrae il diario, ne strappa una pagina bianca e la passa a Frank insieme alla matita. Frank li prende e sulla base del vagone comincia a scrivere. Quando ha finito si volta verso Graham e George che lo osservano e comincia a leggere quello che ha scritto.

FRANK:

Scalo Ferroviario 114, ci siamo anche noi… abbiamo viaggiato in treno per miglia e miglia e adesso cominciamo il nostro viaggio a piedi verso il nulla… che Dio sia con noi, che vegli sulle nostre famiglie e sulle nostre anime, e che ci faccia trovare la terra promessa. Amen.

 

In silenzio, Frank adagia il foglio nei pressi del vagone. Graham richiude la sacca. George si fa il segno della croce. Poi i tre cominciano silenziosamente ad incamminarsi verso ovest. La Mdp si alza allargando il campo e inquadrando i tre che cominciano a camminare.

Sottofondo musicale: “Happy” di Bruce Springsteen

Stacco

SCENA 18: EST. CAMPI DI GRANO – GIORNO

Il sottofondo musicale continua. Serie di scene in cui vediamo George, Graham e Frank attraversare i campi di grano. Nel proseguire le scene, vediamo che il comincia a tramontare. I tre parlano, camminano, la Mdp sempre in alto li inquadra nel loro percorso.

Il sottofondo musicale sfuma.

SCENA 19: EST CAMPO DI GRANO – NOTTE

La luna è salita in cielo. George, Graham e Frank continuano a camminare in un campo di grano. In sottofondo sentiamo il rumore dei grilli

GRAHAM:

Non avete fame?

GEORGE:

Altroché

FRANK:

Se volete ci fermiamo e ci facciamo un altro caffè…

GEORGE:

Un altro?… Ne abbiamo bevuto un bidone in tre…

FRANK:

Questo è tutto ciò che posso offrire…

GRAHAM:

Come hai avuto quel caffè?

FRANK:

Ah… ho lavorato per una famigliola di Oil City e siccome non aveva soldi per pagarmi, mi ha dato un chilo di caffè…

GRAHAM:

Avresti potuto rivenderlo…

FRANK:

E a chi?… Siamo tornati ai tempi del baratto ormai…

GEORGE (Sorpreso):

Cos’è quella?

 

Sullo sfondo vediamo una casetta rustica in mezzo al nulla. Le luci sono accese. C’è una bellissima quercia accanto. Graham e Frank osservano, la indicano. Tutti e tre cominciano a correre verso la casa. Arrivati in prossimità della casa (a una decina di metri), i tre smettono di correre e lentamente si avvicinano alla finestra per sbirciare. Dalla finestra vedono una signora che sta preparando da mangiare. E’ una signora sulla quarantina. Poi entra nella cucina un ragazzino sui 14 anni. I due sorridono.

FRANK (Sbirciando):

E’ una cosa che mi manca molto… mia moglie che prepara da mangiare per me e mio figlio…

GEORGE:

Hai una moglie e un figlio Frank?

FRANK:

Avevo…

GEORGE:

E adesso dove sono?

FRANK:
Basta guardare le stelle…

GEORGE (Imbarazzato):

Scusami…

FRANK:

E’ passato tanto tempo…

GRAHAM:

Com’è successo?

FRANK:

Una disgrazia… lei soffriva di crisi depressive…

GRAHAM:

E lui?

FRANK:

E’ bastata la mano di lei…

 

George e Graham si zittiscono imbarazzati. Frank invece appare tranquillo. La Mdp stacca nuovamente sulla signora e sul ragazzino nella casa, visti dal vetro della finestra. La Mdp zooma su Graham.

GRAHAM:

Anche a me manca molto la mia famiglia…

 

La Mdp continua a zoomare.

(Continua)

FLASHBACK

SCENA 20: INT. CASA DEI BEAUFORD – NOTTE

Ci sono delle candele accese che illuminano la tavola apparecchiata per sei persone. Nell’ombra vediamo una sagoma femminile che si avvicina alla tavola con una zuppiera. La mano della donna apre la zuppiera dalla quale esce del vapore. Notiamo che c’è una candela spenta davanti alla donna. La donna prende un’altra candela accesa e accende quella spenta. Riconosciamo il volto della donna. E’ Lauren Beauford, la madre di Graham e moglie di Willie, 38 anni, capelli neri raccolti, con un vestito molto elegante. Accanto a Lauren appare un bambino di 10 anni. E’ il piccolo Graham. Lauren rimane quasi sorpresa dalla sua presenza e fa un leggero balzo.

LAUREN:

Graham, tesoro… non farmi più spaventare in questo modo

GRAHAM:

Perché ti sei spaventata?

LAUREN:

Mi capiti così all’improvviso…

GRAHAM:

E’ ora di cena…

LAUREN:

Cinque minuti, lasciamo raffreddare un po’ la minestra…

GRAHAM:

Ma… papà non è ancora arrivato…

LAUREN:

Starà a momenti…

GRAHAM:

Fuori sta piovendo…

LAUREN:

Lo so amore mio…

GRAHAM:

E se stanotte vengono anche i fulmini?

LAUREN:

Che vuoi dire?

GRAHAM:

Che i fulmini non li sopporto… mi fanno paura… e anche i tuoni… sembrano animali feroci…

LAUREN:

E quindi?

GRAHAM:

Posso dormire nel letto insieme a te e a papà?

LAUREN:

Tesoro, se ti lascio dormire insieme a me e a papà, allora vorranno venire anche Carl, Joe e Philip…

GRAHAM:

E se poi non riesco a dormire? Domattina devo andare a scuola…

LAUREN:

Amore mio, ci sono delle cose che non puoi cambiare, né io, né papa, né Carl, né altri… Pensa se non piovesse mai… moriremmo tutti di sete, giusto?

GRAHAM:
Giusto mamma…

LAUREN:

L’importante è che ti renda conto che nessun tuono o fulmine che sia, potrà mai toccarti finché sei nel tuo letto, capito?

GRAHAM:

Si mamma

LAUREN:

Tra poco arriverà papà… vai a chiamare i tuoi fratelli…

 

Graham esce dalla cucina, mentre Lauren, con un mestolo, mesce il brodo.

FINE FLASHBACK

SCENA 21: EST. CASA – NOTTE

Ritroviamo la Mdp sul volto di Graham, dallo sguardo nostalgico. Graham, George e Frank continuano a sbirciare dalla finestra. C’è silenzio. In campo vediamo avvicinarsi la canna di un fucile che viene appoggiata alla schiena di Graham. La Mdp stacca su un uomo che imbraccia il fucile. E’ Jack Roth, 43 anni, barba incolta, cappellino in testa e salopette sopra una camicia a quadri.

JACK (Con tono deciso):

Fermi lì…

 

Graham, George e Frank alzano le mani, di spalle a Jack.

JACK:

Cosa state cercando?

GEORGE:

Niente… passavamo di qui per caso… e abbiamo visto delle luci…

JACK:

Voltatevi

 

Graham, George e Frank si voltano. Jack punta ancora il fucile verso di loro. I tre hanno ancora le mani alzate.

JACK:

Vagabondi eh?

GRAHAM:

Non stavamo facendo niente…

JACK:

Qualcosa stavate facendo… spiavate mia moglie e mio figlio dalla finestra…

FRANK:

Solo un po’ di nostalgia di casa…

 

Jack li osserva quasi con compassione. Poi abbassa il fucile e annuisce con la testa.

Stacco.

SCENA 22: INT. CASA DI JACK – NOTTE

Ci ritroviamo a tavola, in casa di Jack Roth. Al contrario che all’esterno, l’atmosfera sembra abbastanza allegra. Al tavolo vediamo Jack come capotavola, accanto a lui sua moglie Jill, suo figlio Freddie, e Graham, George e Frank l’uno accanto all’altro. Mangiano la minestra con passione, mentre Jack ha già il piatto vuoto.

JACK:

Allora… dove siete diretti?

GEORGE:

Dunque… Graham è diretto in California, io e Frank… beh… non lo sappiamo ancora…

GRAHAM:

Credevo che in Oklahoma le cose fossero difficili…

JACK:

Ah, lo sono… ma io non sono un coltivatore…

FRANK:

No?

JACK:

Allevo cavalli…

GEORGE (Incuriosito):

Davvero?

JACK:

Già… da venti anni ormai

FRANK:
Quanti cavalli hai, Jack?

JACK:

Adesso due… Meredith e Casanova… il cavallo per cui vado più fiero…

GEORGE:
Casanova perché? E’ un donnaiolo?

JACK:

Ci sei andato vicino…

GRAHAM:

Hai una bella famiglia, Jack

JACK (Sorridendo):
Grazie… sto cercando qualcuno perché domani andrò a prendere un nuovo cavallo… il vecchio inserviente se ne è andato con la famiglia in California… tutti vanno in California in questi giorni…

GRAHAM:

Dicono ci sia molto lavoro…

JACK:

Può darsi… ma bisogna fare attenzione ai soliti sciacalli che mettono in giro avvisi falsi

FRANK:

Che vuoi dire?

