Recensione in anteprima – Con Minions & Monsters, Pierre Coffin torna a giocare con la mitologia dei Minions, ma questa volta spinge l’intero franchise in un viaggio attraverso la storia del cinema. Non è solo un prequel, non è solo un origin story: è un film che tenta di trasformare gli ometti gialli in protagonisti della nascita della Settima Arte. Al cinema dal 1 luglio 2026.
Hollywood, gli anni Venti e la nascita del cinema
La cornice narrativa è brillante: Olivia (Allison Janney) una guida turistica conduce un gruppo di bambini attraverso un percorso dedicato alla storia di Hollywood e si ferma davanti a due Minions che nessuno riconosce. Sono Harry e James, e la guida rivela che furono fondamentali per la genesi del cinema.
Da qui si apre un racconto che attraversa gli anni Venti, l’arrivo del sonoro, la costruzione del linguaggio cinematografico. Harry è un filmmaker nato, James un inventore di storie: insieme vogliono realizzare un monster movie per conquistare la “banana dorata” (una specie di Oscar), massima onorificenza cinematografica.
Il film si colloca prima degli eventi del primo Minions e diventa una cavalcata attraverso la “preistoria del cinema”, con riferimenti diretti ai pionieri: Muybridge con la sua fotografia in movimento, i Lumière con i loro celeberrimi primi cortometraggi, Méliès, Chaplin, Keaton, Harold Lloyd e tanti altri. Coffin non si limita a citarli: li reinventa, li mette in scena, li fa interagire con i Minions come se fossero parte integrante della loro storia.

Citazioni, omaggi e sovraccarico visivo
Il film è una celebrazione totale del cinema, ma anche un accumulo continuo di riferimenti. Oltre ai pionieri, compaiono omaggi a Casablanca, Lo squalo, Quarto Potere, E.T., Matrix, e perfino Forrest Gump nella celebre scena dell’autobus. Tutte scene riconoscibili ai grandi esperti di cinema e a qualche appassionato e sempre estremamente divertenti per come i Minions si intrufolano, spesso da protagonisti, nella scena.
C’è persino un cameo di George Lucas, intrappolato in una teca da museo, a testimoniare quanto Coffin voglia abbracciare l’intera storia del cinema, non solo quella delle origini. La corsa di Harry e James, insieme a centinaia di Minions e nuovi personaggi, contro mostri di ogni tipo e soprattutto nel far west, diventa un pretesto per attraversare generi ed epoche. Tra questi mostri spicca una massa di gelatina arancione piena di occhi, chiaro omaggio a The Blob – Fluido mortale.
Il problema è che questa densità rischia di diventare eccessiva: ogni scena contiene una citazione, spesso molte. Il film è talmente pieno di arte cinematografica e di storia del cinema da risultare a tratti sovraccarico. I 90 minuti diventano lunghi non per la durata, ma per la quantità di materiale inserito. La trama, semplice e lineare, viene dilatata da gag e riferimenti che allungano il ritmo e appesantiscono la narrazione.

La saga dei Minions e il ritorno di Coffin
Per comprendere il film, è utile ricordare la traiettoria del franchise: Cattivissimo Me (2010) introduce i Minions come spalle comiche; Minions (2015) racconta la loro ricerca di un padrone cattivissimo; Minions 2 (2022) li lega all’infanzia di Gru. Minions & Monsters si colloca prima di tutto questo e tenta di spiegare come gli ometti gialli abbiano attraversato la storia del cinema, influenzandola e deformandola con la loro comicità caotica, ipertrofica, fuori dalle righe.
Il cast vocale in lingua originale è ricchissimo: Trey Parker dà vita a Goomi, creatura cthulhiana; Christoph Waltz interpreta Max, regista che assume i Minions; Jesse Eisenberg è Dort, robot alieno tra i personaggi più riusciti e che omaggia Gort; Jeff Bridges doppia i fratelli Bright i produttori dei film come a citare i Warner Bros. (e i tanti “Bros” dei film); Zoey Deutch è Debbie, suffragetta determinata.
Coffin dirige con energia, John Powell firma una colonna sonora che attraversa epoche e generi, e Universal/Illumination confezionano un prodotto tecnicamente impeccabile. Ma la struttura narrativa resta sbilanciata: tanta estetica, tanta citazione, tanta velocità, e una trama che fatica a sostenere tutto questo peso.

Un film divertente ma sbilanciato
Il film è divertente, colorato, pieno di invenzioni visive. Le gag funzionano, i Minions sono sempre irresistibili, e l’idea di farli attraversare la storia del cinema è affascinante. Ma la semplicità della trama, unita alla quantità enorme di citazioni, crea uno squilibrio evidente: il film vuole essere enciclopedico, ma finisce per essere enciclopedico eccessivamente.
I bambini coglieranno la superficie comica; gli adulti cinefili saranno bombardati da riferimenti continui; il pubblico intermedio rischia di perdersi. “Minions & Monsters” è un’opera che ama profondamente il cinema, ma che a volte sembra volerlo abbracciare tutto insieme, senza selezione, senza respiro. Il risultato è un film generoso, affettuoso, ma anche sovraccarico e dilatato.
Si tratta di un film divertente, che fa esattamente quello che il pubblico più giovane attende e cioè intrattenere divertendo anche all’infinito con la consueta e spiazzante parlata dei Minions nelle situazioni più assurde e disparate.
Voto: 7,1