I nuovi registi del 2015: 07 – Silvio Soldini

Benvenuti alla settima puntata di questa nuova rubrica in cui andrò a presentare i registi che sono entrati nella lista del 2015.

Se qualcuno non lo sapesse, ogni anno le liste dei registe e degli attori, vengono revisionate per far uscire gli artisti che vengono utilizzati di meno su CK e nella realtà; se qualcuno volesse vedere le regole può farlo sul forum al seguente LINK.

La novità di quest’anno è che chi vince uno dei seguenti premi entra direttamente in lista; i premi sono i CK Awards, gli Oscar, i Golden Globe, Il Festival del cinema di Venezia e quello di Cannes.

Dopo FukugaLinklaterMiller , Lucky McKeeMarco Ponti e Kevin Smith è il turno del regista italiano arrivato in lista grazie alla regia di “L’Onironauta” della Ramaya Productions.

Silvio Soldini

Valore di mercato: 800.000€k

BIOGRAFIA: Silvio Soldini

A 21 anni lascia la facoltà di scienze politiche e si trasferisce a New York per studiare cinema alla New York University. Da questa esperienza nasce Drimage, il suo primo cortometraggio.
Torna a Milano nel 1982 dove inizia a lavorare come traduttore di telefilm americani e come aiuto regista pubblicitario. La voglia di cinema si alimenta grazie all’amicizia con un gruppo di appassionati (come Luca Bigazzi che sarà poi il suo direttore della fotografia) con i quali realizza Paesaggio con figure (1983) e Giulia in ottobre (1985).
Insieme a Giorgio Garini e Daniele Maggioni fonda la casa di produzione Monogatari con la quale realizzerà, nel 1990, il suo primo lungometraggio L’aria serena dell’ovest, in concorso a Locarno, uno tra i film più rappresentativi di quella tendenza alla rinascita che fu chiamata Nuovo Cinema Italiano.

Autore colto e raffinato, di certo tra i più importanti di questi anni, è assolutamente limitante considerarlo semplice erede della commedia all’italiana degli anni cinquanta esessanta anche se, come molti registi della generazione precedente (De Sica, Monicelli, Comencini, Loy), Soldini ha dimostrato di trovarsi a proprio agio sia con film più impegnativi, come Brucio nel vento, Un’anima divisa in due e Le acrobate, che con commedie sentimentali e rocambolesche, come Pane e tulipani e Agata e la tempesta.

D’altronde la sua formazione, per così dire “accademica”, lo rende autore sensibile e preparato mentre il suo cinema si è sviluppato secondo una notevole unità tematica e formale: il semplice rigore della regia, la concezione del cinema come lente che legge la vita, la leggerezza del tocco, sono solo alcuni degli elementi che concorrono a definire lo stile mentre inquietudine e tensione a percorrere il cambiamento sono i temi forti che innervano le sue storie e i suoi personaggi.
Difficile quindi individuare un modello di riferimento per un regista che, al contrario, ha saputo portare una sua propria originalità nel farsi di un cinema poco legato alla tradizione italiana e invece molto attento ad un respiro più ampio, quasi universalistico anche quando narra, come spesso gli accade, storie di provincia e di “semplici” sentimenti.

Nel 2014 il documentario Per altri occhi – avventure quotidiane di un manipolo di ciechi ha vinto il Nastro d’Argento come miglior documentario. L’idea del film è venuta a Soldini come si è trovato in cura presso un fisioterapista non vedente[2].

È fratello del velista Giovanni Soldini. (Fonte Wikipedia).

Filmografia: MYmovies

Come per Marco Ponti entra nella lista del 2015 grazie alla scelta di Luca D, della Ramaya di affidargli la regista de “L’onironauta“, ma a differenza del collega italiano per lui è l’esordio sui lidi cinematikini.

Domande di rito:

Dato che nessuno prima di Luca D lo aveva assunto, secondo voi questo stato è dettato dal fatto che sia un regista non troppo commerciale o perchè è Italiano.

Gli fareste dirigere una commedia oppure lo preferireste assumere per dirigere un documentario?

Prossima puntata: Ben Stiller

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