JACK:
Che girano avvisi falsi… facciamo finta che abbiano bisogno di 5000 lavoratori per un frutteto X, ok? Cosa fanno? Stampano 10000 avvisi e li fanno girare in ogni stato… magari 15000 persone vedono quell’avviso e magari 12000 partono per andare a lavorare nel frutteto X… ma loro hanno bisogno solo di 5000 lavoratori… e gli altri 7000 che fanno?… Loro possono dire “Ok, alziamo a 7000 invece che a 5000”… quindi diminuiscono i salari… 15, 20 centesimi l’ora… e per raccogliere una tonnellata di pesche ti sei messo in tasca meno di un dollaro…

 

Jill si alza e toglie i piatti vuoti. Anche Freddie si alza e va in un’altra stanza.

JACK:

Chi non ha niente da perdere può permettersi questo, ma io e la mia famiglia per fortuna ne stiamo lontani… lavoriamo sodo con i cavalli… avete visto le stalle qua dietro?…

GRAHAM:

No

JACK:

Venite con me…

 

Jack si alza. Graham, George e Frank si guardano l’uno con l’altro e si alzano, seguendo Jack.

Stacco

SCENA 23: EST. CASA DI JACK – NOTTE

Ci ritroviamo sul retro della casa di Jack. C’è una grossa stalla, con la paglia per terra e due lucernari ad olio spenti per terra. Jack è avanti a tutti. Entra nella stalla.

SCENA 24: INT. STALLA – NOTTE

Anche Graham, George e Frank entrano nella stalla. Jack prende uno dei lucernari e lo accende appendendolo alla parete in legno.

JACK (A Graham):

Graham… prendi il secondo lucernario per favore… e accendilo…

 

Graham raccoglie il lucernario. Lo accende e lo passa a Jack, che lo appende al muro ad una decina di metri di distanza dall’altro.

JACK:

Seguitemi…

 

In sottofondo si sentono gli zoccoli dei cavalli che si muovono. Jack conduce Graham, George e Frank dietro di lui. Si avvicinano ai due cavalli di Jack.

JACK:

Questo è Meredith…

 

E’ un bellissimo cavallo pezzato, con dei grossi occhi. Frank lo accarezza sul mento. Dallo sguardo ne sembra quasi innamorato. Anche George e Graham si avvicinano a Meredith e lo accarezzano.

GRAHAM (A Jack):

Perché gli hai dato un nome di donna?

JACK:
Tanto per fare felice Casanova…

 

Jack è davanti all’altro cavallo. Si sposta e la Mdp inquadra Casanova, uno stupendo purosangue nero.

JACK:

Eccolo…

 

Frank, Graham e George si spostano da Meredith, col volto stupito.

FRANK:

O Cristo… Questo è un capolavoro…

GRAHAM:

E’ bellissimo…

 

Frank, Graham e George cominciano ad accarezzare Casanova. Jack ha lo sguardo soddisfatto. Graham e Frank, mentre accarezzano Casanova, si guardano l’un l’altro sorridendo.

Sottofondo musicale: “When You Need Me” di Bruce Springsteen

Stacco

SCENA 25: EST. CASA DI JACK – GIORNO

Il giorno dopo. Graham, Frank e George sono fuori della casa. Jack è sulla soglia della porta. Graham, Frank e George si voltano verso di lui. Graham gli stringe la mano.

GRAHAM:

Grazie di tutto, Jack…

JACK:

Buon viaggio, ragazzi… scusate per il fucile…

 

Graham fa un sorriso e comincia ad incamminarsi. Frank stringe la mano a Jack. Poi anche George.

GEORGE (A Jack):

Davvero hai bisogno di una mano con i cavalli, Jack?

JACK:
Per un paio di settimane si… tra un’ora devo andare a prendere un cavallo nuovo…

 

Frank si incammina verso Graham. George li osserva mentre se ne vanno.

GEORGE (A Jack, con lo sguardo verso Frank e Graham):
E se restassi?… Ti potrei servire con i cavalli?

JACK:
Ci sai fare?

GEORGE:
Vengo da una famiglia di mandriani…

JACK:

Allora sei assunto…

 

Frank e Graham da una quarantina di metri si voltano verso George, facendogli segno di raggiungerli.

GRAHAM (Urlando a George):

Ehi, George… Andiamo?

 

George li osserva. Lentamente alza la mano destra per salutarli. Frank e Graham guardano George che li saluta. Lentamente anche loro alzano la mano per salutarlo. Gli fanno un sorriso.

FRANK (Urlando):

Buona fortuna, George

 

George resta con la mano alzata per alcuni secondi e fa un sorriso. Anche Jack saluta. Poi Graham e Frank si voltano e proseguono il cammino.

Il sottofondo musicale sfuma.

Dissolvenza.

SCENA 26: EST. COLLINA – NOTTE

Vediamo una mano che apre una scatola di cerini. Prende un cerino e lo accende, gettandolo su un mucchio di carta straccia. La carta prende fuoco e vediamo la mano che piazza della legna sul fuoco. La Mdp stacca e vediamo il fuoco in lontananza, proprio in cima ad una collina erbosa, con una quercia sulla vetta. Si sente il rumore dei grilli e dei lapilli del fuoco. La luna in cielo è chiara e splendente. La Mdp stacca poi su Graham e Frank, seduti per terra l’uno accanto all’altro, appoggiati con la schiena al tronco della quercia, davanti al fuoco. Frank sta scaldando il l’acqua per il caffè.

GRAHAM:

Potevi restare anche tu con George…

FRANK:

Non vado molto d’accordo con i cavalli…

GRAHAM:

Da come accarezzavi Meredith e Casanova sembrava che ne fossi appassionato…

FRANK:

E’ passato molto tempo…

GRAHAM:

Che è successo?

FRANK:

Una banda di razziatori ha bruciato la mia casa… molti anni fa

GRAHAM:

E cosa c’entra questo con i cavalli?

FRANK:

Hanno bruciato anche la mia stalla…

GRAHAM (Imbarazzato):

Ah…

 

Graham si stende addosso la coperta. Frank mette i chicchi di caffè nell’acqua bollente, poi rimette il recipiente di metallo sul fuoco.

GRAHAM:

Se solo avessimo un po’ di denaro…

 

Frank fruga nella tasca del suo cappotto. Estrae una mazzetta di soldi e spiccioli e la getta per terra. Graham rimane esterrefatto.

GRAHAM:

E quelli cosa sono?

FRANK:

Sono soldi, non lo vedi?

GRAHAM:

E da dove vengono?

FRANK:

Dalla mia tasca

 

Graham raccoglie il denaro e lo osserva soddisfatto.

GRAHAM:

Quanti sono?

FRANK:

Venti dollari e cinquanta centesimi…

GRAHAM:

Come li hai avuti?

FRANK:

Fai un sacco di domande, amico…

 

Frank e Graham si squadrano, poi Frank si volta nuovamente verso il caffè, quasi pronto.

FRANK:

E va bene… ma non guardarli con aria così compiaciuta… se ci fossimo conosciuti un mese fa, chissà cosa avresti fatto davanti al triplo di quei soldi…

GRAHAM:

Il triplo?

FRANK:
Ero disperato… senza uno spicciolo, senza una coperta né un abito caldo per passare la notte senza dover rischiare di morire assiderato… diciamo che mi sono venduto…

 

Graham osserva Frank con aria sospettosa.

FRANK:

Non “venduto” in quel senso… in un senso ancora più sporco… Ero in un campo nomadi vicino ad Akron… spesi gli ultimi spiccioli per un posto tenda, così almeno lo chiamavano… Un giorno venne da me uno dei guardiani e mi chiese se volevo guadagnare una cinquantina di dollari in poche ore di lavoro… Io dissi subito di si, naturalmente… Così mi spiegò cosa dovevo fare…

GRAHAM:

E cosa dovevi fare?

FRANK:

Mi fece trovare otto taniche di benzina appena fuori del cancello… Tutti i guardiani sapevano…

 

Graham guarda sorpreso Frank. Frank controlla il caffè e vede che è pronto. Ne beve un sorso.

GRAHAM:

Hai bruciato un campo nomadi?

FRANK:

Quando sei sulla strada, fai di tutto per stare un po’ meglio…

GRAHAM:

E finì tutto lì?

FRANK:

No… i guardiani mi sputtanarono… Così avevo cinquanta dollari in tasca e una taglia sulla testa… e li ho tuttora…

GRAHAM:

Sei ricercato dalla polizia?

FRANK:

Già… in Pennsylvania, Ohio, Illinois e Kentucky… sono una persona famosa… Ma non qui… no, qui non mi hanno ancora segnalato, quindi puoi stare tranquillo…

GRAHAM:

Quindi quando ti abbiamo trovato sul treno stavi scappando…

FRANK:

Nel Kentucky, vicino alla contea di Boone, c’è lo scalo ferroviario 204… diciamo che ho fatto perdere le mie tracce prendendo il treno meno ovvio…

 GRAHAM:

Cioè quello per lo scalo ferroviario 114…

FRANK:

Esatto… dove c’è ancora più povertà e più probabilità di essere uccisi da qualche pallottola vagante…

 

Graham è silenzioso. Frank gli passa il caffè. Graham lo beve.

FRANK:

Tutti facciamo delle cazzate ogni tanto… Quindi domani mangeremo qualcosa in qualche fottuta locanda e ce ne andremo in qualche fottuto campo a dormire, evitando prati, colline e falò in mezzo al nulla… che ne dici?

Graham fa cenno di si con la testa. Finisce di bere il caffè e restituisce il recipiente a Frank. Frank lo mette nuovamente sul fuoco per asciugarlo.

GRAHAM (Di spalle):
Abbiamo ancora un po’ d’acqua… perché non lo lavi con quella…

FRANK:

Per una volta ti do ragione, Graham… domani saremo come nababbi…

 

Frank tira fuori la borraccia e la svuota dell’acqua lavando il recipiente. Graham di spalle, chiude gli occhi con il fuoco che riflette sul suo volto. La Mdp zooma sul volto di Graham.

Continua

SCENA 27: EST. COLLINA – GIORNO

Per effetto del montaggio, vediamo che è mattina. Graham sta dormendo. In sottofondo sentiamo il rumore di un motore. Graham apre lentamente gli occhi e riesce a percepire il rumore. Alza velocemente la testa, si toglie la coperta di dosso e si tira su in piedi. Si volta verso Frank che sta ancora dormendo. Guarda in fondo alla collina e vede un furgoncino che lentamente sta percorrendo la strada lungo la radura. Graham, impassibile, lo osserva con sguardo nostalgico. Poi guarda il bellissimo panorama naturale dalla collina. Alza la testa e vede il sole che trapassa le foglie della quercia. Si volta e cerca di svegliare Frank, colpendolo leggermente nel sedere con il piede. Frank mormora ancora addormentato.

GRAHAM:

Frank… Ehi, svegliati…

 

Frank continua a mormorare, ma sembra non volersi svegliare. Graham allora si siede con le spalle appoggiate alla quercia. Prende la sua sacca, estraendone il suo diario. Lo apre e prende la matita, cominciando a pensare a cosa scrivere. Dopo alcuni secondi comincia a scrivere. La voce fuori campo scandisce ciò che Graham sta scrivendo.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):
Ho visto un’auto stamani… gente come noi a caccia della California. Non so dove ci troviamo, e sinceramente non importa… quello che so è che non siamo in California… Guardo avanti e mi chiedo se davvero ci arriverò, e se davvero mio zio sarà ancora là, mia zia Marylou, di trent’anni più giovane… quando ero adolescente ne ero quasi innamorato… avrà da poco superato i quarant’anni, credo… Io e Frank abbiamo percorso molte miglia prima di arrivare qui, mi manca George anche se non era un tipo molto socievole… mi manca la mia famiglia… mi manca casa mia…

 

Graham guarda davanti a sé con aria nostalgica. La Mdp zooma su di lui.

Sottofondo musicale: “The Ghost Of Tom Joad” di Bruce Springsteen

Stacco

SCENA 28: EST. STRADA – GIORNO

Il sottofondo musicale continua. La Mdp fa una serie di riprese aeree di vaste vallate sotto il sole, pianure verdi e piantagioni di grano. Poi un carrello aereo lungo una strada sterrata, la Mdp rallenta il carrello inquadrando due persone che camminano. Sono Graham e Frank. La Mdp si abbassa su di loro. Poi prosegue il suo carrello tornando in alto ad inquadrare il panorama.

Il sottofondo musicale sfuma.

Stacco

SCENA 29: INT. TAVOLA CALDA – GIORNO

Primo piano del piede di Graham che batte leggermente per terra con una certa ansia.

Primo piano delle dita della mano destra di Frank che picchiettano nervosamente sul tavolino

Poi la Mdp stacca sui volti di Graham e Frank che si guardano l’un l’altro. Poi il resto della tavola calda, un ristorantino con pochi tavoli e un lungo bancone di legno bianco. Ci sono dei camionisti che stanno mangiando al bancone. Poi Graham comincia a giocherellare con la saliera sul tavolino. Frank se ne accorge e lo osserva.

FRANK:
Sei nervoso…

GRAHAM:

Si, sono nervoso…

FRANK:

Dovremo comprare anche qualcosa per raderci… abbiamo la barba lunga

GRAHAM:

Prima vorrei pensare allo stomaco e poi al sex appeal…

FRANK (Alla cameriera):
Presto… il mio amico ha fame…

 

Arriva la cameriera. E’ una ragazza sulla trentina con boccoli biondi e una divisa firmata del locale. Intanto i camionisti puntano ogni tanto gli occhi a Frank e Graham. La cameriera estrae dalla tasca del grembiule un bloc-notes e una penna.

CAMERIERA:
Cosa vi porto?

FRANK (Con aria disinvolta):

Ci potresti portare il più bel sandwich che avete…

CAMERIERA:
Il più bel sandwich che abbiamo costa 20 centesimi…

 

Frank dalla tasca estrae un dollaro.

FRANK (Alla cameriera):

Ce lo facciamo un pranzo coi fiocchi con questi?

 

La cameriera, quasi imbarazzata, si appunta qualcosa sul bloc-notes.

CAMERIERA:
Credo proprio di si… due sandwich?

FRANK:

Si… e due birre… che ne dici Graham?

GRAHAM:
Birra?

FRANK:

Certo… birra

GRAHAM:
Vada per la birra…

 

La cameriera, a testa bassa, torna dietro il bancone e passa l’ordine all’addetto in cucina. Graham continua nervosamente a giocare con la saliera. Frank si guarda intorno e nota che i camionisti ogni tanto li guardano con aria quasi di sdegno.

GRAHAM:
Dove ci troviamo adesso?

FRANK:

Siamo a Lubbock, nel Texas

GRAHAM:

Quanto manca alla California?

FRANK:

Manca l’Arizona…

GRAHAM:
E un campo?

FRANK:

Alla periferia ci sarà un campo…

GRAHAM:
Quanto costa un campo?

FRANK:

Circa 50 centesimi a notte

 

La Mdp stacca sulla mano destra della cameriera che appoggia i due sandwich sul tavolino di Graham e Frank. Graham e Frank guardano i sandwich affascinati.

FRANK (Sorridendo):

Ecco ciò che cercavo da qualche giorno… e che non ho trovato nella tua sacca…

 

Graham sorride e allo stesso tempo osserva il gustoso sandwich pieno zeppo di farcitura. Graham fa quasi per toccarlo ma poi ritira la mano come se avesse paura di rovinarlo.

GRAHAM:
Sai una cosa, Frank? Mi resta così difficile da mangiare… è come se fosse una bella statua, o un quadro d’epoca…

FRANK (Prendendo il sandwich e addentandolo):
Starai molto meglio quando l’avrei mangiato…

 GRAHAM:
Forse hai ragione…

 

Graham addenta e gusta con piacere il sandwich. Arriva la cameriera che porta due boccali di birra. Gli occhi di Frank e Graham si “gettano” sulle birre. Frank e Graham si guardano l’un l’altro e si sorridono. Poi lasciano nel piatto il sandwich e devono le birre tutte in un sorso. Poi si asciugano ai rispettivi tovagliolini di carta. Hanno lo sguardo soddisfatto.

FRANK:
Non bevevo una birra da almeno un secolo…

GRAHAM:

Ne ordiniamo altre due?

 

Frank osserva Graham pensoso. Intanto dà un altro morso al sandwich. Frank fa un sorriso, poi si volta verso la cameriera.

FRANK:

Cameriera!

 

Frank si volta verso Graham con un sorrisino beffardo di intesa. La cameriera accende la radio e va da loro.

Sottofondo musicale dalla radio: “This Hard Land” di Bruce Springsteen

Stacco

SCENA 30: EST. TAVOLA CALDA – GIORNO

Il sottofondo musicale continua. Vediamo Frank e Graham che, barcollando per le troppe birre bevute, escono dalla tavola calda. La Mdp si alza e fa una piccola panoramica di Lubbock.

Il sottofondo musicale continua.

SCENA 31: EST. STRADA – GIORNO

Dai colori del cielo capiamo di essere in un primo pomeriggio. Dall’alto vediamo un pick-up polveroso che percorre una strada sterrata di campagna. Sul retro del pick-up notiamo Frank e Graham. Il pick-up si ferma. Frank e Graham scendono. Il conducente indica qualcosa ai due. Poi Frank e Graham si incamminano nel campo di grano che costeggia la strada. Il pick-up riparte.

Stacco

SCENA 32: EST. CAMPO NOMADI – GIORNO

Soggettiva dell’occhio di Graham che guarda in avanti. Il campo si allarga e vediamo una recinzione metallica. Graham sta guardando al di là di essa aggrappando la mano destra alla rete. La Mdp stacca e inquadra un campo nomadi al di là della recinzione. Vediamo delle baracche l’una accanto all’altra, alcune macchine in cattivo stato parcheggiate e bambini che si muovono per il campo. La Mdp inquadra una donna che sta preparando qualcosa in un pentolone. Tutto in uno stato di assoluta desolazione. La Mdp ritorna sullo sguardo di compassione di Graham. Si sente la voce di Frank accanto a lui (la Mdp non lo inquadra).

FRANK:

Che ne dici?

GRAHAM (Dopo alcuni secondi di silenzio):

Andiamo…

 

La Mdp inquadra tutto da dietro. Il cancello del campo è aperto. Graham e Frank passano da esso. Camminano e si guardano intorno. Ci sono molti bambini nel campo. Poi vedono un uomo sulla cinquantina, ben vestito che si ferma davanti a loro con un sorriso radioso. Graham e Frank lo guardano. Si fermano.

UOMO ELEGANTE:

Buonasera

 

Graham e Frank si guardano l’un l’altro quasi imbarazzati.

FRANK (All’uomo):
Buonasera

UOMO ELEGANTE:
Posso fare qualcosa per voi?

FRANK:

Dipende da chi è lei…

UOMO ELEGANTE:
Io sono il responsabile del campo…

FRANK:

Sembra tutto così tranquillo qui…

UOMO ELEGANTE:
Oh, lo è… Ci vantiamo di avere il campo più tranquillo nel raggio di 400 miglia…

GRAHAM:
Bè… noi cercavamo… si, un posto dove dormire

UOMO ELEGANTE:

Siete fortunati… abbiamo un bungalow a disposizione…

GRAHAM:

E quanto costa?

UOMO ELEGANTE:

Sessanta centesimi al giorno…

FRANK:

E si può trovare del lavoro qui in giro?

UOMO ELEGANTE:
Potete trovare del lavoro a un paio di chilometri da qui, alla Heaton Farm, oppure potete fare dei lavoretti saltuari all’interno del campo, se non avete fretta… così potete pagarvi l’alloggio con i soldi guadagnati…

 

L’uomo si avvicina e stringe la mano a Frank e a Graham.

UOMO ELEGANTE:

Io mi chiamo Mason Hutchinson, piacere

FRANK:
Io sono Frank… scusi se non le dico il cognome, ma sto cercando di dimenticarlo…

UOMO ELEGANTE (Stringendo la mano a Graham):

Spero che almeno lei possa dirmi il suo cognome, altrimenti come farei a segnarla sul registro del campo?

GRAHAM:
Graham Beauford, signore…

UOMO ELEGANTE:
Sh, lasciate perdere il „signore“, chiamatemi Mason… Venite nel mio ufficio…

 

Hutchinson li conduce in una casupola di legno appena ritinta, con un bel vaso di fiori sulla porta. Graham, Frank e Hutchinson entrano nell’ufficio.

SCENA 33: INT. UFFICIO HUTCHINSON – GIORNO

E’ una piccola stanza in legno, con una scrivania e una macchina da scrivere sopra di essa. Hutchinson va alla sedia dietro la scrivania e da un cassetto estrae un registro. Prende penna e calamaio, intinge la punta della penna e comincia a scrivere sul registro. Graham e Frank ancora un po’ imbarazzati assistono.

HUTCHINSON:

Come ha detto che si chiama?

GRAHAM:

Beauford… B E A U F O R D…

HUTCHINSON:

Graham,se ben ricordo… giusto?

GRAHAM:

Esatto…

HUTCHINSON:
Faccia una firma qui sul registro…

 

Graham firma il registro. Hutchinson lo ripone nel cassetto.

HUTCHINSON:

Siete al Bungalow 9… proprio in fondo alla fila… Stasera avremo della musica qui, lo sapete?

FRANK:

Della musica…

HUTCHINSON:

Il campo è piccolo, ma la gente ha buone idee… c’è un ragazzo con la chitarra e tutto il campo si riunirà alle 9 per una suonata… Se invece non avete da mangiare, basta che segniate il vostro nome sulla lista per la mensa… domani verrà il camion e avrete il vostro cibo… e gratis

GRAHAM:

Ma… di chi è questo campo?

HUTCHINSON:

Del governo… storie di appalti e concessioni che non vi sto certo ad elencare… Io dovrei fare il mio solito giro di perlustrazione… Vi auguro una buona permanenza… Se avete bisogno di me e non mi trovate, rivolgetevi pure ai guardiani… li noterete perché indossano la divisa ufficiale del campo

FRANK:
…E… sono armati?

HUTCHINSON:

Niente armi qui dentro… nemmeno un ago per cucire… Se volete scusarmi…

 

Hutchinson si alza dalla sedia ed esce insieme a Graham e a Frank.

SCENA 34: EST. CAMPO NOMADI – GIORNO

Hutchinson saluta Graham e Frank stringendo loro la mano.

Inizia il sottofondo musicale: “Across The Border” di Bruce Springsteen

Graham e Frank si incamminano per le strade del campo.

Dissolvenza

Il sottofondo musicale sfuma.

SCENA 35: EST. CAMPO NOMADI – NOTTE

C’è aria di festa. Un ragazzo magrolino con una chitarra sta cantando un brano folk. Gli occupanti del campo sono disposti a cerchio intorno ad un falò. La notte è tersa. Poi alla fine della canzone, tutti applaudono. Anche Graham e Frank visibilmente divertiti applaudono. Poi il ragazzo si rivolge agli altri.

RAGAZZO:

Che facciamo adesso?

 

Gli occupanti confabulano tra loro per decidere il titolo della prossima canzone. Si sente la voce di Frank (La Mdp non lo inquadra).

FRANK:

“I Ain’t Got No Home”

 

Gli occupanti si zittiscono. La Mdp inquadra Frank che ha appena scelto il titolo. Gli altri occupanti del campo lo osservano. Anche il ragazzo è taciturno e osserva Frank. Poi comincia lentamente a strimpellare cominciando a cantare

I AIN’T GOT NO HOME

Di Woody Guthrie

 

I ain’t got no home, I’m just a-roamin’ ‘round,
Just a wandrin’ worker, I go from town to town.
And the police make it hard wherever I may go
And I ain’t got no home in this world anymore.

My brothers and my sisters are stranded on this road,
A hot and dusty road that a million feet have trod;
Rich man took my home and drove me from my door
And I ain’t got no home in this world anymore.

Was a-farmin’ on the shares, and always I was poor;
My crops I lay into the banker’s store.
My wife took down and died upon the cabin floor,
And I ain’t got no home in this world anymore.

Now as I look around, it’s mighty plain to see
This world is such a great and a funny place to be;
The gamblin’ man is rich an’ the workin’ man is poor
And I ain’t got no home in this world anymore.Non ho una casa, sto vagabondando

Solo un lavoratore a zonzo, vado di città in città

E la polizia è dura ovunque io vada

E non ho più una casa in questo mondo.

 

Fratelli e sorelle li ho appiedati su questa strada

Calda e sporca su cui milioni di piedi sono passati

I ricchi mi hanno preso la casa sbattendomi fuori

E non ho più una casa in questo mondo

 

Lavoravo sui vomeri ed ero sempre povero

Stendevo il mio raccolto in banca

Mia moglie si ammalò e morì sul pavimento

E non ho più una casa a questo mondo

 

Ora mentre mi guardo attorno, è tutto chiaro

Questo mondo è grande e divertente per vivere

Chi azzarda è ricco e chi lavora è povero

E non più una casa in questo mondo

 

Alla fine della canzone c’è il silenzio, poi un bambino intorno ai dieci anni comincia ad applaudire lentamente finché non applaudono in due, tre, quattro e alla fine tutti. C’è uno sguardo di intesa tra il chitarrista e Frank. La Mdp stacca su Graham, che mentre applaude vede la sagoma di un uomo rischiarata leggermente dai lapilli del falò. Graham smette di applaudire e lo osserva stranita. Poi la sagoma si avvicina e la Mdp mostra il volto dell’uomo. E’ Sailor, il ragazzo di colore che Graham incontrò alla Betty Farm. Sailor fa un sorriso a Graham. La gente smette di applaudire e si ricrea il silenzio, mentre il ragazzo che suona comincia ad accordare il “la” della chitarra. Il fuoco scoppietta. Sailor è in piedi, fuori dal cerchio. La gente si volta e lo guarda. Lui guarda a sua volta. Uno del pubblico prende la parola.

UOMO:

Ehi, amico… perché non ti unisci alla festa…

SAILOR (Intimidito):

Non è il mio genere di festa…

UOMO:

E qual è il tuo genere di festa?

SAILOR:

Che cosa volete da me?

UOMO:

Ho sentito dire che i neri sanno cantare… perché non canti una canzone con noi?…

SAILOR:
Ho bisogno di una bottiglia per fare questo…

UOMO:

E a che ti serve una bottiglia… vuoi cantare da sbronzo?

SAILOR:
Voi procuratemi una bottiglia e lo vedrete…

UOMO:

E’ presto fatto…

 

L’uomo tira fuori dalla tasca una bottiglia di gin e la lancia a Sailor. Sailor la acchiappa, la osserva. Tutti guardano Sailor, che si inginocchia prendendo la bottiglia per il collo e sbattendone il corpo su una pietra sporgente dal terreno. La bottiglia si frantuma, ma il collo rimane intatto. Poi leviga alla buona il collo della bottiglia sfregandolo contro la pietra. Quando ha finito, Sailor controlla il collo della bottiglia e fa un sorriso di soddisfazione. Infila il collo della bottiglia nel suo anulare sinistro. La gente lo osserva. Si sente solo lo scoppiettio del fuoco. Poi Sailor entra nel cerchio e fa segno al ragazzo che suona di dargli la chitarra. Il ragazzo si volta per cercare consensi. Graham gli fa segno di si con la testa. Il ragazzo si alza in piedi. Quasi intimidito guarda negli occhi Sailor che lo guarda a sua volta. Poi gli porge la chitarra e si mette a sedere da una parte. Sailor si siede davanti al fuoco, in mezzo al cerchio e, usando il collo di bottiglia come bottleneck slide, comincia a suonare e a cantare

CROSS ROAD BLUES

di Robert Johnson

I went to the crossroad,

fell down on my knees
I went to the crossroad,

fell down on my knees
Asked the Lord above “Have mercy,

save poor Bob, if you please”

Mmmmm, standin’ at the crossroad,

I tried to flag a ride
Standin’ at the crossroad,

I tried to flag a ride
Didn’t nobody seem to know me,

everybody pass me by

Mmmm, the sun goin’ down,

boy, dark gon’ catch me here
Oooo, oooeeee,

boy, dark gon’ catch me here
I haven’t got no lovin’ sweet woman

that love and feel my care

You can run, you can run,

tell my friend-boy Willie Brown
You can run,

tell my friend-boy Willie Brown
Lord, that I’m standin’ at the crossroad,

babe, I believe I’m sinkin’ downArrivai al bivio

Caddi in ginocchio

Arrivai al bivio

Caddi in ginocchio

Chiesi al Signore lassù “Abbi pietà

Salva il povero Bob se puoi”

 

Mmmm, seduto al bivio

Cercai di segnare un sentiero

Seduto al bivio

Cercai di segnare un sentiero

Sembrava che nessuno mi conoscesse

Tutti mi passavano accanto

 

Mmmm, il sole tramonta

Ragazzo, l’oscurità viene a prendermi

Oooo, oooeeee,

ragazzo, l’oscurità viene a prendermi

No ho nessuno donna da amare

Che si prenda dolcemente cura di me

 

Puoi correre, puoi correre

Mi dice il mio vecchio amico Willie Brown

Puoi correre

Mi dice il mio vecchio amico Willie Brown

Signore, me ne sto seduto al bivio

Piccola, mi sembra di affondare

La folla scoppia in un forte applauso. Sailor fa un timido sorriso. Si alza in piedi e restituisce la chitarra al ragazzo che la suonava prima di lui. Il ragazzo è un po’ intimidito, mentre la folla continua ad applaudire. Sailor esce dal cerchio. Graham lo osserva, si alza in piedi e lo segue. Fuori dal cerchio e in disparte, Sailor si accorge di Graham.

GRAHAM:
Complimenti… sei stato davvero… davvero formidabile…

SAILOR:
Perché mi trovo qui allora?

 

Graham è imbarazzato, non sa che dire. Il volto di Sailor sembra rassegnato.

SAILOR:
La musica ce l’ho nelle vene da quando sono nato… ma è questione anche di sentimenti… quando ci siamo visti alla Betty Farm ero un altro e non è passata neanche una settimana… ne ho fatta di strada in così poco tempo… e in così poco tempo ho perso la fiducia in tutto… tranne che nella musica…

GRAHAM:

E cosa vuoi fare adesso?

SAILOR:
Me ne andrò presto… molto prima di voi…

 

Sailor si dirige verso una parte oscura del campo, sparendo dietro le ombre. Graham lo osserva quasi stranito. Poi torna nel cerchio dove il chitarrista ha ripreso a suonare. Si siede nuovamente accanto a Frank che gli volge lo sguardo per un attimo. Mentre l’euforia della gente e il suono scarno della chitarra fanno da sottofondo, la Mdp zooma su Graham.

Stacco

SCENA 36: INT. BUNGALOW – NOTTE

La Mdp riprende Graham che sta dormendo a terra con la sua coperta addosso. Udiamo dei passi e vediamo una mano che lo scuote. Poi la voce di Frank.

FRANK (A Graham):

Presto… andiamocene

 

Graham apre appena un occhio, poi alza la testa e vede Frank che si sta preparando.

GRAHAM (Assonnato):
Che succede?

FRANK:
Andiamocene… questa puzza mi fa pensare strane cose…

GRAHAM:
Ma quale puzza?… Che stai dicendo?

 

Frank si avvicina a Graham ancora mezzo sdraiato.

FRANK:

Benzina

 

Graham in uno scatto si alza in piedi velocemente.

Stacco

SCENA 37: EST. CAMPO NOMADI – NOTTE

Vediamo Frank e Graham che escono silenziosamente dal bungalow e corrono fino alla recinzione in fondo al campo. Il guardiano li vede e urla verso di loro.

GUARDIANO:
Ehi, voi! Dove credete di andare?

 

Graham e Frank si arrampicano per la recinzione. Il guardiano corre verso di loro e mentre va verso di loro si vede un’improvvisa fiammata lungo la stradina principale del campo. Il guardiano cade a terra, mentre Graham e Frank saltano la recinzione e cadono dall’altra parte. Graham e Frank si rialzano e dall’altra parte del recinto vedono il campo che comincia a prendere fuoco, la gente comincia ad uscire dai bungalow e dalle tende, c’è chi scappa, chi brucia, chi si getta negli angoli piangendo. La Mdp zooma sui volti di Frank e Graham mentre nei loro occhi possiamo vedere il fuoco impetuoso nel campo. Frank fa un cenno a Graham e i due cominciano a correre via, su per una collinetta appena fuori dalla recinzione, mentre alle loro spalle il fuoco crea una luce rossa e tetra.

Dissolvenza

SCENA 38: EST. CAMPO – GIORNO

Lo schermo da nero diventa chiarissimo e vediamo un immagine distorta, come da dentro una bottiglia. La Mdp stacca sul volto sporco di Graham che guarda in basso. Poi stacca sul bottleneck slide che aveva fatto Sailor. Graham lo tiene in mano e lo osserva attentamente, se lo mette al dito e fa finta di suonare una chitarra. Frank lo guarda con compassione. Poi Graham crolla a terra e comincia a vomitare. Frank si china su di lui mettendogli una mano sulla schiena. Poi Frank volge lo sguardo in alto. La Mdp stacca e vediamo ancora Graham in ginocchio e Frank accanto a lui, con davanti il corpo di Sailor impiccato al ramo di un albero con una corda. Graham lentamente si riprende e si alza in piedi. Frank va a frugare in una tasca del gilet di Sailor ed estrae una lettera. Poi fruga nella tasca dei pantaloni di Sailor ed estrae una mazzetta di dollari. Li conta.

FRANK:
Centosettanta dollari… è stato lui ad appiccare il fuoco…

GRAHAM (Con uno sguardo disgustato):

Che dice la lettera?

 

Frank la apre e comincia a leggerla.

FRANK:

Per chiunque legga queste righe… se potete, seppellitemi al bivio di Wanderey… niente croci, niente fiori, solo terra… Non ce l’ho fatta a resistere, non sono una persona malvagia… ma la tentazione di fare qualche miglio con centosettanta dollari in tasca era forte… ma io non sono una persona malvagio… mea culpa. Con amore, Sailor

GRAHAM (Commosso):

Dov’è il bivio di Wanderey?

FRANK (Riponendo la lettera nella tasca del gilet di Sailor):

In Louisiana…

 

Graham comincia a piangere. Frank osserva ancora il corpo di Sailor.

FRANK (Al corpo di Sailor):

Mi dispiace amico… ma la Louisiana è lontana da qui…

 

Graham, piangendo, sistema il bottleneck all’anulare destro di Sailor, poi si incammina. Frank guarda con compassione il cadavere per un’ultima volta, poi segue Graham.

Stacco

SCENA 39: INT. BAR – GIORNO

Soggettiva di un boccale di birra. Poi i primi piani di Graham e Frank che guardano il boccale fissandolo quasi straniti. Alcuni avventori del bar guardano Graham e Frank quasi con sguardo di sfida. La cameriera porta due sandwich per Graham e Frank. I due distolgono lo sguardo verso la cameriera. Graham le accenna un leggero sorriso. Poi Frank comincia a mangiare. Tre uomini al bancone, all’apparenza camionisti, squadrano Graham e Frank mentre devono le loro birre. Uno di loro inveisce verso Frank.

CAMIONISTA:

Ehi biondino… con che cazzo credi di pagarlo quel sandwich?

Frank lentamente e con la bocca piena si volta verso l’uomo. Finisce di masticare.

FRANK:

Li ho i soldi… che cazzo credi?

CAMIONISTA:

Magari sei quello che ha dato fuoco al campo di Hutchinson…

FRANK:

Le tue supposizione te le puoi mettere anche nel culo…

 

Il camionista minaccioso si avvicina a Frank che sta mangiando. Gli altri due al bancone sghignazzano.

CAMIONISTA:

Che hai detto?

 

Frank è tranquillo e continua a mangiare il suo sandwich. Graham appare più agitato e osserva la scena. Poi il camionista sputa nel boccale di birra di Frank. Frank velocemente prende il boccale e getta la birra in faccia al camionista. Poi si alza in piedi e gli dà un pugno in faccia. Gli altri due si muovono velocemente per difendere il collega, che finisce a terra contro un altro tavolo. Il padrone del bar esce da dietro il bancone con una mazza da baseball in mano.

PADRONE (Gridando arrabbiato):
Adesso basta… fuori di qui

 

Sia Frank che il camionista si bloccano, minacciati dal padrone che sta roteando la sua mazza da baseball. Graham è agitato, si alza in piedi. Indietreggia di qualche passo. Frank, pulendosi i denti con la lingua, estrae il denaro da una tasca e lo mette con violenza sul tavolino.

FRANK:

Questo è per il nostro pranzo oste… e per le birre dei buontemponi qui presenti…

 

Il camionista si rialza da terra.

CAMIONISTA:

Ficcatelo nel culo il tuo denaro di merda, pezzo di letame…

PADRONE (Al camionista):

Zitto, Tony… e vergognati…

Frank prende il suo cappotto e lo indossa. Graham prende la sua sacca.

FRANK (A Graham):

Andiamo…

CAMIONISTA (Arrabbiato a Frank):
Quando vuoi noi siamo qua, biondino…

 

Frank si volta verso di lui con sguardo tranquillo ed esce dal bar insieme a Graham. La Mdp stacca e zooma sul camionista, arrabbiato, mentre gli altri due si avvicinano a lui.

CAMIONISTA:

Questo non c’arriva al confine dello stato…

 

Il padrone torna dietro al bancone e posa la mazza.

PADRONE (Al camionista):

Non qui dentro, Tony…

 

Il camionista torna al bancone scotendosi la camicia.

Stacco

SCENA 40: EST. COLLINA – NOTTE

Soggettiva delle mani di Graham, pronte a scrivere sul diario. Poi la Mdp stacca su Frank che sta dormendo accanto a lui. Il fuoco è acceso. Poi la Mdp stacca sulla figura intera di Graham, seduto e appoggiato con la schiena ad un albero. Graham comincia a scrivere. La voce fuori campo scandisce ciò che Graham sta scrivendo.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):

La California è sempre più vicina… comincio quasi a sentire un odore diverso nell’aria, ma qui tra le colline fangose di Stockton rimane sempre la depressione di un paese che non riesce a risollevarsi da tutte le cadute finanziarie che ha subito… Sono stanco, ho fame, ho sete e ho freddo… la borraccia è piena ma dobbiamo risparmiare un po’ d’acqua per domani, ma sono stanco di bere caffè allo sputo… Penso molto alla mia famiglia, e sto cercando davvero di capire se ho fatto le scelte giuste, prese tutte all’istante, su quel cuscino…

 

Gli occhi di Graham si scostano dalla pagina, guardando avanti. La Mdp zooma sul volto di Graham

Stacco

(Continua)

FLASHBACK

SCENA 41: INT. CASA DEI BEAUFORD – NOTTE

Ritroviamo il flashback in casa come lo avevamo lasciato. Graham osserva commosso suo padre Willie che tossisce soffrendo per le ferite inflitte dai poliziotti.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):

Sapevo che mio padre avrebbe sofferto per un sacco di cose, per la terra, per i poliziotti, per le banche, per l’asma, per la sua famiglia, per i suoi figli… soffrì come un matto per me, quando tre anni prima uccisi l’amante di mia madre per legittima difesa… E pensando alla verità, lui aveva già vissuto una vita intera…

 

Graham con le lacrime agli occhi alza il capo. Willie continua a tossire. Graham afferra il cuscino e lentamente lo preme sul volto di suo padre. Willie si dimena con le poche forze che gli rimangono. Mentre soffoca suo padre, Graham chiude gli occhi dai quali vediamo uscire delle lacrime. Poi Willie smette di dimenarsi, esalando l’ultimo respiro. Graham molla la presa e toglie il cuscino. La Mdp inquadra il volto senza vita di Willie con gli occhi sbarrati e la bocca semiaperta. Graham stringe a sé il cuscino piangendo. La Mdp fa un carrello a ritroso in camera da letto, con Graham inginocchiato sul letto di fianco a suo padre ormai morto.

FINE FLASHBACK

Stacco

SCENA 42: EST. COLLINA – NOTTE

Graham e Frank stanno dormendo dietro al fuoco, vicino all’albero. Poi vediamo una mazza da baseball avvicinarsi e colpire Frank allo stomaco. Per effetto di un montaggio frenetico, vediamo delle persone che pestano a sangue Frank e Graham con le mazze da baseball. Poi li alzano in piedi spingendoli contro il tronco dell’albero. Sono i tre camionisti che Frank e Graham avevano incontrato la mattina stessa al bar. Uno dei tre tiene fermo Graham prendendolo per i capelli e tenendogli la testa su, bloccandogli il corpo con la mazza da baseball. Gli altri due tengono Frank per i capelli. Tony, il camionista che aveva cominciato la zuffa nella mattina va sul volto di Frank.

TONY:

Perché non provi adesso a fare il furbo, biondino…

 

Frank si dimena. Poi sputa in faccia a Tony. Gli altri due cominciano a ridere. Tony indietreggia e si asciuga il volto e comincia a ridere anche lui. Anche Frank comincia a ridere. Poi Tony estrae dalla giacca una pistola e la punta in faccia a Frank. Tutti smettono di ridere, tranne Frank che ride di santa ragione. Graham invece continua a dimenarsi, tenuto a bada dall’altro camionista.

FRANK (Ridendo):

E bravo bambino… si è portato anche la pistola dietro ah ah ah…

TONY (Minaccioso):

Non cercare di sfidarmi, verme schifoso…

FRANK (Continuando a ridere):

Ah ah ah… dai sparami stronzo di merda, sparami…

 

Lo sguardo di Tony si fa ancora più minaccioso. Frank smette di ridere.

FRANK (Con sguardo deciso):

Sparami!

 

Tony preme il grilletto. La scena va a rallentatore. Uno sparo nella notte. Il proiettile colpisce Frank in piena faccia. Vediamo Graham che grida (sempre a rallentatore)

GRAHAM:
Nooooooooooooooooooo!!!

 

Il corpo di Frank crolla a terra. La scena torna a velocità regolare. Tony e l’altro cominciano a riempire Graham di botte e di colpi di mazza da baseball allo stomaco. Poi, anche Graham crolla a terra. I tre smettono di pestarlo. Tony si fruga in tasca ed estrae alcuni biglietti da un dollaro. Li getta addosso a Graham che si sta dimenando per il dolore.

TONY:

Questi sono per il disturbo e per i vostri sandwich di oggi, brutti vermi

 

Tony sputa addosso a Graham che continua a dimenarsi. Poi, Graham si ferma, sdraiato, e guarda in alto, con la faccia sporca di sangue. In sottofondo sentiamo il rumore dei grilli e del fuoco che scoppietta. La Mdp zooma sul volto insanguinato di Graham, illuminato dal falò.

Stacco

SCENA 43: EST. COLLINA – GIORNO

Vediamo Graham seduto sotto l’albero. Ha le mani incrociate sulle ginocchia. Accanto vediamo un mucchio di terra rialzato, dove Graham ha seppellito Frank. Graham guarda avanti a sé. Il suo volto è martoriato dai lividi sulla fronte, sulle guance e sulle labbra. Un raggio di sole filtra tra i rami dell’albero illuminando il volto di Graham. Graham afferra la borraccia che ha accanto a sé, la apre e cerca di bere, ma la borraccia è vuota e cadono solo poche gocce. Poi Graham si alza in piedi e si scuote le mani. Poi guarda il mucchio di terra dove ha seppellito Frank. Soggettiva del mucchio di terra, sul quale è stata tracciata una croce fatta a mano. Graham recupera la sua sacca, vi ripone la coperta, il recipiente per il caffè, i chicchi di caffè e i soldi di Frank. Poi dà un calcio alla borraccia gettandola giù dalla collina. Sentiamo il cinguettio degli uccellini. Poi Graham, con fatica, si mette la sacca in spalla e comincia a camminare giù dall’altra parte della collina.

Sottofondo Musicale: “My Hometown” di Bruce Springsteen.

Stacco

SCENA 44: SCENE IN ESTERNO – GIORNO

Il sottofondo musicale continua. Vediamo una serie di riprese in esterno, dove Graham cammina per la strada, per i campi, su per le colline, attraversa ponti.

Continua

SCENA 45: SCENE IN ESTERNO – NOTTE

Il sottofondo musicale continua. Vediamo Graham appoggiato con la schiena ad un albero, col fuoco davanti e la coperta addosso. E’ sveglio e guarda avanti a sé. La Mdp zooma su di lui.

Continua

SCENA 46: EST. LINEA DI CONFINE – GIORNO

Il sottofondo musicale continua. Vediamo Graham che passa la linea di confine tra l’Arizona e la California. La Mdp ruota di 180° su sé stessa mentre Graham si allontana dall’obbiettivo.

Continua

SCENA 47: EST. CASA DI MONTY BEAUFORD – GIORNO

Il sottofondo musicale continua. Graham cammina verso la Mdp guardando in avanti. Poi si ferma. Il sottofondo musicale sfuma. L’immagine stacca alle spalle di Graham. La Mdp sale e inquadra una fattoria in cima ad una collinetta. C’è una strada sterrata che porta ad essa. Intorno ci sono degli alberi che la circondano. Graham inizia a percorrere la strada sterrata. Poi l’immagine stacca quando Graham arriva alla porta. Bussa. L’immagine stacca alle spalle di Graham. Dietro la porta a vetri appare un volto femminile. E’ Marylou, 39 anni, la giovane moglie di Monty Beauford, zio di Graham. Ha capelli lunghi neri e dei bellissimi occhi. Osserva Graham. Graham rimane sulla porta con sguardo sorpreso.

MARYLOU:
Come sei cresciuto Graham…

GRAHAM:

Ciao Marylou

 

Marylou accenna un sorriso ma ha lo sguardo triste.

MARYLOU:

Vuoi entrare?

GRAHAM:

Magari…

 

Marylou apre la porta a rete. Graham entra.

SCENA 48: INT. CASA DI MONTY BEAUFORD – GIORNO

Graham chiude la porta a rete. Si guarda intorno e vede che la casa è piuttosto desolata, con oggetti raggruppati in alcuni scatoloni. Il pavimento è leggermente sporco. Poi Marylou si volta verso Graham. Graham la osserva, poi continua a guardarsi intorno.

GRAHAM:

Che avete combinato qua?… E la mamma?

MARYLOU:

Tua madre non è mai arrivata qua… non abbiamo avuto più notizie di lei…

 

Marylou si fa dare da Graham la sacca da viaggio e la appoggia in un angolo. Poi Marylou si mette a sedere ad un tavolino e fa cenno a Graham di sedersi anche lui. Graham si siede.

GRAHAM:

Papà mi aveva detto che sarebbe venuta qui…

MARYLOU:
Conosci tuo padre e il bene che vuole alla tua famiglia…

 

Graham, quasi commosso, ha uno sguardo quasi sconcertato.

MARYLOU:

Se fosse stato per tuo padre, la cara Lauren avrebbe vissuto altri 2000 anni…

GRAHAM (Con le lacrime agli occhi):
Che ne è della piantagione?

MARYLOU:

E’ tutto finito Graham… tutto finito…

GRAHAM:

Ve ne state andando anche voi?

MARYLOU:

No… soltanto io…

GRAHAM:

Che vuoi dire?

 

Marylou si alza dalla sedia e fa cenno a Graham di seguirla. Graham la segue. I due arrivano in camera da letto. Graham guarda nella stanza e vede suo zio Monty, 73 anni, disteso sul letto. Accanto al letto c’è una sedia a rotelle e un comò con alcune medicine sopra. Graham avanza nella camera da letto e arriva di fianco al letto, guardando in faccia Monty, che con fatica comincia ad aprire gli occhi. Monty apre gli occhi e vede Graham.

MONTY (sofferente):

Graham… come sei cresciuto…

GRAHAM:

Ciao zio…

MONTY:

Lo sapevamo che qualcuno sarebbe arrivato fin qui… tu quanto tempo hai camminato?

GRAHAM:
Abbastanza…

 

Graham prende la mano di Monty e gliela stringe. Monty tossisce faticosamente.

MONTY:

Ci hanno sfinito, lo sai? Le banche, le istituzioni… non ho più neanche un filo di piantagione… ho ceduto tutto alle banche… mi è rimasto questo soffitto, e questo pavimento, e queste mura… ancora per poco

GRAHAM:

Non ti sforzare, zio… credo che tornerò da dove sono venuto allora…

MARYLOU:

Puoi restare qui se vuoi… ti preparo un bagno caldo…

GRAHAM:

Buona idea…

 

Graham si volta nuovamente verso Monty, che lo osserva.

MONTY:

Graham… sei cresciuto davvero…

 

Graham accenna un sorriso.

GRAHAM:

Riposati, zio…

 

Graham lascia la mano di Monty che chiude nuovamente gli occhi. Graham e Marylou escono dalla camera.

Stacco

SCENA 49: INT. CASA DI MONTY BEAUFORD – BAGNO – NOTTE

La Mdp inquadra la finestra del bagno. Il sole è appena tramontato. C’è uno sfondo rossastro con davanti un albero in penombra. Poi la Mdp stacca su Graham, seduto nella vasca con l’acqua fino al collo e uno straccio sugli occhi. Sentiamo il rumore dell’acqua mentre Graham si muove leggermente. Poi Graham si accorge di qualcosa e si toglie la benda. Davanti a lui c’è Marylou, seduta sul bordo della vasca. Graham sembra quasi imbarazzato.

MARYLOU:

E’ abbastanza calda l’acqua?

GRAHAM (Imbarazzato):

Sei venuta a controllare che non me ne vada?

MARYLOU:

E perché dovresti andartene?

GRAHAM:

L’acqua è molto calda…

 

Marylou china la testa. Graham la osserva.

GRAHAM:

Cosa ha?

MARYLOU:

Cancro…

GRAHAM:

Per quanto ancora?
MARYLOU:
Forse adesso, forse domani… difficilmente più tardi…

GRAHAM (Con sguardo quasi rassegnato):

Come ti senti?

MARYLOU:

Ci sono abituata… tuo zio mi ha dato tanto, molto più di quanto io abbia dato a lui… e alla fine sapevo già che ci saremmo trovati in situazioni come questi… soprattutto dopo che il male ha cominciato a manifestarsi…

GRAHAM (Tenendo la mano a Marylou):

Mi dispiace Marylou… mi dispiace davvero…

MARYLOU:

Ricordi quando da bambino mi giravi sempre intorno… credevo quasi che fossi innamorato di me…

GRAHAM:

Forse lo ero davvero…

MARYLOU:

Avevi solo dieci anni…

GRAHAM:

Ero intelligente anche a dieci anni…

MARYLOU:

Mi ricordo che tuo padre chiamava Monty “vecchio puttaniere”

 GRAHAM:

Beh, lui aveva cinquant’anni e tu nemmeno venti

 MARYLOU:

Nessuno vieta di innamorarsi di un uomo trent’anni più vecchio di te

 

Graham accenna un sorriso.

MARYLOU:

Dai, fai presto… tra poco la cena è pronta…

 

Marylou si alza dal bordo della vasca e torna in salotto. Graham la osserva mentre esce. Poi, timidamente si guarda le parti basse e poi ristende la testa al bordo della vasca.

Stacco

SCENA 50: INT. CASA DI MONTY BEAUFORD – SALOTTO – NOTTE

La Mdp inquadra un machete in una vetrinetta di legno alla parete. Ha una lama di circa 50 centimetri che risplende nella penombra del salotto, illuminato da una lampadina che penzola dal soffitto. La vetrinetta è ben levigata e lucidata rispetto al resto del salotto piuttosto malmesso. Graham è davanti alla vetrinetta che guarda il machete. Marylou si avvicina a lui. Gli mette una mano sulla spalla.

MARYLOU:

Ehi Graham… c’è un po’ di minestra per te…

GRAHAM (Osservando il machete):

E questo da dove viene?

MARYLOU:

E’ un Wessen di fabbricazione tedesca del 1879… è stato utilizzato soltanto una volta per decapitare un uomo… Tuo zio lo comprò ad un’asta dieci anni fa, pagandolo tremila dollari… La lama è perfettamente affilata e la fondina è stata restaurata in Messico… vedi quel simbolo “MB”?

 

Soggettiva della fondina esposta nella vetrinetta accanto al machete. Si nota il simbolo “MB”, cucito nel cuoio della fondina.

GRAHAM:

“MB”… Monty Beauford…

MARYLOU:

La fece incidere a Tijuana per poterla esporre… era una delle poche cose di cui andava fiero… ma adesso anche questa finirà in altre mani…

 

Graham si sposta dalla vetrinetta e si siede a tavola con davanti il suo piatto di minestra. Marylou si siede di fronte a lui. Graham prende in mano il cucchiaio, poi si accorge che Marylou lo sta osservando.

GRAHAM:
Tu non mangi?

 

Marylou gli fa un sorriso affascinante. Graham abbassa il capo verso la minestra e ne mangia un cucchiaio, poi volge lo sguardo verso Marylou e le fa un sorriso. Marylou appare malinconica.

Stacco

SCENA 51: INT. CASA DI MONTY BEAUFORD – STANZA DI GRAHAM – NOTTE

Graham sta guardando fuori dalla finestra, sdraiato bocconi sul letto a torso nudo. La luna è alta nel cielo terso e splende sopra l’albero in penombra. Graham continua a guardare fuori. Poi si china e raccoglie la sua sacca. La apre ed estrae il diario. Apre ad una pagina vuota e prende la matita cominciando a scrivere. La voce fuori campo scandisce ciò che Graham sta scrivendo.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):

Qualcuno uccide tanto per uccidere…… So che ho vissuto una vita strana… non capisco se certe cose sono sbagliate o giuste, non capisco se il bianco è il nero o se il nero è il bianco…

 

La Mdp zooma su Graham mentre sta scrivendo.

Continua

SCENA 52: INT. CASA DI MONTY BEAUFORD – CAMERA DA LETTO DI MONTY – NOTTE

Vediamo Graham che si avvicina a Monty.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):

…Solo una cosa riesco a capire… non ci sono più valori, niente… tutto è perduto…

 

Graham osserva per qualche secondo suo zio. Poi gli prende la mano e lo scuote leggermente. Graham fa uno sguardo rassegnato. Capisce che Monty è morto. Lascia cadere la sua mano facendola penzolare giù dal letto.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):
Troppo tempo sono stato a guardare senza fare niente… è  arrivata davvero l’ora di far sentire che ci sono anch’io…

 

Graham osserva il corpo di Monty. Si fa il segno della croce.

GRAHAM:

Che Dio ti benedica, vecchio puttaniere

 

Graham esce dalla stanza di Monty, mentre lui giace con la mano che penzola giù dal letto.

Continua

SCENA 53: INT. CASA DI MONTY BEAUFORD – SALOTTO – NOTTE

Graham apre la vetrinetta e prende il machete e la sua fondina. Lo infila nella fondina e se la lega intorno al petto tenendo il machete al suo fianco. Poi si infila una giacca stracciata di velluto e si sistema in modo da tenere nascosto il machete sotto la giacca.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):

E’ ora di fare piazza pulita

 

Graham si mette in spalla la sacca ed esce dalla porta a rete.

Stacco

SCENA 54: EST. CASA DI MONTY BEAUFORD – NOTTE

Graham comincia a camminare lungo la strada sterrata che scende giù per la collinetta. Il paesaggio è illuminato dalla luna che splende nel cielo stellato. Graham si volta verso la casa di Monty e vede la figura di Marylou dietro la porta a rete. Graham si ferma e la osserva. Notiamo Marylou dietro la porta a rete che alza la mano per salutare Graham. Graham continua ad osservarla e fa un leggero sorriso.

SCENA 55: INT. CASA DI MONTY BEAUFORD – NOTTE

Vediamo la scena dall’interno. La Mdp riprende di spalle Marylou con una vestaglia bianca che risplende intorno alla penombra del salotto. Marylou sta salutando Graham. Poi la Mdp stacca in un profilo in primo piano di Marylou con uno sguardo malinconico che guarda Graham.

MARYLOU (Sottovoce):

Buona fortuna…

 

SCENA 56: EST. CASA DI MONTY BEAUFORD – NOTTE

Graham guarda ancora verso la casa. Poi si volta e scende lungo la strada sterrata con la sacca in spalla. La Mdp si alza e allarga il campo inquadrando Graham che se ne va.

Stacco

SCENA 57: INT. BAR – GIORNO

Siamo nel bar dove Frank e Tony litigarono. Tony se ne sta seduto al bancone bevendo la sua birra insieme agli altri due compari. Il padrone dietro il bancone ride con loro.

TONY:

… E così la feci salire sul camion… aveva una gonna strettissima e il mio “coso” iniziò a pungermi… e allora lei mi guardava mentre con una mano guidavo e con l’altra tenevo fermo l’uccello…

 

Il padrone e gli altri due ridono. La Mdp allarga il campo a ritroso fino ad inquadrare Graham ad un tavolino che finisce di mangiare un sandwich. Ha sempre la giacca indosso. Ha uno sguardo quasi allucinato. Con un sontuoso rumore, Graham si schiarisce la voce. Tony e gli altri smettono di ridere e guardano Graham, messo di spalle. Notiamo che nel locale ci sono solo Graham, Tony, il padrone e i due camionisti.

TONY (Al padrone):

Ehi… quello lì mi sembra di conoscerlo…

PADRONE:

E dove l’hai visto?

TONY:
Ma si… è il compare del biondino… quello che adesso se ne sta in culo all’inferno…

 

Tutti ridono. Tony si alza dallo sgabello e lentamente si avvicina a Graham. Vediamo che Graham sfila il machete da sotto la giacca senza che Tony se ne accorga. Tony si sta avvicinando.

TONY (A Graham):

Ehi… non ti è bastata l’ultima lezione?

 

Da qui in poi la scena è a rallentatore. Con uno scatto Graham si volta e dà un colpo di machete nello stomaco di Tony, infilzandolo. Tony grida per il dolore e crolla a terra sanguinante. Poi Graham si catapulta sugli altri due. Uno di loro ha una mano appoggiata al bancone. Con un colpo di machete, Graham gliela mozza completamente, poi dà un colpo di machete nello stomaco al terzo camionista che crolla a terra anch’egli sanguinante, mentre il secondo si sposta dal bancone con la mano monca gridando di dolore. Notiamo che la mano mozzata è rimasta sul bancone colmo di sangue. Poi gira il machete verso il padrone che intanto ha afferrato la mazza da baseball. La scena torna a velocità regolare. Vediamo Graham che tiene il machete puntato al collo del padrone del bar. I due si guardano negli occhi. Il padrone è impaurito mentre Graham appare calmo ma con gli occhi pieni di rabbia. Il padrone trema. Graham vede la mazza da baseball.

GRAHAM (Al padrone):

Gettala…

 

Il padrone del bar getta per terra la mazza da baseball e alza le mani. Poi Graham mette la mano sinistra in tasca mentre con la destra tiene il machete puntato alla gola del padrone. Estrae alcuni biglietti da un dollari e li getta addosso al padrone.

GRAHAM:

Questi sono per il disturbo… e per le loro birre…

 

La Mdp stacca sul secondo camionista con la mano monca che trema pallido a terra. Graham toglie velocemente il machete dalla gola del padrone e lo rimette nella fondina. Torna al tavolo, prende la sua sacca ed esce dal bar. C’è silenzio. Il padrone si erge dal bancone e vede il camionista con la mano monca ancora tremante e pallido a terra e gli altri due, ormai cadaveri, con la pancia infilzata.

Comincia la voce fuori campo di Graham.

Sottofondo Musicale: “Independence Day” di Bruce Springsteen

SCENA 58: EST. COLLINA – NOTTE

Il falò è acceso. Graham ha la sua coperta addosso e sta scaldando del caffè. E’ seduto per terra, appoggiato al tronco di una grossa quercia. Appena il caffè è pronto Graham lo beve a lunghi sorsi. Poi cerca di asciugare il recipiente mettendolo sul fuoco. Si volta e prende la sacca estraendo il diario. Apre ad una pagina vuota, prende la matita e comincia a scrivere. La voce fuori campo scandisce quello che sta scrivendo Graham.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):

Il vento soffia freddo, mi sono messo la coperta addosso… Ho scaldato del caffè e mi sono sdraiato nella notte nera.. Sono sveglio, sono sveglio signore… col mio machete accanto a me…

 

Continua

SCENA 59: EST. BRIGHTON RANCH – GIORNO

Ci ritroviamo nella stessa scena dell’inizio. Vediamo la sagoma di un uomo avanzare verso il Brighton Ranch. La Mdp stacca e inquadra l’uomo. E’ George, che sta avanzando verso il ranch. Sembra stanco, ha la barba incolta e la faccia scottata dal sole. Il terreno è polveroso e desertico. Continua la voce fuori campo di Graham.

VOCE FUORI CAMPO (Graham):

Gesù mio sono spiacente, ma il tuo amore grazioso e la tua pietà non riescono a riempire il mio cuore stanotte… non come può farlo un buon fucile e il nome di chi dovrei uccidere…

 

George continua a camminare. Si sentono delle grida confuse. George fa uno sguardo ignaro, cercando di capire da dove provengano. Poi un colpo di fucile raggiunge il petto di George che crolla a terra. Lo sparo echeggia.

Stacco

SCENA 60: EST. COLLINA – NOTTE

Graham mette via il diario e prende il machete scaldando la lama sul fuoco. Poi lo infilza nel terreno. Si volta e guarda nuovamente nella sacca, estraendo la foto di Sam Hopkins. Graham la osserva davanti al fuoco. Fa quasi uno sguardo di sfida alla foto, poi la getta nel falò. Graham si volta e si mette a dormire. La Mdp stacca sul falò, inquadrando la foto di Sam Hopkins che brucia. Il sottofondo musicale sfuma.

Dissolvenza.

Didascalia su schermo nero.

A Nerone (1994 – 2001)

“Ci rivedremo un giorno, se anche i cani vanno in paradiso”

Sottofondo Musicale: “The New Timer” di Bruce Springsteen

Titoli di coda

FREIGHT YARD 114™

SCALO FERROVIARIO 114

 

Diretto da JOHN SAYLES

 

Prodotto da CESARE CARUGI

Per CADILLAC RANCH PRODUCTIONS INC.

 

Scritto da CESARE CARUGI

 

Basato sulla canzone “THE NEW TIMER”

Scritta da BRUCE SPRINGSTEEN

 

Fotografia di ADAM KIMMEL

 

Montaggio di STUART LEVY

 

Musiche composte da ROY BITTAN

 

Tracce scelte appositamente da CESARE CARUGI

 

Cast & Characters

 

BILLY CRUDUP (Graham Beauford)

NICK NOLTE (Frank)

DAVID STRATHAIRN (George)

BILLY BOB THORNTON (Jack)

ROBERT DUVALL (Willie Beauford)

HARRY DEAN STANTON (Monty Beauford)

MARIE RICHARDSON (Marylou Beauford)

FRANCES MCDORMAND (Lauren Beauford)

OMAR EPPS (Sailor)

Songlist :

 

the new timer

the ghost of Tom Joad

across the border

my best was never good enough

written & performed by BRUCE SPRINGSTEEN

Available on “THE GHOST OF TOM JOAD”

 

gave it a name

happy

when you need me

this hard land

written & performed by BRUCE SPRINGSTEEN

Available on “TRACKS”

 

my hometown

written & performed by BRUCE SPRINGSTEEN

Available on “BORN IN THE USA”

 

independence day

written & performed by BRUCE SPRINGSTEEN

Available on “THE RIVER”

 

cross road blues

written & performed by ROBERT JOHNSON

Available on “COMPLETE RECORDINGS”

 

this land is your land

i ain’t got no home

written & performed dy WOODY GUTHRIE

Available on “Dust Bowl Collection”

 

 Soundtrack available on CADILLAC RANCH RECORDS

 

FREIGHT YARD 114™

 

The End

© 2001 Cadillac Ranch Productions Inc.

® All Rights Reservd

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